Visualizzazione Stampabile
-
Re: Ss
Citazione:
Originariamente Scritto da
pedro
io non nego che in un passato relativamente recente le donne venivano messe in un angolo e non dico neanche che non possa esserci una certa forma di isteresi in qualche settore specifico. pero' se nel 2014 in tutto il pianeta le donne preferiscono laurearsi in materia umanistiche, nonostante non le obblighi nessuno, non ce la si puo' prendere col patriarcato. e non lo si puo' fare neanche se le materie umanistiche danno prospettive di carriera peggiori.
c'e' qualche dimostrazione scientifica del fatto che le donne preferiscono gli studi di genere all'ingegneria nucleare per colpa del patriarcato? no, non c'e', ci sono al piu' congetture indimostrate e indimostrabili.
il maestrino delle elementari ha sempre guadagnato due lire, vedi la biografia di mussolini.
Vedi la risposta che ho dato sopra (per qualche dettaglio che non ho voglia di stare a ripeterti).
Inoltre a me non piace la definizione "patriarcato" perché ha una storia e una connotazione ideologica legata ai movimenti di emancipazione, che non c'entra con quelli che io penso siano effettivamente i meccanismi sociali e culturali che condizionano l'esclusione delle donne da una serie di settori e carriere.
Eviterei però anche di descrivere la cosa con la frase "le donne preferiscono laurearsi in materie umanistiche" perché presuppone che le donne scelgano liberamente come se fossero in un vuoto sociale e culturale, il che, ammetterai non è vero.
Uomini e donne nascono in contesti che trasmettono loro una serie di idee, di valori e di comportamenti. Queste idee sono connotate in base al genere e si trascinano sempre una serie di connotazioni che provengono da una cultura precedente (e sappiamo, come dici tu, che andando indietro questa connotazione era sempre più differenziata per genere - ora lascia perdere le origini, che aprono un discorso ancora più complesso su cui ci sono altri milioni di studi e di cose da dire).
Crescendo si destreggiano attraverso questa serie di input: in parte li subiscono e in parte li rinegoziano, a seconda degli spazi che una società lascia loro.
Traducendo: se tu nasci in una società in cui vedi che le donne percorrono prevalentemente una serie di carriere, e vedi che questo è socialmente accettato come ineluttabile, ti fai l'idea che sono quelli i percorsi disponibili per te, e quindi il tuo orizzonte mentale ne è inevitabilmente influenzato.
Non occorre che ci sia una barriera effettiva (come in tempi passati, in cui le donne nemmeno potevano entrare a scuola), perché di fatto c'è una barriera mentale che ti spinge a non andare in certe direzioni.
Poi questo scenario, per fortuna, non è rigido al 100%, e in una società differenziata per funzioni (cioè la nostra, che non è strutturata con dei suoli per nascita, come poteva essere quella premoderna) l'individuo ha un certo spazio di agency che gli consente di negoziare le sue possibilità e di percorrere anche strade che socialmente sono disapprovate o comunque non incoraggiate.
Ed è grazie a questi spazi che le cose cambiano, le donne vengono ammesse a scuola e poi all'Università ed entrano prima in certe facoltà (quelle meno disapprovate nella struttura di genere dominante) e in seguito anche in quelle tradizionalmente maschili.
Il discorso, come ho detto sopra, non è così semplice come lo banalizziamo nel forum...
-
Re: Ss
Citazione:
Originariamente Scritto da
Druuna
No. Hai semplificato e distorto.
Il pay gap tra un ingegnere uomo e un ingegnere donna sembra legato a una serie di fattori che vanno dai diversi comportamenti delle donne e degli uomini, i quali sono inseriti all'interno di una struttura sociale e culturale che porta con sé una serie di giudizi sulle persone in base al genere.
Invece il fatto che il lavoro di un infermiere (uomo o donna) sia valutato meno di quello di un ingegnere (uomo o donna) è legato al diverso valore che la società nel suo complesso attribuisce a questi due mestieri.
Poi si intrecciano una serie di fattori che porta le donne a preferire carriere (es. l'infermiera) che sono meno pagate e meno valutate socialmente; alcuni di questi fattori sono legati alla struttura di genere dominante, altri sono collegati al diverso valore che si dà alle diverse professioni.
Il discorso è un po' complesso, se lo si vuole affrontare seriamente... poi qui siamo in un forum e ci cazzeggiamo sopra, quindi ci sta che tu o qualcun altro tendiate a semplificare.... non siete né esperti né studiosi della questione e non venite sul forum per addentrarvi nello studio di questa questione ;)
vabbe', ma che si dovrebbe fare per risolvere questo problema?
-
Re: Ss
Citazione:
Originariamente Scritto da
pedro
vabbe', ma che si dovrebbe fare per risolvere questo problema?
non è qualcuno possa fare una cosa sola che sia risolutiva. Il punto è rendersi conto che questi meccanismi esistono e ne siamo tutti pervasi.
Siamo tutti un misto di iniziativa personale e influssi che abbiamo assorbito durante la nostra vita in questo ambiente sociale. Per migliorare le cose basterebbe essere consapevoli che certi luoghi comuni, certe categorie mentali, certe idee, ci sono state trasmesse e non sono scritte nella pietra (tipo "le donne sono più adatte a lavori di cura), e quando ci rapportiamo agli altri, cercare di agire in modo non discriminatorio. Cosa che riesce difficile a tutti (inclusa me e chi la pensa come me), perché tutti siamo cresciuti in una cultura con dei suoi parametri e criteri di genere che ci condizionano.
-
Re: Ss
Citazione:
Originariamente Scritto da
pedro
questo non lo nega nessuno, lui contesta il valore di quelle lauree. se per ogni 10 laureate in lettere ci sono 5 laureati in ingegneria, indovina un po' chi guadagna di piu', nonostante il 66% delle lauree vada alle donne?
In realtà non è legato al numero dei laureati, perché, se per quello, anche un avvocato o un laureato in economia guadagna più di una laureata in lettere, nonostante siamo sommersi da avvocati e laureati in economia. La differenza è proprio legata (secondo me) al valore che la società attribuisce alle diverse carriere in base a come è strutturata e a come funziona. Questo si sovrappone alla struttura di genere che indirizza le persone a determinate carriere in base al genere, anziché valutare soltanto le capacità del singolo.
-
Re: Ss
Citazione:
Originariamente Scritto da
pedro
Ma alla fine il punto quale sarebbe? Non impedire alle donne di studiare l'ingegneria elettronica (come se lo si facesse) o impedire ai datori di lavoro di pagare l'ingegnere piu' della segretaria?
No. Praticamente quello che ti ho risposto dopo (prima di questo post)
-
Re: Ss
Citazione:
Originariamente Scritto da
Druuna
In realtà non è legato al numero dei laureati, perché, se per quello, anche un avvocato o un laureato in economia guadagna più di una laureata in lettere, nonostante siamo sommersi da avvocati e laureati in economia. La differenza è proprio legata (secondo me) al valore che la società attribuisce alle diverse carriere in base a come è strutturata e a come funziona. Questo si sovrappone alla struttura di genere che indirizza le persone a determinate carriere in base al genere, anziché valutare soltanto le capacità del singolo.
La scarsita' e' sempre relativa all'uso. La mia merda non sara' mai scarsa, nonostante lo stock di pedrommerda non potra' mai raggiungere quello di diamanti. Allo stesso modo i laureati in legge saranno sempre piu' scarsi dei laureati in lettere.
-
Re: Ss
Citazione:
Originariamente Scritto da
Druuna
non è qualcuno possa fare una cosa sola che sia risolutiva. Il punto è rendersi conto che questi meccanismi esistono e ne siamo tutti pervasi.
Siamo tutti un misto di iniziativa personale e influssi che abbiamo assorbito durante la nostra vita in questo ambiente sociale. Per migliorare le cose basterebbe essere consapevoli che certi luoghi comuni, certe categorie mentali, certe idee, ci sono state trasmesse e non sono scritte nella pietra (tipo "le donne sono più adatte a lavori di cura), e quando ci rapportiamo agli altri, cercare di agire in modo non discriminatorio. Cosa che riesce difficile a tutti (inclusa me e chi la pensa come me), perché tutti siamo cresciuti in una cultura con dei suoi parametri e criteri di genere che ci condizionano.
Allora e' solo un problema delle donne che dovrebbero dire: "no, caro il mio patriarcato, io mi iscritto a fisica come ha fatto Druuna".
Pero' ti assicuro che al patriarcato piacerebbe molto vedere piu' donne a ingegneria, sia per chiudere la sagra del pesce e sia perche' gli ingegneri piu' sono e meglio e' (ovviamente a fare gli ingegneri, non a fingere di essere superuomini).
-
Re: Ss
Citazione:
Originariamente Scritto da
pedro
allora e' solo un problema delle donne che dovrebbero dire: "no, caro il mio patriarcato, io mi iscritto a fisica come ha fatto druuna".
Pero' ti assicuro che al patriarcato piacerebbe molto vedere piu' donne a ingegneria, sia per chiudere la sagra del pesce e sia perche' gli ingegneri piu' sono e meglio e' (ovviamente a fare gli ingegneri, non a fingere di essere superuomini).
:d
-
Re: Ss
Citazione:
Originariamente Scritto da
pedro
Allora e' solo un problema delle donne che dovrebbero dire: "no, caro il mio patriarcato, io mi iscritto a fisica come ha fatto Druuna".
Pero' ti assicuro che al patriarcato piacerebbe molto vedere piu' donne a ingegneria, sia per chiudere la sagra del pesce e sia perche' gli ingegneri piu' sono e meglio e' (ovviamente a fare gli ingegneri, non a fingere di essere superuomini).
Guarda che di donne ce n'è anche a ingegneria... il problema è che se alle vostre bambine le trattate da "servette", ci crescono con quella testa
-
Re: Ss
Citazione:
Originariamente Scritto da
Druuna
Guarda che di donne ce n'è anche a ingegneria... il problema è che se alle vostre bambine le trattate da "servette", ci crescono con quella testa
Ahahahah