

Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.


Io non mi sento italiano,
ma per fortuna o purtroppo lo sono.




sono per i piccoli centri
c'è meno disuguaglianza soclale ci si conosce più o meno tutti, almeno di vista e questo fa da blocco informale verso gli estranei, ci sono comunque i servizi e funzionano meglio
le città ormai sono per i ricchi oppure per i morti di fame che campano di illegalità
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


non saprei proprio cosa fare in un paese. almeno in città ho il pakistano sotto casa aperto fino alle undici dove comprare la birra
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


va da sé: la città. motivi mille e uno, e poi il fine settimana in un paese di mare, quasi meglio in inverno che in estate.


Io ho vissuto 30 anni in città, anzi Nella Città...e 10 in paese, anzi Nel Paese.
Devo dire che la casetta con giardino + natura + mucche sacre vince di gran lunga sul condominio + traffico + smog
Pero' rimarro' sempre un metropolitano e dopo un po' devo immergermi di nuovo nel chaos e nel profumo dell'asfalto
Ultima modifica di Ucci Do; 08-12-14 alle 11:19
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.


Questo è l'aspetto che mi fa preferire il paese: o, meglio, la piccola cittadina.
Dove il ladro è conosciuto per ladro. Anche se lo conoscono tutti. E gli sono amici.
Dove il Sindaco frequenta il bar e ascolta tutti. E nessuno gli chiede niente; o, per lo meno, lo fa a voce alta.
Dove a chi compra una macchina nuova gli passano in rassegna la dichiarazione dei redditi.
Nella città grande tutti sono anonimi: e al bar incontri gente che manco conosci. E non sai se la Ferrari parcheggiata è stata acquistata con una eredità, o con una ruberia, o con il proprio lavoro.
O con il lavoro della moglie.
In fondo il pettegolezzo diventa trasparenza, nella piccola comunità.
Ultima modifica di Corrado; 08-12-14 alle 11:38

