Nato a Genova nel 1581, Bernardo Strozzi - nulla a che vedere con l'omonima famiglia di banchieri e politici fiorentini - ebbe la prima formazione culturale negli ambienti francescani; tanto che, diciassettenne, volle diventare frate minore cappuccino. Lasciò tuttavia l'ordine per le difficoltà economiche conseguite alla morte del genitore, a causa della quale si trovò a dover dipingere per sostentare la madre.
Talentuoso, la sua bottega giovanile conobbe rapida fortuna ed egli ottenne varie commissioni di un certo prestigio fra cui quella degli affreschi di Palazzo Doria; per alcuni anni, inoltre, rivestì l'incarico di ingegnere portuale. Ma dimostrò un'eccessiva vena da imprenditore, cui corrispose una gran quantità di copie e imitazioni prodotte; da qui la denuncia - da parte degli ex confrati - per pratica illegale della pittura e anche un breve periodo di carcere.
Ritratto di Claudio Monteverdi
1640 - Venezia, Galleria dell'Accademia
Immagine dal sito Wikimedia Upload
Costretto a rientrare nell'ordine, per sfuggire al rischio di confino decise di riparare a Venezia (ecco i motivi dei soprannomi "Cappuccino" e "Prete genovese"). Anche nella città lagunare la sua bottega fu attiva e florida... ed ottenne prestigio specie come ritrattista, dopo aver raffigurato il compositore Claudio Monteverdi. Anche i suoi problemi con la Chiesa dovettero risolversi, dal momento che divenne perfino Monsignore. Scomparve nel 1644.
Allievo del senese Pietro Sorri, rivelò nel tempo varie influenze artistiche: da Caravaggio e i caravaggisti a Rubens e Veronese fino a Velazquez. La gamma cromatica prediletta, dapprima scandita da tinte forti e severe, si andò schiarendo nel periodo veneziano. Il suo esempio incise notevolmente sugli sviluppi seguenti del barocco e rimase in alta considerazione anche nei secoli successivi (un po' meno nel XIX, che guardò con un certo distacco al Seicento).





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