Regione Lombardia
Sedici assessori, quattro sottosegretari, ottanta consiglieri regionali.
E poi un lungo elenco di dipendenti, dirigenti, direttori con stipendi che arrivano a duecentomila euro l’anno.
I compensi base dei politici (a cui vanno aggiunti i cospicui rimborsi) sono 12.065 euro per il governatore, 11.064 per ciascun assessore, 10.632 per un presidente di commissione e 9.965 per un consigliere.
La Lombardia, secondo tutte le statistiche, è una Regione virtuosa anche per la quantità di personale, ma se si passano alla lente di ingrandimento retribuzioni e bonus dei politici, non possono sfuggire situazioni di grande privilegio.
Basti pensare agli ottanta consiglieri regionali, il cui stipendio è quasi equiparato a quello dei parlamentari e arriva a sfiorare i dodicimila euro netti al mese, tra diaria e rimborsi forfettari per le missioni e l’utilizzo dell’auto.
Inoltre, i consiglieri che risiedono fuori Milano hanno diritto a un rimborso mensile che arriva a 1.800 euro e tutti i consiglieri regionali, per viaggi in Italia o presso l’Unione Europea, possono chiedere ogni anno un rimborso spese pari a undici viaggi aerei di andata e ritorno tra Milano e Roma.
Ci sono poi i vitalizi, che maturano dopo un solo mandato, e vanno da 1.625 a 2.918 euro al mese a partire dai sessant’anni di età. Ai consiglieri tocca anche la liquidazione, che dopo un mandato è di 133mila euro. Senza contare le segreterie: a ogni assessore toccano sei addetti, tre ai sottosegretari, cinque al presidente del Consiglio regionale e due a ciascuno dei consiglieri membri dell’ufficio di presidenza.
Capitolo a parte sono i consiglieri delegati del presidente della Regione, che svolgono incarichi di consulenza esterna in settori quali la Moda, le Pari opportunità, gli Enti locali e le Aree montane. La retribuzione prevista per questi quattro consiglieri del governatore per i prossimi sei mesi del 2010 è di 120mila euro. Il contratto scade a fine 2012 e, se anche nei prossimi anni saranno confermati i compensi, gli stipendi dei quattro consiglieri costeranno al Pirellone quasi un milione di euro l’anno.
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A Brunetta meno del suo braccio destro.
Ministero Funzione Pubblica.
È il ministro che ha fatto della trasparenza una battaglia.
Logico allora che il suo ministero, quello per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, abbia fatto da capofila all’«Operazione trasparenza», cioè l’obbligo di rendere pubblici i dati sui dirigenti e gli incarichi in atto.
Un dovere poi esteso a tutte le pubbliche amministrazioni.
E i dati relativi al ministero di Brunetta parlano chiaro: il ministro ha uno stipendio inferiore a quello del suo braccio destro. Non si parla di pochi euro: il capo di gabinetto Carlo Deodato guadagna infatti 25mila euro in più l’anno rispetto al responsabile del dicastero.
In pratica, Deodato percepisce uno stipendio di 215mila euro l’anno, mentre il ministro Brunetta si ferma a quota 189mila euro.
Appena meno retribuito, il vice capo di gabinetto Diego Sabatino: per lui lo stipendio arriva a 185.826 euro l’anno, a un passo da Brunetta.
L’«Operazione trasparenza» coinvolge tutte le amministrazioni della penisola. Ognuna è obbligata a comunicare e pubblicare on line: incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni; incarichi retribuiti ai dipendenti pubblici; consorzi e società a totale o parziale partecipazione pubblica; distacchi, aspettative e permessi sindacali, nonché aspettative e permessi per funzioni pubbliche elettive; nominativi dei dirigenti e tassi di assenza e presenza del personale, aggregati per ciascun ufficio dirigenziale. Enti e amministrazioni che non hanno ottemperato all’obbligo sono «segnalati» da un link sul sito del ministero.
la redazione de ilgiornale.it del 10 giugno 2010 pg. 2 e pg. 3
saluti




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