

Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Per chi non lo sapesse.
La candidata della LN arrivata al ballottaggio a Bologna è una "ex" appartenente ai centri sociali.
La zecca rosso-verde.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.




L'unica cosa che fanno non è neppure l'autonomia.
E' solo, molto più miseramente, che PARLANO.
E basta.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


LEGA NORD AL SERVIZIO DELL'IMPERIALISMO ROTHSCHILD
La Lega Nord e la NATO: la posizione ufficiale del partito di Salvini (per chi avesse ancora qualche dubbio)
Molti si sono spesso chiesti quale fosse la posizione della Lega Nord di Matteo Salvini sulla Nato. In rete si trovano le teorie più disparate frutto di alcune osservazioni dell'eccentrico segretario, poi smentite il giorno dopo dal comportamento dello stesso e del suo partito, oppure convegni alla presenza di esponenti molto critici dell'Alleanza Atlantica.
La risposta definitiva sulla posizione del partito sulla Nato arriva con la presentazione della mozione della Lega Nord durante la discussione generale di politica estera richiesta dal Movimento 5 Stelle mercoledì scorso.
Nel documento presentato a prima firma Pini si legge, come impegno preciso richiesto al governo, testuale: "a ribadire che gli Stati Uniti e l'Alleanza Atlantica rimangono il perno della nostra politica di sicurezza". Come se il servilismo del governo di Renzi e Gentiloni non fosse già abbastanza, la Lega chiede che il governo ribadisca che il "perno" della nostra sicurezza siano gli Stati Uniti e la Nato.
In che modo? Le basi per i bombardamenti in Libia bastano al partito di Salvini o vuole di più? La Nato (e quindi gli Stati Uniti) hanno imposto, da ultimo, all'Italia la criminale guerra di Libia del 2011 e le sanzioni alla Russia, che a parole la Lega combatte, dopo il colpo di stato in Ucraina del febbraio 2014. Da allora sono stati compromessi importanti interessi strategici e il nostro paese, per l'avventurismo Usa, è un posto molto meno sicuro. Per la Lega Nord tutto questo non solo è il "perno", ma vuole che venga anche "ribadito".
No a Massoneria e Nwo Macerata: LEGA NORD AL SERVIZIO DELL'IMPERIALISMO ROTHSCHILD
![]()


Senza commento....
Bergamo, il ballo scatenato di Salvini: "Andiamo a governare con la ruspa in tangenziale"




VENETO, NIENTE REFERENDUM PER L’AUTONOMIA! FORSE NEL 2017
Di Leonardo
Ma guarda un po’ che succede in Veneto. Slitta il referendum sull’autonomia del Veneto.
Lo annuncia l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin. «Avevamo chiesto al Governo di svolgere il referendum sulla riforma costituzionale e il nostro lo stesso giorno», ricorda Bottacin, citato dal Mattino, «ma non ci è mai arrivata risposta – afferma, nonostante più volte il governo abbia fatto sapere che l’accorpamento non era possibile – e a questo punto abbiamo capito che si tratta di un diniego. Ma allora non vale la pena svolgere la nostra consultazione la domenica precedente o quella successiva a quella di Renzi – conclude – lo faremo un po’ più avanti». Quando si farà dunque? «Sarà celebrato l’anno prossimo, in gennaio o febbraio», promette Bottacin.
Promette, capito? Una promessa che si aggiunge alle decine di altre fatte nell’ultimo ventennio, comprese quelle recenti. Eppure, Zaia lo aveva lasciato trapelare che non era un cuor di leone e, confidando negli elettori disse: “Sono certo che i veneti andranno a votare. E che saranno numerosi. Perché credono nell’autonomia, e ne hanno piene le tasche dell’inutile centralismo. Sono anche sicuro che otterremo un grande risultato, e che questo rappresenterà un segnale per il resto dell’Italia, oltre che un’importantissima svolta culturale per tutti i veneti“.
In una intervista rilasciata al direttore di Panorama, alla domanda “fino a quanto è disposto a metterci la faccia?”, risponde. “Mi aspetto una grande reazione e se non sarà così, mi riprometto di chiudere per sempre il capitolo dell’autonomia. Non ci metto la faccia perché – a differenza di Renzi – non ho una battaglia interna al partito da vincere. Ma soprattutto perché questo non è il mio referendum, questo è il referendum dei veneti“. Ovviamente, salterà anche quello sull’indipendenza, da realizzarsi insieme a quello sull’autonomia, come proposto da qualche consigliere regionale. A ciascuno le sue valutazioni.
VENETO, NIENTE REFERENDUM PER L?AUTONOMIA! FORSE NEL 2017 - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
La tentazione di Salvini: creare un nuovo partito
Il piano del leader leghista: un contenitore alternativo a quello di Parisi per azzurri scettici e ultra federalisti
Francesco Cramer
La tentazione di Salvini: partorire una nuova «cosa», lanciando di fatto un'opa su Forza Italia; e accelerare su un contenitore nazionale del centrodestra per fare il regista e il capo di una federazione del centrodestra.
Inizialmente si pensava che l'occasione giusta per annunciare la sua strategia sarebbe stata questo week end, al raduno di Pontida. In fondo dal «sacro prato» sono sempre partiti i grandi progetti del Carroccio. Poi, la frenata: è probabile che Salvini voglia aspettare di capire meglio come potrebbe cambiare l'Italicum, se cambierà. La legge elettorale, col premio di maggioranza alla lista ovvero alla coalizione è ovviamente dirimente.
Che cosa dirà il leader della Lega resta top secret ma gli spifferi da ambienti leghisti parlano anche di un piano B di Salvini. Il quale non ha mai nascosto di ambire alla leadership del centrodestra nazionale ma il problema è come arrivarci. Un'ipotesi in campo potrebbe essere quella di lanciare un progetto politico nuovo cambiando pelle a «Noi con Salvini», costola sudista della Lega che però al centro e al sud non ha sfondato alle ultime amministrative. Salvini potrebbe così cambiare nome e simbolo di questa creatura e dire più o meno così: «Il soggetto c'è, è vivo, ed è ora che cammini con le sue gambe; trovi un suo leader e venga a braccetto con la Lega in un nuovo contenitore di centrodestra».
Questa mossa potrebbe essere funzionale sotto due aspetti. Il primo: attrarre tutto quel mondo berlusconiano che non si fida di Parisi, temendone una svolta centrista o, peggio, nazarenica. E la nuova «cosa», o il nuovo corso leghista, sarà dichiaratamente alternativo al Pd e marcatamente federalista. L'idea è quella di rilanciare con forza le tre macroregioni di cui parlava Gianfranco Miglio. Bocciare qualsiasi tentazione nazarenica e riesumare il federalismo vuole togliere acqua al mulino di Parisi (che parla infatti di macroregioni) e attrarre i berlusconiani scettici sull'ex manager. Non a caso proprio a Pontida si farà vedere il governatore della Liguria Giovanni Toti che da tempo tesse la tela assieme ai colleghi governatori Luca Zaia e Roberto Maroni. Ancora non si capisce che farà Parisi ma se i mal di pancia di molti azzurri dovessero proseguire, la «cosa» salviniana potrebbe rappresentare per loro una nuova casa.
Il secondo aspetto è tutto intra-leghista: nel Carroccio è in atto uno scontro tra gli ortodossi padani (ossia gli storici militanti del Nord) e i fautori della linea nazionale. Lanciando la «cosa», più federalista, Salvini potrebbe così rassicurare anche quelli della linea filo-nordista che si sentono orfani dei vecchi slogan alla «Padania libera» e «Roma ladrona». Il passaggio è delicato perché il leader guida un Carroccio tutt'altro che unito.
La tentazione di Salvini: creare un nuovo partito - IlGiornale.it
![]()


Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.