Le elezioni in Repubblica Ceca hanno segnato la sconfitta, non prevista nei sondaggi, dei socialisti, pronti ad allearsi addirittura coi comunisti. Ma fortunatamente, colui che secondo le previsioni doveva essere il nuovo Primo Ministro, l'ex funzionario del regime a partito unico Jiri Paroubek - uomo arrogante e presuntoso - si è dimesso a causa della cocente disfatta. Prevale dunque una coalizione di centrodestra, grazie soprattutto al clamoroso risultato del principe Schwarzeberg, a capo di un partito conservatore nuovo di zecca. Auguri a lui e al nuovo esecutivo ceco (e complimenti ai cechi per non aver consegnato il paese in mano ai burocrati socialisti e ai nostalgici del comunismo):
Il trionfo di Schwarzenberg, il 'Principe gentiluomo'
Non sempre è necessario giungere primi per essere vincitori. La conferma arriva dal principe Karel Schwarzenberg, il 72enne ex ministro degli Esteri della Repubblica, il quale - postosi alla guida, appena un anno fa, del neonato partito conservatore del Top09 - è riuscito a portare il nuovo schieramento a uno sbalorditivo 17% dei consensi.
In termini percentuali, si tratta del terzo posto. Davanti a lui, di soli pochi punti percentuali, i Socialdemocratici della Cssd, primi ma senza nessuna possibilità di governare (tant'è che il loro leader Jiri Paroubek si è dimesso poche ore dopo il voto), e i liberali Democratici civici dell'Ods, che hanno comunque perso circa un milione di consensi rispetto alle elezioni del 2006, in un Paese da 10 milioni di abitanti.
Il centrodestra ceco, che si appresta a varare il nuovo governo nazionale, deve proprio a Schwarzenberg - più precisamente a Karl Johannes Nepomuk Josef Norbert Friedrich Antonius Wratislaw Mena Principe di Schwarzenberg, discendente di una delle famiglie più blasonate e ricche d'Europa - un risultato che ha dell'incredibile, se solo si pensa alle premesse della vigilia, quando si dava per certa una vittoria larga della sinistra.
Ciò che sorprende è soprattutto il modo con il quale il Top 09, guidato da Schwarzeberg, sia riuscito in questo intento, con una campagna elettorale tutta impostata sulla necessità di rimettere a posto i conti pubblici e ridurre il bilancio dello stato sociale. Una ricetta "lacrime e sangue", la sua, che alla fine ha fatto presa anche fra la gente comune, quella dei cittadini che fanno fatica ad arrivare a fine mese.
Una campagna elettorale fuori dagli schemi, tutta impostata sulla figura di questo anziano aristocratico, sul suo umorismo e sulla sua immagine di persona perbene, capace di dire sempre "pane al pane e vino al vino". Risultato: è Schwarzenberg il politico con più voti di preferenza, 46 mila, il doppio circa del secondo classificato (il Socialdemocratico Michal Hasek).
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