Merkel e Sarkozy: basta Cds venduti allo scoperto - Repubblica.it
Merkel e Sarkozy: basta Cds venduti allo scoperto
Accordo tra i ministri per evitare eventuali trucchi nei bilanci: più poteri a Eurostat. Nessuna intesa invece sulla tassazione delle banche per il fondo anticrack. Estonia accettata nell'euro
BRUXELLES - "Stop alle vendite allo scoperto per i Cds su titoli di Stato": lo chiedono Angela Merkel e Nicolas Sarkozy a Josè Barroso. Il cancelliere tedesco e il presidente francese hanno inviato una lettera congiunta al presidente della Commissione europea dicendo che la Commissione Ue deve accelerare gli sforzi per introdurre un maggiore controlli sui Credit default swap sui titoli di stato e sulle vendite allo scoperto.
Ieri intanto ministri delle Finanze dell'Unione Europea si sono accordati per concedere maggiori poteri a Eurostat, l'agenzia statistica dell'Unione a 27, per permetterle di verificare le statistiche di bilancio dei paesi membri. La mossa punta a prevenire future crisi debitorie nell'Unione e nella zona euro, dopo che i dati inaffidabili su bilancio e debito della Grecia hanno innescato la crisi del debito sovrano nei 16 paesi che usano la moneta unica.
"I recenti sviluppi hanno chiaramente dimostrato che l'attuale impalcatura della governance per le statistiche di bilancio non riesce ancora a ridurre ai livelli necessari il rischio che alla Commissione vengano comunicati dati non corretti o inaccurati", si legge in una dichiarazione dei ministri.
Eurostat nello svolgimento delle sue ispezioni dovrebbe avere accesso alla contabilità dell'amministrazione sia nazionale sia centrale, come anche ai dati previdenziali, nel rispetto della legislazione sulla protezione dei dati e sulla confidenzialità statistica, si legge.
Nessuna intesa, invece, nel vertice Ecofin, sulla tassazione delle banche per dar vita al fondo che dovrebbe intervenire nei casi di crack, a cui si oppone in particolare la Gran Bretagna, mentre si è concordato di accettare l'ingresso nell'euro dell'Estonia, che diventerà così il diciassettesimo paese ad adottare la moneta unica.




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