

Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


https://www.bergamonews.it/2024/10/0...remier/739990/
Da leggere assolutamente Grimoldi.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Bernardelli: Pontida non è la terra dei sovranisti di destra. Patto per il Nord il 13 ottobre a Vimercate
di Roberto Bernardelli – Il 13 ottobre siamo a Vimercate, per lanciare Patto per il Nord, federazione di autonomisti, federalisti, associazioni che al Nord si battono per la libertà del Nord. Perché l’Europa non è un gruppo di sovranisti che fanno “branco” a Pontida e calpestano il prato dove sono stati infranti i sogni di una emancipazione della nostra macroregione dal sistema romano. L’identità non è nazionalismo, non è essere partito di destra.
Facciamo il bilancio dell’evoluzione politica dei partiti che occupano casa nostra. Le accise? Il canone Rai? La riduzione delle tasse? L’autonomia? Controllo delle frontiere? Extraprofitti? Pensioni? Abolizione della legge Fornero? Pedaggi autostrade? Costo della vita? Sanità regionale? Scuola senza precari o docenti in ruolo che vincono concorsi e poi tornano al Sud?
Il 13 ottobre nasce Patto per il Nord, perché la questione settentrionale non è nel programma dei partiti sovranisti, non è negli obiettivi dei “patrioti” del nazionalismo di destra.
A Vimercate riparte un progetto unitario, che viene da lontano, dalle nostre radici, senza i compromessi e la corsa al potere.
Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord
Stefania Piazzo
https://www.lanuovapadania.it/cronac...vimercate/amp/
Ultima modifica di Eridano; 08-10-24 alle 10:51
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Ma hanno l'appoggio dei padroni di sion o no? Perché senza non se ne fa niente.


CARTOLINA DA PONTIDA – NOSTALGICI E ILLUSI UN DANNO. PROTEZIONE CIVILE PRIMO TASSELLO, MODELLO E’ LA LEGA DEL PO DI GUIDO FANTI: COORDINAMENTO DELLE REGIONI DEL NORD
5 Ottobre 2024
Opinioni
Lettura 2 min
di Cuore verde – «Le Regioni rifiutandosi di chiudersi in se stesse, sono chiamate a svolgere il ruolo di protagoniste della politica nazionale e il consolidarsi di rapporti permanenti nell’area padana rappresenta un contributo decisivo».
(Guido Fanti in “Ma nascerà davvero la super regione della Padania?”, La Stampa – 6 Novembre 1975)
Si può immaginare, in una bella giornata di sole, da “nostalgici e reduci” della Padania, di tornare sul prato di Pontida in camicia verde sventolando la bandiera del Sole delle Alpi ricordando “i bei tempi” e i discorsi di Umberto Bossi.
Tuttavia, questo avrebbe il solo effetto di alimentare un vago senso di nostalgia. Dobbiamo renderci conto che si tratta di una grande illusione. Una Pontida, appunto, immaginaria. Da Roma non potrà mai arrivare una vera riforma federalista perché lo stato italiano è nato centralista e antifederalista (vgs. “Federalismo e autonomia in Italia dall’Unità a oggi” a cura di Claudia Petraccone, 1995, Ed. Laterza). E la secessione è sempre stata una strada assolutamente impraticabile. La dichiarazione di indipendenza della Padania nel settembre 1996, seppur emotivamente coinvolgente per molti militanti, alla fine è apparsa solo come un controproducente espediente, un po’ improvvisato e senza una vera strategia, per cercare di mettere in difficoltà il sistema monolitico centralista che aveva messo all’angolo la Lega Nord con le elezioni di aprile dello stesso anno.
L’unica strada politica praticabile “dal basso”, dal territorio, per andare verso un sistema federale, rimane ancora quella proposta nel 1975 da Guido Fanti, primo presidente dell’Emilia-Romagna: un coordinamento delle regioni del Nord attuato dai rispettivi presidenti (la “lega del Po”, ovvero, la “super-regione” della Padania).
Nell’ambito dell’autonomia differenziata, la concessione delle 9 materie “senza LEP” potrebbe certamente diventare un interessante terreno comune sul quale costruire questo “coordinamento delle regioni del Nord”.
Proprio in questi giorni, i presidenti di regione della Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria si sono riuniti per la prima volta con il ministro agli affari regionali Calderoli per discutere gli aspetti operativi dell’autonomia differenziata. Si partirà dalla Protezione civile. Dal mio punto di vista, estendendo i compiti della Protezione civile a quelli della “sicurezza”, si potrebbero poi costituire delle vere e proprie guardie nazionali regionali.
Si dovrebbe avere la forza e, soprattutto, la volontà di costituire un comitato civico, politicamente e territorialmente trasversale, per orientare l’opinione pubblica e spingere i presidenti delle regioni della Padania verso un “coordinamento delle regioni del Nord” per le 9 materie senza “ LEP” dell’autonomia differenziata, in particolare, sul piano “interno”, per la protezione civile e, sul piano “esterno”, per i rapporti internazionali e con l’Unione europea, nei quali sarebbe auspicabile rientrasse anche una possibilità di interlocuzione diretta con la UE per i fondi del PNNR.
https://www.lanuovapadania.it/opinio...ioni-del-nord/
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Tacito, Agricola, 30/32.


L’uscita dei Giovani Padani e la strigliata del vertice leghista. Ma la pancia è la stessa?
6 Ottobre 2024
Opinioni
Lettura 1 min
di Roberto Gremmo – I giovani padani erano andati sul sacro pratone decisi a difendere la linea dura sugli immigrati polemizzando con un politico che vuole riempire il Paese di nuovi elettori dando campo libero ai nuovi italiani, compresi quelli che nelle stesse ore davano prova di rispetto delle leggi e volontà d’integrazione devastando la capitale.
Una manifestazione in linea con la propaganda di partito anche perché lo striscione dei ragazzi di Pontida esprimeva una preoccupazione diffusa fra la gente e ovviamente si credeva fosse ben accetto dal generalissimo che ha fatto carriera dicendo suppergiù le stesse cose e dal capitan issimo difensore dei sacri confini.
Invece sì sono presi pubblicamente del cretino.
Beata gioventù, schiaffeggiata moralmente con un insulto bruciante ed offensivo proprio dal nuovo grande condottiero ferma invasione.
Una condanna che tuttavia rivela la distanza sempre più ampia fra il sentimento profondo della militanza ed una dirigenza ingessata nella conservazione degli equilibri politici del Palazzo.
La parata “sovranista’ parte con sovrana arroganza contro una sincera protesta.
Andrà sempre peggio ?
https://www.lanuovapadania.it/opinio...a-e-la-stessa/
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Tacito, Agricola, 30/32.


Cuneo tiene a battesimo il Partito popolare del Nord-Autonomia piemontese
6 Ottobre 2024
Piemonte
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Era da tempo che Cuneo non vedeva un’assemblea politica così affollata e convinta. Perciò e’ stata una vera sorpresa l’assemblea del neonato “Partito Popolare del Nord – Autonomia Piemontese” di sabato alla Madona dl’Olm con 150 presenze contate, interventi a raffica di militanti (molti ex Lega) decisi e pronti ad una nuova battaglia politica e convinti dalle riflessioni e proposte politiche di Domenico Comino, Roberto Castelli e Mario Barral, principali protagonisti della manifestazione.
Proprio Comino ha ribadito la linea della nuova formazione che, estranea a tutti i partito romani, intende difendere il Piemonte dagli sprechi di Roma, dall’invasione mafiosamente sempre più pericolosa.
Per parte sua, Castelli ha polemizzato con la cosiddetta “Autonomia differenziata” della Lega Nord, dimostrando con dati di fatto che e’ una misura insufficiente e che non ferma il drenaggio di nostri soldi e il parassitismo del politicantume meridionalista, il peggior nemico degli stessi meridionali onesti.
Un concreto sostegno d’idee e’ venuto anche da Roberto Gremmo, con una relazione sulle radici storiche dell’autonomismo piemontese, che a Cuneo ha sempre avuto ampie adesioni, a partire dalla fondazione nel 1978 della “Lega delle Alpi Occidentali” e dalla lunga e tenace battaglia dell’indimenticabile barba Toni Baudrier.
Ora si riparte, hanno detto gran parte dei partecipanti, decisi anche a dar del filo da torcere ai partiti tradizionali, che hanno sempre e soltanto favorito il clientelismo nel Sud.
https://www.lanuovapadania.it/piemon...ia-piemontese/
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.