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  1. #741
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Ho sempre sostenuto che Salvini fosse bruciato ma forse mi sono sbagliato.
    Dato che i burattini politici fanno solo ciò che viene loro ordinato, il voltafaccia di Renzi ed il silenzio dei suoi ex alleati di governo, che hanno portato al suo processo, sembrano un segno opposto.
    Farne un martire serve solo a rilanciarlo.
    A meno che serva viceversa a far salire il duo Meloni-Anguriasconi.

  2. #742
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    da Adnkronos
    Lega, Bossi: "Nostri territori barattati per voti al Sud"
    Da Gemonio il vecchio leader ribadisce la sua posizione, già espressa all'ultimo congresso della Lega, contraria alla svolta nazionalista di Salvini: "E' il Nord che deve muoversi. Non si doveva ammainare la bandiera della questione settentrionale". Poi la rivendicazione: "La mia Lega era anticorpo alla mafia che si infiltrava al nord"

    Noi infatti non l'ammainiamo.
    Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
    Se non fosse stato il traditore numero uno sarebbe persino da elogiare.
    Così è solo un povero vecchio rincoglionito che ispira pietà.

  3. #743
    mutualista in saor
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Deve far credere ai gonzi che nel partito c'è ancora chi difende il Nord... altrimenti finisce che se abbandonano la nave pure questi si crea sul serio un nuovo soggetto nordista.

  4. #744
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Hai centrato perfettamente il problema.

  5. #745
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Borghezio, l’anima ribelle
    11 AGOSTO 202011 AGOSTO 2020

    PIEMONTE

    LETTURA 1 MIN
    di Roberto Gremmo – Ha suscitato molto clamore la dirompente dichiarazione contro la svolta nazionalista della “Lega per Salvini premier” fatta ieri sera dall’ex europarlamentare Mario Borghezio. In un intervento alla trasmissione “In onda” il noto esponente politico ha infatti criticato duramente la politica imposta da Salvini che, a suo dire, ha abbandonato le tematiche identitarie e non si impegna nella difesa delle rivendicazioni autonomiste della Padania, posizioni politiche che Borghezio ritiene debbano essere al centro della politica di un movimento nato con l’esplicito obiettivo dell’indipendenza del Nord. La sortita sorprendente di questo “soldato politico” con alle spalle una lunga militanza e che è stato il primo esponente del gruppo eletto al parlamento europeo in Centro Italia sembra sia stata accolta con favore da diversi vecchi iscritti Piemontesi della Lega Nord che, fra l’altro, mai sopportano la gestione verticistica del partito.



    BORGHEZIO

    https://www.lanuovapadania.it/piemon...anima-ribelle/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #746
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Ha già scritto, molto bene, pomo pero.
    Tutte troie.
    Brutte e vecchie.

  7. #747
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Autonomia in un quarto d’ora
    5 SETTEMBRE 20205 SETTEMBRE 2020 VENETO LETTURA 2 MIN

    di Stefania Piazzo – Stessa spiaggia, stesso mare. Siamo in piena campagna elettorale, e Matteo Salvini in un’intervista a Focus, su Rete Veneta, parla di autonomia. Qui lo può e lo deve fare. Il Veneto l’aspetta da decenni e dopo il nulla di fatto del referendum dell’ottobre 2017, ogni giorno che passa sa di beffardo e cinico rinvio per non perdere l’onda nazionale di consenso. Ma siamo in Veneto e il leader della Salvini Premier afferma: “Il voto alle regionali sarà un’ulteriore richiesta di autonomia. Personalmente ho chiesto agli altri segretari dei partiti del centrodestra la firma all’impegno che quando torneremo al governo, perché ci torneremo al governo, l’autonomia sia realizzata in un quarto d’ora. Mi piacerebbe da presidente del Consiglio incontrare il governatore Zaia e chiudere la partita in un quarto d’ora”.

    Lo stesso quarto d’ora di tre anni fa. Siamo al 7 di dicembre 2017 e Salvini promette che basteranno 15 minuti a lui, l’allora governatore Maroni e Zaia, che chiuderla lì la faccenda dell’autonomia.

    «Chiediamo al governo ciò che 6,5 milioni di elettori in Lombardia e Veneto ci hanno chiesto di chiedere, ovvero 23 competenze che riguardano la scuola, la giustizia, il lavoro. Difficilmente il governo Gentiloni riuscirà a chiudere questa trattativa, altrimenti la trattativa con Maroni e Zaia la chiuderemo noi con il governo Salvini in un quarto d’ora». Lo ha detto il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, conversando con i cronisti a Bolzano Fonte: Ansa 17:08

    Stessa spiaggia, deserta, stesso mare, calma piatta.

    Per un rapido ripasso:

    Salvineidi – Tutte le tappe dell’autonomia del Capitano e di Zaia: “Si fa in 15 minuti”


    di Stefania Piazzo – A furia di dire che arriva, non arriva. Breve storitelling, o meglio, storia a ritroso dell’autonomia annunciata. Parlano le date e i documenti che fanno cronaca. Ansa – 7 dicembre 2017 «Chiediamo al governo ciò che 6,5 milioni di elettori in Lombardia e Veneto ci hanno chiesto di chiedere, ovvero 23 competenze che riguardano la scuola, la giustizia, il lavoro. Difficilmente … Leggi tutto

    https://www.lanuovapadania.it/veneto...n-quarto-dora/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #748
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Tanto Salvini non sarà MAI premier.
    Può dire tutte le cazzate che vuole.
    Il diritto di dare aria ai denti non si nega a nessuno.

  9. #749
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Salvini non sta Serenissimo
    Per Zaia si attende un consenso altissimo, sul 70%. Incarna i valori delle origini (la Liga) e la parte migliore della Lega. Ma dal Veneto all'Italia il passo non è breve. Parlano Feltrin e Rocchetta
    04/09/2020 21:02 CEST

    By Pietro Salvatori

    HPOST14
    Agf

    Percentuali elettorali che sfondano la barriera del 70% in Europa non esistono. O quasi. C’è qualche eccezione a Est, in alcuni paesi la cui transizione democratica non è ancora pienamente compiuta e in alcune congiunture particolari. Le si possono riscontrare in casi straordinari, come è stato in Francia il fronte che si è costituito al secondo turno delle presidenziali per arginare il Front National e Marine Le Pen. E, a dar retta ai sondaggi, in Veneto. Per citare quello di Noto, Luca Zaia è dato tra il 71% e il 75%.

    “Che esista un’eccezione veneta in Italia lo sanno anche i sassi”. Paolo Feltrin, politologo e sociologo, già professore di Scienza dell’amministrazione a Trieste non si stupisce. “D’altronde il Veneto è stata una Regione da sempre del centrodestra - prosegue - basti pensare al 2010, quando arrivò comunque a un considerevole 61%”. Ma nell’eccezione veneta spicca un’altra eccezione, quella di Zaia. Una rilevazione pubblicata oggi dal Gazzettino dà la lista che porta il suo nome a un incredibile 44%, mentre la casa madre, la Lega, è inchiodata al 14%. Winpoll per il Sole24ore ridimensiona l’affare, ma le posizioni non cambiano: lista del presidente al 33,6%, quasi sette punti sopra le camicie verdi, inchiodate al 26,8%.

    Forse ne era a conoscenza dal giorno prima Matteo Salvini, quando ha alzato il telefono e ha chiamato il suo luogotenente sul territorio, Lorenzo Fontana. Da quella telefonata è partito un dispaccio, come raccontato dal Foglio, a tutte le sedi locali del Carroccio: “Si ribadisce che tutte le sezioni devono fare campagna elettorale solo per la lista Lega”.

    E’ una piccola storia all’interno di una storia grande, quella della rivendicazione dell’eccezionalismo veneto, della sua storia millenaria, della Liga prima federata e poi assorbita dalla Lega, di militanti che non ci sono mai stati e dell’abilità dell’uomo forte locale. “Se va a spulciare le liste, nonostante Zaia abbia assorbito parte di quel sentimento, troverà dei candidati autonomisti, insieme a quelli della sinistra e dei 5 stelle”, dice Feltrin. Ecco Antonio Guadagnini, con il Partito dei veneti, e l’appena più morbida Veneto per le autonomie di Simonetta Rubinato. Ma a “quel sentimento” viene data voce anche nella coalizione del centrodestra, dove trova posto la Lista Veneto autonomia.

    ″Zaia ha avuto una grande abilità nel portare avanti e amplificare gli slogan della Liga veneta”. A parlare è Franco Rocchetta, storico segretario della Liga veneta, due legislature in Parlamento sotto il simbolo di Alberto da Giussano, qualche mese da sottosegretario agli Esteri prima di sbattere la porta nel 1994, come lui stesso rivendica. Le sue parole sono un affresco nel quale si scorgono nitidi i contorni di una battaglia decennale di cui poco o nulla si sa al di fuori del mondo dei leghisti d’antan: “Ho lasciato la Lega pur essendo presidente federale perché fino al luglio del ’94, nonostante le fughe in avanti di tipo fascista di Umberto Bossi, elezioni e congressi erano democratici. Nel ‘94 ci fu un vero e proprio golpe, lo scriva, questo termine non lo uso a sproposito”. Da lì in poi, a sentire Rocchetta, è stato un disastro: “Una continua degenerazione politica e morale del Carroccio. La differenza tra Salvini e Bossi è che Bossi almeno tuonava contro i fascisti, Salvini non ritiene sia nemmeno necessario”. C’è una fierezza e una rivendicazione di autonomia che poco c’entra con il partito del “Prima gli italiani”.

    Feltrin prova a spiegarla così: “Da quelle parti tutte le forze politiche sono anzitutto venete, e poi italiane. E’ dal 1860 che va così, un’esperienza che il periodo liberale e fascista avevano sopito, e poi la Dc annacquato”. Entrambi, lo studioso e il militante, ricorrono all’esempio del referendum consultivo sull’Autonomia: “La partecipazione è un dato significativo - spiega il professore - in Veneto è stata il doppio rispetto a quella della Lombardia, sia pur con una popolazione minore”. Rocchetta ne fa una questione storica: “La Liga aveva un’organizzazione capillare che la Lega si sognava, e che andava anche oltre i confini della Regione, si estendeva in Friuli a Brescia e a Bergamo. In quel referendum non è un caso che Brescia e Bergamo abbiano dato la stessa risposta del Veneto, mentre nel resto della Lombardia i risultati sono stati diversi”.

    Feltrin spiega che “c’è sempre stata tensione e antagonismo tra la Lega lombarda e la Liga veneta, sono screzi che vanno avanti da 40 anni”. Prosegue: “Per varie ragioni negli ultimi anni l’autonomismo regionale che sembrava affievolito ha ripreso forza, ma negli anni ’90 hanno pesato le teste, e i lombardi, che sono molti di più, hanno preso il controllo del partito per non mollarlo più”.

    Quei lombardi che per Rocchetta hanno trasformato le istanze iniziali in un partito “con una struttura burocratica, statalista, un brutto riflesso del clientelismo della Dc”. E in questo “Salvini è in piena continuità con chi lo ha preceduto. Guardate la candidatura del Tribunale dei brevetti per Milano. I brevetti nascono a Venezia, era quella la città al quale doveva andare”.

    La storia (“Il Veneto ha 4mila anni”, dice Rocchetta, pescando storie dall’Impero romano e dalla confederazione veneto-olandese del 1600) e le incrostazioni degli ultimi lustri di politica hanno dato vita a un incredibile sottobosco che raramente vede il sole, se non per affiorare quando quel pezzo di cultura regionale domata sapientemente da Zaia rischia di straripare in percentuali oceaniche. “Zaia ha una strategia politica ben precisa - spiega Feltrin - ragiona con un’ottica più tradizionale rispetto ai grandi vecchi della Liga, ma anche molto più federale di Salvini”. Al punto che anche Rocchetta, che ne denuncia “l’infiltrazione da parte di vecchi democristiani”, gli concede una sorta di onore delle armi: “Non ho nulla contro Zaia, si è costruito un’immagine così bene da ottenere il sostegno della Liga”. Si pesca nella memoria storica: “E’ sempre stato bravo a veicolare la sua immagine. Quando non lo conosceva nessuno, nella prima metà degli anni ’90 faceva scrivere in giro per Treviso e provincia murales bianchi alti due metri con su scritto ‘Bravo Zaia’ e ‘Grazie Zaia’. E’ sempre stato un metro avanti, è entrato nella testa della gente”.

    La domanda ovvia è: può l’unanimismo nei confronti del governatore, fenomeno nazionale solo perché lo è nei confini della sua Regione, trasformarsi in insidia per Salvini? Per Feltrin “più se ne parla e più va contro Zaia”. Usa un’immagine che è una sintesi formidabile di cosa sia la Lega oggi: “Non si mette in discussione il re in carica”. Poi allarga il campo: “Ci vogliono condizioni particolari affinché il Veneto possa accedere a una leadership nazionale. In primo luogo devono essere d’accordo i lombardi, e in secondo un vasto consenso sul piano nazionale”. Rocchetta lo definisce il “fulcro di un ventennio di degenerazione della Liga voluta da Milano”. Ma si scorgono parole di considerazione che renderebbero il presidente attraente pure per un duro e puro della prima ora come lui: “Zaia può insidiare Salvini, ma lui non si sopravvaluta. E’ riuscito con immensa abilità a cavalcare il venetismo, e potrebbe ambire a esserne il capo, ma non si lancerebbe mai nel vuoto, non farebbe errori come quello fatto dal segretario con l’alleanza con M5s. Lo farebbe solo se leghisti lo invocassero”.

    Ecco spiegato il senso della lettera di Salvini, che non vede pericoli nell’immediato ma coltiva paure per il futuro, per una Lega non più in splendida forma come qualche mese fa, per un conto che prima o poi qualcuno vorrà presentargli. “Zaia sottoscriverebbe quella lettera - dice Feltrin - perché al momento non ha interesse a fare da fare da lepre, sarebbe impallinato per lesa maestà. Certo poi se Salvini inciampa credo si aprirebbe una discussione tra lombardi e veneti”. Più o meno la stessa lettura di Rocchetta, che però si raccomanda: “Scriva leader a livello si stato italiano, non nazionale. Perché la nazione è il Veneto”.


    https://www.google.com/url?sa=t&sour...n1H5as&ampcf=1
    Ultima modifica di Eridano; 06-09-20 alle 14:59

  10. #750
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega


 

 
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