

Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .


E un Padano in tre.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




Perché non sono musulmano
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Perché non sono musulmano è un saggio del 1995 dello scrittore indo-statunitense Ibn Warraq.
Perché non sono musulmano Titolo originale Why I Am Not a Muslim Autore Ibn Warraq 1ª ed. originale 1995 1ª ed. italiana 2002 Genere saggio Lingua originale inglese
È un'opera di critica all'Islam, alle religioni e al fondamentalismo. Il titolo è una citazione tratto da Perché non sono cristiano di Bertrand Russell.
Edizione[modifica | modifica wikitesto]
- Ibn Warraq, Perché non sono musulmano, a cura di Monica Corbetta, I ed., Milano, Ariele, 2002, pp. 408, ISBN 88-86480-53-9.
Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]
- Recensione all'edizione italiana in Sito ufficiale dell'UAAR. URL consultato l'11 agosto 2010.
http://it.wikipedia.org/wiki/Perch%C...sono_musulmano
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Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Ibn Warraq
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Ibn Warraq (in arabo: ابن وراق; Rajkot, 1946) è uno scrittore indiano autore di libri critici nei confronti dell'Islam.
Indice
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Biografia[modifica | modifica wikitesto]
Nato in seno ad una famiglia musulmana in una repubblica islamica non araba, oggi vive negli Stati Uniti d'America. Ibn Warràq è il suo pseudonimo.
Ibn Warràq è una delle voci critiche che considerano l'Islam (e la religione in generale) come oppressivo. La sua opera più nota è Why I Am Not a Muslim (tradotta in italiano come: Perché non sono musulmano), concepita sulla falsariga di Perché non sono cristiano di Bertrand Russell, cui è seguito nel 2007 Defending the West. A Critique of Edward Said's Orientalism[1].
Per la sua condizione di apostata e di critico dell'islam è costretto a nascondere la sua identità e di lui si conoscono pochi dati biografici. Di lui si sa solo che è nato nel 1946 a Rajkot (India) e che, all'indomani della nascita del Pakistan, la sua famiglia si trasferì a Karachi.
Fu quindi inviato a studiare in Gran Bretagna diplomandosi in Filologia Araba presso l'Università di Edimburgo studiando con il grande arabista cristiano William Montgomery Watt, autore di un'apprezzata biografia su Maometto in due volumi. Lì scoprì quella che egli considera la natura perversa dell'Islam e decise di abiurare. Oggi è capo del dipartimento di ricerca del Center for Inquiry Institute nello Stato di New York, dove conduce ricerche sulle origini del Corano e la diffusione dell'Islam.
Il nome Ibn Warrāq (lett. "Figlio del cartolaio"[2]) è lo pseudonimo adottato tradizionalmente dagli autori dissidenti in tutta la storia dell'Islam. Ibn Warraq ha scritto varie opere analizzando da una prospettiva critica e laica argomenti quali l'origine del Corano e la vita di Maometto. In altri libri ha promosso anche i valori laici universali tra i musulmani. Secondo quanto ha rivelato egli stesso, sono state la vicenda di Salman Rushdie e la sempre più grande diffusione dell'islamismo che lo hanno indotto a scrivere libri che mettessero in discussione i dogmi fondamentali dell'Islam, soprattutto gli argomenti degli «apologeti occidentali dell'islamismo». Sostiene, inoltre, che le grandi civiltà islamiche del passato nacquero indipendentemente dal Corano e che solo un Islam secolarizzato potrà liberare gli Stati musulmani dalla «pazzia fondamentalista»[3].
Nel marzo 2006 sottoscrisse, insieme ad altri 11 intellettuali, tra i quali proprio Salman Rushdie, l'appello «Insieme contro il nuovo totalitarismo», in risposta alla violenta reazione per la pubblicazione delle Caricature di Maometto sul Jyllands-Posten.
Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]
- 1995 – Perché non sono musulmano (titolo originale: Why I Am Not a Muslim, Prometheus Books), Ariel, 2002, ISBN 0-87975-984-4
- 1998 – Origins of the Koran: Classic Essays on Islam's Holy Book, pubblicato da Ibn Warraq, Prometheus Books, 1998, ISBN 1-57392-198-X
- 2002 – What the Koran Really Says: Language, Text, and Commentary, pubblicato e tradotto da Ibn Warraq, Prometheus Books, 2002, ISBN 1-57392-945-X
- 2003 – Leaving Islam: Apostates Speak Out, Prometheus Books, 2003, ISBN 1-59102-068-9
- Quest for the Historical Muhammad, pubblicato e tradotto da Ibn Warraq, Prometheus Books, 2000, ISBN 1-57392-787-2
- Un saggio su Orientalismo, di Edward Said: "Debunking Edward Said: Edward Said and the Saidists: or Third World Intellectual Terrorism"
Note[modifica | modifica wikitesto]
- ^ Amherts, NY, Prometheus Books.
- ^ Il warrāq era, più precisamente, chi si occupava di manoscritti, della loro copiatura dietro compenso.
- ^ Intervista a Ibn Warraq, 10/10/2001
Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]
- Islamismo
- Antislamismo
- Daniel Pipes
- Robert Spencer
- Serge Trifkovic
- Bat Ye'or
- Koenraad Elst
- Ayaan Hirsi Ali
- Mark A. Gabriel
- Taslima Nasrin
- Salman Rushdie
- Ali Sina
- Oriana Fallaci
- Theo van Gogh (regista)
Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]
- Institute for the Secularisation of Islamic Society
- Boston Globe: Losing His Religion
- Trends and Flaws in Some Anti-Muslim Writing as Exemplified by Ibn Warraq Jeremiah D. McAuliffe, Jr., Ph.D.
- Why I am not a Muslim: The Origins of Islam
Ibn Warraq - Wikipedia
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Perché non sono musulmano
Ibn Warraq. Perché non sono musulmano. Ariele 2002, pp. 391, € 19,00. ISBN 8886480539![]()
La battaglia anticlericale non può certo limitarsi a contrastare la teocrazia vaticana e l’oltranzismo religioso protestante, visto che incomparabilmente più virulento e sanguinario si presenta, al giorno d’oggi, il fondamentalismo islamico.
Per capire quale carica di oppressione oscurantista e quale potenziale di fanatismo omicida siano contenuti nella religione musulmana, risulta davvero utile il polemico saggio prodotto da uno studioso originario del subcontinente indiano, che (per evidenti ragioni di sicurezza) scrive sotto lo pseudonimo di Ibn Warraq. Ispirato nel titolo al noto libro di Bertrand Russell Perché non sono cristiano, questo volume affronta la questione dell’Islam, della sua storia e dei suoi precetti, da un punto di vista dichiaratamente scettico, sottoponendo il Corano e i dogmi musulmani allo stesso esame esercitato dalla cultura illuminista sui testi biblici e sulla teologia cristiana. Inutile dire che anche il confessionalismo islamico ne esce a pezzi.
Il fatto più grave denunciato da Warraq, tuttavia, non riguarda il profeta Maometto e i suoi insegnamenti, bensì l’ipocrisia dei molti intellettuali occidentali (il caso Rushdie insegna) sempre pronti a invocare rispetto assoluto anche per le più assurde credenze islamiche, che essi personalmente si guardano bene dal condividere: come se gli abitanti dei Paesi musulmani fossero gentucola incapace di esercitare il proprio intelletto in modo razionale, condannata a professare in eterno le più viete superstizioni.
Invece no. L’integralismo jihadista potrà essere sconfitto, e potrà affermarsi un Islam realmente tollerante, solo se in quel mondo sarà consentito di mettere in dubbio i dogmi religiosi, di sottoporre il Corano a un’autentica analisi critica. Così è accaduto in Europa, a costo di conflitti asprissimi, con il cristianesimo. Non si vede perché tra i musulmani le cose dovrebbero andare in modo diverso.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


L'islam moderato non esiste.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.






Solo gli identitari di mente hanno capito e continuano a capire che si tratta solo di una "questione psicologica", di una lotta tra due psicologie differenti. Il resto sono polemiche sterili da pseudo intellettuale di matrice liberal-borghese.