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    Cool Celebriamo a modo nostro lo sbarco sulla Luna

    Thread dedicato agli aspetti meno noti e alle interpretazioni polemiche dell'evento di cui, domani, ricorrerà il quarantennale...
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Celebriamo a modo nostro lo sbarco sulla Luna

    Articolo della rivista "Men" (tanto apprezzata dai maschietti di qualche decennio addietro... ) del 28 luglio 1969... Emblematico dell'atmosfera di quei giorni, come lo è la copertina...



    LUNA - IPOTESI CONTAGIO
    di Alex V. Martelli

    IPOTESI: Infezione da Luna. TESTO: "Il mattino dell'8 ottobre 1969, John Higgyns, proprietario dell'hotel Alfa Centauri ad Houston, nel Texas, si alzò dal letto ed entrò come sempère nel bagno. Accese la luce, si guardò nello specchio attendendosi di vedere la solita faccia semiaddormentata. Rimase allibito: il suo volto era completamente azzurro, un irreale azzurro cielo che, sugli zigomi, si faceva più scuro, tanto da diventar bluastro. Mentre John osservava stupito la propria immagine, la pelle della sua fronte e poi quella del volto incominciò ad accartocciarsi come una foglia avvizzita mentre al di sotto si intravedeva la carne viva che, adesso, andava assumendo un colore più scuro, quasi nero. Su quel nero, qualcosa si muoveva, qualche cosa di orribile e di schifoso, grumi e grumi di piccoli vermi biancastri: uno di essi spuntò strisciando dall'occhio dell'uomo e cadde a terra dove prese a contorcersi furiosamente. Intanto John s'era seduto su uno sgabello ad osservarlo e, di colpo, scoppiò in una terribile, assurda risata: l'orrore l'aveva fatto impazzire".

    Potrebbe essere l'inizio di un racconto di fantascienza ma potrebbe anche essere una cronaca giornalistica della realtà di domani. Se, come molti temono, nei frammenti di suolo lunare che gli astronauti porteranno sulla Terra al rientro dalla loro missione si nascondono micorganismi e batteri o anche semplicemente dei virus rappresentanti di una "vita" aliena, il pericolo di una "infezione da luna" diventa una realtà palpabile e minacciosa. Non per nulla la NASA ha preso le maggiori precauzioni per isolare la capsula una volta che sia giunta sulla Terra e per circondare i tre astronauti di barriere insuperabili in modo da impedire un qualsiasi contatto con persone o cose dell'ambiente terrestre.
    Circa la possibilità che sul satellite della Terra possa, comunque, annidarsi qualche essere vivente (sia pure un microrganismo, sia pure un qualche cosa di simile a un virus) le opinioni degli studiosi son assolutamente discordi. Secondo il professor Margaria, Ordinario di Fisiologia Umana presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Milano, una ipotesi di questo genere è semplicemente assurda. "Infantile credere ad una simile ipotesi". Margaria dichiara che, mancando acqua liquida sul satellite, dato l'infernale calore del giorno lunare (anche 160°) qualunque organismo vivente, grande o piccolo, verrebbe immediatamente disidratato.
    Lo studioso milanese non crede possibile l'esistenza di grandi "sacche" piene di ghiaccio molto antico sotto la superficie lunare. Ma tante osservazioni astronomiche e precisi calcoli circa il peso specifico della Luna hanno potuto accertare che o essa è costituita da materiale assai leggero oppure presenta internamente grandi caverne o cavità, tali da "alleggerire" enormemente il satellite. In parole povere l'ipotesi dell'esistenza di cavità naturali nell'interno della Luna non può assolutamente scartarsi e, a questo punto, nemmeno la probabilità che vi siano contenute formazioni di "ghiaccio archeologico".


    La storia della Luna

    Non è facile, allo stato delle attuali conoscenze, dire se l'una o l'altra tesi corrispondano alla verità, poiché ciascuna di esse ipotizza un particolare "tipo" di luna. Non molto si sa circa la storia della Luna, né ancora nulla si conosce, di certo, circa le sue origini. E' soltanto accertato che, fin dai più remoti tempi storici, essa è esistita attorno alla Terra. Ma la storia della Terra ha circa 4 miliardi di anni, mentre quella dell'uomo ne avrà un milione circa. E' dunque certo che non esisteva acora, sulla nostra Terra, un osservatore umano quando il nostro pianeta era privo del satellite.
    Da dove veniva la Luna quando un bel giorno incominciò a ruotare attorno al nostro pianeta ad una distanza che gli scienziati hanno calcolato molto inferiore a quella attuale? Da dove veniva la grossa lappa bucherellata che oggi Armstrong, Aldrin e Collins hanno raggiunto con il perfetto volo di Apollo 11?
    Anche qui le risposte sono parecchie e tutte differenti una dall'altra. Per la maggior parte degli studiosi, il satellite è figlio della Terra, staccatosi da essa quando, tre o quattro miliardi di anni fa, la materia che componeva il pianeta era molle e molto elastica: una specie di "magma" infuocato. Per altri, invece, la terra "catturò" al laccio della sua gravità, un corpo celeste che passava nelle vicinanze. Da dove venisse, questo costituisce un altro grave problema: forse dal Sistema Solare, o dai recessi lontanissimi della Grande Galassia, ed era giunta nello spazio circumterrestre dopo aver viaggiato per milioni e milioni di anni. Un'ipotesi dunque assolutamente sconcertante: se fosse vera, è come se Armistrong ed Aldrin abbiano camminato su un corpo celeste ruotante attorno ad un lontanissimo sole del misterioso centro Galattico, lì dove le stelle son così fitte che la notte non scende mai e il cielo è un immenso forziere luccicante di stelle vicinissime una all'altra.
    L'ipotesi relativa alla presenza di una micro-vita lunare diventa, alla luce di queste considerazioni, veramente preoccupante e spiega le grandi precauzioni prese dalla NASA per isolare accuratamente l'Apollo e il suo equipaggio al loro rientro sulla Terra. Varrà anche ricordare che il terriccio e le rocce raccolte scavando il suolo della Luna verranno isolate in appositi sacchi di plastica, assolutamente impermeabili, e, quindi, immessi in contenitori metallici.


    Microvita dalla Galassia?

    La Luna dunque viene forse da lontano, dagli spaventosi abissi senza fine dello Spazio e del Tempo. Simile ad un'astronave che ha viaggiato per milioni di anni lungo una sterminata rotta, può darsi che la Luna contenga veramente, nelle sue grandi caverne sotto la superficie dei mari, un "equipaggio" di inimmaginabili vite. Potrebbe darsi, insomma, che al suo primo passo fuori dai propri confini, l'uomo si imatta nei Mostri. Mostri, si intende, di dimensioni microscopiche, ma capaci di scatenare quella malattia aliena contro la quale non v'è salvezza, non v'è vaccino, non v'è medicamente possibile, trattandosi, appunto, di una malattia che viene "da altrove".
    Ipotesi sconcertante, s'è detto. Ma ipotesi assolutamente plausibile. Del resto, se guardiamo al regno dei virus "nostrani" ci accorgiamo che anche queste minuscole scintille di vita hanno una potenza e una "cattiveria" semplicemente straordinarie. L'aspetto stesso del virus è, di per se stesso, strano, alieno, pur trattandosi di virus terrestri. Che lo siano veramente, però, nessuno può affermarlo con certezza assoluta, poiché potrebbe benissimo darsi che i virus, questi straordinari giocolieri, questi formidabili illusionisti, questi abilissimi trasformisti dell'infinitamente piccolo, siano giunti fra noi viaggiando all'interno di un qualche meteorite alcuni milioni d'anni fa, o forse meno.


    Mistero dei virus

    La loro struttura è, difatti, così differente da tutte le altre strutture viventi, la loro azione così "spregiudicata" nei confronti di qualunque organismo vivo, da revocare in dubbio l'opinione che si tratta di appartenenti al regno animale o vegetale e da far pensare, invece, che appartengano al regno minerale.
    Osserviamo il virus, mettiamolo sotto il microscopio. Esso è costituito da alcuni "pezzi" ben distinti, quasi lo avessero fabbricato in serie, con un montaggio accurato e perfetto. Abbastanza di recente s'è constatato che il virus non è altro che un contenitore di materiale genetico, una sorta di sacco con dentro gli acidi ribonucleici ed i geni che trasmettono le caratteristiche della specie. Per moltiplicarsi senza molta fatica il virus si attacca alle cellule e vi inietta la propria sostanza genetica. Questa compie, nel vivo corpo del più piccolo organismo vivente che esista, un lavoro sensazionale e rapidissimo, soggiogando in poco tempo la cellula stessa, impossessandosi brutalmente dei suoi meccanismi vitali. Tali meccanismi vengono poi utilizzati quasi come uno stampo, per la "costruzione" di altre migliaia o centinaia di migliaia di virus nella cellula che, alla fine, distrutta, lascia fluire questa marea di micro-banditi che iniziano così l'assalto alle altre cellule circostanti. così si svolge l'infezione virale ed è un meccanismo spietato e diretto non solo ad uccidere ma a utilizzare il nemico ucciso per moltiplicarsi ed aumentare la propria forza.
    Se i virus lunari, che per ora solo si ipotizzano, esistessero davvero e giungessero veramente sul nostro Pianeta a bordo dell'Apollo 11 rientrato dalla sua meravigliosa missione, allora certo per l'Umanità potrebbero venire dei momenti assai preoccupanti. Non è facile credere che si potrebbero trovare in tempo i vaccini necessari per vincere un nemico così spietato. In tempo - intendiamo - perché l'Umanità non venga distrutta completamente da una influenza "Lunatica", magari d'origine cosmica, fatale per la vita della nostra specie.
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio


    Potrebbe essere l'inizio di un racconto di fantascienza ma potrebbe anche essere una cronaca giornalistica della realtà di domani. Se, come molti temono, nei frammenti di suolo lunare che gli astronauti porteranno sulla Terra al rientro dalla loro missione si nascondono micorganismi e batteri o anche semplicemente dei virus rappresentanti di una "vita" aliena, il pericolo di una "infezione da luna" diventa una realtà palpabile e minacciosa.
    Certo che abbiamo corso un brutto rischio, visto che l'Apollo 11 se ne è tornato da lassù (forse… ) adagiandosi tranquillamente sull'Oceano Pacifico, senza neppure una minima spolveratina precauzionale.

    Stesso allarme è stato lanciato alla vigilia delle missioni su Marte da molti scienziati, che hanno invitato la NASA alla massima prudenza, ventilando la possibilità dell'esistenza sul pianeta rosso di batteri letali che avrebbero potuto scatenare un'epidemia devastante.

    Per ora, tutto bene. Almeno a quanto ci è dato sapere... :gluglu:

  4. #4
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    SPARITO NASTRO ORIGINALE ALLUNAGGIO


    WASHINGTON - Venivano dalla Luna e sono sparite dalla faccia della Terra. Volatilizzate dagli archivi della Nasa, introvabili in qualsiasi magazzino spaziale: le cassette con le immagini originali del primo passo di Neil Armstrong sulla luna trasmesse a Houston nel Luglio 1969 dalla telecamera installata sull'Apollo 11, non esistono più. Tre anni di ricerca frenetica in ogni angolo possibile dei Centri dei programmi spaziali Usa, da quando nel 2006 gli esperti si resero conto che i nastri tornati a terra con la storica missione lunare non si trovavano più, sono giunti ad una sconcertante conclusione: la Nasa li ha cancellati. Per distrazione e per errore, naturalmente. Anzi, per risparmiare, con tutta probabilità durante gli anni Ottanta quando di queste cassette magnetiche un po demodé ma ancora efficienti c'era un gran bisogno: in quegli anni i sempre più numerosi satelliti catapultati nello spazio iniziavano difatti a inviare dati e immagini di continuo a Terra e i nastri su cui registrarle scarseggiavano. Secondo la ricostruzione dei due specialisti televisivi del Goddard Space Flight Central della Nasa in Maryland - Stan Lebar e Dick Nafzger, Che hanno guidato la caccia ai nastri scomparsi, la Nasa intorno al 1980 avviò un massiccio programma di riciclaggio di vecchie cassette. Decine di migliaia di scatoloni con nastri già usati vennero prelevati dagli scaffali polverosi, aperti e riutilizzati.


    La bandiera americana viene piantata sul suolo lunare da Neil Armstrong
    (Foto Nasa)

    E la 'prima diretta dalla luna' con Armstrong a Buzz Aldrin che piantavano la bandiera americana sulla superficie sabbiosa del 'Mare della Tranquillita'' è stata così eliminata. "Nessuno lo ha fatto di proposito, è stata una terribile distrazione - ha osservato Nafzger - ma dopo tante ricerche sono ora convinto che queste cassette non esistano più, tante prove ed indizi ci hanno portato a questa conclusione per quanto difficile da accettare". D'altronde Lebar e Nafzger hanno setacciato per anni ogni possibile archivio e vecchio documento non risparmiando nemmeno incursioni a casa di ex impiegati Nasa. Ma per la memoria storica del globo, le sequenze dell'allunaggio sono state salvate, seppure non più dall'originale, dalle riprese televisive trasmesse dai network di mezzo mondo. Riprocessate e migliorate dagli specialisti di Hollywood della 'Lowry digital' - nota per aver ripristinato digitalmente vecchi film come 'Guerre stellari', tornano così le immagini della prima passeggiata lunare dell'Apollo 11.

    Nicoletta Nencioli – ANSA.it (19.07.2009)

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  5. #5
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    Luigi Mascheroni

    ALLUNAGGIO, IMPRESA GALATTICA MA SEMBRA (QUASI) FINTA




    Aldrin posa di fianco alla bandiera americana
    (Foto Nasa)


    Nel film Diamonds are Forever, del 1971, uno stupito James Bond in fuga si ritrova all’improvviso dentro un set cinematografico composto da rocce, un fondale lunare e un veicolo molto simile a quelli della Nasa. Un’ambientazione stranamente familiare a chi, solo due anni prima, aveva assistito in diretta televisiva all’allunaggio dell’Apollo 11. Una strizzatina d’occhio di Hollywood a tutti coloro che non credevano, e non credono neppure oggi, che l’uomo sia realmente sceso sulla luna... Secondo l’ultimo sondaggio gli americani «scettici» sono il 20%. Un’enormità.
    Sono i seguaci della conspiracy moon, la teoria del complotto secondo la quale l’impresa del 1969 sarebbe il più grande inganno di tutti i tempi, una colossale truffa politico-mediatica orchestrata dalla Casa Bianca per vincere, barando, la corsa allo spazio nella quale gli Stati Uniti erano in quegli anni impegnati allo spasimo con l’Unione Sovietica. Il palio, per chi arrivava prima sulla luna, c’era il controllo della terra.

    Missione sospetta. Quando Neil Armstrong scese dalla scaletta del Lem - per i dietrologi - non si trovava affatto nel mare della Tranquillità, ma in un set cinematografico allestito in una base militare segreta. Secondo William Kaysing, un tecnico che all’epoca lavorava per la Rocketdyne, la società che sviluppò i motori della programma Apollo, il finto allunaggio fu girato al Norton Air Force Base di San Bernardino dal regista Stanley Kubrick (che l’anno prima aveva realizzato con straordinari effetti speciali 2001: Odissea nello spazio) sotto la minaccia di rendere pubblico il coinvolgimento del fratello Raul col Partito comunista.


    La discesa di Aldrin sul suolo lunare
    (Foto Nasa)


    Del resto, quando il presidente John F. Kennedy, nel 1961, promise che entro dieci anni avrebbe portato un americano sulla luna, uno studio di fattibilità redatto dalla stessa Nasa sentenziò che le probabilità di successo erano dello 0,0017 per cento. In altre parole, senza speranza. L’unico modo per mantenere la promessa era mentire. Per i complottisti esattamente ciò che fece il governo americano. Prove? Più che altro dubbi, a partire dal fatto che risulta davvero difficile credere che la tecnologia dell’epoca - senza computer o quasi, e con tute da astronauti che sembrano uscite da un B-movie degli anni ’50 - potesse depositarci delicatamente sulla superficie lunare (e riportarci a casa indenni, soprattutto).

    Domande di rito: perché nelle foto e nei filmati della missione Apollo 11 non si vedono le stelle che, in mancanza di atmosfera, dovrebbero essere luminosissime? Perché non ci sono crateri sotto il Lem nonostante il getto del motore a propulsione? Perché in molte immagini gli astronauti proiettano ombre e sono illuminati in un modo inspiegabile rispetto alla sola fonte di luce possibile sulla luna, cioè il sole? Perché Armstrong è fotografato da Aldrin che si vede riflesso nel suo casco senza però avere in mano la macchina fotografica? A conferma dei dubbi dei cospiratori, la Nasa due anni fa ha dichiarato di aver perso i filmati originali dello sbarco. Che forse però salteranno fuori per questo anniversario.

    Alla fine, tanti dubbi e una sola certezza. Che la celebre frase «un piccolo passo per me, un grande balzo per l’umanità» - al netto di qualsiasi prova scientifica così come di qualsiasi teoria complottista - non può che essere uscita dalla penna di un mediocre sceneggiatore. Hollywoodiano.

    Luigi Mascheroni - Il Giornale del 16 luglio 2009

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  6. #6
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    La Terra «sorge» sulla Luna...

    (Foto Nasa)

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Celebriamo a modo nostro lo sbarco sulla Luna

    Molto ispiratrice l'ultima foto...
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 10-02-10 alle 17:04

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Eric Draven Visualizza Messaggio
    Molto ispiratrice l'ultima foto...
    Sì, molto suggestiva. Piace tanto anche a me...
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 10-07-12 alle 17:44

  9. #9
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    Predefinito La Luna 40 anni dopo

    La Nasa ricorda con un video l'inizio della missione dell'Apollo 11, il 16 luglio 1969.




    E questo è uno stralcio della lunga diretta della RAI, il 20 luglio 1969.

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 10-07-12 alle 17:35

  10. #10
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    STIVALI, BANDIERE, RIFLETTORI, TARGHE: IL SATELLITE CHE SEMBRA UN BAZAR


    Ben poche imprese umane esercitano sulla nostra immaginazione un fascino paragonabile a quello del primo sbarco sulla Luna. Nella notte del 20 luglio 1969, seguito in diretta da milioni di persone in tutto il mondo, Neil Armstrong metteva per la prima volta piede sul suolo lunare, pronunciando la celebre frase: “È un piccolo passo per l’uomo, ma un grande balzo per l’umanità”. A quarant’anni esatti dalla storica missione dell’Apollo 11 (l’anniversario ricorre lunedì), l’impresa lunare non ha ancora finito di stupirci, incuriosirci e prometterci ulteriori, future sorprese.



    Neil Armstrong, Michael Collins, Edwin (Buzz) Aldrin


    Vediamo allora alcune notizie e curiosità relative a questa insuperata avventura. Innanzitutto i protagonisti, Neil Armstrong, Edwin “Buzz” Aldrin, che camminarono sulla Luna, e Michael Collins, che rimase in orbita. Che fine hanno fatto? Armstrong è diventato una leggenda vivente, ma ha sempre cercato di evitare i riflettori e, dal 1994, ha smesso quasi del tutto di rilasciare autografi, a causa dei molti “falsi” in circolazione. Dopo aver sofferto di depressione, Aldrin ha iniziato a promuovere l’esplorazione dello spazio, tramite libri, romanzi di fantascienza e persino un videogioco; sua è la definizione del paesaggio lunare come di una “magnifica desolazione”. Dopo alcuni incarichi istituzionali Collins si è ritirato a vita privata, dedicandosi alla scrittura e alla pittura. Gli allunaggi continuarono però fino al 1972, tanto che sulla Luna camminarono dodici uomini; l’ultimo fu Eugene Cernan, che prima di andarsene disse: “Come siamo venuti, così ce ne andiamo e, se Dio vuole, portiamo con noi pace e speranza per tutta l’umanità”.


    La targa lasciata sulla Luna per commemorare l'impresa
    (Foto Nasa)


    Le curiosità non sono finite. Sulla Luna vennero pronunciate anche parole in italiano (Charles Duke, durante una passeggiata lunare, esclamò: “Mamma mia!”); il computer del modulo lunare dell’Apollo 11 era potente quanto un odierno cellulare; l’Apollo 12 riportò sulla Terra batteri terrestri arrivati sulla Luna con una sonda automatica, i quali erano riusciti a sopravvivere lassù per tre anni. A parte le sei bandiere americane - una per ogni missione Apollo atterrata - sulla Luna c’è solo un’altra bandiera, quella della Cecoslovacchia, terra d’origine di Cernan. E poi: Alan Shepard portò con sé sei palline da golf, lanciandone una a circa 370 metri di distanza. Inoltre, sparsi in diversi punti della superficie lunare, ci sono ancora molti altri oggetti lasciati lì dalle diverse missioni umane e automatiche: oltre alle varie bandiere e alla targhetta celebrativa del primo sbarco, ci sono impronte umane e tracce di pneumatici, i resti di varie sonde e dei moduli lunari, gli stivali di Armstrong e diversi riflettori laser, che vengono tutt’ora usati dagli astronomi per misurare la distanza tra Terra e Luna. A questo proposito Peter J. Capelotti, studioso della Penn State University, ha tracciato la mappa di cinque potenziali “Lunar Park” che potrebbero essere costituiti in futuro, facendo la felicità di studiosi di “archeologia lunare” e turisti spaziali.


    Un'impronta lasciata dagli astronauti sul suolo lunare
    (Foto Nasa)


    Ma riusciremo mai a tornare sulla Luna? L’interesse è notevole, sia da parte di potenze emergenti come Cina e India, sia da parte degli Usa che, budget permettendo, contano di sbarcarvi di nuovo, e in pianta stabile, nel 2020. E, come ultima nota di colore, citiamo il recente concorso bandito dalla rivista “New Scientist” per chi trovava una frase alternativa a quella storica di Armstrong: il premio era un pezzo di roccia lunare. Tra le numerose proposte (qui a fianco) ha vinto quella dell’australiano Richard Hambly, che umoristicamente fa dire ad Armstrong: «Ciao Yuri, possiamo tenere questa cosa tra noi?», fingendo che gli americani siano arrivati sulla Luna e lì vi abbiano trovato i russi ad aspettarli.


    Roberto Manzocco - da Libero del 18/07/09

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    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 09-10-13 alle 00:43

 

 
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