Schettino condannato a 16 anni di reclusione e un mese di arresto per il naufragio della Costa Concordia, ma non andrà in carcere. Il tribunale di Grosseto ha confermato tutti i reati per cui era accusato, anche quello di abbandono della nave (1 anno di condanna compreso l'abbandono di incapaci) e, insieme, naufragio colposo (5 anni), omicidio plurimo colposo e lesioni colpose per i 32 morti e i 157 feriti del disastro (10 anni). Il mese di arresto è per aver dato informazioni non corrette alla capitanerie di porto.
LA LETTURA DELLA SENTENZA
In definitiva, molto meno dei 26 anni e rotti che la procura di Grosseto, anche appoggiandosi ai massimi edittali, aveva chiesto in requisitoria. Però completamente in linea con i reati di cui il comandante Schettino è stato imputato. Unica cosa respinta alla procura, la richiesta di arresto: non c'è pericolo di fuga - hanno motivato in un'ordinanza i giudici -, né può esserne giustificazione l'eventuale gravità della pena. Quindi niente carcere per l'imputato che è stato interdetto dalla professione di comandante per cinque anni.
La camera di consiglio è durata circa otto ore. Schettino, diversamente da come aveva annunciato, non era in aula, e ha aspettato di conoscere la sentenza nei pressi di Grosseto. "Ha la febbre e non sta bene", hanno detto prima dell'ingresso dei giudici i suoi avvocati. Poi verso le 20 il presidente Giovanni Puliatti ha letto la sentenza per un'altra ora buona. Schettino "è colpevole", è iniziata la lettura della sentenza cui è seguito l'elenco delle condanne, e poi quello dei risarcimenti alle parti civili. Tolta l'udienza, i pm sono andati a salutare i difensori di Schettino. "Vi rendiamo l'onore delle armi", ha detto loro il pm Alessandro Leopizzi. "Abbiamo vinto tutti", ha risposto l'avvocato Domenico Pepe: "E' una sentenza dura - ha poi spiegato ai cronisti - ma essere riusciti quasi a dimezzare le richieste esagerate della procura forse restituisce un po' di onore" a Schettino. "Siamo soddisfatti - hanno commentato con i giornalisti i pm Maria Navarro, Alessandro Leopizzi e Stefano Pizza - I giudici hanno deciso per un completo accoglimento del nostro impianto accusatorio confermando tutti i reati". E, accanto a loro, il già procuratore di Grosseto, da poco in pensione, Francesco Verusio, ha detto: "L'esito era scontato. Le prove raccolte erano tali che non poteva andare diversamente e i giudici hanno confermato tutte le accuse. Schettino ha sbagliato a voler andare al dibattimento". E soddisfatta è anche la Costa. "E' una sentenza molto equilibrata, che rende giustizia nell'interesse di tutti" dice l'avvocato Marco De Luca sottolineando che i risarcimenti stabiliti dal tribunale per le parti civili "sono in linea con quanto sempre offerto da Costa Crociere" ai passeggeri.