In un’Europa in questi giorni assai attenta al tema della libertà di espressione rimbalzano dal Kuwait, attraverso la ong umanitaria internazionale Human Rights Watch (HRW), notizie tutt’altro che rassicuranti. C’è un ex parlamentare del Paese, Saleh al-Mulla, che solo ieri è stato rilasciato dopo essere stato arrestato lo scorso 6 gennaio per alcune dichiarazioni di critica avanzate tramite il social network Twitter alle autorità in merito – tra le altre cose – alla scelta di finanziare l’Egitto del neo eletto presidente, l’ex generale Abd al-Fattah al-Sisi, in visita. Saleh al-Mulla, accusato di aver insultato l'emiro e il presidente egiziano, e di aver messo in pericolo le relazioni bilaterali coi suoi tweets, attende ora il 15 febbraio per l’udienza che lo riguarda, e la sensazione dei rappresentanti di HRW è che i capi d’imputazione potranno cadere. Ma la stretta sul dissenso da parte della monarchia costituzionale che detiene il potere non manca di rinnovarsi.
“Nel 2014 le autorità hanno usato la Costituzione e una serie di leggi restrittive – tra cui il codice penale; leggi sulla stampa e l'editoria, incontri pubblici, e l'abuso di comunicazioni telefoniche; e la legge di unità nazionale del 2013 – per perseguire almeno 13 persone” per aver criticato il governo o le istituzioni su blog o sui social media, specifica HRW. Azioni che hanno portato a condanne fino a cinque anni di carcere e multe per almeno cinque degli imputati. L’atteggiamento delle autorità è stato del resto ribadito a dicembre scorso dal presidente del Parlamento, Marzouq al-Ghanim, che ha annunciato un procedimento legale nei confronti di «coloro che hanno offeso la leadership degli Emirati Arabi Uniti» in uno show televisivo in cui era intervenuto Mubarak al-Duwailah, un altro ex parlamentare. Gli esempi della politica repressiva del diritto di parola e di critica da parte delle autorità kuwaitiane potrebbero proseguire… e stridono particolarmente pensando che il Paese, aderente al Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) e alla Carta araba per i diritti umani, sarebbe invece obbligato a proteggere queste prerogative, ribadite persino all'articolo 36 della sua Costituzione.
Kuwait, continua la stretta sulla libertà d’espressione - Speciali - Valori.it




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