I frati che vanno tra i Saraceni e altri infedeli
Regula non bullata cap. 16:
Dice il Signore: «Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Siate perciò prudenti come serpenti e semplici come colombe». Perciò tutti i frati che vorranno andare tra i Saraceni e altri infedeli, ci vadano con il permesso del loro ministro e servo. E il ministro dia loro il permesso e non li contrasti, se li vedrà idonei alla missione; infatti sarà tenuto a rendere conto al Signore se in questa o in altre cose si muoverà senza discrezione. I frati poi che vanno tra gli infedeli possono vivere e comportarsi con loro, spiritualmente, in due modi: un modo è che non suscitino liti o controversie, ma siano soggetti, per amore di Dio, a ogni umana creatura, e confessino di essere cristiani; l'altro modo è che, quando vedranno che piace al Signore, annuncino la Parola di Dio, affinché quelli credano in Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di ogni cosa, e nel Figlio redentore e salvatore, e siano battezzati e diventino cristiani, poiché chi non rinascerà dall'acqua e dallo Spirito Santo, non può entrare nel Regno di Dio.
Queste e altre cose, che piaceranno al Signore, possono certo dire ai Saraceni e ad altri, poiché il Signore dice nel Vangelo: «Tutti colo¬ro che mi riconosceranno davanti agli uomini, anch'io li riconoscerò davanti a mio Padre, che è nei Cieli»; e: «Chi si vergognerà di me e dei miei discorsi, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella maestà sua e del Padre e degli angeli».
E tutti i frati, dovunque sono, ricordino che hanno offerto se stessi e hanno affidato i loro corpi al Signore Gesù Cristo.
[brano tratto da Claudio Leonardi (a cura di), La letteratura francescana (vol. 1) Francesco e Chiara d'Assisi, Fondazione Lorenzo Valla/Arnoldo Mondadori Editore 2004, pp. 31-33 e 73-75].




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