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    Predefinito Con la legge di stabilità -150 mln al Fondo Patronati ( -35%) servizi a rischio

    PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - LETTERA A NAPOLITANO. PICCININI(INCA CGIL):"PRESIDENTE SENSIBILE TUTELA GRATUITA CITTADINI. TAGLI IRRESPONSABILI. PATRONATI "ESSENZIALI" PER CORTE COSTITUZIONALE

    (2014-10-27)
    Prospettive quantomeno critiche per i Patronati italiani stando ai tagli sul fondo Patronati contenuti dal provvedimento Legge di Stabilita’ licenziato dal Consiglio dei Ministri e che, comunque, dovra’ essere comunque discusso in Parlamento. Come portare avanti l’attività e quale la reazione del Patronato. Quali gli effetti che potrebbe determinarsi a causa di questi tagli ? Italialavorotv/Italiannetwork lo ha chiesto alla Presidente del Patronato INCA CGIL, Morena Piccinini, all'indomani dell'invio di una lettera unitaria dei Patronati Italiani al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (vedi: PATRONATI ITALIANI NEL MONDO AL PRES. NAPOLITANO "DANNO IRREPARABILE' PER TUTELA CITTADINI TAGLIO L.STABILITA' FONDO PATRONATI. E' PRELIEVO FISCALE AI LAVORATORI. LIMITI COSTITUZIONALITA'" / News / Italian Network).

    “Intanto deve esserci la consapevolezza che quella entità di tagli è una catastrofe (ndr.150 milioni su un fondo Patronati di 420 milioni), perchè mentre con i tagli precedenti - pur negativi - ingiustificati e pesanti, avevamo proceduto ad un grosso sforzo di riorganizzazione interna e fatto grandi sacrifici che avevano, però, permesso di non compromettere il servizio verso i cittadini, i lavoratori ed i rapporti con gli enti previdenziali, un taglio di questa entità non permette nessuna riorganizzazione, salvo tagli alla dimensione della tutela”.

    “Per dirla in chiaro, aggiunge la Presidente del Patronato INCA, non ci sono le condizioni per una ulteriore riorganizzazione perchè non ci sono le condizioni per riassorbire un taglio del 35%. Per un patronato come l'INCA significherebbe mettere a rischio migliaia di posti di lavoro e non avere la possibilità organizzativa tale da mantenere lo stesso servizio che per 70 anni siamo riusciti ad erogare”.

    “La politica questo lo deve sapere – stigmatizza Morena Piccinini - perchè non può dire tagliamo i soldi, manteniamo lo stesso schema normativo, e riorganizzatevi al vostro interno !”
    “La politica deve sapere che si assume la responsabilità di mettere milioni di cittadini in balia di un mercato selvaggio e di faccendieri !. Perché il servizio gratuito, come noi lo abbiamo costruito, ovvero come sia stato la base di un sistema di welfare del quale facciamo parte come patronati, viene impedito dalla politica !
    E ciò significa, nella misura in cui non siamo in grado noi di garantire l'insieme dei servizi che oggi eroghiamo ai cittadini, mettere i cittadini a disposizione di un mercato selvaggio, di quei faccendieri che si impossessano del pin individuale, ovvero dei dati sensibili, e che non solo si fanno pagare in modo profumato ma mettono a rischio anche il conseguimento delle medesime prestazioni e quindi dell'esercizio dei diritti.

    E’ una cosa pesantissima che non possiamo tollerare e per la quale ci stiamo organizzando come patronati unitariamente, a livello di CEPA (ACLI, INCA CGIL, INAS CISL e ITAL UIL) , per fare in modo che tutta la popolazione sia sensibilizzata, sappia che cosa può succedere al primo gennaio del prossimo anno. E per fare in modo che anche tutte le istituzioni, gli enti previdenziali, le forze politiche e chi dovrà votare questa legge in via definitiva sappiano della responsabilità che si assumono ed anche delle conseguenze che da questo atto può derivare.” afferma la Presidente del Patronato INCA, facendo presente “Noi pensiamo ci sia stata grande irresponsabilità nell'assumere queste decisioni, nel senso che ci sia stata poca consapevolezza di quali sarebbero gli effetti di questi tagli. Vorremmo, invece, che tutti acquisissero consapevolezza per poter esercitare con responsabilità il loro ruolo di decisori politici e di parlamentari potendo così intervenire a modificare profondamente questa disposizione normativa”.

    Sembra che finora la politica abbia dato, però, poco ascolto alle proteste dei Patronati, che hanno inviato in questo giorni una lettera al Presidente della Repubblica che, in passato, ha mostrato di apprezzare molto l’attività dei Patronati.

    “ Diciamo che il testo di legge è talmente recente per cui pensiamo che buona parte dei parlamentari non siano ancora consapevoli di cosa significhi e noi dobbiamo trasmettere loro questa consapevolezza. Ci siamo rivolti al Presidente della Repubblica perchè è sempre stato sensibile al tema della tutela gratuita verso i cittadini e dei patronati come parte essenziale del welfare, e come strumento che permette la riorganizzazione in atto - così profonda - di tutta la pubblica amministrazione.
    Deve essere, infatti, chiaro – afferma la Presidente del Patronato INCA - che senza di noi non ci sono le condizioni neanche per portare avanti questo disegno di riorganizzazione e di semplificazione dei rapporti con il cittadino e la parte della pubblica amministrazione.

    Ci siamo, inoltre, rivolti al Presidente della Repubblica anche per far notare come ci siano stati degli studi ed un accurato parere fornito al Governo dal Prof. Giuliano Amato, che aveva chiaramente evidenziato come non si possa risanare il bilancio dello Stato con il Fondo Patronati perchè quelle risorse non sono soldi pubblici, nel senso classico della parola.
    Il fondo patronati – spiega Morena Piccinini - è alimentato dai contributi dei lavoratori, che in minima parte viene prelevato per alimentare il fondo patronati. Quindi sono soldi dei lavoratori, che vengono dedicati ad un servizio a favore dei lavoratori stessi e dei cittadini. Cioè possiamo dire che i 21 milioni di lavoratori che versano la contribuzione stanno alimentando e garantendo un servizio gratuito a 50 milioni di cittadini. E proprio in relazione a queste considerazioni il Prof. Amato aveva illustrato come questo servizio - riconosciuto costituzionalmente importante dalla stessa Corte Costituzionale - non possa essere taglieggiato e compresso da tagli che abbiano la funzione di andare ad alimentare il bilancio dello Stato. Dunque, in quanto tali, queste disposizioni rischiano di essere a loro volta incostituzionali.

    Con gli appelli che stiamo lanciando e con diverse iniziative, compresa la lettera al Presidente della Repubblica, lanciare un messaggio: “ non costringeteci a rivolgerci, in seguito alla Corte Costituzionale, dimostrando che avevamo ragione, dopo che siamo stati distrutti,. Ragioniamo prima di tutte queste implicazioni, dell'errore che viene commesso che non è solo giuridico ma è anche contabile, economico, oltre che di portata sociale così devastante. Cerchiamo tutti quanti di recuperare questo errore prima di dover arrivare ai pronunciamenti della Corte Costituzionale per dimostrare che abbiamo ragione”.

    Quanto alle prossime iniziative che verranno attuate…
    “ Come patronati del CEPA abbiamo lanciato una campagna di sensibilizzazione e di raccolta firme e vorremmo che queste firme giorno per giorno venissero poste a conoscenza dei livelli istituzionali e dei decisori politici. Organizzeremo, poi, una giornata della tutela, che indicativamente abbiamo ipotizzato possa essere il 15 novembre, nella quale in tutte le città e piazze di Italia ci relazioneremo con la cittadinanza fuori dai nostri uffici e se necessario indirizzeremo le persone all'Inps o all'Inail. Vorremmo rendere chiaro che, nella misura in cui non ce la facciamo noi, tutta questa utenza si riverserà inevitabilmente sugli Istituti, aggravando quelle che sono le condizioni di lavoro dell'Inps.

    Il punto è che a queste persone qualcuno deve dare una risposta e se non sono i patronati che lo fanno, come lo stiamo facendo gratuitamente, a quel punto tutte queste persone si riverseranno tutte dagli enti previdenziali, e nessuno può permettersi il lusso di dire “arrangiati”, vai dal faccendiere di turno. Perchè – aggiunge la sindacalista - dietro a queste situazioni spesso e volentieri c'è anche parecchio malaffare. “

    Ma c’è, ci sarà, una presa di posizione da parte di questi Enti a sostegno dei Patronati ...?
    “Anche loro subiscono l’ennesimo taglio e non è positivo neanche questo. 200 milioni ulteriori per l'Inps dopo i tagli degli anni precedenti. Altri 50 milioni all'anno per l'Inail. Anche loro sono posti in una condizione di ulteriore sofferenza. Con loro abbiamo condiviso una condizione di difficoltà comune. Noi ci auguriamo di trovare gli istituti previdenziali tutti al nostro fianco nel dimostrare come non sono giusti né i tagli agli istituti previdenziali né i tagli ai patronati. Se poi si sommano questi tagli, l'unico soggetto che paga il prezzo, oltre al personale dipendente ovviamente, è il cittadino che a quel punto non trova risposte né da una parte né dall'altra. Quindi noi ci auguriamo vivamente di poter ritrovarci insieme, alleati, nel fare una battaglia per la valorizzazione della tutela e gratuità del rapporto con il cittadino.”

    Pensate di portare la questione in ambito europeo.?.
    “Come patronati siamo una particolarità in ambito mondiale. Certo, la situazione dei patronati all'estero risulterebbe ancora più devastante rispetto a quanto non lo sia all'interno del nostro paese, perchè - con i tagli delle sedi consolari e della rete di relazioni istituzionali con i cittadini italiani all'estero- è evidente che sempre di più i patronati sono il punto di riferimento unico ed a volte esclusivo rispetto al bisogno di centinaia di migliaia, anzi di milioni di nostri connazionali all'estero. Tagli di questo tipo comporterebbero, dunque, grossi contraccolpi sull'unico soggetto che è in grado di organizzare una tutela ai connazionali all'estero nelle relazioni con le istituzioni italiane.
    Pensiamo – esemplifica Piccinini - che cosa significa tutta la campagna dell'esistenza in vita che devono dimostrare i pensionati per potere continuare a riscuotere la loro pensione, e a tutto il servizio che gratuitamente e non pagati i patronati mettono in campo per permettere a questi anziani pensionati di poter riscuotere la loro pensione. Su questo punto deve esserci la consapevolezza che un taglio di questo genere mette a rischio i diritti fondanti dei cittadini italiani all'estero nel rapporto con gli enti previdenziali e con le istituzioni italiane.

    Noi abbiamo già sollecitato tutte le nostre sedi all'estero anche in modo speculare rispetto a quello che stiamo facendo in Italia per sensibilizzare gli italiani all'estero e le comunità degli italiani all'estero, il mondo dell'associazionismo, le istituzioni dei diversi paesi, perchè anche esse si avvalgano della nostra attività nel coinvolgere i consolati, in modo tale che da tutti possa partire un messaggio e un appello per evitare che questi tagli producano i loro effetti” conclude la Presidente del Patronato INCA, Morena Piccinini. (27/10/2014-M.F-ITL/ITNET)
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

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    Predefinito Re: Con la legge di stabilità -150 mln al Fondo Patronati ( -35%) servizi a rischio

    Tagli ai patronati: deputati Pd scrivono a Renzi


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    L'iniziativa partita dai deputati liguri Lorenzo Basso e Anna Giacobbe
    Un importante servizio gratuito di consulenza ai cittadini su materie di origine fiscale e previdenziale che potrebbe venir meno, costringendo molti utenti, in un momento di già forti difficoltà economiche, a ricorrere alle prestazioni a pagamento di professionisti privati. È il rischio che i deputati del Pd Lorenzo Basso e Anna Giacobbe hanno evidenziato riguardo ai tagli ai patronati previsti nella legge di stabilità.

    “I tagli previsti nella legge di stabilità, dell'ammontare di circa 150 milioni di euro, comprometterebbero l’offerta di numerosi servizi, di grande utilità per milioni di cittadini, in Italia e all’estero - commentano Basso e Giacobbe - . Ecco perché crediamo sia giusto evitare i tagli in questione”.


    Per agire in maniera efficace e scongiurare questo rischio, i due onorevoli hanno scelto di muoversi con diverse iniziative su scala nazionale, a cominciare dalla lettera sottoscritta da un centinaio di deputati e indirizzata al presidente del Consiglio, al ministro dell'Economia e, per conoscenza, ai viceministri e ai sottosegretari.

    Nella missiva i deputati sottolineano come nella legge di Stabilità siano previsti tagli ai Patronati pari a un terzo delle risorse a loro disposizione. Il che sarebbe destinato a causare un radicale ridimensionamento dei servizi offerti, a danno, anche e soprattutto, dell’Amministrazione pubblica e degli utenti. Per giunta si pongono questioni di legittimità dei tagli introdotti.

    “Infatti il ‘Fondo patronati’ non viene alimentato da finanziamenti pubblici generici, bensì da una ritenuta d’acconto sui contributi previdenziali dei lavoratori - proseguono Basso e Giacobbe - . In caso di diversa utilizzazione di queste risorse (non più per pubblica utilità) si porrebbero vizi di forma, soggetti a eventuali ricorsi di natura giudiziaria. A questa nostra lettera seguiranno le conseguenti iniziative parlamentari, emendamenti in commissione ed in aula nei quali chiederemo che venga ripristinato l'ammontare del fondo previsto nel bilancio 2014 per i patronati, al fine di evitare il ridimensionamento dei servizi che sono particolarmente utili per i cittadini, costretti altrimenti a ricorrere a più costosi consulenti”.
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  3. #3
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    Predefinito Re: Con la legge di stabilità -150 mln al Fondo Patronati ( -35%) servizi a rischio

    Tagli ai patronati, i parlamentari riminesi Pd scrivono al premier Renzi

    L'appello a Renzi e Padoan è quindi di scongiurare i tagli ai patronati previsti dalla Legge di stabilità
    Redazione 31 ottobre 2014
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    il premier Renzi
    No ai tagli delle risorse ai patronati previsti nella Legge di Stabilità. E' ciò che chiedono i deputati Pd riminesi Emma Petitti e Tiziano Arlotti, che insieme ai colleghi hanno sottoscritto una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Nella legge di stabilità, spiegano i parlamentari sono previsti tagli ai patronati per 150 milioni di euro, pari ad un terzo delle risorse a loro disposizione. "Significherebbe un radicale ridimensionamento dei servizi offerti, a danno dell’amministrazione pubblica e degli utenti.
    E si pongono anche questioni di legittimità dei tagli introdotti. Infatti il ‘Fondo patronati’ non viene alimentato da finanziamenti pubblici generici, bensì da una ritenuta d’acconto dello 0,226% sui contributi previdenziali versati dai lavoratori e dalle imprese. In caso di diversa utilizzazione di queste risorse (non più per pubblica utilità) si porrebbero presumibilmente vizi di forma, soggetti a eventuali ricorsi di natura giudiziaria".
    I Patronati sono un fiore all’occhiello del sistema sociale italiano e offrono una serie di servizi e consulenze in materia di previdenza, lavoro e immigrazione che in altri Paesi vengono offerti a pagamento dai privati, sottolineano i deputati. "Con oltre 21mila uffici e 11 milioni e mezzo di pratiche sbrigate, se i 30 patronati esistenti in Italia oggi chiudessero, la PA dovrebbe spendere 657 milioni di euro per fornire gli stessi servizi a fronte dei 430 milioni spesi dal Fondo patronati". L'appello a Renzi e Padoan è quindi di scongiurare i tagli ai patronati previsti dalla Legge di stabilità. "Punto di riferimento per una variegata serie di cittadini - concludono i parlamentari -, i patronati hanno dimostrato negli anni la capacità di rispondere in modo qualificato anche alle nuove esigenze del Paese".
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    Predefinito Re: Con la legge di stabilità -150 mln al Fondo Patronati ( -35%) servizi a rischio

    Questo particolare passaggio mi pare molto significativo:


    "Ci siamo, inoltre, rivolti al Presidente della Repubblica anche per far notare come ci siano stati degli studi ed un accurato parere fornito al Governo dal Prof. Giuliano Amato, che aveva chiaramente evidenziato come non si possa risanare il bilancio dello Stato con il Fondo Patronati perchè quelle risorse non sono soldi pubblici, nel senso classico della parola.
    Il fondo patronati – spiega Morena Piccinini - è alimentato dai contributi dei lavoratori, che in minima parte viene prelevato per alimentare il fondo patronati. Quindi sono soldi dei lavoratori, che vengono dedicati ad un servizio a favore dei lavoratori stessi e dei cittadini. Cioè possiamo dire che i 21 milioni di lavoratori che versano la contribuzione stanno alimentando e garantendo un servizio gratuito a 50 milioni di cittadini. E proprio in relazione a queste considerazioni il Prof. Amato aveva illustrato come questo servizio - riconosciuto costituzionalmente importante dalla stessa Corte Costituzionale - non possa essere taglieggiato e compresso da tagli che abbiano la funzione di andare ad alimentare il bilancio dello Stato. Dunque, in quanto tali, queste disposizioni rischiano di essere a loro volta incostituzionali. "




    Spero vivamente che Renzi e Padoan possano tornare sulle loro decisioni in quest'ambito...si eliminino i tagli ai patronati
    Ultima modifica di Gdem88; 10-11-14 alle 01:36
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    Predefinito Re: Con la legge di stabilità -150 mln al Fondo Patronati ( -35%) servizi a rischio

    Particolarmente notevole come malgrado nel Jobs Act si prometta vagamente un rafforzamento del sostegno universalistico, poi nella legge di stabilità si tagli quel poco che già c'è.
    Particolarmente significativo.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  6. #6
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    Predefinito

    Il problema, imho, è che paradossalmente si mette in secondo piano il principio di sussidiarietà. Si considera solo il rapporto esistente tra Stato centrale e cittadini...e per far sì che lo Stato centrale possa dare di più si taglia tutto il resto, patronati ed enti locali in primis.

    Un cittadino gode non solo dei benefici dati dallo Stato centrale: dallo Stato potrà anche avere sconti IRPEF e una tutela maggiore, ma se si ritroverà ad avere tasse regionali e comunali aumentate, aumento dei costi dei servizi a domanda individuale sul territorio comunale ( ad esempio pre e post scuola, trasporto scolastico, servizio mensa, eventuali integrazioni al tempo pieno nelle scuole etc), indebolimento dei servizi sociali comunali offerti spesso in convenzione con le associazioni ( ad esempio trasporto sanitario x anziani, disabili e bambini e pasti caldi a casa), della possibilità d'azione dei Comuni per i contributi alle bollette, per il fondo anti-sfratti etc. e dei servizi offerti dai patronati ( ad esempio questi Patronato INCA CGIL > I Nostri Servizi ) allora a conti fatti il cittadino ne uscirà più solo di prima, impoverito nelle tutele e nei servizi di cui può godere e quindi potenzialmente non in grado di godere dei bonus statali ricevuti
    Ultima modifica di Gdem88; 10-11-14 alle 02:18
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  7. #7
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    Predefinito Re: Con la legge di stabilità -150 mln al Fondo Patronati ( -35%) servizi a rischio

    certo che ci sono tagli, e che questi tagli aumentano il disagio e l'impoverimento del cittadino. Ma questo non causerà nemmeno una riduzione delle tasse. Tutti i soldi risparmiati vanno nel debito, vanno in interessi, in cambiali.

    Voi pensate che siamo nella merda ma forse non avete idea di QUANTO siamo nella merda

  8. #8
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    Predefinito Re: Con la legge di stabilità -150 mln al Fondo Patronati ( -35%) servizi a rischio

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Particolarmente notevole come malgrado nel Jobs Act si prometta vagamente un rafforzamento del sostegno universalistico, poi nella legge di stabilità si tagli quel poco che già c'è.
    Particolarmente significativo.
    sostegno univrsalistico? i patronati fanno un lavoro che dovrebbe fare agenzia entrate e l'inps...
    giusto in prospettiva far fare allo pa ciò che dovrebbe fare e talgiare i fondi agli enti parastatali, puntando su moduli precompilati e incroci di dati
    a chi conviene l'inefficienza della pa italiana?
    Il coro del Bunga Bunga:
    Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
    Il giudice: ♪si ♪fa ♪la minore ♪si ♪fa ♪la minore

  9. #9
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    Predefinito Re: Con la legge di stabilità -150 mln al Fondo Patronati ( -35%) servizi a rischio

    Citazione Originariamente Scritto da zlais Visualizza Messaggio
    sostegno univrsalistico? i patronati fanno un lavoro che dovrebbe fare agenzia entrate e l'inps...
    giusto in prospettiva far fare allo pa ciò che dovrebbe fare e talgiare i fondi agli enti parastatali, puntando su moduli precompilati e incroci di dati
    a chi conviene l'inefficienza della pa italiana?
    Non basterebbero i moduli precompilati per sostituire i patronati...li stai un po' sminuendo oltre a questo, i patronati sono decentrati sul territorio anche nei piccolo centri, con l'INPS accentreresti il tutto...inoltre

    comunque Renzi: troveremo le risorse per i Patronati - Vita.it
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