1 Michele Ferrero & famiglia 20,4 23 Ferrero 2 Leonardo Del Vecchio 15,3 49 Luxottica 3 Miuccia Prada 12,4 78 Prada 4 Giorgio Armani 8,5 131 Giorgio Armani S.p.A. 5 Patrizio Bertelli 6,7 175 Prada 6 Stefano Pessina 6,4 189 Alliance Boots 7 Silvio Berlusconi & famiglia 6,2 194 Fininvest 8 Paolo e Gianfelice Mario Rocca 6,1 195 Techint 9 Augusto & Giorgio Perfetti 5 248 Perfetti Van Melle 10 Renzo Rosso 3 458 Diesel
(la prima colonna è il capitale personale, la seconda è la posizione forbes fra gli uomini più ricchi del mondo)
Questa classifica degli uomini più ricchi d’Italia dimostra ampiamente che l’impresa italiana è limitata a poche attività: moda, media e prodotti dolciari. Solo la Techint è un’impresa industriale a livello tecnico, tutti gli altri lavorano in altri settori.
Ed è questo il problema italiano: avere una quantità di industriali che non sono capaci di entrare nel grande campo dello sviluppo tecnologico. Nessuno che fabbrica cellulari o PC o prodotti di alta tecnologia frutto di ricerche scientifico tecniche. Come può la classe imprenditoriale del nostro Paese creare lavoro in queste condizioni?
Avremmo un grande imprenditore se solo lo volessimo e potessimo farlo: lo Stato, che dovrebbe/potrebbe sviluppare istituti di ricerca per esempio, che poi potrebbero aprire la strada a nuovi insediamenti industriali. Ma che fa lo Stato “secondo Renzi”? Cerca di attrarre imprenditori stranieri porgendo loro la guancia già rossa dalle sberle prese nel passato dei lavoratori italiani. Oppure anziché usare denaro pubblico per sviluppare la ricerca decide di dare 200 milioni di euro alla scuola privata, che essendo privata non dovrebbe avere un cent. mentre poteva usare quei soldi per lo sviluppo del turismo nelle aree del sud.
Non si crea lavoro con queste decisioni, ma a Renzi sta bene far credere che così lo si possa fare. E’ un inganno scientemente posto sul tappeto oppure Renzi è davvero un utopista che crede in quello che dice.
In entrambi i casi siamo messi male, molto male.




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