
Originariamente Scritto da
Matt 76
Bè, oddio, forse hai forzato il mio ragionamento...
Diciamo che con la monarchia sarebbe stato meno peggio...
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Comunque ritengo doveroso precisare che l'ipotesi che nel 1918 in Germania rimanesse la monarchia è un'ipotesi completamente fuori dalla realtà.
La Prima Guerra Mondiale non scoppiò perchè fu scatenata da un pazzo come Hitler; essa fu come un enorme incendio divampato a seguito di una casuale scintilla in un magazzino pieno di dinamite. La scintilla fu casuale, d'accordo, ma chi aveva accumulato tutta quella dinamite?
La scintilla fu l'omicidio dell'Arciduca Ferdinando, erede al trono dell'Impero Austroungarico, la dinamite era il nazionalismo esasperato, talvolta privo di fondamento. Infatti se in paesi come la Romania e l'Italia il nazionalismo era giustificato dal fatto che porzioni del territorio nazionale erano sotto il dominio straniero (la Transilvania per la Romania, il Trentino e la Venezia Giulia per l'Italia), in altri era completamente senza fondamento.
Ad esempio le uniche minoranze tedesche fuori dalla Germania erano i sudeti che stavano sotto gli Asburgo e non avevano alcuna rivendicazione. Anzi a molti austriaci (come ad esempio al giovane Hitler) era concesso di andare a combattere per l'esercito tedesco ed ottenere la cittadinanza tedesca. La Germania, inoltre, aveva aveva raggiunto l'unità ed era diventata uno stato forte e temuto, quindi il nazionalismo fanatico e delirante ivi presente non aveva il minimo fondamento.
L'imperatore Guglielmo II, anche se nella realtà non si occupava molto degli affari di stato (impegnato come era nella vita mondana), nei comportamenti pubblici era volutamente diventato il simbolo di tale fanatismo nazionalista, che contribuiva ad alimentare sempre più con dichiarazioni politiche tanto provocanti quanto sterili di risultati pratici.
La Germania, inoltre, non era uno stato parlamentare, e la costituzione allora in vigore era simile al nostro Statuto Albertino, ma era interpretata alla lettera; ne risultava un sostanziale svuotamento di democrazia, ed infatti tutti i libri di storia delle scuole superiori descrivono la Germania come una monarchia assoluta.
Se poi aggiungiamo che Guglielmo II esercitava i suoi poteri tanto attivamente quanto in maniera superficiale (occupato com'era nella sua vita mondana), capiamo bene come mai alla fine della Prima Guerra Mondiale venne unanimamente indicato come il massimo responsabile dei tanti lutti sofferti da quasi tutti i popoli europei. In realtà c'erano anche tanti altri responsabili (come le industrie di armamenti, ecc...), ma si nascosero tutti dietro il comodo capro espiatorio (che comunque aveva colpe gravissime).
Inutile aggiungere che il giovane erede al trono cercava di non essere meno del padre, e, nonostante non avesse grande esperienza militare, fu messo per volere del padre a capo di potenti armate.
Si capisce facilmente, quindi, perchè nel 1918, per paura della rivoluzione comunista che stava prendendo piede, le alte sfere dell'eseercito (guidato allora dal "monarchico" Hindemburg) vendettero l'istituto monarchico ai rivoluzionari socialdemocratici guidati da Ebert come pegno per rifarsi una verginità e unirsi a loro contro il pericolo rosso. Il "monarchico" Hindemburg disse a Guglielmo II (recatosi in visita al comando supremo a Spa, nel Belgio occupato) che non era in grado di garantire per la sua sicurezza se tornava a Berlino, dove nel frattempo si combatteva per le strade contro i socialdemocratici.
Tanto il padre, quanto il figlio si rifugiarono in Olanda, che era rimasta neutrale nel conflitto e che si rifiutò di dare l'estradizione tanto agli alleati quanto alla nuova Germania repubblicana.
Quindi nel 1918 in Germania presso l'opinione pubblica la monarchia era sinonimo di fanatismo, lutti e distruzione, superficialità ed incapacità, di delinquenti ricercati e scappati all'estero per paura di un processo.
Inutile aggiungere che sia prima che durante il conflitto gran parte della nobiltà tedesca o per sincero patriottismo o per una sorta di spirito di emulazione avevano assunto comportamenti simili a quelli di Guglielmo II.
Se la monarchia
è sentimento, allora penso caro Candido, che devi convenire con me che la permanenza della monarchia in Germania oltre ad essere impossibile dal punto di vista pratico era assolutamente priva di senso. Io sono repubblicano, ma ho sempre apprezzato la frase di Umberto II, secondo la quale un Presidente può anche essere eletto con il 51%, ma un Re non può regnare con un consenso del 51%. Considerando che nel novembre del 1918 in Germania il consenso verso l'istituto monarchico era abbondantemente sotto tale soglia, abbiamo che la tua ipotesi è uno spunto interessante di riflessione, ma nulla più.