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  1. #71
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    SALVINI: ''ABBIAMO PROVATO, PER LA RESPONSABILITA' CIVILE DEI GIUDICI, MA...''

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    22 ottobre - Salvini: ''Sulla responsabilità civile dei magistrati il governo Renzi ha paura e temo che calerà le braghe. Noi ci abbiamo provato tre volte e per tre volte non ci siamo riusciti. E, guarda caso, ogni volta partiva un'inchiesta su qualcuno della Lega che poi finiva in nulla. Ci proveremo per la quarta volta, non abbiamo paura, abbiamo le spalle larghe. Il grande problema che condiziona la vita economica e politica di questo Paese è che in Italia c'è un certo tipo di giustizia che fa politica''.

    Vero.
    Però l'altro grosso problema per noi è proprio il fatto che finiscano sistematicamente in nulla le inchieste sui traditori del Nord.
    Che combinazione!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #72
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    http://www.lastampa.it/2014/10/22/italia/cronache/nel-vuoto-della-destra-il-carroccio-di-salvini-cerca-spazio-al-sud-KzVQMhCL68hSoiaQw6xaLK/premium.html;jsessionid=6853BD71DCE7C0DE3E51DB886C 28F91F

    Il progetto si chiama Lega dei popoli

    «Ma lei lo sa che a Bruxelles l' unico che difende le arance rosse siciliane e il ciliegino di Vittoria dalla concorrenza marocchina è Matteo Salvini?». L'onorevole catanese della Lega Nord e Autonomie Angelo Attaguile guarda il cronista per vedere l'effetto che fa. E l'effetto è lo stesso che fanno le parole dell'imprenditore trentunenne Domenico Furgiuele di Lamezia Terme, che militava nella Destra di Storace e ora guida il Movimento Territorio e Libertà ( alle europee il candidato Marco CristiaCristiano ha preso in città 800 voti) . Con Matteo Salvini c'è un sentimento di fratellanza ...
    Allora Matteo ci prova ad allargarsi al Sud ma non vuole che si chiami lega sud ci provò Bossi ma fallì Questa è una altra cosa spiega il senatore Raffaele Volpi che tiene le redini del nuovo esperimento poltico che verrà presentato alla fine di ottobre si chiamera""Lega dei popoli con Salvini".

    Il capo del Carroccio ama chiamarla "Lega gemella"
    Ultima modifica di jotsecondo; 22-10-14 alle 15:14
    O si taglia o il caos

  3. #73
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    L'ANALISI DI LUCA CAMPOLONGO / CONFRONTO TRA IL PROGRAMMA POLITICO DI MARINE LE PEN E QUELLO DELLA NUOVA LEGA DI SALVINI

    mercoledì 22 ottobre 2014
    La recente manifestazione della Lega a Milano contro l’operazione Mare Nostrum, unita alla campagna contro l’euro ed alle tematiche sulla tassazione, sembrano accomunare sempre più l’operato di Matteo Salvini a quello di Marine Le Pen, leader del Front National francese.
    Entrambi i partiti sembrano voler incarnare un nuovo concetto di destra che superi, in entrambi i paesi, schematismi che li hanno portati al disastro politico ed economico all’interno della ue. Non è un mistero infatti, che oltre all’italico stivale, nel mirino della cancelliera tedesca Merkel ci sia proprio la Francia.
    Ma i due movimenti politici sono realmente affini dal punto di vista programmatico e, soprattutto, sono in grado di proporre soluzioni concrete ai mali di Francia ed Italia e dell’intera Europa?
    Abbiamo voluto analizzare i loro programmi e metterli a confronto.
    Partiamo dalla moneta unica:
    Per Il FN: “L’euro, dopo 10 anni, non ha mantenuto nessuna delle sue promesse. Il Suo bilancio è senza appello: esplosione dei prezzi, delocalizzazioni, disoccupazione.” E ancora: “Restare nell’euro significa morire poco alla volta”
    La Lega dal canto suo afferma: “La scelta di uscire dall’euro è indifferibile; aver voluto imporre una moneta unica per le economie differenti dei diversi Stati dell’UE ha, di fatto, privato l’Europa del principale strumento utile ad affrontare i drammatici effetti della crisi economica scoppiata negli Stati Uniti nel 2008.”
    Stesse motivazioni anche per l’uscita: ridare fiato all’economia ed alle imprese: “Tornare alla nostra moneta è il primo passo per tornare ad avere occupazione e far vincere il nostro “saper fare”, la nostra peculiarità agli occhi del mondo e guardare a un futuro di benessere con speranza” per Salvini, “Rifiutare le politiche di austerità ed il taglio dei salari imposti dall’euro, tornando alla moneta nazionale” per Marine Le Pen.
    Per quello che riguarda l’economia interna, i due movimenti viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda: mettere un argine allo strapotere delle banche e delle multinazionali e incentivare la piccola e media imprenditoria. Il FN dichiara apertamente che “sarà necessario porre un freno alla grande distribuzione per tutelare il piccolo commercio. Procederemo con l’applicazione di misure alle frontiere per rendere meno competitive le merci prodotte in stati che sfruttano la mano d’opera.” Inoltre la leader francese propone che “La banca centrale possa prestare denaro allo stato francese, eliminando il monopolio a favore delle banche private”.
    Analoghe parole riecheggiano nel programma della Lega Nord allorquando si prevede: “abbiamo avanzato l'idea di introdurre una riforma del settore bancario. In particolare pensiamo che per uscire dalla crisi dovremmo attuare una separazione tra banche commerciali e banche d'affari (legge Glass-Steagall), tutelando le attività finanziarie di deposito e di credito inerenti l'economia reale e differenziando tali attività da quelle legate all'investimento e alla speculazione sui mercati finanziari nazionali e internazionali.” e l’applicazione di dazi doganali per i prodotti che arrivano da paesi dove la mano d’opera viene sfruttata.
    Ultimo punto toccato dall’analisi riguarda quello dell’immigrazione e delle frontiere. Su questo aspetto, la posizione della Lega è netta: “procedere con un presidio costante delle nostre frontiere sia terresti sia marittime attuando anche azioni di respingimento. Fondamentale sarà procedere con l’unico metodo che garantisce risultati sicuri e cioè gli accordi bilaterali con i Paesi terzi da cui hanno origine i maggiori flussi d'immigrati irregolari.” Altrettanto chiara è quella del Front National: “Ridurremo l’immigrazione legale da 200.000 a 10.000 immigrati l’anno. Tutte le persone che entreranno o si troveranno in Francia illegalmente saranno espulse”.
    Ironia della sorte, proprio mentre il premier non eletto italiano parla di introdurre lo jus soli nell’italico stivale, la Le Pen dice chiaramente che: “lo jus soli sarà abolito e la naturalizzazione dovrà essere merita e sottoposta a strette condizioni”.
    Dal confronto tra i due programmi (rinvenibili sui rispettivi siti ufficiali), appare chiaro come il Front National e la Lega Nord stiano cercando di incarnare una risposta pratica e concreta ai disastri provocati dalla globalizzazione, dallo strapotere delle banche e dall’immigrazione incontrollata.
    Come tutte le proposte possono essere o meno condivise, ma è necessario e doveroso riconoscere ad entrambi i movimenti di non essersi fermati a mere dichiarazioni generiche, ma di essere entrati nel merito delle problematiche e di aver proposto soluzioni concrete.
    Si tratta di un mutamento di scenario non indifferente, che potrebbe catalizzare il voto di quanti non si riconoscono non solo nelle ideologie di sinistra, ma nemmeno in quelle di una destra stantia e ferma nella contemplazione di un radioso futuro alle spalle.
    Luca Campolongo
    da il Nord quotidiano.

    Da questa analisi salta subito agli occhi un particolare fondamentale "dimenticato" da Campolongo.
    FN e LN hanno una cosa in comune: la "N".
    Peccato che quella francese stia per Nazionale, quella della Lega DOVREBBE stare per Nord.

    Dovrebbe, appunto.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 22-10-14 alle 15:15
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #74
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    http://www.iltempo.it/politica/2014/10/22/moffa-da-fini-alla-lega-gemella-con-salvini-per-la-destra-sociale-1.1332271


     

    In attesa dell'ufficializzazione del nome - la scelta sarà tra «Lega dei Popoli» e «Lega dei popoli e delle identità» - il partito gemello del Carroccio conquista le prime adesioni. Il deputato Riccardo Volpi, cui Salvini ha dato l'incarico di guidare il progetto, ha svelato i primi nomi: dall'ex parlamentare Pdl Barbara Mannucci all'ex assessore della Giunta Alemanno Enrico Cavallari. Ma probabilmente l'adesione più pesante è quella di Silvano Moffa, una lunga militanza a destra dal Movimento Sociale ad An per poi partecipare alla fondazione del Pdl e - anche se brevemente - allo strappo finiano di Futuro e Libertà.

    Moffa, com'è possibile passare da Alleanza Nazionale a Salvini?«Con il segretario della Lega abbiamo avviato da tempo un confronto su un progetto nuovo che avrebbe riguardato il centrosud, un contenitore capace di aggregare e preservare delle autonomie territoriali molto forti. Oggi al centro e al sud manca una destra di riferimento e questo ci ha portato a ragionare su una nuova avventura».

    Difficile immaginarla accanto a chi gridava «Roma ladrona». Salvini da tempo ha avviato una modernizzazione del linguaggio della Lega e ha superato vecchie fratture. Prima il Carroccio si batteva per un federalismo che divideva, oggi propone un federalismo che unisce.
    Anche le politiche sull'immigrazione sono ora più comprensibili e dal punto di vista economico - con il no alla finanziarizzazione e all'euro continuità con le idee di quella destra sociale che ho sempre rappresentato».
    Non ha trovato gli stessi riferimenti in Fratelli d'Italia?«Se Fdi-An fosse stato un partito più aperto e capace di intercettare i frammenti della vecchia destra, avrebbe costituito un'alternativa. Ma oggi è molto più interessante il progetto della Lega, la volontà di creare una nuova classe dirigente capace di penetrare nei territori. Salvini ha capito che la sfida globale parte dalle comunità,una idea a cui molto tengo.
    Parliamo di diritti civili. Fini, al'epoca di Fli, era molto più aperto di quanto lo sia oggi Salvini. Quando seguii Fini non lo feci certo per le sue idee sui diritti civili, e dopo un pò me ne andai proprio per l'eccessivo scivolamento a sinistra. Peraltro, su certi temi ho sempre mantenuto una certa autonomia. Mi reputo aperto, ma arrivare alle mistificazioni di chi vorrebbe i matrimoni anche per gli omosessuali non è nella mia cultura».
    Dicono che Salvini sia riservatissimo sul nome e sul simbolo della nuova «creatura». Lei ha qualche anticipazione?
    «Siamo ancora in una fase embrionale, non ci sono certezze. Se si il nome fosse Lega dei Popoli e delle Identità sarei contento, in fondo quando abbandonai Fli fondammo in Parlamento il gruppo Popolo eTerritorio. In quanto al simbolo, ha una sua importanza, ma in questo momento contano di più le idee e i contenuti se vogliamo davvero cambiare il Paese e contrapporci al pensiero unico renziano» Crede che altri la seguiranno?
    Le persone con cui mi sono confrontato guardano con molto interesse al progetto. Peraltro io presiedo Azione Popolare che fin dall'inizio ha spinto per la creazione di un nuovo soggetto politico. Si è chiusa una fase, riproporre i vecchi schemi è sbagliato. Ora pensiamo a costruire un progetto credibile e alternativo al renzismo. Credo proprio che saranno in tanti ad aderire.


     
    O si taglia o il caos

  5. #75
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    La lega sta aumentando il suo giro, però per difenere roma è obbligata a lasciar perdere la parola Padania.
    Nei manifesti non appare più tale riferimento.
    Ma vi sono dei nostalgici, pochi rimasti nella file della lega, ma ci sono.
    Esempio il forum della lega che si trova nel Termometro politico dove vi è ancora la scritta Padania e non il motto "Basta euro".
    Per i nostalgici occorre che Salvini faccia un altro partito oppure crearne uno per i nuovi acquisti del Sud.

    Comunque roma ha necessità che Salvini occupi le due branchie.
    L'unità d'italia è troppo importante, e bisogna coprire tutti buchi.
    Ultima modifica di jotsecondo; 22-10-14 alle 15:28
    O si taglia o il caos

  6. #76
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    L'ANALISI DI LUCA CAMPOLONGO / CONFRONTO TRA IL PROGRAMMA POLITICO DI MARINE LE PEN E QUELLO DELLA NUOVA LEGA DI SALVINI

    mercoledì 22 ottobre 2014
    La recente manifestazione della Lega a Milano contro l’operazione Mare Nostrum, unita alla campagna contro l’euro ed alle tematiche sulla tassazione, sembrano accomunare sempre più l’operato di Matteo Salvini a quello di Marine Le Pen, leader del Front National francese.
    Entrambi i partiti sembrano voler incarnare un nuovo concetto di destra che superi, in entrambi i paesi, schematismi che li hanno portati al disastro politico ed economico all’interno della ue. Non è un mistero infatti, che oltre all’italico stivale, nel mirino della cancelliera tedesca Merkel ci sia proprio la Francia.
    Ma i due movimenti politici sono realmente affini dal punto di vista programmatico e, soprattutto, sono in grado di proporre soluzioni concrete ai mali di Francia ed Italia e dell’intera Europa?
    Abbiamo voluto analizzare i loro programmi e metterli a confronto.
    Partiamo dalla moneta unica:
    Per Il FN: “L’euro, dopo 10 anni, non ha mantenuto nessuna delle sue promesse. Il Suo bilancio è senza appello: esplosione dei prezzi, delocalizzazioni, disoccupazione.” E ancora: “Restare nell’euro significa morire poco alla volta”
    La Lega dal canto suo afferma: “La scelta di uscire dall’euro è indifferibile; aver voluto imporre una moneta unica per le economie differenti dei diversi Stati dell’UE ha, di fatto, privato l’Europa del principale strumento utile ad affrontare i drammatici effetti della crisi economica scoppiata negli Stati Uniti nel 2008.”
    Stesse motivazioni anche per l’uscita: ridare fiato all’economia ed alle imprese: “Tornare alla nostra moneta è il primo passo per tornare ad avere occupazione e far vincere il nostro “saper fare”, la nostra peculiarità agli occhi del mondo e guardare a un futuro di benessere con speranza” per Salvini, “Rifiutare le politiche di austerità ed il taglio dei salari imposti dall’euro, tornando alla moneta nazionale” per Marine Le Pen.
    Per quello che riguarda l’economia interna, i due movimenti viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda: mettere un argine allo strapotere delle banche e delle multinazionali e incentivare la piccola e media imprenditoria. Il FN dichiara apertamente che “sarà necessario porre un freno alla grande distribuzione per tutelare il piccolo commercio. Procederemo con l’applicazione di misure alle frontiere per rendere meno competitive le merci prodotte in stati che sfruttano la mano d’opera.” Inoltre la leader francese propone che “La banca centrale possa prestare denaro allo stato francese, eliminando il monopolio a favore delle banche private”.
    Analoghe parole riecheggiano nel programma della Lega Nord allorquando si prevede: “abbiamo avanzato l'idea di introdurre una riforma del settore bancario. In particolare pensiamo che per uscire dalla crisi dovremmo attuare una separazione tra banche commerciali e banche d'affari (legge Glass-Steagall), tutelando le attività finanziarie di deposito e di credito inerenti l'economia reale e differenziando tali attività da quelle legate all'investimento e alla speculazione sui mercati finanziari nazionali e internazionali.” e l’applicazione di dazi doganali per i prodotti che arrivano da paesi dove la mano d’opera viene sfruttata.
    Ultimo punto toccato dall’analisi riguarda quello dell’immigrazione e delle frontiere. Su questo aspetto, la posizione della Lega è netta: “procedere con un presidio costante delle nostre frontiere sia terresti sia marittime attuando anche azioni di respingimento. Fondamentale sarà procedere con l’unico metodo che garantisce risultati sicuri e cioè gli accordi bilaterali con i Paesi terzi da cui hanno origine i maggiori flussi d'immigrati irregolari.” Altrettanto chiara è quella del Front National: “Ridurremo l’immigrazione legale da 200.000 a 10.000 immigrati l’anno. Tutte le persone che entreranno o si troveranno in Francia illegalmente saranno espulse”.
    Ironia della sorte, proprio mentre il premier non eletto italiano parla di introdurre lo jus soli nell’italico stivale, la Le Pen dice chiaramente che: “lo jus soli sarà abolito e la naturalizzazione dovrà essere merita e sottoposta a strette condizioni”.
    Dal confronto tra i due programmi (rinvenibili sui rispettivi siti ufficiali), appare chiaro come il Front National e la Lega Nord stiano cercando di incarnare una risposta pratica e concreta ai disastri provocati dalla globalizzazione, dallo strapotere delle banche e dall’immigrazione incontrollata.
    Come tutte le proposte possono essere o meno condivise, ma è necessario e doveroso riconoscere ad entrambi i movimenti di non essersi fermati a mere dichiarazioni generiche, ma di essere entrati nel merito delle problematiche e di aver proposto soluzioni concrete.
    Si tratta di un mutamento di scenario non indifferente, che potrebbe catalizzare il voto di quanti non si riconoscono non solo nelle ideologie di sinistra, ma nemmeno in quelle di una destra stantia e ferma nella contemplazione di un radioso futuro alle spalle.
    Luca Campolongo
    da il Nord quotidiano.

    Da questa analisi salta subito agli occhi un particolare fondamentale "dimenticato" da Campolongo.
    FN e LN hanno una cosa in comune: la "N".
    Peccato che quella francese stia per Nazionale, quella della Lega DOVREBBE stare per Nord.

    Dovrebbe, appunto.
    La lega è sempre stata di destra.

    La destra è nazionalista e pertanto serve per mantenere unito lo stato.
    Infatti le due più anziane icone della Lega sono Maroni che conserva l'aureola di socio fondatore e poi perché ha cognome e aspetto da popolo eletto.
    La seconda è Borghezio che riesce a farsi eleggere deputato europeo nella circoscrizione dell'italia
    centrale perchè fondamentalmente è di destra e dalla quale è spalleggiato

    Da giovane era iscritto alla Jeune Europe di Jean Thiriart insieme a Franco Cardini a Claudo Muti, e a Renato Curcio che poi passò a sinistra e fondò le brigate rosse. (riportato dal libro Nazionalcomunismo di Terraciano e Muller Pagina 52)

    La storia di Curcio è riportato nel libro “”Da Jeaun Europe alle brigate rosse”” Edizione
    Barbarossa 1992.

    Per mantenere unita l'italia occorre la destra.
    Pertanto Salvini per il compito affidatogli deve passare da quella parte.
    O si taglia o il caos

  7. #77
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Sappiamo.
    Per coerenza dovrebbe cambiare il nome in Lega Nazionale.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #78
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

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  9. #79
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Sappiamo.
    Per coerenza dovrebbe cambiare il nome in Lega Nazionale.
    più corretto LEGA iTAGLIANA

    scritto proprio così

  10. #80
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    Predefinito Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega

    Nella distinta degli eroi che sprezzanti del pericolo di essere considerati dei traditori, hanno collaborato per l'unità d'italia, ai nomi di Mazzini, Cavour,Garibaldi, Mussolini bisognerà aggiungere Bossi e tra un pò anche Salvini.

    A roma pregano
    Salvi-ni, salva-ci tu.
    O si taglia o il caos

 

 
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