ICH HABE EINEN TRAUM
di Franco Cardini
Sarà stato l’effetto dei Mondiali di calcio che ha reso euforici e quindi meno timidi i tedeschi, ma è accaduto qualcosa che, se fosse interpretabile come il mattino di una nuova giornata, sarebbe proprio un bel segno. La reazione di Angela Merkel al controllo spionistico esercitato nei suoi confronti da parte dei servizi statunitensi, così ovvia e semplice sul piano del diritto internazionale, stupisce, rallegra e fa davvero sperare su quello politico degli ultimi quasi settant’anni: perché in quell’àmbito era ormai insperabile. A parte il caso italiano, se c’era un paese europeo ligio alla volontà del Potente Alleato, quello era la Germania. E ciò faceva pensare, specie dopo faccende come il “caso-Echelon”, che non ci fosse più niente da fare. Gli statunitensi erano (e purtroppo restano) in grado di esercitare dappertutto, e impunemente, quella che Sergio Romano sul “Corriere della sera” dell’11 luglio scorso ha definito “una candida arroganza”. Il governo statunitense autorizza se stesso “a fare ciò che ad altri sarebbe proibito. Può promuovere leggi extraterritoriali valide per i giudici americani anche quando il reato, vero o supposto, è stato commesso fuori del territorio degli Stati Uniti. Può pretendere che tutte le linee aeree del mondo forniscano ai servizi americani informazioni sui loro passeggeri. Può pretendere che i contingenti militari americani, quando sono all’estero, godano di una totale impunità. Può considerare Edward Snowden un traditore per avere detto al mondo ciò che il mondo aveva il diritto di sapere”.
L’Europa non si fa senza la Germania. Ed ‘ forse ora che la Germania esca dal suo senso di colpa, dichiari di “aver già dato” e si assuma la responsabilità, nei confronti della nuova istituenda Europa, della garante politica anziché del controllore economico-finanziario.
Ed è difatti ora, commenta opportunamente Romano, “che qualcuno manifesti finalmente il suo disappunto”. Parole sante. E allora bisogna andare avanti. Che fan qui tante peregrine spade?, si chiedeva otto secoli fa Francesco Petrarca. Altro che spade. La costituzione italiana rifiuta la guerra, l’Italia è piena di comuni “denuclearizzati” ed ecco che gli americani hanno nelle basi di Ghedi e di Aviano settanta bombe nucleari. Lo rivela Hans Kristensen, della Federation of American Scientists, in un articolo uscito su “Internazionale”, 1059, dell’11 luglio 2014. Armi atomiche statunitensi nel continente europeo, oltre che in Italia – dove ce ne sarebbero comunque di più – sono presenti in Germania, in belgio, in Olanda e in Turchia. Facciamo finta di nulla.
Bene. “I have a dream”, ci hanno ripetuto Martin Luther King, John Fitzgerald Kennedy, Nelson Mandela e Walter Veltroni. I have a dream too: o meglio, Iche habe einen Traum. Che la sortita di Angela Merkel non sia né casuale, né estemporanea., Che corrisponda a un progetto. Che sia il primo passo di un percorso, la prima frase di un lungo e concreto discorso. Che segni l’inizio della svolta dall’Eurolandia all’Europa.
FC
Franco Cardini




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