Si continua a piagnucolare che in Italia non si fa ricerca né innovazione di base, che al più si fa qualche piccola innovazione marginale sui processi o sui prodotti, più o meno scopiazzature con cui magari accaparrarsi anche un po’ di soldi dai finanziamenti statali, regionali, europei e chi più ne ha ne metta.
Tutto vero. Almeno in parte. Perché poi ci sono invece casi d’eccezione, positiva per fortuna, che dovrebbero farci inorgoglire ma di cui, mistero, nessuno parla. E soprattutto i politici fanno finta di non sapere, si girano dall’altra parte.
Eppure con queste cose si fa il futuro e si rende sostenibile un tenore di vita decente! Pensiamo al vecchio caso dell’Olivetti. Lì Adriano Olivetti, su suggerimento di –pensate un po’!- Enrico Fermi, puntò appena dopo la guerra ai calcolatori elettronici. Ma non a quelli giganteschi, grandi come stanze, cui pensavano americani e inglesi, ma a quelli piccoli, personali, per ufficio, come avevano fatto due generaizoni prima con le macchine da scrivere! Inventarono i personal computer!!, sia la parte hardware (erano grandi il doppio di una grande calcolatrice da cassa di allora, niente confronto ai calcolatori americani) che la parte software (che ancora non esisteva!). Per schede magnetiche di memoria utilizzarono, almeno all’inizio, corde di chitarra magnetizzabili!
Insomma fecero miracoli.
Poi la cosa andava finanziata, l’Olivetti era entrata in crisi per le macchine da scrivere che non tiravano più come una volta (siamo all’inizio degli anni ’60) e dovettero rivolgersi alle banche. I grandissimi banchieri italiani, famosi per il loro infallibile fiuto industriale, dissero che con l’elettronica non si sarebbero mai fatti soldi e vendettero, per far cassa e poter continuare a fabbricare le macchine da scriveer che pensavano avrebbero avto un futuro infinitotutti i brevetti
a una società statunitense che in origine faceva macchine per tagliare il prosciutto: l’IBM. Sappiamo come è andata! Ecco i nostri banchieri e politici. Nessuno che ebbe la visione del futuro, un po’ di intelligenza, per dare soldi ad Olivetti. Ora la Apple ce la mangeremmo e saremmo tutti più ricchi.
E le cose continuano così. un sempio ma potrei farne altri.
A Roma due grandi imprese italiane, la Erg (che una volta faceva petrolioe ora energia rinnovabile
, vento soprattutto) e la Permasteelisa (nessuno sa che sia: andate a vedere il loro sito – www.permasteelisa.com – e capirete di che geniacci parliamo! Fanno facciate di vetro per tutti i più grandi grattacieli e installazioni architettoniche nel mondo), beh, si sono messe insieme per finanziare un progetto di ricerca incredibile
!
Hanno messo insieme tre università (Roma per l’ingegneria elettronica, Ferrara per l’elettrochimica e Torino per la chimica organica) e hanno soprattutto messo mano al portafoglio! In nemmeno 5 anni hanno speso qualcosa come oltre dieci milioni di euro!
Ma per far che?
Per rendere industrializzabile una uova forma di trasformazione dell’energia solare: il fotovoltaico trasparente e colorato! Il fotovoltaico organico.
Il loro sogno (ma che poggia su ragionamenti ben solidi) è quello di applicare queste vetrate fotovoltaiche sui palazzi di nuova costruzione che, per legge, fra un po’ in tutto il mondo dovranno essere almeno parzialmente autoproduttivi per l’energia che usano. Insomma devono farsi da soli l’energia. L’eolico non si può mettere su un palazzo per il rumore e l’estetica. Le biomasse creerebbero al centro cittadino enormi problemi di traffico (ve li immaginate migliaia di camion pieni di girasoli o altro che devono essere bruciati in enormi caldaie da grattacielo?). il fotovoltaico tradizionale, quello al silicio, andrebbe bene, ma il silicio è opaco! Tanto vale fare le finestre di compensato! Ecco che il fotovoltaico organico risolverebbe il problema
. E le città cambierebbero faccia: non più città in bianco e nero (al più con qualche nuances azzurrina o verdina, fredda e sconsolata) ma colori rossi, verdi, giallo, arancione… una vera rivoluzione energetica e anche architettonica!
Mi domando: ma perché il il governo non fa nulla? Perché non si aiutano imprese così a lavorare e a disegnare il nostro futuro? Prima che qualche banchiere dica che con il fotovoltaico organico non si fanno i soldi e faccia vendere tutto a qualche società americana o cinese?![]()
Scriviamo, organizziamoci, diamoci da fare: per una volta che qualcuno fa le cose giuste non stiamo lì ad aspettare che muoia!!!
Aiutiamo lo sviluppo del fotovoltaico organico.
Lo scrivo perché conosco un ricercatore che lavora alla sede di ricerca e sviluppo dove c’è anche un impianto di prova e mi ha detto che stanno per chiudere, che li stanno per licenziare tutti! Perché le due aziende sono state lasciate sole e non ce la fanno più. I politici dormono. Svegliamoli!
Per chi volesse saperne di più, vada a vedere su Google cosa fa l’università di Roma che collabora con Erg e Permasteelisa al sito del Choose. E poi in rete ci sono tantissime informazioni su questa nuova tecnologia….




, sia la parte hardware (erano grandi il doppio di una grande calcolatrice da cassa di allora, niente confronto ai calcolatori americani) che la parte software (che ancora non esisteva!). Per schede magnetiche di memoria utilizzarono, almeno all’inizio, corde di chitarra magnetizzabili!
Insomma fecero miracoli.
tutti i brevetti
a una società statunitense che in origine faceva macchine per tagliare il prosciutto: l’IBM. Sappiamo come è andata! Ecco i nostri banchieri e politici. Nessuno che ebbe la visione del futuro, un po’ di intelligenza, per dare soldi ad Olivetti. Ora la Apple ce la mangeremmo e saremmo tutti più ricchi.
e ora energia rinnovabile

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