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  1. #1091
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    SALVINI PRESO IN CONTROPIEDE – Nell’associazione Comitato Nord di Bossi spazio anche ai non iscritti alla Lega
    14 DICEMBRE 202214 DICEMBRE 2022 ELEZIONI REGIONALI LETTURA 3 MIN

    Recuperare chi ha lasciato la Lega, i tanti scontenti delle regioni del nord, a partire da Lombardia, Veneto
    e Piemonte. La nascita dell”Associazione Comitato Nord’, ultima mossa del vecchio leader Umberto BOSSI, associazione lanciata ieri, viene letta così da chi è vicino al Senatur. Ma qualcuno segnala che quella di fondare anche una associazione, dopo aver finora ancorato il Comitato al partito di Salvini – un correntone interno alla ‘Lega per Salvini premier’ – nato per contarsi all’interno, è una novità, perché il Comitato guarda avanti “si allarga, punta anche a raccogliere adesioni da chi la tessera della Lega salviniana non ce l’ha, sia perché l’ha stracciata, sia perché è rimasto con quella della vecchia Lega in tasca”, dice una fonte ben informata. L’Associazione, insomma, segue il Comitato e viene aperta a tutti i simpatizzanti delle ragioni nordiste.

    Di sicuro BOSSI e i suoi colonnelli stanno gestendo un progetto complesso, che guarda anche al voto di febbraio per le regionali, muovendosi ad elastico, tra messaggi unitari (“siamo nati per ricostruire, non per distruggere”, è il mantra di BOSSI) e strappi, visto che “ci potrebbero essere altri che faranno come i tre
    consiglieri ‘ribelli’ del Pirellone”, è questo il rischio paventato dal Comitato. “Noi al di là di tutto, appoggeremo convintamente Fontana”, si affretta a dire Roberto Castelli, ex ministro leghista della Giustizia, oggi presidente dell’associazione ‘Autonomia e libertà’.

    Castelli sedeva alla sinistra di BOSSI al Castello di Giovenzano, per la prima uscita pubblica del Comitato. “Il mio auspicio – aggiunge – è che non vengano fatte azioni che mettano in difficoltà la campagna di Fontana e la sua rielezione alla guida della Regione”. Linea che sembra anche quella dei ribelli del Pirellone, per ora tre, Formenti, Lena e Mura, che non sembrano sensibili alle sirene
    della Moratti.

    Chi lo ha visto di recente assicura di un BOSSI che vuole andare avanti, che punta a tenere in piedi gli equilibri tra chi crede in un progetto ‘alternativo’ alla ‘Lega per Salvini premier’ e chi invece chiede di aprire un confronto, magari serrato e dall’esito imprevisto, ma restando sempre nella stessa barca, all’interno della Lega. Lega che a partire da Salvini, sembra tenersi in disparte, non senza però aver confermato l’espulsione dei tre consiglieri del Pirellone che hanno lasciato il partito. Nel merito, da Milano, entra la neo-commissaria provinciale, Silvia Sardone. “La Lega – assicura all’AdnKronos – è unita, non c’è alcuna divisione”. Sui tre che hanno lasciato parla di “scelta personale”, e poi loro “già appartenevano al Comitato di BOSSI”. “Io sono nella Lega di Salvini, sono entrata nella Lega per Salvini premier perché credo nel suo progetto e perché dove sta Salvini stanno gli elettori della Lega”.

    https://www.lanuovapadania.it/photog...tti-alla-lega/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #1092
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Anche Max Bastoni aderisce al Comitato Nord
    14 DICEMBRE 202214 DICEMBRE 2022 ELEZIONI REGIONALI LETTURA 1 MIN

    Un altro personaggio storico della Lega lascia il gruppo regionale lombardo. E’ Massimiliano Bastoni, che va ad unirsi ai tre consiglieri Mura, Lena e Formenti che hanno rotto l’argine. «Dopo quasi 32 anni che mi hanno visto appartenere ad un solo partito, la Lega – annuncia Bastoni – ho deciso di aderire all’interno del consiglio regionale al nuovo gruppo denominato “Comitato Nord”. La mia scelta viene dopo alcuni giorni di profonda riflessione…. Ormai non vi sono più le condizioni che mi portarono ad aderire al movimento che mi appassionò alla politica poco più che ventenne. Ritengo che temi quali l’autonomia e la difesa delle identità regionali siano da porre al primo posto nell’agenda politica, cosa che in Lega in questo momento non vedo possibile. Aggiungo che la mancanza di coinvolgimento della base militante nelle scelte fondamentali ha fatto sì che il partito dei commissari non mi rappresenti più».

    https://www.lanuovapadania.it/photog...comitato-nord/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #1093
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    SALVINI PRESO IN CONTROPIEDE – Nell’associazione Comitato Nord di Bossi spazio anche ai non iscritti alla Lega
    14 DICEMBRE 202214 DICEMBRE 2022 ELEZIONI REGIONALI LETTURA 3 MIN

    Recuperare chi ha lasciato la Lega, i tanti scontenti delle regioni del nord, a partire da Lombardia, Veneto
    e Piemonte. La nascita dell”Associazione Comitato Nord’, ultima mossa del vecchio leader Umberto BOSSI, associazione lanciata ieri, viene letta così da chi è vicino al Senatur. Ma qualcuno segnala che quella di fondare anche una associazione, dopo aver finora ancorato il Comitato al partito di Salvini – un correntone interno alla ‘Lega per Salvini premier’ – nato per contarsi all’interno, è una novità, perché il Comitato guarda avanti “si allarga, punta anche a raccogliere adesioni da chi la tessera della Lega salviniana non ce l’ha, sia perché l’ha stracciata, sia perché è rimasto con quella della vecchia Lega in tasca”, dice una fonte ben informata. L’Associazione, insomma, segue il Comitato e viene aperta a tutti i simpatizzanti delle ragioni nordiste.

    Di sicuro BOSSI e i suoi colonnelli stanno gestendo un progetto complesso, che guarda anche al voto di febbraio per le regionali, muovendosi ad elastico, tra messaggi unitari (“siamo nati per ricostruire, non per distruggere”, è il mantra di BOSSI) e strappi, visto che “ci potrebbero essere altri che faranno come i tre
    consiglieri ‘ribelli’ del Pirellone”, è questo il rischio paventato dal Comitato. “Noi al di là di tutto, appoggeremo convintamente Fontana”, si affretta a dire Roberto Castelli, ex ministro leghista della Giustizia, oggi presidente dell’associazione ‘Autonomia e libertà’.

    Castelli sedeva alla sinistra di BOSSI al Castello di Giovenzano, per la prima uscita pubblica del Comitato. “Il mio auspicio – aggiunge – è che non vengano fatte azioni che mettano in difficoltà la campagna di Fontana e la sua rielezione alla guida della Regione”. Linea che sembra anche quella dei ribelli del Pirellone, per ora tre, Formenti, Lena e Mura, che non sembrano sensibili alle sirene
    della Moratti.

    Chi lo ha visto di recente assicura di un BOSSI che vuole andare avanti, che punta a tenere in piedi gli equilibri tra chi crede in un progetto ‘alternativo’ alla ‘Lega per Salvini premier’ e chi invece chiede di aprire un confronto, magari serrato e dall’esito imprevisto, ma restando sempre nella stessa barca, all’interno della Lega. Lega che a partire da Salvini, sembra tenersi in disparte, non senza però aver confermato l’espulsione dei tre consiglieri del Pirellone che hanno lasciato il partito. Nel merito, da Milano, entra la neo-commissaria provinciale, Silvia Sardone. “La Lega – assicura all’AdnKronos – è unita, non c’è alcuna divisione”. Sui tre che hanno lasciato parla di “scelta personale”, e poi loro “già appartenevano al Comitato di BOSSI”. “Io sono nella Lega di Salvini, sono entrata nella Lega per Salvini premier perché credo nel suo progetto e perché dove sta Salvini stanno gli elettori della Lega”.

    https://www.lanuovapadania.it/photog...tti-alla-lega/
    Aperto anche ai fuoriusciti, per evitare che si organizzino da soli fuori dal partito...

  4. #1094
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    E questo è lo scopo principale.
    Copricimare e "controllare" gli eventuali, e veramente pericolosi, non iscritti.
    Bossi fino in fondo.
    Che schifo!
    Bastardi!
    Vogliono far morire tutto sotto la Moratti?
    MAI!

  5. #1095
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Vogliono far morire tutto sotto la Moratti?
    Evidentemente.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #1096
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Comitato Nord. Salvini nega di vedere movimenti di consiglieri…
    17 DICEMBRE 202217 DICEMBRE 2022 ELEZIONI REGIONALI LETTURA 1 MIN

    Alla domanda di una cronista sulle possibili conseguenze per la LEGA, alle Regionali in Lombardia, dopo il passaggio di alcuni consiglieri verso il Comitato Nord di Umberto Bossi, Matteo Salvini ha risposto:
    “No, anche perche’ i continui movimenti li vede lei”. Il vicepremier e ministro delle infrastrutture lo ha detto a margine di un sopralluogo alle case popolari Aler in via Salomone a Milano.

    https://www.lanuovapadania.it/photog...i-consiglieri/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  7. #1097
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    La lettera: Il Nord e il turismo politico
    19 DICEMBRE 202219 DICEMBRE 2022 LETTERE LETTURA 2 MIN

    Alla c.a. Stefania Piazzo – Direttore La Nuova Padania

    Premetto che accolgo sempre con interesse tutte le iniziative che hanno come obiettivo la promozione della causa padana. Pratico questo atteggiamento anche per seguire il mio personale motto di ispirazione longobarda e confuciana (“Non importa da dove sia stata scagliata la freccia, quando colpisce il bersaglio”) che mi spinge a prediligere l’effettivo obiettivo di una iniziativa piuttosto che basarmi esclusivamente sulle sue asserite motivazioni fondanti. Tuttavia, nel caso del Comitato Nord, non ho potuto fare a meno di avvertire fin da subito, a livello personale, qualcosa che ha turbato il mio stato emotivo. Precisando che per me la Padania è appunto una emozione. E qualcosa ha turbato questa emozione. In questa caso, rileva certamente il fattore individuale e la mia esperienza personale che mi portano a valutare criticamente certi fatti ed avvenimenti.

    Quindi, oltre agli effetti, in questo caso, ci sono anche degli affetti avversi. Non dico che questo mia atteggiamento sia intenzionale, ovvero, pregiudizievolmente negativo,, tuttavia, non ho potuto fare a meno di avvertire questo disagio. Mi riferisco alla circostanza che questa iniziativa sia stata promossa da politici che, in questi anni, hanno deciso di aderire alla svolta nazionalista e tricolore di Matteo Salvini. Molti di loro, grazie a questa scelta, hanno potuto ottenere anche affermazioni politiche ed elettorali. Una scelta che, necessariamente, è consistita nella “archiviazione” della Padania. Scelte chiaramente legittime ma certamente antitetiche. Turismo politico? Ora, la riscoperta del “Nord” e delle sue istanze da parte di questi politici, come se in questi anni queste scelte non avessero prodotti certi effetti, in ultimo, la clamorosa debacle elettorale al Nord della Lega di Salvini e la contrapposta affermazione dei romano-centrici Fratelli d’Italia, risulta molto difficile da comprendere per quelli che, come me, in tutti questi anni, non hanno mai praticato questa forma di “turismo” e hanno cercato, forse un po’ ingenuamente, di rimanere fedeli alla proprie idee e alla Padania. Molto difficile.

    CUOREVERDE

    https://www.lanuovapadania.it/letter...ismo-politico/
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  8. #1098
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Autonomisti disuniti alla meta, non siate candidati a sparire. Appello per una convention
    21 DICEMBRE 202221 DICEMBRE 2022 OPINIONI LETTURA 1 MIN

    di Roberto Gremmo – Vogliamo un dibattito pubblico degli autonomisti Lombardi, perché se vanno divisi si candidano all’irrilevanza e poi a sparire.

    Abbiamo, per nostra fortuna, la trasmissione trisettimanale di Bernardelli su Antenna tre: chiediamo una tavola rotonda con un confronto pubblico fra persone che dicono di volere difendere il Nord e che non possono non capire che se vanno ognuno per conto suo non caveranno un ragno dal buco.

    Faccio un appello, innanzi tutto, ai coraggiosi del Comitato Nord, che farebbero solo una figuraccia (senza prendere voti, purtroppo) diventando la stampella (o l’alibi identitario) dei partiti nazionalisti.

    Chiedo un confronto pubblico con gli amici che hanno deciso di appoggiare la dottoressa Moratti, sperando non si perdano in un’umiliante ricerca di candidature personali, destinate al sicuro insuccesso in una lista dove non mancano personalità di prestigio, in grado di battere tutti con le preferenze.

    Vogliono rischiare di schiantarsi ?

    “Grande Nord”, forza politica indipendente, è in quota autonomisti nella Lista Moratti. Gli altri?

    Abbiamo il diritto di vederli tutti in faccia, parlando con la stessa franchezza che avevamo apprezzato al convegno di Biassono.

    Ma ci devono essere anche i generosi di Bevilacqua, Zanello che non può affondare con il suo pirotecnico leader e Pagliarini. Leoni.

    Devono e possono essere trovare un punto d’incontro.

    Ma davanti a tutti.

    https://www.lanuovapadania.it/opinio...na-convention/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  9. #1099
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Anche la Basilicata scarica Matteo. Intanto il Comitato Nord prepara la lista per le regionali lombarde. Mura: un partito non può andare avanti a colpi di commissari
    21 DICEMBRE 202221 DICEMBRE 2022 ELEZIONI REGIONALI LETTURA 5 MIN

    L’Ansa con un reportage di Michele Suglia racconta una storia al limite del surreale. La Basilicata, ebbene sì, la Basilicata, terra splendida e selvaggia, dove il salvinismo aveva trovato proseliti, scarica Matteo. Anche la Basilicata!

    E infatti in una cronaca che impone il sorriso, si legge che “Dopo la Lombardia, anche in Basilicata la Lega perde pezzi. A tagliare il cordone ombelicale sono due consiglieri regionali che, usciti dal partito di Matteo Salvini a novembre, certificano ora quello strappo dando vita a un nuovo gruppo. Si chiamerà ‘Basilicata oltre’ e sarà presieduto da Massimo Zullino che, insieme a Giovanni Vizziello, lascia di fatto la Lega lucana con 3 consiglieri regionali sui 6 eletti nel 2019”.

    E via Bellerio che dice, si interroga correttamente il collega… Ma cosa può dire via Bellerio! Salvini sul suo cavallo bianco ostenta sicurezza e ribadisce che “La Lega è assolutamente in forze e in forma”.

    Ma il report sulla Basilicata aggiunge che, secondo le ricostruzioni locali, “pesano i cattivi rapporti e il dissenso con il presidente della Regione… Restano i mal di pancia e il rischio di un effetto domino sul partito già fiaccato dal calo di consensi e in cui, secondo i più maliziosi, covano accuse e risentimenti verso il segretario. Vizziello non nasconde i rischi e azzarda: “L’uscita dei consiglieri lombardi dalla Lega
    è stata sintomatica del malessere che c’è nel partito. Probabilmente noi in Basilicata siamo tra i primi interpreti di quello stato al sud”.

    “Non conosco il contesto della Basilicata – precisa Angelo Ciocca, uno dei coordinatori del Comitato – ma quello che BOSSI ha evidenziato, e probabilmente anche i due consiglieri in Basilicata, è che dentro la Lega c’è un malessere. Ma non possiamo fare come i violinisti del Titanic e continuare a suonare”.

    “La costituzione del gruppo Comitato Nord è stata l’azione che ci ha permesso di poter fare una
    lista senza l’obbligo della raccolta firme. Stiamo lavorando a una lista di qualità, con referenti importanti dei territori, poi non è detto che bisognerà presentarla”. A dirlo all’AGI è il capogruppo di Comitato Nord al Consiglio regionale della Lombardia, Roberto Mura, espulso dalla Lega una decina di giorni
    fa proprio per aver costituito il nuovo gruppo. La richiesta di poter costituire una lista Comitato Nord, in vista delle prossime elezioni regionali lombarde, è stata avanzata ieri dal fondatore della corrente, Umberto BOSSI, al governatore leghista Attilio Fontana. Quest’ultimo, ricandidatosi per il centrodestra
    alla guida della Regione, ha detto che ne avrebbe parlato ai vertici della Lega. Ma la presentazione della lista potrebbe anche venir meno, se dovesse essere raggiunto un accordo con Matteo Salvini.

    “Abbiamo fatto – sottolinea Mura – la richiesta di poter presentare una lista, pero’ vediamo se ci sara’ una
    controproposta. Valuteremo. Noi abbiamo espresso la volonta’ di sostenere Fontana, quindi vediamo se si puo’ concretizzare e come questo sostegno. Non siamo traditori, abbiamo rispettato in pieno il mandato degli elettori, la nostra volonta’ e’ di proseguire nel sostegno a Fontana anche per le prossime
    elezioni”.

    MURA sostiene poi di aver mantenuto buoni rapporti con il gruppo regionale della Lega: “Mi consulto ogni momento con il capogruppo Roberto Anelli per portare avanti il supporto a Fontana”. Diverso invece l’atteggiamento dei vertici del suo ex partito: “Le dichiarazioni di Salvini non sono concilianti, noi non stiamo portando avanti nulla di rivoluzionario ma le questioni per cui combattiamo da 30 anni: idee in linea con la storia della Lega. Non mi ritengo fuori dalla lega, la decisione di mettere fuori me e altri è stata un po’ frettolosa”.

    Quanto alla possibilità che possano esserci nuovi consiglieri in arrivo nel gruppo Comitato Nord (che per ora ne conta quattro), MURA sostiene: “Non mi interessa fare campagna acquisti, non la sto facendo, dopo di che le porte sono aperte. C’è un malumore generalizzato e anche sconcerto per questa situazione, poi da qui a trovare il coraggio di fare un passo… ognuno ha la sua situazione personale. Io ho sempre criticato il metodo all’interno della Lega, mai una persona: ho criticato il metodo di un partito che negli anni si è sempre più legato al commissariamento, che ha abbandonato le battaglie storiche per
    riprenderle solo in momenti elettorali, e ha avuto altre priorita’ rispetto a quelle del nord. Però c’è tempo per recuperare e noi vogliamo riportare avanti le istanze del nord”.

    https://www.lanuovapadania.it/photog...di-commissari/
    Ultima modifica di Eridano; 22-12-22 alle 23:36
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  10. #1100
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    "E’ STATA DILAPIDATA LA CREDIBILITÀ DELLA LEGA" - IL CAPOGRUPPO DEL CARROCCIO ALLA CAMERA, RICCARDO MOLINARI, (DELUSO NELL'AMBIZIONE DI FARE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA O IL MINISTRO) AVVIA LA DE-SALVINIZZAZIONE: “CI SIAMO SPESI SU ALTRE QUESTIONI CHE NON SONO PROPRIE DELLA NOSTRA STORIA E NELLE NOSTRE CORDE, SENZA POI PORTARE A CASA IL RISULTATO SPERATO” - L’EX SINDACO DI NOVARA, MASSIMO GIORDANO, PROPONE AI LEGHISTI PIEMONTESI DI ARCHIVIARE L’ERA SALVINI: "COSTRUIAMO UNA LEGA NORD 5.0"

    -Da https://www.lospiffero.com


    “Dobbiamo fare la Lega Nord 5.0”. Quando, verso fine cena, Massimo Giordano ex sindaco di Novara e assessore nella giunta di Roberto Cota, prossimo segretario del partito nella provincia più lombarda del Piemonte, chiosa i ragionamenti della sera con quello che potrebbe essere il titolo di un manifesto politico, si premura anche di evitare che quel ritorno alla specifica nordista suoni come un ossimoro nella proiezione verso il futuro.



    Certo, “la risposta” alla crisi che travaglia da tempo il partito di Matteo Salvini “non può essere la nostalgia canaglia”. Se è un ritorno al futuro la strada per uscire dalle secche, al di sotto del 10 per cento negli ultimi sondaggi e da un ruolo ormai sempre meno riconosciuto dallo storico bacino elettorale, allora c’è da mettere insieme valori fondativi e identitari, tenendoli stretti insieme.


    E stretti, insieme, erano molti dirigenti e militanti alcuni giorni fa alla tradizionale cena di Natale dove la sensazione di stare nella parte del tacchino con Giorgia Meloni chef è stata difficile da scacciare. Innominato nel precedente convivio vercellese dal segretario regionale, il Capitano stavolta Riccardo Molinari lo evoca, eccome.


    Ragionamenti ed esternazioni che hanno stupito più d’uno, considerando quel tratto di doroteismo in salsa mandrogna che accompagna da sempre le parole del “Mol”. Pare che il più sbacalito sia stato il presidente della commissione Attività produttive della Camera e già sindaco di Arona Alberto Gusmeroli, poco incline ai sofismi politici. Dettagli.


    Ciò che pesa e potrà pesare ancor più è proprio l’analisi di Molinari. Il quale nel ripercorrere una serie di errori che hanno segnato il percorso della Lega negli ultimi anni, li ha riassunti sostanzialmente in quello di “aver utilizzato il credito della Lega”, accumulato con l'azione politica sul territorio, l’attenzione a una fascia produttiva e la stessa connotazione locale, “spendendolo su altre questioni che non sono proprie della nostra storia e nelle nostre corde, senza poi portare a casa il risultato sperato”, anzi arrivando addirittura a “compromettere l’identità della Lega”. Parole dure, ma musica per le orecchie di quel leghismo piemontese, di cui la parte novarese è tra le più vivaci e pe(n)santi.


    Perché poi, come si è ripetuto più volte, più o meno apertamente, in quella cena “se il Comitato Nord sembra una cosa tutta lombarda è anche perché la Lega in Piemonte, di fatto, è un comitato del Nord”, nell'idem sentire e nei contenuti, al di là delle strategie e delle fronde che connotano l’iniziativa voluta da Umberto Bossi e ben presto usata come miccia per chi, ormai, è sempre più convinto della necessità di un cambiamento.


    A suffragare la tesi di un Piemonte nordista assai più del leader e della sua linea, c’è quel richiamo in servizio di figure della vecchia guardia ai vertici provinciali: da Elena Maccanti a Roberto Simonetti, dallo stesso Giordano a Enrico Montani.


    Anche da qui passa quel recupero o difesa dell’identità compromessa, che un Molinari ancora scottato dall’aver visto sfumare all’ultimo (per decisione del Capo) la sua ascesa alla presidenza della Camera e forse anche per questo meno costretto in una parte che non sente più del tutto propria. Spiega che “deve essere ricostruita e per farlo non c’è altro modo che tornare a lavorare sul territorio, al Nord”. Quella connotazione territoriale cancellata da Salvini che, adesso, torna con forza nella visione e nei propositi di chi vuole costruire il partito del futuro. Una Lega 5.0, appunto.

    https://www.dagospia.com/rubrica-3/p...uot-336695.htm
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