Cos’è la “Novorossija”?

settembre 11, 2014 Lascia un commento

Alain Benajam, Rete Voltaire, Parigi (Francia) 10 settembre 2014
La presentazione degli eventi a Lugansk e Donetsk da parte dei media atlantisti ignora le richieste del popolo. Tuttavia, non si tratta di una semplice rivolta contro il potere a Kiev, ma dell’affermazione di un particolare ideale. Alain Benajam, che ha viaggiato nel Paese per 40 anni, ci parla dei simboli del nuovo Stato di “Novorossjia.” “Novorossija”, il cui nome esatto è “Unione delle Repubbliche Popolari di Novorossija” è l’ultimo arrivato tra gli Stati democraticamente costituiti, anche se non è riconosciuto dalla comunità internazionale, esiste ed opera. L’esistenza dell'”Unione delle Repubbliche del Popolo della Nuova Russia” è una piccola rivoluzione, va capito perché. Tutti i termini e simboli della Nuova Russia sono stati accuratamente scelti ed hanno un significato profondo. La Nuova Russia o Novorossija ha cultura e lingua russa, ma non pretende di integrarsi nella Federazione russa. La Federazione Russa è uno Stato federale multietnico che si estende dal Baltico all’Oceano Pacifico e comprende numerose repubbliche autonome e popoli culturalmente non russi. Come si può definire un’identità nazionale?
I confini statali sono tracciati dalla storia e dai suoi conflitti e non sempre tengono conto dei confini culturali e linguistici. Gli Stati moderni sono definiti da qualcosa di diverso da etnia o cultura, e se l’etnia non è molto precisata ed è valida solo per descrivere isolati gruppi tribali, la cultura indica essenzialmente una lingua e riferimenti storici comuni. Lo Stato moderno viene definito dal territorio delimitato da confini riconosciuti internazionalmente. Come tutti sanno il primo trattato sul reciproco riconoscimento dei confini fu il Trattato di Westfalia del 1648, a seguito della terribile Guerra dei Trent’anni che devastò l’Europa. Nel territorio degli Stati riconosciuti internazionalmente si applicano leggi e tasse specifiche. La definizione dello Stato moderno si sovrappone a quella di nazione, oggi si parla di Stato-nazione, dove la cittadinanza è definita dalla legge e nient’altro. L’appartenenza ad uno spazio culturale e linguistico e l’appartenenza a uno Stato-nazione oggi sono completamente separate. Molti Stati hanno popolazioni di cultura e lingua diversa come Svizzera, Belgio, Spagna, Regno Unito, Finlandia in Europa. In Africa e Oriente la colonizzazione ha plasmato Stati indipendentemente dalle differenze storico-culturali, ma ognuno ha accettato questi confini giuridici tenendoseli e componendo nuove nazioni sulla base dei nuovi Stati. Popolazioni con la stessa cultura e lingua possono trovarsi in Stati diversi, come lo Stato francese e la provincia del Quebec del governo federale canadese. Le popolazioni di lingua inglese di origini europee dell’ex-impero britannico si trovano in diversi Stati distinti come Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e lo stesso vale per il mondo ispanico, in America Latina. Anche la Germania fu divisa in due Stati per diversi anni. Il reciproco riconoscimento degli Stati dalla comunità internazionale non significa che i popoli riconosciuti nazionalmente dagli Stati siano culturalmente e linguisticamente ignorati. Ad esempio i popoli colonizzati dagli altri Stati dovettero lottare per avere la possibilità di formare uno Stato indipendente, come l’Algeria che si separò dalla Francia. La Carta delle Nazioni Unite ha definito giusto, nel dopoguerra, l’autodeterminazione dei popoli che vogliono divenire Stati indipendenti tramite il referendum. Il diritto dei popoli, caro al Generale de Gaulle, è un aspetto importante del diritto internazionale. Così ogni Stato nazione riconosciuto dalla comunità internazionale non può in alcun modo essere definitivo, ma dovrebbe essere sempre soggetto alla volontà di coloro che lo compongono. Tornando alla nostra Nuova Russia, si tratta di un nuovo Stato russo. Se culturalmente è russo, giuridicamente è diverso dalla Federazione russa, come se la provincia canadese del Quebec, divenendo indipendente, formasse un nuovo Stato francese, anche se non si parlerebbe di “Nuova Francia”, come la “Nuova Russia”. Cosa significa “Repubblica Popolare”?
La Nuova Russia (Novorossia) è uno Stato federale che incorpora repubbliche popolari. Oggi comprende solammente due repubbliche, la Repubblica popolare di Donetsk e la Repubblica popolare di Lugansk, i cui confini seguono quegli degli ex-oblast ucraini dallo stesso nome. La Nuova Russia dovrà riunire nell’autodeterminazione gli altri oblast dell’ex-Ucraina che scegliessero democraticamente, con il referendum, di costruire la loro Repubblica popolare e di aderire all’Unione delle Repubbliche Popolari della Nuova Russia. Ricordiamo da subito che l’Ucraina è sempre stata una provincia russa, perfino il luogo in cui venne fondata la Russia, Rus’, e l’ex-Ucraina fu arbitrariamente creata dall’Unione Sovietica senza mai contemplare le assai diverse popolazioni che abitano questa regione. Oggi, la democrazia è tornata ed è pienamente in linea con il diritto internazionale, chiedendo l’opinione dei diversi popoli che compongono questo recente Stato artificiale. I fondatori delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk insistono sul termine “popolare”. Fu usato storicamente dagli Stati sotto l’influenza sovietica, dopo la seconda guerra mondiale, definendosi sulla via della costruzione del socialismo. Il socialismo nella sua definizione marxista-leninista disciplina la proprietà sociale dei mezzi di produzione e di scambio. Il socialismo non è certo il comunismo, secondo la definizione marxista-leninista, poiché nel comunismo descritto dal Manifesto di Marx ed Engels nel 1848, non c’è la proprietà, la proprietà sociale, né il governo, né i salari. La parola “comunista” per descrivere questi Stati fu usata dalla propaganda statunitense. Nessuno Stato finora ha affermato di essere comunista. Nella sua conferenza stampa via skype del 6 settembre, a Parigi, Pavel Gubarjov, uno dei fondatori della Repubblica popolare di Donetsk ed ex-governatore “popolare”, precisava che il regno degli oligarchi era finito in Novorossija, adempiendo a una delle principali pretese di “Majdan”. Chi sono questi oligarchi dilaganti in Ucraina, Russia e negli altri Paesi che hanno abbandonato la via socialista? Tali persone sono soprattutto ex-burocrati della nomenklatura precedente, ma anche mafiosi, che si accaparrarono con la forza e illegalmente le industrie pubbliche divenendo immensamente ricchi. Ciò fu in qualche modo ostacolato in Russia e gli oligarchi che stavano estinguendo lo Stato russo sotto Boris Elstsin furono fermati da Vladimir Putin, che ha imprigionato qualche soggetto. In Ucraina, il fenomeno oligarchico è particolarmente devastante, enormi fortune sono state accumulate da pochi individui, mentre la gente è sempre più povera. L’Ucraina è il Paese europeo dai salari più bassi (inferiori a quelli in Cina). Il termine “popolare” non significa che si torna ai giorni dell’URSS, dove furono nazionalizzate tutte le attività economiche. Questo termine significa che solo le grandi industrie, come energia, l’industria pesante e degli armamenti saranno sotto il controllo del popolo che costituisce gli Stati federali. L’Unione delle Repubbliche Popolari della Nuova Russia non mira a ricostruire l’URSS antidemocratica del partito unico, ma riconosce alcuni aspetti positivi della URSS, dove tutti avevano il diritto a salute, alloggio e lavoro. Il motto e la bandiera della Novorossija
Il motto dell’Unione delle Repubbliche Popolari della Nuova Russia è “Libertà e Lavoro”, indicando chiaramente il desiderio di assicurare la libertà degli individui e una particolare attenzione per i lavoratori, cosa che non appartiene agli oligarchi. I valori di libertà e lavoro sono simboleggiati anche dalla bandiera, la bandiera rossa dei lavoratori, della Comune di Parigi di cui una si trova nel mausoleo di Lenin, una bandiera rossa con la croce di Sant’Andrea, il santo patrono della Russia, fondatore della Chiesa di Costantinopoli e all’origine dell’evangelizzazione, simboleggiata dalla bandiera bianca con la croce blu (chiamata di S. Andrea, ricordandone le torture). Questa bandiera sarebbe, non necessariamente, fregiata dalle armi della Novorossija simboleggiate dell’aquila a due teste delle antiche monarchie slave, coronata da una muratura industriale, indicando il carattere slavo e russo della Nuova Russia. Al centro vi è inserito lo scudo con la figura di un cosacco, ricordando che questa regione è anche la terra dei cosacchi. A sinistra vi è il martello dei metallurgici. A destra un’ancora, perché la nuova Russia ha il porto di Mariupol sul Mar d’Azov, accedendo al Mar Nero attraverso lo Stretto di Kerch. La zampa destra serra una spiga di grano, simbolo di pace, e la zampa sinistra un fascio di frecce, simbolo della guerra, indicando che la Nuova Russia vuole vivere in pace ma che si difenderà se necessario, come ha dimostrato. Sulla muratura a corona appare il cartiglio su cui è inciso “Novorossia” in cirillico e sotto l’aquila il motto “Lavoro e Libertà” in russo. Il valori sincretici di Novorossija
E la bandiera dell’Unione delle Repubbliche del Popolo della Russia crea un nuovo sincretismo esprimendo due valori. Quella del lavoro e delle organizzazioni politiche dei lavoratori passate e presenti, volte a liberare il mondo dal sistema capitalistico, simboleggiato dalla bandiera rossa. Poi vi è la croce di Sant’Andrea che simboleggia i valori tradizionali e storici a cui i russi sono attaccati e senza cui non possono vivere. La storia segnata dal cristianesimo ortodosso ricorda anche le feroci battaglie della Grande Guerra Patriottica contro i nazisti e i collaborazionisti ucraini di Stepan Bandera. Questa lotta al fascismo ucraino e al nazismo tedesco è simboleggiata dal nastro di San Giorgio, che commemora il grande sacrificio dei russi nel salvare la Patria. Ora è indossato dai soldati di Novorossija che combattono la giunta di Kiev messa al potere dagli Stati Uniti con colpo di Stato particolarmente sanguinoso. Colpo attuato da gruppi e partiti neonazisti come Pravij Sektor (Fazione Destra) e il partito ex-nazista ucraino Svoboda. Tali partiti esibiscono apertamente simboli nazisti ed antisemitismo, definiscono i russi come facevano i nazisti, chiamandoli “subumani” (untermenshen), occupando lo Stato nonostante i loro scarsi risultati alle elezioni. Tali teppisti costituiscono la maggior parte dei battaglioni che combattono contro le Forze Armate di Novorossija (FAN), come il battaglione Azov che ha lo stesso simbolo dell’infame divisione SS Das Reich in Francia. Tali gruppi sostengono di essere nazionalisti, ma agiscono per conto degli Stati Uniti, Stato straniero che non vuole nulla di buono per l’Ucraina ma che cerca d’imporre il proprio potere economico e politico della regione. Tale caratterizzazione “nazionalista”, di cui si compiacciono, non li descrive per nulla, ma quella di “collaborazionista”, come il loro mentore Stepan Bandera, gli si adatta assai meglio. Tali neonazisti violenti, razzisti ed assassini sono fortemente supportati da media ed élite politiche dei Paesi soggetti agli Stati Uniti, laddove il comico Dieudonné viene condannato per la quenelle in cui ridicolmente vedono il saluto nazista invertito. La resistenza all’imperialismo
Ciò che caratterizza il popolo della Nuova Russia è il desiderio di non essere integrato nel sistema euro-atlantico dominato dagli Stati Uniti tramite NATO ed Unione Europea. Tale sistema s’è ampiamente dimostrato inefficace e dannoso. Le nazioni che vi aderiscono declinano e sprofondano nella stagnazione economica e nel declino morale. È storicamente la prima volta che una nazione europea prende le armi per non farsi integrare nel sistema imposto dagli USA, rifiutandone non solo il sistema economico, ma anche i valori morali. Tale rifiuto è simile a quello di sempre più europei e francesi che, davanti al disastro, cercano di sbarazzarsi di tale infamia e di riprendere il controllo del proprio destino. Nella lotta dei popoli per recuperare l’indipendenza, i concetti di destra e sinistra non hanno più senso, le forze politiche che sostengono la dipendenza dal sistema degli Stati Uniti tramite Unione europea e NATO, si dichiarano di sinistra e di destra, quelli qualificati dai media come “estremisti” di destra e di sinistra sostengono il ritorno all’indipendenza. Egualmente con la sottomissione al sistema capitalista, che ha perso il carattere industriale di un tempo divenendo nient’altro che un sistema finanziario e globalista. Le forze politiche di destra e di sinistra che vi si oppongono, sono ovviamente demonizzate dai media ufficiali e da una stampa sovvenzionata dallo Stato. Così presso i media, l’Unione delle Repubbliche Popolari della Nuova Russia è odiata perché giustamente rappresenta la sintesi necessaria della rivoluzione anticapitalista, che è anche rivoluzione antiglobalizzazione, con la volontà dei popoli di recuperare le proprie tradizioni contro il sistema culturale globalista che non fornisce che il comun denominatore dell’edonismo più misero al posto dei valori del lavoro e del sacrificio. Perciò, le Repubbliche federate popolari della Nuova Russia sono un esempio per gli altri e l’inizio di qualcosa di nuovo che cambierà il mondo? raduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
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Obama in Siria: salvataggio “pragmatico” dell’alleanza con al-Qaida

settembre 11, 2014 Lascia un commento

Vladimir Suchan 9 settembre 2014
Il media propagandista per la IV Guerra Mondiale Business Insider (bel nome, vero?) ha inavvertitamente svelato la ragione della “campagna contro il SIIL” e il vero motivo del discorso politico di Obama sulla Siria. Si tratta solo di salvare l’esercito d’invasione costruito intorno ai due principali rami di al-Qaida, al-Nusra e SIIL, il cui compito è diffondere il caos, rovesciare il governo e distruggerne il Paese. Le forze del SIIL e quelle di al-Qaida, che gli Stati Uniti (e Business Insider) continuano a chiamare falsamente “laiche e moderate” (come ancora nell’articolo) sono “sull’orlo della più seria sconfitta” in Siria, stando per essere sconfitte ad Aleppo, seconda città della Siria dopo Damasco. Un rapporto dell’International Crisis Group imperialista dell’8 settembre avverte che se l’esercito mercenario d’invasione costruito dagli USA sarà scacciato dalla città, “gli Stati Uniti e i loro alleati perderanno il partner più importante sul campo di battaglia, una forza combattente credibile con anni di esperienza nei combattimenti contro SIIL e Assad“. La “lotta a SIIL e Assad” è, manco a dirlo, una menzogna spudorata. SIIL e al-Nusra sono le principali forze del cambio di regime degli USA. Tuttavia, Business Insider rivela inavvertitamente anche che l’esercito jihadista dominato da al-Nusra e SIIL (entrambi derivanti da al-Qaida) è rifornito, armato e sostenuto dalla Turchia, Stato chiave della NATO ed alleato degli Stati Uniti: “Il regime di Assad sta per recidere l’ultima via di rifornimento ai ribelli dalla Turchia“. Secondo Business Insider, “la stessa sopravvivenza” del cambio di regime degli USA tramite i fantocci di al-Qaida o “rivoluzione siriana”, dipende in larga misura dal controllo di Aleppo.
L’articolo rivela anche il fallimento dell’attacco chimico false flag dello scorso anno, che ha “effettivamente distrutto ogni possibilità di cambio degli Stati Uniti contro Assad, uno sviluppo che secondo l’ICG ha spezzato la coalizione ribelle e costretto alcune fazioni a un’alleanza pragmatica con il filo al-Qaida Jabhat al-Nusra“. Alleanza pragmatica con al-Qaida responsabile dell’11 settembre, sotto l’egida degli Stati Uniti? “Ciò che è in gioco in Aleppo non è la vittoria regime, ma la sconfitta dell’opposizione“, afferma il rapporto. In altre parole, gli Stati Uniti di Obama si agitano per salvare la forza d’invasione di al-Qaida dalla sconfitta, in nome della lotta contro uno dei suoi mostri, che la guerra contro l’Iraq aveva nutrito prima di allargarsi in Siria, nell’ambito della fusione tra Guerra al Terrore e Guerra del Terrore. Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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La Russia e la “rivoluzione colorata”

settembre 11, 2014 Lascia un commento

Dedefensa
Una riunione del “Consiglio antifascista e antimajdanista”, recentemente costituito in Russia, ha dato informazioni su gruppi e singoli attivisti che sviluppano agende straniere, sopratutto il partito Jabloko, che dalla fondazione è liberale filo-occidentale. Si tratta di azioni previste il 21 settembre e collegate alle elezioni del 14 settembre; le informazioni del “Consiglio antifascista e antimajdanista” riguardano aspetti logistici e organizzativi (l’aiuto dato a Jabloko dai soliti centri ed agenzie stranieri, reclutamento di “professionisti” per le manifestazioni, ecc.) Vi è certamente la paura in Russia, da parte del governo e delle varie agenzie, nonché di varie organizzazioni politiche, di un’azione generale per destabilizzare la Russia con una “rivoluzione colorata”. Le notizie del “Consiglio anti-Maidan” sono andate alle Izvestija e riprese il 9 settembre da RussiaToday.
Il leader del Consiglio antifascista e antimajdanista Evgenij Shabaev ha detto al popolare quotidiano Izvestija che il suo gruppo ha informazioni su cittadini ucraini e georgiani che hanno ruoli importanti nel preparare manifestazioni violente per rovesciare governi e sciogliere i parlamenti con le cosiddette ‘rivoluzioni colorate’. Ora, queste persone arrivano in Russia per avere colloqui con i rappresentanti del partito d’opposizione Jabloko ed altri gruppi d’opposizione, preparando e lanciando il cambio di regime in Russia, ha affermato l’attivista. Secondo Shabaev, oggi Jabloko assieme a membri del gruppo Solidarietà controlla una serie di manifestanti. Oltre 1000 persone sono state assunte per parteciparvi, ed ognuna ha firmato un contratto per 15 giorni di picchetto per 2500 dollari. Il bilancio complessivo per la manifestazione ammonta a oltre 90 milioni di rubli (circa 2,4 milioni di dollari) e si concluderà con un’adunata di massa il 21 settembre. L’attivista ha osservato che le proteste sono collegate al voto nazionale del 14 settembre. Ha detto che le proteste più intense e numerose si svolgeranno nelle principali città, Mosca e San Pietroburgo (Mosca ha le elezioni municipali e San Pietroburgo del sindaco). Shabaev ha anche detto che ovviamente l’intero scenario è sostenuto dal dipartimento di Stato degli USA, interessato a cambiare il sistema politico della Russia come già accaduto in Georgia, Ucraina, Libia e altri Paesi in cui le ‘rivoluzioni colorate’ sono riuscite. Boris Nemtsov del partito d’opposizione Parnas (Partito della Libertà Popolare) ha confermato che una grande manifestazione, chiamata marcia della pace, era prevista per il 21 settembre ed è organizzata in collaborazione con Jabloko. Il partito Jabloko nega di ricevere fondi da un qualsiasi Stato estero, nonché di organizzare una qualsiasi protesta. Tuttavia, una fonte del municipio di Mosca ha detto alle Izvestija che i picchetti nel centro della città sono organizzati da Jabloko per protestare contro le tasse“.
Il Consiglio anti-Majdan è stato costituito ad agosto da veterani delle forze militari e speciali russe, attivisti dei diritti e rappresentanti della comunità ortodossa. L’obiettivo principale del gruppo è contrastare i tentativi di cambiare con la forza il sistema politico della Russia informando i cittadini sui metodi della propaganda occidentale. Il Consiglio prevede inoltre di organizzare proprie manifestazioni per promuovere gli interessi dello Stato russo ed impedire tensioni etniche nelle regioni della nazione. Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora