



Intendevo dire che in genere noi (l'attuale generazione non lo so) siamo cresciuti con la consapevolezza che non eravamo solo un corpo, ma anche un'anima. E che solo diventando più grandi abbiamo lasciato perdere queste "credenze" convinti non da un ragionamento interiore (che uno può ragionare all'infinito sull'anima e non arrivare mai a nulla) ma da un pregiudizio. Il pregiudizio scientista. Quello appunto che ti propina il liceo...
SADNESS IS REBELLION












Posso farlo eccome, puoi scrivere la narrazione della tua percezione allo stesso modo in cui chiunque può narrare una sua esperienza.
La caratteristica della percezione della propria esistenza è che ognuno può percepire la propria ma non può percepire quella di un altro, però diversi individui possono confermare, ognuno per quanto riguarda sè stessi, che percepiscono la propria esistenza e questo è un fatto e definisce e conferma ciò che è appunto la versione minimale dell'anima, cioè il fatto che che la percezione della propria esistenza esiste
Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile


Si ma tutte queste esperienze non costituiscono un fatto provato. Infatti Brian Weiss può raccogliere nei suoi libri di esperienze private di vita dopo la morte restando per la cultura ufficiale un "esoterista", che equivale a poco meno di un imbroglione.
Ora, io personalmente sono d'accordo con te nel considerare una percezione un fatto. Però altri non saranno per nulla d'accordo e, in mancanza di una "loro" percezione, pretenderanno "prove" che nessuno sarà mai in grado di dare.
SADNESS IS REBELLION


Ovviamente non puoi provare o mostrare la tua percezione dell'esistenza, ciò non toglie che se ognuno percepisce la sua nessuno può negare il fatto in modo intellettuamente onesto, per cui il materialismo "puro" è già andato a farsi benedire. Poi che qualcosa permanga dopo la morte del corpo è cosa tutta da definire
Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile