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    Predefinito Quantitative easing, la (seconda) più grande truffa della storia

    di Pier Paolo Flammini
    SCRITTO DA REDAZIONE IL 24 GENNAIO 2015. PUBBLICATO IN APPROFONDIMENTI MMT, ATTUALITÀ


    Nella foto: la ricerca di Pavlina Tcherneva pubblicata su New York Times dove si evidenzia come l’aumento della ricchezza negli ultimi anni, negli Usa, sia andato integralmente al 10% più ricco della popolazione
    Fonte: Riviera Oggi
    “The big problem facing the world in 2015 is not economic. We know how to escape our current malaise. The problem is our stupid politics”.
    Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia
    Sarebbe purtroppo un dovere morale spiegare cosa (non) accadrà dopo il Quantitative Easing deciso dalla Banca Centrale Europea, semplicemente perché le primissime letture su tutti i quotidiani nazionali, come d’abitudine, non consentono di comprendere la realtà dei fatti (e siamo buoni).
    Per chi vorrà ulteriormente approfondire, e per chi pensa che le mie considerazioni siano figlie di una speculazione giornalistica sull’attualità, rimando a questo insieme di articoli, ricchi di dati empirici, scritti in relazione agli analoghi provvedimenti presi negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone:
    - 23 dicembre 2012, “La moneta da sola non basta“.
    - 11 novembre 2012, “Mmt alla Bce: non potresti creare inflazione neanche se lo volessi“.
    - 5 aprile 2013, “Bene per le azioni, meno per l’economia reale“.
    - 28 aprile 2013, “La tua banca funziona così“.
    - 3 giugno 2013, “Cosa (non) sta succedendo in Giappone“.
    - 3 giugno 2013, “Perché il Giappone sta sbagliando tutto“.
    - 21 novembre 2014, “Richard Koo: inutile dare i soldi alle banche, l’Europa riparte solo con deficit pubblico“.
    Vi sono poi i nipotini del Quantitative Easing europeo, del tipo i programmi di finanziamento LTRO e affini: come dichiarato dall’economista americano Warren Mosler, attraverso di essi e con il suo “whatever it takes” (“Faremo qualsiasi cosa necessaria”) Mario Draghi, presidente della Bce, “ha salvato l’euro ma non ha lasciato superstiti“.
    Sulla stampa nazionale accade di leggere, ad esempio in primo piano su La Stampa, a firma di Paolo Baroni, letteralmente: “Le banche alleggerite dal peso dei titoli pubblici, su cui in questi ultimi tempi hanno ampiamente investito, avranno più margini di manovra per finanziare l’economia reale, le imprese, le famiglie ed i nuovi investimenti, producendo tra l’altro una rivalutazione di tutti gli asset a cominciare immobili“.
    Tutto questo denota una totale assenza di comprensione del funzionamento del sistema finanziario. Le banche non hanno limiti alla creazione di credito. Prima elargiscono prestiti che poi tornano alle banche sotto forma di depositi. L’unico limite che hanno è una economia sana, che dia rassicurazioni affinché i prestiti vengano rimborsati con tanto di interesse. L’economia privata europea oggi è in gran parte reduce da una guerra che non sembra finire mai, per cui le banche non possono elargire credito a chi è già molto indebitato e non ha prospettive di reddito soddisfacenti.
    Questa esposizione, ribadita dall’economia post-keynesiana, è oramai una realtà neppure messa in discussione dopo che un anno fa un documento della Banca d’Inghilterra ha confermato dettagliatamente quanto esposto.
    Questo tipo di informazioni veicolate dai principali quotidiani nazionali, alle cui proprietà vi è quell‘1% più ricco del paese che in questi anni ha visto aumentare le proprie fortune in maniera impressionante, mentre la “crisi” e le “austerità” cancellavano il presente e il futuro di milioni di persone, le ritroviamo ovunque e in qualunque forma, e vanno combattute con le idee a nostra disposizione così come i lillipuziani irretirono il gigante Gulliver. Ad esempio sempre il 22 gennaio sul Corriere.it la coppia Alesina e Giavazzi arriva a scrivere: “Bene anche che la maggior flessibilità non si applichi agli investimenti: i politici non si devono illudere che costruendo autostrade si faccia ripartire la crescita“. Ora, mentre sul QE i tecnicismi rischiano di risultare difficili da capire per l’uomo della strada, una affermazione del genere è così astratta che ognuno può chiedersi cosa accadrebbe se, ad esempio, la terza corsia dell’Autostrada 14 fosse prolungata fino a Canossa, o si compisse la ferrovia Roma-Piceno: più benessere, decine di migliaia di nuovi occupati.
    Affermare il contrario equivale a dire, più o meno, che tirando un pallone dalla finestra non è sicuro che questo casca verso il basso.
    Più che i tecnicismi che saranno chiari leggendo gli articoli linkati (ai quali aggiungiamo un ammirevole Carlo Clericetti sul blog di Repubblica) vi è un aspetto che ovviamente non viene colto da nessuno dei commentatori, ma che è quello centrale e che fa del QE la seconda più grande truffa della storia europea (la prima, è l’euro).
    Con il QE e i suoi derivati si dimostra che uno Stato dotato di una propria banca centrale: a) non può mai finire i soldi; b) non deve chiederli in prestito a nessuno; c) non deve tassare nessuno né tagliare le spese dello Stato per procurarseli.
    I mille miliardi “inventati” dal QE sono infatti denaro “creato dal nulla”. Soltanto che viene regalato alle banche e non agli Stati e all’economia reale, proprio perché con l’euro gli Stati democratici nati dopo la Seconda Guerra Mondiale o anche prima, sono stati retrocessi nella gerarchia istituzionale al di sotto del sistema economico e finanziario, che quindi decide se e come prestare denaro che poi sarà utilizzato dagli stati stessi e dal sistema economico.
    Dunque, quando vi dicono che “la carta igienica nelle scuole la comprano i genitori”; quando non vi sono posti letto all’ospedale; quando dovete pagare fino all’ultimo centesimo di tasse perché “i soldi non ci sono più”; quando vi convincono che la pensione voi non l’avrete mai, siete vittime di questo grandissimo inganno.
    Semplicemente, la quantità di denaro è virtualmente infinita ma questa viene utilizzata, quando serve, soltanto per finanziare l’1% più ricco e non per aiutare l’economia e la società reali, come testimoniato dalle ricerche svolte in questi anni negli Usa. Il popolo, invece, deve faticare e supplicare.
    Come ha scritto Marco Revelli, la lotta di classe esiste e l’hanno vinta i più ricchi. Ma quelli proprio ricchi.

    Quantitative Easing, la (seconda) più grande truffa della storia »

  2. #2
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    Predefinito Re: Quantitative easing, la (seconda) più grande truffa della storia

    Interessante notare come dal dopoguerra fino alla fine degli anni '70 la maggior parte della ricchezza prodotta andava al restante 90% meno ricco (guarda caso con l'espandersi del comunismo in quegli anni). Tra gli anni 80 e gli anni 90, ovvero quando il comunismo è entrato in crisi per poi crollare, c'è stata l'inversione di tendenza, ovvero la maggior parte della ricchezza è andata al 10% più ricco. E quando infine il comunismo è definitivamente dimenticato e le politiche neoliberiste hanno preso piede ovunque TUTTA la ricchezza prodotta finisce al 10% più ricco.

  3. #3
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    Predefinito Re: Quantitative easing, la (seconda) più grande truffa della storia

    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    Interessante notare come dal dopoguerra fino alla fine degli anni '70 la maggior parte della ricchezza prodotta andava al restante 90% meno ricco (guarda caso con l'espandersi del comunismo in quegli anni). Tra gli anni 80 e gli anni 90, ovvero quando il comunismo è entrato in crisi per poi crollare, c'è stata l'inversione di tendenza, ovvero la maggior parte della ricchezza è andata al 10% più ricco. E quando infine il comunismo è definitivamente dimenticato e le politiche neoliberiste hanno preso piede ovunque TUTTA la ricchezza prodotta finisce al 10% più ricco.
    interessante notare come apri due volte messaggi su un concetto assurdo: la fame sparisce e il comunista si incazza.
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
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    Predefinito Re: Quantitative easing, la (seconda) più grande truffa della storia

    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    Interessante notare come dal dopoguerra fino alla fine degli anni '70 la maggior parte della ricchezza prodotta andava al restante 90% meno ricco (guarda caso con l'espandersi del comunismo in quegli anni). Tra gli anni 80 e gli anni 90, ovvero quando il comunismo è entrato in crisi per poi crollare, c'è stata l'inversione di tendenza, ovvero la maggior parte della ricchezza è andata al 10% più ricco. E quando infine il comunismo è definitivamente dimenticato e le politiche neoliberiste hanno preso piede ovunque TUTTA la ricchezza prodotta finisce al 10% più ricco.
    e la domanda sorge spontanea.
    è un caso di follia globale o appena nasce un pò di benessere il comunismo non lo vuole più nessuno?

  5. #5
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    Predefinito Re: Quantitative easing, la (seconda) più grande truffa della storia

    Citazione Originariamente Scritto da the fool Visualizza Messaggio
    e la domanda sorge spontanea.
    è un caso di follia globale o appena nasce un pò di benessere il comunismo non lo vuole più nessuno?
    se l'ossessione anticomunista porta ad accettare senza muovere un dito che TUTTA la ricchezza prodotta finisca nelle tasche dei miliardari, direi che qualche rotella fuori posto c'è di sicuro

  6. #6
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    Predefinito Re: Quantitative easing, la (seconda) più grande truffa della storia

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    se l'ossessione anticomunista porta ad accettare senza muovere un dito che TUTTA la ricchezza prodotta finisca nelle tasche dei miliardari, direi che qualche rotella fuori posto c'è di sicuro
    se l'ossessione comunista porta ad accettare di agire con violenza affinchè TUTTA la ricchezza prodotta sparisca gettando centinaia di milioni di persone nella povertà più nera, direi che qualche rotella fuori posto c'è di sicuro
    Ultima modifica di Razionalista; 25-01-15 alle 09:22
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  7. #7
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    Predefinito Re: Quantitative easing, la (seconda) più grande truffa della storia

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    se l'ossessione anticomunista porta ad accettare senza muovere un dito che TUTTA la ricchezza prodotta finisca nelle tasche dei miliardari, direi che qualche rotella fuori posto c'è di sicuro
    La rotella fuori posto è quella di voi comunisti che avete sempre rotto i maroni ai piccoli proprietari ovvero la classe media distruggendola appena ne avete avuto la possibilità e non capendo che tale classe e quella operaia viaggiano nella stessa barca.

  8. #8
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    Predefinito Re: Quantitative easing, la (seconda) più grande truffa della storia

    Del comunismo se sente la mancanza adesso che non c'è più. Finito il comunismo, pur con tutte le sue pecche e anche i suoi crimini, sembra che nessuno possa più nulla contro il turbo capitalismo, sembra...............
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  9. #9
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    Predefinito Re: Quantitative easing, la (seconda) più grande truffa della storia

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    Del comunismo se sente la mancanza adesso che non c'è più. Finito il comunismo, pur con tutte le sue pecche e anche i suoi crimini, sembra che nessuno possa più nulla contro il turbo capitalismo, sembra...............
    eh ci mancano i cimiteri di ossa



    adesso sono il fila per l'iphone, orrore

    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

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  10. #10
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    Predefinito Re: Quantitative easing, la (seconda) più grande truffa della storia

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    Del comunismo se sente la mancanza adesso che non c'è più. Finito il comunismo, pur con tutte le sue pecche e anche i suoi crimini, sembra che nessuno possa più nulla contro il turbo capitalismo, sembra...............
    Guarda che il comunismo non ha mai potuto fare nulla contro il capitalismo, il comunismo é imploso da sé

 

 

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