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“La spaccatura nel Pd è profonda. Le riforme sono a rischio”. A lanciare l’allarme – in un’intervista concessa al quotidiano QN – è il deputato Pd Alfredo D’Attorre, bersaniano di ferro e tra i maggiori critici nei confronti di Matteo Renzi e della nuova impronta data dal premier al Partito Democratico. Al tempo stesso, però, D’Attorre esclude imboscate, spiegando che sarà “una battaglia alla luce del sole. Presenteremo i nostri emendamenti e chiederemo un pronunciamento di merito al Parlamento”. Da D’Attorre stop anche all’ipotesi di accordo segreto tra bersaniani e fittiani: “nessuna ‘alleanzà sotto banco”. E aggiunge una provocazione: “È Renzi che pensa di sostituire la minoranza del suo partito con i verdiniani”.
Il punto nodale per D’Attorre ruota attorno al forfait presentato da Forza Italia nei confronti del percorso di riforme, tale da rendere necessaria una rivisitazione del pacchetto complessivo: “Renzi ha scritto le riforme con Forza Italia. Ora che gli azzurri si sono sfilati, il premier considera immodificabili quei testi. Mi sembra una posizione illogica e inaccettabile”.
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Riforme, Gotor chiede unità PD
A parlare del ruolo di Forza Italia nelle riforme e della necessità di ricompattare il PD è anche un altro bersaniano di ferro, il senatore Miguel Gotor. Intervistato dal Corriere della Sera, Gotor spiega: “Il punto non è votare insieme a Berlusconi, a favore o contro la riforma. Il punto è che il Pd deve essere unito e deve essere all’altezza delle sue responsabilità. C’è ancora spazio per riprendere l’iniziativa politica e trovare una sintesi”.
Gotor cerca di mettere Renzi spalle al muro: “Prenda atto che il patto del Nazareno è finito e unisca il Pd per cambiare riforma del Senato e legge elettorale”. E aggiunge: “ci ha sempre detto: sono d’accordo con voi, ma l’accordo con Berlusconi mi impedisce di intervenire sulle riforme. Ora decida: o recupera il patto oppure, se è finito, non può pensare di riformare la Costituzione facendo a meno di noi e raccattando i voti sparsi dei verdiniani”. Quindi l’avvertimento: “Riforma del Senato e legge elettorale vanno viste nell’ insieme, perchè modificano gli equilibri democratici e la forma di governo”, perciò “se non cambia la riforma del Senato, l’Italicum così com’è non si può votare”.
Scritto da: Redazione
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