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Discussione: Una terapia coraggiosa

  1. #1
    cittadina del mondo
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    Predefinito Una terapia coraggiosa

    Una terapia coraggiosa - Corriere.it
    TASSE SUBITO più BASSE E RIFORME CREDIBILI

    Il rallentamento della crescita in molti Paesi dell’euro (con importanti eccezioni come Spagna e Portogallo) è stato accolto con sollievo dal presidente del Consiglio, la prova che non esiste un caso Italia. Purtroppo non è così
    . Fatto 100 il livello del Pil (prodotto interno lordo) nel secondo trimestre del 2008, quando iniziò la crisi, il livello in Italia oggi è 91, cioè in sei anni abbiamo perso il 9 per cento del reddito nazionale, un fatto straordinario; 93 in Spagna, nonostante l’esplosione di una grande bolla immobiliare e comunque dopo anni, prima del 2008, in cui la Spagna era cresciuta a tassi del 3-4% l’anno; 101 in Francia e 104 in Germania, cioè l’economia tedesca non solo ha annullato gli effetti della crisi ma si è espansa del 4% rispetto agli anni pre-crisi. L’economia italiana invece da tre anni si contrae. Il lievissimo miglioramento registrato alla fine dell’anno scorso (+0,1 nell’ultimo trimestre) è stato subito annullato da due trimestri negativi quest’anno. Il tasso di disoccupazione è fermo sopra il 12% (e sopra il 40% quello giovanile). In Germania è il 5,1%.
    Che fare? Per contrastare un rallentamento generalizzato dell’economia dell’euro la soluzione migliore (come spiegato da Guido Tabellini sul Sole-24Ore del 25 luglio e come propone un numero crescente di voci) sarebbe un taglio simultaneo delle tasse in tutti i Paesi, finanziato dalla Bce, e accompagnato da corrispondenti, graduali, riduzioni di spesa
    . Senza l’aiuto della politica fiscale, infatti, la Banca centrale europea da sola non riuscirebbe a invertire la rotta. È possibile che Matteo Renzi, sfruttando la sua abilità politica e l’occasione della presidenza italiana dell’Ue, riesca a convincere gli altri Paesi e in primis la Germania. Ma non sarà facile. Occorre quindi predisporre una strategia alternativa. Cioè chiedersi che cosa potrebbe fare l’Italia se dovesse agire da sola.
    Vi sono due strategie alternative. La prima è coraggiosa: tagliare subito, e in modo permanente, le tasse sul lavoro di almeno due punti di Pil (cioè circa 33 miliardi l’anno, l’ipotesi in questo momento più ragionevole anche se si potrebbe pretendere di più) e al tempo stesso approvare tagli di spesa della medesima entità. Questo dovrebbe essere accompagnato da una liberalizzazione del mercato del lavoro (attuando il progetto del senatore Pietro Ichino) affinché la maggior domanda che si creerebbe possa produrre posti di lavoro «veri» e non solo precari perché l’articolo 18 spaventa gli imprenditori
    .
    Le idee su dove reperire risparmi di questa entità ormai abbondano. Dal lavoro del commissario Carlo Cottarelli, alle proposte di Roberto Perotti su www.lavoce.info , al rapporto consegnato due anni fa da uno di noi (F. G.) al governo Monti. Questi tagli, tuttavia, anche se venissero approvati oggi, impiegherebbero un po’ di tempo per andare a regime, un paio d’anni almeno. Ad esempio, molti sussidi alle imprese possono essere eliminati, ma non si possono cancellare contratti in atto. (Certo, se avessimo varato questi tagli due anni fa...). Con questa strategia quindi il deficit per qualche anno aumenterebbe, con la conseguenza che violeremmo le regole europee.
    Come farlo senza apparire i soliti italiani che non rispettano mai gli impegni? Soprattutto dopo avere annunciato con grande enfasi, solo un anno fa, quando uscimmo dalla «procedura di infrazione», che eravamo ritornati virtuosi. Dobbiamo convincere che qualcosa di importante è cambiato. C’è un solo modo: varare finalmente quelle riforme di cui da anni si parla senza mai attuarle. La prima, cui abbiamo già accennato, è la sostituzione dello Statuto dei lavoratori (norme scritte 40 anni fa per il mondo di 40 anni fa) con regole adatte ad un mercato del lavoro moderno. E poi una riforma dalla giustizia civile che dia fiducia agli investitori esteri atterriti dal fatto che in Italia ci vogliono almeno 10 anni per chiudere una causa.
    Certo, violare le regole significa che l’Italia tornerebbe ad essere «sorvegliata» dalla Commissione europea, come d’altronde lo è la Francia. Poco male se questo aiuterà ad accelerare le riforme. E comunque più riforme variamo prima di violare le regole, più tenue, o addirittura irrilevante, sarà la sorveglianza. Si tratta di riforme che fanno tutte parte del programma di questo governo. Renzi deve solo spendere un po’ della sua credibilità e del suo capitale politico per vararle rapidamente, così come ha fatto, sinora con successo, per la riforma della Costituzione.
    La strategia alternativa è cercare di rimanere all’interno del 3% nel rapporto deficit-Pil, con tagli marginali e qualche aumento nascosto della pressione fiscale, ad esempio facendo crescere le accise, e sperare che l’economia si riprenda da sola. È molto probabile che questa strategia ci regalerebbe un altro anno di crescita negativa - sarebbe il quarto consecutivo - ed è forse questo il motivo per cui le previsioni di molti osservatori peggiorano di settimana in settimana.
    La scelta tra queste due strategie dipende molto da come reagirebbero i mercati e dall’effetto che esse produrrebbero sullo spread e quindi sulle nostre tasse e sul costo del denaro per le imprese. Una violazione delle regole europee, senza alcun piano credibile di rientro e di riforme, spaventerebbe i mercati e farebbe alzare lo spread. D’altro canto, un altro anno di crescita negativa porterebbe il rapporto debito pubblico-Pil verso il 150%, sollevando dubbi sulla sostenibilità del nostro debito (del quale un terzo, circa 700 miliardi di euro, è posseduto da investitori internazionali).
    Quale strada quindi? A noi pare che la situazione sia ormai così seria che i rischi della seconda strategia, cioè non contrastare con efficacia la recessione, siano maggiori della prima. Far ripartire la crescita abbassando con coraggio le tasse è oggi la nostra priorità. Ma Renzi deve usare tutta la sua abilità politica e la sua credibilità internazionale per far sì che nessuno possa mettere in dubbio la determinazione del suo governo a riformare l’economia.
    17 agosto 2014 | 09:25
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  2. #2
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    Predefinito Re: Una terapia coraggiosa

    Mi rimane sempre oscura la relazione tra abolizione dell’articolo 18 e creazione di posti di lavoro. I posti di lavoro si creano se c’è bisogno di lavoro, non se è possibile licenziare.
    Non conosco nessuna azienda che rinuncerebbe ad acquisire un ordinativo per non assumere del personale.

  3. #3
    cittadina del mondo
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    Predefinito Re: Una terapia coraggiosa

    sostituzione dello Statuto dei lavoratori (norme scritte 40 anni fa per il mondo di 40 anni fa) con regole adatte ad un mercato del lavoro moderno
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  4. #4
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    Predefinito Re: Una terapia coraggiosa

    Citazione Originariamente Scritto da standing bull Visualizza Messaggio
    Mi rimane sempre oscura la relazione tra abolizione dell’articolo 18 e creazione di posti di lavoro. I posti di lavoro si creano se c’è bisogno di lavoro, non se è possibile licenziare.
    Non conosco nessuna azienda che rinuncerebbe ad acquisire un ordinativo per non assumere del personale.
    Vediamo: se un investitore straniero sta pensando di aprire uno stabilimento ed è indeciso tra farlo in Italia o in un altro paese X, dove il mercato del lavoro è più flessibile, magari questo benedetto art.18 gli fa pendere la bilancia verso X.

  5. #5
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    Predefinito Re: Una terapia coraggiosa

    Citazione Originariamente Scritto da Chinasky Visualizza Messaggio
    Vediamo: se un investitore straniero sta pensando di aprire uno stabilimento ed è indeciso tra farlo in Italia o in un altro paese X, dove il mercato del lavoro è più flessibile, magari questo benedetto art.18 gli fa pendere la bilancia verso X.
    tu dici ?
    io credo sia più influente l'eccesso di burocrazia e la mancanza di linee dati ad alto livello con copertura nazionale (lo stesso per i cellulari)

    per non parlare dell'efficienza del trasporto su rotaia e via mare

  6. #6
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    Predefinito Re: Una terapia coraggiosa

    Citazione Originariamente Scritto da furioso2013 Visualizza Messaggio
    tu dici ?
    io credo sia più influente l'eccesso di burocrazia e la mancanza di linee dati ad alto livello con copertura nazionale (lo stesso per i cellulari)

    per non parlare dell'efficienza del trasporto su rotaia e via mare
    Può essere anche, dipende dall'attività che va a svolgere. Sul tavolo di quell'investitore ci saranno tutte le carte che gli serve analizzare, tra quelle carte ci sarà anche la possibilità di licenziare un dipendente inefficiente (e magari, se è un po' filantropo, avendo la tranquillità di non buttarlo per strada).
    E' il solito tema: senza un mercato del lavoro flessibile, aumentano le posizioni di difesa del posto di lavoro, il che rende il mercato del lavoro sempre meno flessibile, il che porta gli investitori ad abbandonare il campo spesso e volentieri.

  7. #7
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    Predefinito Re: Una terapia coraggiosa

    vi stae fossilizzando sull'accompagnamento (riforme) e non sul taglio delle tasse da fare subito
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
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  8. #8
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    Predefinito Re: Una terapia coraggiosa

    Per accontentare le clientele Renzi non farà ne l'uno e ne l'altro.


  9. #9
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    Predefinito Re: Una terapia coraggiosa

    Con 30 miliardi di tagli alle spese non si riesce a fare proprio niente..solo gli interessi ammontano a 90 miliardi di euro; per tagliare le tasse in modo sensibile , tale da consentire davvero una ripresa bisognerebbe tagliare le spese di almeno 100 miliardi, il che significa tagliare il costo del laboro pubblico del 20% e nel contempo tagliare dei servizi
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  10. #10
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    Predefinito Re: Una terapia coraggiosa

    Citazione Originariamente Scritto da Chinasky Visualizza Messaggio
    Può essere anche, dipende dall'attività che va a svolgere. Sul tavolo di quell'investitore ci saranno tutte le carte che gli serve analizzare, tra quelle carte ci sarà anche la possibilità di licenziare un dipendente inefficiente (e magari, se è un po' filantropo, avendo la tranquillità di non buttarlo per strada).
    E' il solito tema: senza un mercato del lavoro flessibile, aumentano le posizioni di difesa del posto di lavoro, il che rende il mercato del lavoro sempre meno flessibile, il che porta gli investitori ad abbandonare il campo spesso e volentieri.
    Certamente...un potenziale investitore non ha di sicuro voglia di investire i suoi soldi in un paese in cui per licenziare una persona si rischia di pagare cifre molto alte, quando ci sono paesi che offrono condizioni migliori...
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

 

 
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