



Michele Boldrin, oltre a scrivere male, sostiene che tutto ciò che non condivide e non fa parte della TD (teoria dominante) "non esiste".
La presunzione di questo individuo, che alle ultime elezioni ha racimolato lo 0,7 % con la lista Scelta Europea, è sconfinata.
Peccato che probabilmente quest'anno il premio Nobel dell'economia verrà dato a Israel Kirzner, esponente della scuola austriaca e allievo del grande Ludwig von Mises.
Israel Kirzner for the Nobel Prize in Economics? - The Washington Post
Come faranno a dare il premio Nobel a uno che non esiste?
Ultima modifica di Mister Libertarian; 11-10-14 alle 17:32


Non sono solito scrivere post sul mio blog per commentare gli articoli altrui. Ho sempre preferito usare il mio blog per divulgare i miei studi e le mie opinioni sull’attualità economica; al massimo l’ho usato per fare critica economica (non giornalistica) sugli scritti di altri blogger di economia. Ma in questo caso farò uno strappo alla regola, visto che l’inconsistenza di quanto sto per segnalarvi non mi permette di fare di più.
Non ho potuto sottrarmi dal leggere questo post dal titolo “Un dibattito mancato e la cosiddetta teoria austriaca”, e di esprimere con queste due righe cosa ne penso (anche se avrei tanto voluto evitare di fare entrambe le cose), visto che a chiedermi ciò sono stati alcuni lettori del blog.
Ebbene, l’autore di questo articolo afferma che la scuola economica austriaca, quella che è per il minor interventismo dello stato nella vita delle persone e contraria alle banche centrali, non esisterebbe. Ad esistere sarebbero solo le sue idee.
Contrariamente a quanto questo signore dice nel suo post, la Teoria della Scuola Austriaca esiste eccome! Egli cerca di smontarne i cardini riferendosi ad un estratto a portata di click ripreso da Wikipedia (???), quando in realtà, da ricercatore economista quale egli sarebbe, circa la scuola austriaca mi sarei aspettato argomentazioni riferite direttamente a contenuti ripresi dalla vastissima antologia di questo secolare pensiero economico, costituita da saggi e trattati economici, scritti da economisti illustri come Menger, von Bohm-Bawerk, von Mises, Rothbard, Hazlitt, de Soto, solo per citarne alcuni, spesso anche da premi Nobel per l’economia del calibro di von Hayek.
A lasciarsi ispirare dalle teorie austriache ci sono stati politici come Margaret Tatcher e Ronald Regan. Di politici contemporanei, l’unico degno di menzione è per me l’americano Ron Paul, membro attuale della Camera dei Rappresentanti. Troppo pochi, purtroppo!
Lo so, leggere i trattati degli economisti su elencati non è veloce e semplice come leggere un sunto su Wikipedia o divertente come leggere le divulgazioni dei signoraggisti e dei signori della teoria delle scie chimiche, o quelle della MMT, standosene comodamente seduti sotto l’ombrellone. Leggere gli scritti economici dei personaggi di cui sopra richiede dedizione e concentrazione tali da impegnare molto tempo, energie e studio per la loro comprensione. Forse l’autore economista del post in oggetto non ha tempo, voglia o forse chissà cos’altro gli mancherebbe per ridursi a “studiare”, per poi scrivere, semplicemente documentandosi da Wikipedia.
Ritengo che il problema non sia tanto il fatto se la Scuola Austriaca esista o meno. Vorreste vedere che non basterebbero a dimostrare la sua esistenza tutto quanto ci è stato lasciato in eredità dai suoi fondatori economisti (li ho citati prima), dai suoi padri intellettuali (fra i quali vi sono filosofi come George, Locke, Bastiat,Hoppe, ecc.) e i loro tantissimi divulgatori, iniziando dagli illustri Gary North e Philipp Bagus, fino ad arrivare ai tanti autori di testi divulgativi e blogger italiani, dei quali ne cito solo alcuni, senza pretesa di esaurimento, www.vonmises.it, www.usemlab.com, www.movimentolibertario.com, www.johnnycloaca.blogspot.it, www.rischiocalcolato.com, compreso (permettetemi) questo mio personale e modestissimo blog di economia?
Il problema di fondo, infatti, consiste nel fatto che ad esistere ancora siano proprio quelle teorie diffuse di economia di cui l’autore del post ne parla a favore (quella keynesiana e neo-keynesiana, per intenderci), le quali, da decenni, procurano ai più conseguenze economiche negative, che la scuola austriaca ha studiato e da sempre denunciato, spiegato e dettagliatamente dimostrato.
Trovo ridicola la “supercazzola” usata dall’autore del post per dire che una secolare scuola di pensiero addirittura non esisterebbe. E quale sarebbe la “geniale” dimostrazione? Sarebbe quelle secondo cui, considerato che, tutto ciò che c’è di buono (per lui) della teoria austriaca già sarebbe presente nella teoria diffusa, mentre ciò che di non buono c’è (sempre per lui) nella teoria austriaca sarebbe stato scartato dalla teoria diffusa, allora la scuola austriaca non esisterebbe. Una “supercazzola” questa, impropriamente promossa dall’autore nella sfera dell’ontologia, che è senza alcun senso oggettivo.
A questo punto, utilizzando lo stesso ragionamento puerile dell’autore, si potrebbe anche dire che nemmeno la scuola economica di Chicago esisterebbe, in quanto ciò che c’è di buono in essa è già presente nella teoria austriaca e ciò che di non buono c’è in quel pensiero è stato rifiutato dalla scuola austriaca; quando in realtà la scuola di Chicago esiste tanto quanto esiste quella austriaca o quella keynesiana. In pratica, l’autore pare proprio dire a chi legge il suo articolo che, o la si pensa come dice lui, oppure il pensiero diverso dal suo non esiste. E’ assurda come argomentazione. Soprattutto se ad asserirla fosse un ricercatore.
Dopo aver faticosamente letto (lo ammetto) il lunghissimo post ad oggetto, mi chiedo solo queste due cose: se non si è d’accordo con una scuola di pensiero, non si fa prima e migliore figura se si dice semplicemente che non si è d’accordo con essa, punto e basta? Se si conosce solo da Wikipedia ciò di cui si scrive, non sarebbe il caso di non perdere la ghiotta occasione di starsene zitti?
da Il Blog di Pasquale Marinelli
Ultima modifica di Mister Libertarian; 11-10-14 alle 17:45


In un mondo dove ci sono 3 teorie liberali e 62.000 no, dove Piketty imperversa con il suo libraccio in cui chiede una forte tassa progressiva sulle case degli italiani che superano i 100.000 euro di valore, dove Krugman dal NYT chiama per più stato ovunque, dove lo spendi e spandi è l'unica cosa che conta... Boldrin va ad attaccare chi? La scuola Austriaca.
Delusione
Ultima modifica di Mister Libertarian; 11-10-14 alle 19:18


Boldrin e' un troll messo da dalema per creare scompiglio tra le fila di forza italia per cercare di azzerare sia forza italia che i liberali veri.
un personaggio inutile che andrebbe evitato
La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.
L. von Mises
SILENDO LIBERTATEM SERVO




Piketty imperversa con il suo libraccio
![]()




"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
"Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
"O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch


"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
"Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
"O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch