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Discussione: Tavecchio.

  1. #1
    Cacciaguida
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    Predefinito Tavecchio.

    Un eroe della prima repubblica.
    Quando nelle telecronache i negri erano chiamati negri, il catenaccio italiano trionfava ai mondiali, l'arbitro israeliano di Messico 70 era chiamato sprezzantemente "l'ebreo", i latinoamericani Gianni Brera li apostrofava "metechi".
    La preparazione atletica si condensava in pasta e fagioli, vino rosso e partitelle all'ultimo sangue.
    Quando il centrale era lo "stopper" e il libero spezzava tibie avversarie e gli infortunati venivano trascinati a bordo campo dagli altri giocatori con le ossa penzolanti e li si ingessava alla meno peggio.
    Quando il gioco violento lo si lasciava correre e si espelleva solo se protestavi con l'arbitro.
    Quando si giocava con nebbia pioggia grandine fango vento neve.
    Quando gli allenatori avevano in media 70 anni e non parlavano se non il dialetto.
    Quando la curva costava duemilalire.
    Quando Toni Negri fondò le brigate rossonere.
    Quando le risse omicide in curva erano considerate normalissime appendici di una partita.
    Quando si giocava di Domenica.
    Quando gli unici stranieri li si vedeva il mercoledì ogni quindici giorni, in bianco e nero, un tempo solo e in differita alle dieci di sera su Rai 2.
    Quando il notiziario serale comunicava che la nebbia su dover aveva isolato l'Inghilterra.
    Ultima modifica di amerigodumini; 07-10-14 alle 20:37

  2. #2
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    Predefinito Re: Tavecchio.

    Non lo sapevo proprio di Negri e del Milan...
    «Materazzi simbolo del calcio imperialista»

    DALLA FRANCIA *** Toni Negri, grande tifoso milanista, attacca dalle pagine di «Libération»


    PARIGI - Il calcio imperialista e mondializzato del «vincit, regnat et imperat» ha ormai un giocatore simbolo: Marco Materazzi. La bordata stavolta non è di Raymond Domenech, il c.t. dei bleus, ma di Toni Negri, fondatore di Potere Operario e, prima ancora, delle Brigate, rossonere. La polemica trova spazio sulle pagine di Libération, un quotidiano che non ha mai digerito l' episodio chiave della finale dell' ultima Coppa del Mondo, tra Materazzi e Zidane, e che ieri è uscito in edicola in versione «intellettuale» con articoli a firma di soli filosofi. Negri, autore di numerosi libri tra cui «Impero» e «Moltitudine», bibbie dell' altermondialismo, in veste di redattore sportivo ha messo sotto accusa le derive del calcio moderno. Lo spunto, da un suo viaggio in Argentina. «Mi metto a guardare una partita in tv - scrive Negri - e siccome non conosco i nomi dei calciatori, osservo il loro gioco. Mi rendo conto però che giocano veramente male. Anzi, giocano lo stesso calcio che si vede del resto del mondo: 22 piccoli Materazzi, 22 automi, 22 giocatori di un videogame di media qualità». Una standardizzazione scadente che non ha nulla in comune con il glorioso passato calcistico argentino, con il «cuore del Boca Juniors e il cervello del River Plate, la scienza delle passioni». «Eppure - scrive Negri - furono proprio gli argentini, gli oriundi a insegnare il calcio agli italiani». Così gli italiani impararono «fantasia, immaginazione e astuzia, come i francesi con Zidane», vincendo due Mondiali (' 34 e ' 38) e un' Olimpiade (' 36). Vittorie di squadre «meticce, per metà fatte di gauchos e per l' altra di contadini delle valli del Po». Negri ormai si consola con l' affascinante rugby argentino, «con tutti quei giocatori dal cognome italiano», protagonista ai recenti Mondiali francesi: «Se l' età dell' oro del calcio ha permesso di respirare durante il fascismo, il rugby potrebbe permetterlo in quest' epoca tristerrima di estremismo di centro». Il calcio ha perso quel potere perché «ha vinto la tecnica: Max Weber e la razionalità dell' efficacia. È Materazzi che comanda: vincit, regnat et imperat». Visione in parte comprensibile. Toni Negri è sì un filosofo, è si un intellettuale di sinistra, è si un ideologo dell' altermondialismo, ma è anche e soprattutto un milanista sfegatato. L' ex professore universitario finito in prigione per associazione sovversiva e oggi libero cittadino tra Venezia e Parigi, prima ancora di contestare il capitalismo imperialista, contestava l' interismo alla testa delle Brigate rossonere che fondò ancor prima di Potere Operaio. Prima dei Mondiali tedeschi dichiarò sempre a Libération: «Mia figlia è stata sposata con un interista e ciò costituì un grande problema. Sono stato contento quando si sono separati. Ma il calcio è solo un gioco». La sua compagna però è interista, e pure francese. Materazzi, di conseguenza, un bersaglio ideale per un filosofo rossonero: «Datti al ping-pong».

  3. #3
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  4. #4
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    Predefinito Re: Tavecchio.

    ... quando c'era lui!...



    o lui...

    Ultima modifica di FRUGALE; 08-10-14 alle 11:39

  5. #5
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    Predefinito Re: Tavecchio.


  6. #6
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    Predefinito Re: Tavecchio.

    Citazione Originariamente Scritto da SimoneSSL Visualizza Messaggio

    Amico ligure dovevi da mette la foto de le guardie che li scortaveno...poi ancora co sta mitomania...sotto la sud non c'è mai venuto.
    Capito greco?
    Ultima modifica di ...II...; 08-10-14 alle 13:16

  7. #7
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    Predefinito Re: Tavecchio.

    Comunque concordo con Negri.
    Il gioco è standardizzato al massimo e sembra la linea di centro campo del calcio balilla con due fila di ribattenti.
    Non esistono più i ruoli come non esistono più nella società.
    È un calcio africanizzato nel gioco amorfo e schematico con armadi lanciati a tutta velocità sui medesimi binari.
    Ma non sono ottimista nemmeno sul rugby da qualche anno a questa parte.
    Tende a calcistizzarsi in tutte le maniere e poi il rugby nazionale è una cosa inguaribilmente risibile.

  8. #8
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    Predefinito Re: Tavecchio.

    Tavecchio ha sempre ragione.

  9. #9
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    Predefinito Re: Tavecchio.

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Comunque concordo con Negri.
    Il gioco è standardizzato al massimo e sembra la linea di centro campo del calcio balilla con due fila di ribattenti.
    Non esistono più i ruoli come non esistono più nella società.
    È un calcio africanizzato nel gioco amorfo e schematico con armadi lanciati a tutta velocità sui medesimi binari.
    Ma non sono ottimista nemmeno sul rugby da qualche anno a questa parte.
    Tende a calcistizzarsi in tutte le maniere e poi il rugby nazionale è una cosa inguaribilmente risibile.
    Il Rugby ha questa pretesa nobiltà che consiste nel volersi bene anche se ci si picchia che non la digerisco proprio. Aldilà del picchiarsi e spararsi tra tifoserie calcistiche, che mi sembra una cosa da dementi, io se vado allo stadio voglio poter dire "negro", "terrone", "c'avete solo la nebbia" e quant'altro, basta con questa moralina da gheis.
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 08-10-14 alle 13:52

  10. #10
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    Predefinito Re: Tavecchio.

    Citazione Originariamente Scritto da Orco Bisorco Visualizza Messaggio
    Il Rugby ha questa pretesa nobiltà che consiste nel volersi bene anche se ci si picchia che non la digerisco proprio. Aldilà del picchiarsi e spararsi tra tifoserie calcistiche, che mi sembra una cosa da dementi, io se vado allo stadio voglio poter dire "negro", "terrone", "c'avete solo la nebbia" e quant'altro, basta con questa moralina da gheis.
    Esatto.
    Adesso il rugby è diventato ossessivamente "gay friendly", multitutto e disgustosamente imbevuto di propaganda progressista di ogni genere.
    Però fino agli anni 70 non era così.
    Di norma il giocatore che veniva pestato aveva il tacito e sacrosanto diritto di farsi giustizia da solo in campo e tutti compreso l'arbitro il dovere di girarsi dall'altra parte e non interferire.
    Ma erano tempi in cui un nazionale gallese si allenava facendo il suo mestiere di pastore o di spaccalegna, cattolici e protestanti si cavavano le budella quotidianamente a Belfast e Scozia e Inghilterra al 5 nazioni contava sulle dita di una mano i sopravvissuti ad una mischia.
    Poi in qualche maniera è subentrato lo spirito italiano persino nel rugby del 5 nazioni quando è stato inopinatamente aperto alla federazione italiana.
    Proteste isteriche per qualche spallata, lagne con il direttore di gara, barelle e medici per due nocche spellate, inviti ossessivi al volemose bene, pacifistizzazione ideologica della palla ovale ecc...quasi che il morbo del concilio vaticano II abbia attecchito in tutti i settori della vita occidentale peggio del complotto ebraico.

 

 
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