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  1. #101
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&...e4fX2OL312OUzQ

    PalazzoL'antimafia intercetta la storica portavoce di Roberto Maroni

    Da otto anni Isabella Votino è l'ombra del presidente della Lombardia, che ha seguito nel percorso dalla Lega al Viminale fino ai piani alti del Pirellone. Ma la trentacinquenne campana è stata intercettata mentre chiedeva notizie delle inchieste relative al partito lumbard. In contatto, forse a sua insaputa, con personaggi legati ai clan

    di Lirio Abbate e Giovanni Tizian
    29 ottobre 2014

    Isabella Votino con Roberto MaroniE' stata definita la donna più potente nella storia del Viminale dopo Rosa Russo Iervolino. Ma la sola cosa in comune con l’unica “ministra” dell’Interno è l’origine campana. Perché Isabella Votino, nata a Benevento 35 anni fa, di professione fa la portavoce.

    Da otto anni è “l’ombra” di Roberto Maroni, che accompagna quasi ovunque, gestendone l’immagine: prima come capogruppo della Lega, poi come titolare dell’Interno, quindi come segretario del partito e infine al piano più alto della Regione Lombardia. Un fascino meridionale che ha colpito, tra i tanti, anche Silvio Berlusconi, ospite d’onore del suo compleanno nel 2007 e poi pronto a ingaggiarla per alcuni mesi come responsabile delle relazioni istituzionali del Milan.

    Una giovane vulcanica, con anni d’esperienza nel Palazzo, abile a districarsi tra politica, soldi e potere; capace di tessere rapporti fra leader della politica, imprenditori di successo, personalità dello spettacolo e del mondo dell’informazione. E adesso si scopre pure in contatto - forse a sua insaputa - con personaggi legati alla ’ndrangheta e al riciclaggio. Per questo motivo dalla Lombardia alla Calabria il passo è breve per Isabella Votino. Lady Pirellone, infatti, è finita dentro un’inchiesta sui collegamenti della ’ndrangheta con la politica e le tangenti. Un’indagine che parte da Reggio Calabria e arriva a Milano, nell’ambito della quale Isabella Votino è stata intercettata per quasi un anno a partire dalla fine del 2012.

    L’istruttoria è quella che scava nel lato più oscuro del movimento padano, una costola dello scandalo che ha detronizzato Umberto Bossi, portando proprio Maroni alla successione: con tanto di ramazza per la pulizia etica del partito impugnata come simbolo. Indagando su un giro di denaro sporco, i pm di Reggio Calabria sono arrivati a individuare un trentenne reggino, Bruno Mafrici: al telefono il giovane dottore in giurisprudenza mostra entrature profonde nella politica calabrese, incluso l’ex governatore Giuseppe Scopelliti, e una fiorente attività anche in società estere. E qui che gli inquirenti trovano la pista che li porta a uno studio di commercialisti nel centro di Milano e a Francesco Belsito che si definiva «il tesoriere della Lega più pazzo del mondo». Il legame tra Belsito e Mafrici è stretto, tanto che quest’ultimo è stato ingaggiato come consulente personale dal leghista quando era sottosegretario del ministro Roberto Calderoli.

    Le intercettazioni effettuate dalla Dia di Reggio Calabria hanno permesso di ricostruire una lunga catena di affari in cui venivano investiti i fondi della Lega Nord. La strategia finanziaria, però, era partorita nello studio di commercialisti milanesi in cui è socio Pasquale Guaglianone, altro calabrese trapiantato a Nord con una storia personale tutta a destra: in gioventù è stato un membro dei Nuclei armati rivoluzionari, Nar, e ha gestito la cassa della formazione di Giusva Fioravanti e Massimo Carminati (dal casellario giudiziario risulta una condanna per banda armata e associazione sovversiva). In un ufficio a 500 metri dal Duomo di Milano, si sedevano attorno a una scrivania professionisti calabresi che decidevano dove spostare pacchi di milioni.

    Tra loro un tesserato della Lega, il collaboratore di un ministro padano, l’iscritto a una loggia massonica, un ex estremista di destra: tutti a vario titolo collegati alla ’ndrangheta . Il problema è che i rivoli di denaro provenienti dai forzieri leghisti si sono contaminati con soldi molto più sporchi: il tesoro del clan De Stefano, la famiglia di ’ndrangheta che domina da oltre un ventennio la città dello Stretto. Lo stesso canale di riciclaggio avrebbe ripulito i capitali della cosca e i finanziamenti del partito, trasferendoli all’estero o investendoli in immobili. I personaggi coinvolti non sono picciotti armati fino ai denti, ma professionisti sospettati di fare parte di un’associazione segreta, paramassonica, con contatti nella ’ndrangheta che conta e ben inseriti nei salotti della politica nazionale. Con uno snodo nello studio milanese dall’anima doppiamente nera.

    Quando nelle conversazioni intercettate emerge Isabella Votino, i pm mettono sotto controllo anche il telefono della portavoce di Maroni che, uscito dal Viminale, era in quel periodo segretario federale della Lega Nord, pronto sulla pista di lancio per candidarsi alla presidenza della Regione Lombardia.

    È un momento teso. Le inchieste su politica e mafia vanno avanti, coinvolgendo anche esponenti della Lega e imprenditori vicini a Maroni. Alla fine del 2012, quando i pm di Milano e Reggio Calabria stanno coordinando indagini riservate su questo filone giudiziario, secondo le registrazioni Isabella Votino aggancia investigatori nel capoluogo lombardo per tentare di acquisire notizie su eventuali attività giudiziarie in corso sul gruppo vicino a Maroni. Chiede informazioni, sollecita risposte e tenta di comprendere quali siano gli obiettivi dei magistrati.

    La donna per quasi un anno è stata ascoltata dagli 007 dell’antimafia mentre discute alleanze tra partiti in vista delle elezioni lombarde con alcuni leader del Pdl. Il profilo che emerge dalle conversazioni non è quello di un portavoce, ma di un vero consigliere politico di Maroni. Una figura che lo ha accompagnato in tutta la scalata al potere, tra impegni pubblici e frequentazioni private. Celebre la festa che venne organizzata nel 2009 per il suo trentesimo compleanno nel Cavalli Just Cafè, tra cariche istituzionali, direttori di tg e star dello spettacolo: da Simona Ventura a Maria Grazia Cucinotta, da dj Francesco a Renato Pozzetto. Al ministero dell’Interno ricordano ancora le spese fatte con la carta di credito del dicastero: migliaia di euro al mese per soggiorni in alberghi di lusso. L’uso troppo disinvolto della carta di credito, che le venne ritirata, e la disponibilità di un’auto blu con poliziotti alla guida aveva allarmato perfino il responsabile della ragioneria del Gabinetto del ministero. Ma lei ha detto di avere chiarito tutto, almeno per questo aspetto economico.

    Oggi però Isabella non è l’unica esponente del cerchio magico di Bobo a essere finita nella lente dell’inchiesta antimafia: seguendo la stessa pista sull’asse Milano-Reggio Calabria, gli inquirenti si sono imbattuti pure in Domenico Aiello, avvocato di fiducia del governatore. Le intercettazioni hanno radiografato i contatti tra il legale e i pm di diversi palazzi di giustizia, incluso il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, come rivelato da “l’Espresso” nello scorso numero. Rapporti non strettamente professionali, stando al giudizio dei detective che hanno redatto un dossier in cui si evidenziano le relazioni di Aiello con esponenti della magistratura e dell’imprenditoria.

    Aiello è sposato con Anna Tavano, 42 anni, nominata lo scorso anno da Maroni alla direzione generale infrastrutture della regione Lombardia: una poltrona chiave nella gestione degli appalti. Qualcosa però non è andata come avevano previsto la manager e il suo amico Maroni, tanto che lo scorso settembre la donna ha lasciato l’incarico regionale ed è tornata nei ranghi aziendali di Citigroup. In precedenza Tavano era stata responsabile dei fondi europei alla Regione Calabria, lanciata dall’ex governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti. Ma lo sbarco a Milano, dove la coppia Tavano-Aiello ha casa in pieno centro a pochi passi dal Castello Sforzesco, è avvenuto grazie a uno sponsor sempre più influente nel mondo lumbard: Isabella Votino, appunto.
    Se dico quello che penso vado a finire male.

    Tutti i limiti sono stati superati.

    Oggi per chi votava lega fino a 10 anni or sono la situazione è molto dura nel ripetere il voto.

    Non parliamo poi dei vecchi miltanti.
    La lega ha salvato l'italia, adesso è talmente invischiata che l'italia deve contraccambiare facendo votare lega nord dal meridione.

    Ormai al nord è dura far votare lega.

    L'invasione degli extracomunitari ha un duplice scopo .
    Ubbidire alle disposizioni degli Illuminati, e permettere alla lega di avere un argomento propagandistico.
    Infatti adesso ha tolto dal simbolo sui manifesti ultimi la scritta ""Basta euro" e che persegue la Padania diventa solamente un obsoleto momento di ricordi.
    Ultima modifica di jotsecondo; 31-10-14 alle 13:53
    O si taglia o il caos

  2. #102
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Per me potrà finire come sempre all'itagliana a tarallucci e vino, soprattutto visto chi c'è di mezzo, ma le mie convinzioni rimangono e rimarranno sempre.
    Mi convinco sempre più di essere stato nel giusto quando pensavo che il sefardita agli Interni faceva arrestare i mafiosi (e ne sequestrava i beni) che erano di fastidio per le nuove leve della mafia-finanzia.
    Ossia penso che eseguisse ordini per interessi e se ne poteva pure vantare passando per un rigido "ripulitore", cosa che proprio non è mai stato.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #103
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #104
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #105
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Berlusconi deve star zitto.
    Lui ha fatto niente per mantenere l'unità d'italia, mentre la lega con Salvini mantiene i Padani bravi.


    Il Salvini deve essere lanciato perchè altrimenti non supera lo sbarramento del 5%, ed allora addio lega e ne potrebbe uscire un'altra.

    Senza lega il Sud e la classe politica non mangiano più.
    Ultima modifica di jotsecondo; 06-11-14 alle 17:28
    O si taglia o il caos

  6. #106
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Infatti anche questa sparata è in funzione di un'ulteriore pubblicità per il buffone verde, pardon, biancorossoverde.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #107
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    grande lotta tra "libberali".

  8. #108
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    oltre a tutto il resto ...
    quando l'ho conosciuto io aveva 18 anni ed era magro ...

  9. #109
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Ma era già un bastardo dentro.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #110
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    da il Nord quotidiano

    Gli italiani sono dei grandi combattenti. Salvini, riuniscili nella Grande Destra e salviamo il Paese.

    giovedì 6 novembre 2014
    Ho un senso di disgusto e nausea: siamo ancora qua? Siamo qua a discutere su Berlusconi leader o mezzo leader del centrodestra? Capisco il caso umano di un uomo prossimo a 80 anni che negli utimi 3 è passato da Palazzo Chigi alla palazzina degli anziani d'una casa di riposo dove scontare una pena sostitutiva della galera. Però, basta. Basta.
    Berlusconi si consegni alla Storia o scenda a patti con la sua storia, che è finita. Lo ha capito Umberto Bossi, lo ha capito Bersani, lo hanno capito perfino sugheri galleggianti della politica come Casini, Veltroni, Rutelli: è arrivato il tempo di andare.
    No, non è un appello. E' che Matteo Salvini se crede di pensare in grande e pensa davvero al futuro dell'Italia, deve smetterla di considerare Berlusconi un interlocutore. Lo era, lo è stato, non lo è più. Che poi, Berlusconi non lo pigli da solo, devi caricarti la sua corte con tutte le P comprese. Devi aver a che fare con personaggi da spavento e da risata, a scelta.
    Salvini non si merita la fine che ha fatto Bossi nella Palude Dei Ladri, ricoperto da incolpevole di fango. Ne stia fuori, e la Lega diventerà quella forza trainante capace di creare dal nulla quella Grande Destra che non è riuscita a nascere per colpa - colpa - di Gianfranco Fini, di La Russa, di Alemanno e anche di Storace, tutti dal passato nero via via stinto in grigio, poi in azzurro forzitaliano e adesso color carminio come le poltrone di Camera e Senato diventate la fine e il fine di ciò che sono diventati.
    Starne fuori e tirare dritto: sono queste, le regole per vincere, caro Salvini.
    Berlusconi ha ringhiato nell'ultimissima intervista perchè ha capito che dopo aver perso onore e titoli, adesso perderà anche l'elettorato: c'è un gigantesco mare a destra di persone pronte cambiare il Paese se si darà loro la possibilità di farlo.
    L'Italia è distrutta, ma non gli italiani. Gli italiani sono dei grandi combattenti, se hanno un motivo per combattere. E quale miglior motivo, del rifondare la Repubblica italiana da capo a piè?
    Marine Le Pen ha ragione quando dice che oggi non ci sono più le distinzioni destra sinistra di un tempo, oggi si combatte tra mondialisti e popoli che vogliono essere padroni del loro destino.
    Basta equivoche mezze misure, mezze parole. E' forse il tempo della moderazione? C'è qualcosa che può indurre a pensare vi sia la necessità d'essere moderati? L'Italia va a rotoli, e va inseguito il centro moderato? Solo un cretino prenderebbe un'aspirina con la polmonite perchè è più moderata di un'endovenosa di antibiotici. E l'Italia ha la polmonite.
    L'antibiotico di chiama Grande Destra e deve prendere in mano il destino del Paese.
    E capiamoci!
    Destra vuol dire mettere le oligarchie bancarie nell'impossibilità di comandare i cittadini, destra vuol dire fondare una nazione sulla libertà di amministrarsi e di possedere la propria moneta con la quale pagare gli stipendi, le pensioni, comprare le case e mandare a scuola i figli. La destra se ne frega della globalizzazione, se ne frega del "mercato". La destra vuole le persone, le famiglie vengano prima dei bancomat.
    Destra vuol dire combattere per il diritto di esistere in libertà, senza imposizioni straniere, e quando dico straniere intendo tedesche, olandesi, finlandesi, belghe. Pensino a loro, che noi pensiamo a noi. La destra di cui parlo non vuole imporre ad altri popoli e Stati regole, limitazioni, divieti, diktat.
    Questa è la destra.
    Questa è la Grande Destra che Matteo Salvini sarà capace di far nascere se guarderà davvero al futuro.
    Milioni e milioni di italiani non ne possono più della casta politica, del fallimento della politica, dell'abdicazione della politica che ha lasciato comandino arroganti imbecilli strapieni di algoritmi finanziari. E stupidi venduti travestiti da giovanotti di bell'aspetto con codazzi di signorine dalla scollatura facilmente di sinistra.
    Gli italiani vogliono un ragione per combattere. Questa è la forza per vincere. Dagliela, Salvini.
    max parisi

    E così il piccolo Max ha finalmente gettato la maschera e si dimostra quel misero essere che è.
    E ha gettato anche, ma l'aveva da tempo già fatto l'interessato, quella dello stesso Salvetto.
    itaglia e itagliani: solo di questo sanno parlare (leggasi mafia ed interessi vari).

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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