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Discussione: La canzone francese

  1. #1
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    Predefinito La canzone francese

    A differenza della musica leggera italiana spesso banalotta, tranne che se parliamo dei cantautoiri classici, la canzone francese ha sempre avuto una maggiore dignità, specie dal punto di vista deri testi che spesso sono stati scritti da poeti e letterati. Ma a parte questo aspetto, la canzone francese ha avuto grandi interpreti dalla grandissima Piaf, a Charles Trenet, da Yves Montand fino ad Aznavour e Becaud. che ci hanno regalato canzoni bellissime. Pensiamo anche ad autori come Georges Brassens , Léo Ferré o Boris Vian dai testi politicamente impegnati nel diffondere le sue idee pacifiste, una per tutte la famosissima "le Déserteur"... Il nostro grande De Andrté, e un po' tutta la così scuola genovese, si sono molto adoperati nel tradurre e anche nell'ispirarsi alla vicina Francia.

    Una cantante che a me piaace partiucolarmente è Juliette Gréco, che esordì giovanissima nelle "caves" parigine del dopoguerra, di SantlGermain-des-Prés dove si potevano incontrare gli intellettuali dell'esistanzialismo, come Sartre e la sua compagna Simone de Bouvoir. Juliette cantava su una piccola pedana di legno, davanti al microfono, con la sua voce profonda, calda ed estremamnente sensuale, sempre con lo stessi abbigliamento, in pantaloni neri stretti e maglione nero, gli offi sottollineati dallla matita, con i capelli sulle sulle spalle e quella frangetta, così tipicamente francese, che le copriva la fronte. In italia l'avremmo conosciuta, in veste di attrice, nei primi anni sessanta, nel romanzo giallo televisivo a puntate Belfagor, nel quale recitava la doppia partte di due gemelle, una buona e l'altra perversa assassina... Le canzoni di Juliette cantavano quasi sempre Parigi, quella Parigi già in via di sparizione, fatta di gigolo e gigolette, di piccola malavita di poeti affamati del Quartiere Latino, piena di amanti appassionati che andavano ad amoreggiare lungo la Senna... Una Parigi commevente (e anche un po' oleografica) che sopravvice ormai solo nelle canzoni e forse un po' ancora in certi angoli di Montmartre, dove un balconcino con due o tre gerani potrebbe ancora far pensare allo mstudio diun pittore squattrrinato che dipinge la sua amante-modella.

    Juliette non è parigina, approdò alla capitale dalla piccola provincia, ma con la sua voce e la sua particolare fisicità è diventò la quinta essenza della pariginità, di quel periodo che usciva dalla guerra, pieno di speranze, ma anche di illusioni tradite
    . Juliette oggi è una signora molto anziana (classe 1927) ma è ncora piacevole da ascoltare qualkc heb rara intervista che ancora rilascia, quando racconta delle riunioni di scrittori, poeti ed artisti al Café de Flore, con la sua voice resa acora più profonda dal fumo di milioni di sigarette, fumate tra un Pernod ed un caffè... in compagnia di Prévert, e Ionesco.




    IERI


    OGGI
    Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
    (Umberto Eco)

  2. #2
    Super Troll
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    Predefinito Re: La canzone francese



    Je serai triste comme un saule
    Quand le Dieu qui partout me suit
    Me dira, la main sur l'épaule
    “Va-t'en voir là-haut si j'y suis”
    Alors, du ciel et de la terre
    Il me faudra faire mon deuil
    Est-il encor debout le chêne
    Ou le sapin de mon cercueil
    S'il faut aller au cimetière
    J'prendrai le chemin le plus long
    J'ferai la tombe buissonnière
    J'quitterai la vie à reculons
    Tant pis si les croqu'-morts me grondent
    Tant pis s'ils me croient fou à lier
    Je veux partir pour l'autre monde
    Par le chemin des écoliers
    Avant d'aller conter fleurette
    Aux belles âmes des damnées
    Je rêv' d'encore une amourette
    Je rêv' d'encor m'enjuponner
    Encore un' fois dire: “Je t'aime”
    Encore un' fois perdre le nord
    En effeuillant le chrysanthème
    Qui est la marguerite des morts
    Dieu veuill' que ma veuve s'alarme
    En enterrant son compagnon
    Et qu'pour lui fair' verser des larmes
    Il n'y ait pas besoin d'oignon
    Qu'elle prenne en secondes noces
    Un époux de mon acabit
    Il pourra profiter d'mes bottes
    Et d'mes pantoufl's et d'mes habits
    Qu'il boiv' mon vin, qu'il aim' ma femme
    Qu'il fum' ma pipe et mon tabac
    Mais que jamais - mort de mon âme
    Jamais il ne fouette mes chats
    Quoique je n'aie pas un atome
    Une ombre de méchanceté
    S'il fouett' mes chats, y a un fantôme
    Qui viendra le persécuter
    Ici-gît une feuille morte
    Ici finit mon testament
    On a marque dessus ma porte
    “Fermé pour caus' d'enterrement”

    J'ai quitté la vie sans rancune
    J'aurai plus jamais mal aux dents
    Me v'là dans la fosse commune
    La fosse commune du temps

    Traduzione letterale

    Sarò triste come un salice
    Quando il Dio che ovunque mi segue
    Mi dirà, mano sulla spalla,
    «Va un po a vedere lassù se ci sono»
    Allora, sul cielo e sulla terra
    Dovrò per forza mettere una croce
    È ancora in piedi la quercia
    O l'abete della mia bara?
    Se bisogna andare al cimitero,
    Prenderò la strada più lunga,
    Marinerò la tomba
    Lascerò la vita a ritroso
    Tanto peggio se i becchini mi sgridano
    Tanto peggio se mi credono matto da legare,
    Voglio partir per l'altro mondo
    Con la testa tra le nuvole come uno scolaretto
    Prima di andare a giocar a "m'ama, non m'ama"
    Dalle belle anime dei dannati
    Sogno giusto un amorino ancora
    Sogno di andar ancora a donne
    Ancora una volta dire «Ti amo»
    Ancora una volta perdere la bussola
    Sfogliando il crisantemo
    Che è la margherita dei morti
    Dio voglia che la mia vedova si attristi
    Seppellendo il suo compagno,
    E che per farle versar lacrime
    Non ci sia bisogno di cipolle,
    Che lei prenda in seconde nozze
    Uno sposo della mia taglia
    Lui potrà approfittare dei miei stivali
    E delle mie pantofole, e dei miei abiti
    Che beva pure il mio vino, che ami la mia donna
    Che fumi la mia pipa e il mio tabacco
    Ma che mai – che io sia dannato
    Che mai maltratti i miei gatti
    Per quanto io non abbia un briciolo,
    Un' ombra di cattiveria
    Se maltratta i miei gatti, ci sarà un fantasma
    Che andrà a perseguitarlo
    Qui giace una foglia morta
    Qui finisce il mio testamento.
    Si è scritto sulla mia porta
    «Chiuso per lutto»

    Io ho lasciato la vita senza rancore
    Non avrò mai più mal di denti
    Eccomi nella fossa comune,
    La fossa comune del tempo.

  3. #3
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    Predefinito Re: La canzone francese

    anni del dopoguerra quando Parigi era meglio di Londra.
    ho tutti i dischi di Brassens.
    aòòa lista degli autori aggiungerei anche Jacques Brel.

  4. #4
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    Predefinito Re: La canzone francese

    La Juliette é stata ospitalizata

    Jeudi, on appre*nait que Juliette Gréco avait été hospi*ta*li*sée d’ur*gence à Lyon, suite à un grave malaise. L’hy*po*thèse de l’AVC était même avan*cée. Vendredi, les nouvelles sont rassu*rantes, mais la chan*teuse reste en obser*va*tion.
    Après les nouvelles alar*mantes de jeudi, celles d’aujourd’*hui sont nette*ment plus rassu*rantes même s’il faut rester prudent. L’en*tou*rage de Juliette Gréco a en effet fait savoir dans un commu*niqué à l’AFP que la chan*teuse a subi hier «une petite inter*ven*tion» qui s’est «très bien passée». Malgré tout, l’ar*tiste âgée de 89 ans reste en obser*va*tion dans l’hô*pi*tal de Lyon où elle a été admise. L’at*ta*chée de presse de Juliette Gréco a précisé qu’elle n’était pas dans le coma.
    On n’en sait pas davan*tage sur la nature de l’in*ter*ven*tion, mais jeudi, les pompiers de Lyon parlaient d’une «suspi*cion d’ac*ci*dent vascu*laire céré*bral». Ils ont été appe*lés dans la mati*née pour inter*ve*nir dans le centre ville, dans le grand hôtel dans lequel séjour*nait Juliette Gréco. L’in*ter*prète de Désha*billez-moi y avait fait un malaise, jugé grave, et a été conduite en urgences à l’hô*pi*tal neuro*lo*gique de Lyon-Bron.
    Celle qu’on surnomme «la muse de Saint-Germain des Prés» doit rester quelques jours à l’hô*pi*tal ce qui signi*fie que ces prochains concerts sont annu*lés, notam*ment celui qu’elle devait donner ce vendredi à Sausheim dans le Haut-Rhin. Depuis 2015, Juliette Gréco réalise sa tour*née d’adieux. En plus des nombreuses dates prévues en France, elle devait égale*ment se rendre à l’étran*ger.




  5. #5
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    Predefinito Re: La canzone francese

    Ha avuto un ictus.



    A proposito di canzoni, ricordo anche quelle con testo del grande Sartre. A quell'epoca i filosofi scrivevano canzoni.

 

 

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