
Originariamente Scritto da
MovimentodiRicostruzione
Punto 1 lacina e i cinesi (da trattarsi sempre come due distinte entità) non vanno ingiro a salvare nessuno, anzi, tutto il contrario, sono da considerarsi comecavallette o parassiti, dove arrivano predano tutto quello che possonolasciando il minimo indispensabile, spesso nemmeno quello.
·Le nazioni che ne ospitano la loro presenza“strutturale” sono nella quasi totalità allo sbando mentale e civile o corrottefino al midollo (o un mix di tutto), vedi paesi africani dove la presenzacinese è cresciuta esponenzialmente nell’ultimo decennio.
·Così anche in paesi sudamericani allo sbando economico,politico e sociale come argentina e venezuela, e perché no come il nostro dovegli investimenti diretti cinesi in grandi società tecnologiche e di rilevanzanazionale avvenuti recentemente sono stati salutati come buona cosa.
·senza uscire dai nostri confini basta guardareil crollo dei proventi fiscali in zone dove gli imprenditori cinesi si sonoradicati come tessuto industriale soppiantando le nostre imprese e anche nelcommercio, la riduzione del gettito va dal 30 al 75% !!(il bello è che i nostri imprenditori ecommercianti venivano chiamati ladri evasori e perseguitati, mentre a questinessuno fa nulla, evidentemente pagano per altre vie). Si potrebbe parlarne permolto mi limito a citare i recenti accordi di “collaborazione” universitaria,una schifezza inaudita che solo un branco di decerebrati avrebbe concepito, oforse è meglio dire che anche i nostri governanti e dirigenti sono nella quasitotalità corrotti (come i paesi sopracitati che nella corruzione sguazzano enella corruzione e nel malaffare i cinesi sono maestri ai quali nessuno puòinsegnare nulla)
punto 2gli accordi che i cinesi hanno fattoandrebbero letti e capiti prima di attribuirgli la qualifica di “salvatoridella patria”nella quasi totalità sitratta di accordi su appalti/commesse industriali a venire per le quali icinesi hanno ben specificato nero su bianco che è previsto “l’impiego di mezzi, materiali e addiritturamanodopera cinese”all’attualegoverno argentino (esattamente come al nostro) non gliene frega una beneamatacippa del benessere del popolo la sua unica preoccupazione (esattamente come ilnostro) riguarda il perpetuare il più possibile i propri privilegi, e i grassistipendi nonché le grandi bustarelle che si intascano.
In sostanza gli “aiuti” cinesiricalcano quelli che anche “l’occidente” (nord america-europa-giappone) neglianni 60-70-80 promulgava verso i paesi in via di sviluppo a spasso per il mondospecificatamente in africa e sudamerica, questa era generalmente la trafila:
1.il paese in via di sviluppo si “accorgeva” (bendiretto dagli affaristi) che serviva una infrastruttura, una fabbrica, unospedale o strumenti meno “poetici” come una bella fornitura di armamenti, dafucili e munizioni fino a carri armati e aerei
2.veniva richiesto un prestito
3.come nel più classico dei rapporti la domandadel prestatore era “a cosa ti servono i soldini?” naturalmente il prestatoreconosceva già la risposta essendo stato messo al corrente del possibilesviluppo dagli affaristi interessati
4.alla risposta “mi servirebbe una infrastruttura,una fabbrica, un ospedale o una bella fornitura di armamenti, da fucili emunizioni fino a carri armati e aerei”
5.il prestatore obiettava “potremo certoraggiungere un accordo, casualmente ho il materiale che ti serve”
6.sul prezzo l’ordinante non stirava più di tantovisto che non aveva i soldi per pagare
7.né poteva trattare sulla qualità della fornituravisto che non aveva le competenze tecniche per farlo (nel caso di fornituremilitari erano quasi sempre estremamente datate, lo scopo era principalmentesvuotare i magazzini propri da materiale ormai tecnicamente obsoleto)
8.gli veniva poi imposto l’utilizzo di materiali emanodopera tecnica del paese costruttore, visto che la propria manodopera eragiudicata non all’altezza e al massimo impiegata come facchinaggio
9.la manutenzione degli impianti e delleapparecchiature (famosa quella costosissima degli aerei), era naturalmente inmano a chi aveva fornito il materiale e i costi sulle spalle del paese
10.Ilpagamento poteva essere costituito da contropartita in natura (sulla quale ilguadagno poteva anche raddoppiare) costituita da materie prime, e concessionivarie fra cui le più ambite erano i diritti di estrazione.
Così alla fine del giro il paese si ritrovava con materiale nonall’avanguardia, strapagato, sul quale non era in grado di fare manutenzioneperché sprovvisto di tecnici all’altezza e con debiti pubblici sempre più alti.Questo è quello che sta facendo ora la cina.
punto 3le cifre del rialzo del merval vannoelaborate finanziariamente sennò sono buone solo nel caso siano stampate sucarta igienica
·la rivalutazione del listino è espressa indollari ?
·tiene conto dell’inflazione reale ?
·le aziende che hanno maggiormente tirato illistino hanno espresso forza derivante da utili e sviluppo societario o hannosemplicemente rivalutato i loro asset ?
·quanto del rialzo deriva dalla paura degli investitoridomestici in cerca di rifugio per un default che viene percepito comerelativamente prossimo ?
cercate le risposte poi il quadro sarà diverso. di domandepseudo-tecniche se ne potrebbero fare altre ma le quattro poco sopra coprono bene ilcaso.