La recente ascesa del jihadismo in Libia ha incrementato ulteriormente l'isteria dell'opinione pubblica mondiale, in particolare quella italiana, in merito alla questione dell'ISIS. Fra inviti all'intervento militare immediato e appelli alla comunità internazionale, il teatrino mediatico occidentale non manca di palesare, ancora una volta, la sua intrinseca fallacità.
In questo ridicolo guazzabuglio isterico, la solerzia propagandistica dell'informazione di regime trascura alcuni semplici ma importanti fatti che invece dovrebbero essere presi in considerazione:
- Per quanto concerne la Libia, che in queste ore sembra sia facendo rullare i tamburi di guerra dell'Occidente, i miliziani dello Stato Islamico hanno imposto la loro autorità in un territorio in cui il governo centrale, di fatto un'entità di facciata, senza reale potere decisionale politico, era totalmente assente. Questo, di per sé, è un punto a favore di un'eventuale legittimazione del potere politico dello Stato Islamico in Libia.
- Riguardo alla presenza dello Stato Islamico in Siria e Iraq, occorre prendere in esame la questione del conflitto fra sciiti e sunniti in questi due paesi. Il governo iracheno, il cui governo ha una predominanza sciita, è da tempo responsabile di numerose vessazioni e atti d'oppressione nei confronti della minoranza sunnita, sottoposta a torture ed esecuzioni arbitrarie. Se poi aggiungiamo anche il fatto che il governo iracheno è un governo fantoccio instaurato dagli statunitensi dopo l'invasione del 2003, allora non sarà difficile comprendere il motivo per cui lo Stato Islamico è stato bene accolto dalla popolazione sunnita dell'Iraq centro-settentrionale. D'altronde, sono gli stessi sunniti iracheni ad affermare di preferire l'autorità dello Stato Islamico piuttosto che quella del governo centrale di Baghdad. Il discorso è analogo anche per il contesto siriano.
- Molte delle notizie che circolano in merito allo Stato Islamico (ad esempio, i ragazzi uccisi perché giocavano a calcio o i bambini bruciati vivi), sono manipolate da un'agenzia gestita chiamata Site, finanziata dall'intelligence USA e gestita da Rita Katz, ebrea americana sionista. Inutile dunque accennare ai rischi che si corrono prendendo per oro colato tutte le notizie relative all'ISIS propinate dai media mainstream, il 90 % delle quali possono essere sciocchezze fabbricate ad arte.
- Le motivazioni generalmente addotte dalle opinioni pubbliche occidentali a sostegno di un intervento armato contro lo Stato Islamico denotano la notevole ipocrisia dell'Occidente. Lo Stato Islamico è accusato di violenza, di uccidere "innocenti", ignorando che le stesse accuse rivolte allo Stato Islamico possono essere rivolte anche allo stesso Occidente, che ignora i massacri contro civili palestinesi e i bambini iracheni e afghani bombardati dai droni USA, per poi versare lacrime di coccodrillo per notizie la cui veridicità è altamente questionabile.




Rispondi Citando
,ma mi sa che è un discorso perso.
