MSU.
Massoneria e servizi uniti!
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Massoneria e servizi uniti!
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Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Col vantaggio che la "M" potrebbe accontentare molta gente, a seconda di come considera questi nomi "illustri".
Potrebbe essere associata a quella cosa che "non esiste" o a quella che esce dal buco del culo.
Van bene tutte.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


"Dico al PD di proporre una legge elettorale. Una qualsiasi, perchè per noi l'unico problema è andare subito al voto".
Considerata l'importanza essenziale della legge elettorale in quella che viene ridicolmente definita demokrazia, questa non è politica, è delinquenza politica.
Pensi piuttosto a spiegare alla gente, tenuta volutamente nell'ignoranza più buia in questa materia fondamentale, le differenze e i pro e i contro dei vari sistemi.
Ma per questo, oltre a saper sfruttare i mali di ventre della gente, occorrerebbe una capacità ed una preparazione totalmente sconosciuta al felpato.
Un povero trombone ignorante.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Ci siamo!
Oggi il Marrano del Pirellone ha firmato per la richiesta di autonomia della Lombardia.
Quindi qualsiasi sia poi il risultato, addio indipendenza.
Grazie LN!
Ancora e sempre traditrice del Nord.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Il flop di La Vardera. A Palermo il candidato (pro immigrati) di Salvini e Meloni prende il 2,6%
Davide Di Stefano
“Oggi Palermo scrive la sua storia io ho deciso di passare questa giornata con mia mamma e la sua pasta al forno. Buon voto a tutti”. L’immagine di Ismaele La Vardera raggiante insieme alla madre e alla pasta da infornare è l’ultimo post che troviamo su Facebook dalla pagina “Ismaele La Vardera Sindaco”, pubblicato l’11 giugno alle ore 14.02. Probabilmente la “storia” che Palermo ha scritto con il voto non è piaciuta al candidato pro accoglienza, che inspiegabilmente il duo “populista” Salvini-Meloni aveva deciso di appoggiare in queste elezioni comunali. Il silenzio tombale di un candidato che fino al giorno prima delle elezioni era senza dubbio il più “social”, è spiegato dal clamoroso flop elettorale: solo il 2,6% dei palermitani ha messo la croce sul nome di Ismaele La Vardera. Eppure ad appoggiarlo c’erano teoricamente tre forze: due partiti importanti come Fratelli d’Italia e Noi con Salvini, più la sigla “centro destra”.
La realtà dei fatti è un’altra e ve l’avevamo già raccontata senza mezzi termini il 3 aprile scorso, poco dopo l’ufficializzazione da parte di Salvini e Meloni del sostegno a La Vardera. Noi con Salvini e Fratelli d’Italia a Palermo erano con “il culo per terra”, tanto che invece di tre liste, ne hanno presentata una unica con dentro le “tre palle” di Ncs, Fdi e appunto “il centrodestra”. Basti pensare che il più votato della lista ha preso poco più di 300 voti di preferenza. Numeri davvero impietosi per Salvini e Meloni nella quinta città italiana, che ora additano tutta la responsabilità al resto del centrodestra palermitano, colpevole di averli scaricati. Eppure il segretario leghista ci aveva provato a sostenere davvero La Vardera, quando il 26 maggio scorso si era venuto a mangiare il panino con la milza insieme al giovanissimo candidato sindaco, in un tripudio di dirette Facebook.
La candidatura di Ismaele La Vardera è stato un progetto politico a dir poco raffazzonato, uscito (giustamente) a brandelli dalle urne. Senza contenuti e con una comunicazione che non è riuscita ad uscire dal cliché del “giovane che trasuda empaticamente impegno civico”, La Vardera ha pagato l’inesperienza, come dimostra la presentazione un tantinello pretenziosa della sua “squadra di assessori” per amministrare Palermo pochi giorni prima del voto. Ma soprattutto ha pagato l’incoerenza, l’ha pagata lui e l’hanno pagata Salvini e Meloni. Perché la scelta di sostenere uno che sull’immigrazione ha posizioni praticamente coincidenti con la Boldrini non è stata capita dagli elettori “identitari”, mentre chi fino al giorno prima esaltava l’accoglienza ai poveri migranti di questa o quell’altra arcidiocesi e il giorno dopo è diventato il candidato della Lega Nord a Palermo, è stato giustamente accusato di essere un “venduto”.
Uno che tra l’altro si è venduto pure male, sputtanato senza nemmeno raggiungere l’obiettivo minimo di entrare in Consiglio Comunale. Se i risultati sono questi Salvini e Meloni potevano puntare direttamente sull’improponibile Francesco Vozza, che da due anni scimmiotta in maniera ridicola il segretario del Carroccio sulla sua pagina Facebook, dove “invece di pubblicare i pizzoccheri alla valtellinese come “il capitano”, mostra ai suoi fan i cannoli della “tradizione” che mangia con orgoglio”. Tanto fare peggio di così era quasi impossibile.
Il flop di La Vardera. A Palermo il candidato (pro immigrati) di Salvini e Meloni prende il 2,6% | IL PRIMATO NAZIONALE
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Ben gli sta.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Ismaele La Vardera, il bluff della Iena candidata
Palermo, Truman show alla siciliana. Era il volto di Lega e Fratelli d'Italia, ma voleva solo girare un docufilm
di PIERO DEGLI ANTONI
Riassunto per i più distratti: Ismaele La Vardera, un simpatico ragazzone (23 anni) che non si può non notare per il vistoso ciuffo rosso (ha partecipato anche al film di Ficarra e Picone, ‘L’ora legale’), si era candidato alle elezioni comunali per la lista appoggiata da Fratelli d’Italia e Lega. Aveva preso il 2,59%, pari a circa 7mila voti. Ma ieri il colpo di scena: La Vardera avrebbe messo in piedi una colossale finzione per raccontare dall’interno la vita della politica siciliana.
Per tutta la campagna elettorale aveva sempre girato accompagnato da due cameramen, ma è sospettato di aver ripreso di nascosto anche gli incontri privati con telecamera e microfono occultati. Incontri con personaggi politici di primo piano: da Orlando a Cuffaro, da Micciché a Ferrandelli.
Il piano era diabolico: La Vardera avrebbe tenuto all’oscuro tutti, non solo i referenti dei partiti, ma anche i candidati della propria lista, a cominciare da Francesco Benigno, l’attore palermitano reso celebre dal film ‘Mery per sempre’. Quando – durante la conferenza stampa dell’altro giorno – Benigno ha scoperto la verità, è andato su tutte le furie. Ha pregato i giornalisti e i cameramen di uscire e ha preteso un chiarimento in privato da La Vardera. Dall’incontro il candidato è uscito dolorante ed è stato portato all’ospedale (già annunciata la denuncia contro Benigno).
Si è trattato dunque di un Truman Show alla siciliana? Il diretto interessato nega, sostenendo di aver sinceramente desiderato fare il sindaco, e di aver «documentato» la propria campagna elettorale, «come ha fatto Macron». Per sua stessa ammissione, è stato aiutato da Davide Parenti, autore de ‘Le Iene’: inevitabile quindi il sospetto che tutto sia stato programmato fin dall’inizio per realizzare uno scoop giornalistico.
La trovata ha suscitato ogni genere di reazioni: critiche, critiche feroci, critiche molto feroci e pochi applausi. I suoi sostenitori, e soprattutto i suoi candidati, non l’hanno presa bene. Roberto, 20 anni, ha detto: «Ho perso cinque mesi della mia vita per seguirlo. Ci ha preso in giro». Infuriati anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini, Fratelli d’Italia minaccia denunce, Francesco Vozza, referente siciliano di Salvini, è stato diretto: «Sei un infame». La Vardera aveva chiesto alla Meloni la liberatoria per diffondere i filmati registrati di nascosto, ma la leader gliel’ha negata.
Ismaele La Vardera, il bluff della Iena candidata - Politica - quotidiano.net
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Processo al Tribunale di Milano per i furti da rubagalline di Bossi, padre, figlio e spirito poco santo del tesoriere per aver fottuto i soldi della LN a scopi personali (ristrutturzione della casa, acquisto di laurea falsa in Albania e via cantando).
Un uomo che se non avesse tradito, dal Nord avrebbe potuto avere tutto quello che voleva.
Invece è finito in una squallida aula di tribunale difeso (si fa per dire) da chi da sempre lo tiene per le palle e che a Torino, in particolar modo, abbiamo dovuto subirci.
Quattro esseri ignobili.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


2 anni e 3 mesi a Umberto. 2 anni e 6 mesi a Belsito, 1 anno e mezzo a Renzo Bossi.
Pene tipiche da rubagalline.
Infatti il figlio dichiara di volersi dedicare alla sua azienda agricola.
Stiano attenti i vicini...
E al quarto niente?![]()
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Matteo Salvini sedotto dalla sexy modella marocchina Ahlam El Brinis: il web lo infilza
Giovane, bellissima, sensuale, di origini marocchine: i social si scatenano per gli scatti con il leader della Lega.
Matteo Salvini si fa fotografare in discoteca con la sexy modella di origini marocchine Ahlam El Brinis. Lei posta tutto sui social. E sul web infuria la bufera.
Il web, inevitabilmente, se la prende (razzisticamente) con lui: “Questo è il Marocco che ti piace, eh?!”, ironizzano in molti.
Ahlam El Brinis ha postato le foto sui suoi social. Aggiungendo, nella selva di commenti dei suoi followers, che Matteo Salvini le ha detto che andrà presto in Marocco, che è un Paese che gli piace molto, e via elencando i pregi del Paese africano. Inevitabili altri commenti tra l’ironico e l’offensivo.
Matteo Salvini sedotto dalla sexy modella marocchina Ahlam El Brinis: il web lo infilza ed Elisa Isoardi? | Gossip
Per la verità Salvini aveva già evidenziato in passato, quando ancora si fingeva padano, i suoi gusti allogeni....
Similes similibus facillime congregantur!
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