George Mosse è stato un grande storico di origine tedesca e di famiglia ebraica.
Nel '32, da ragazzino, si è trovato a veder passare Hitler e, in mezzo alla folla osannante, pure lui iniziò a gridare "A morte gli Ebrei!".
Nel '33 i suoi (titolari della più grande industria editoriale tedesca, appena 'nazionalizzata' dal nazisti) decidono di espatriare.
Vanno a prendere il figliolo nell'istituto privato in cui studiava ma la direzione non dà il permesso di ritorno a casa: "Non aveva superato gli esami e doveva rifarli". Era in castigo.
I genitori fuggono a Parigi.
Pochi giorni prima dell'entrata in vigore della proibizione di espatrio senza permesso comminata agli Ebrei, George, per quanto ragazzino, decide di scappare, prendendo l'unico mezzo a disposizione: il traghetto sul lago che l'avrebbe portato in Svizzera.
Arriva all'imbarco con 15 minuti di anticipo sulla partenza. !5 minuti prima dell'entrata in vigore, alla mezzanotte, delle leggi di cui sopra.
Si presenta pieno di paura ai soldati che controllavano i passeggeri, dà loro il passaporto con il segno evidente del suo essere ebreo.
Quelli si guardano, si scambiano il passaporto, guardano l'orologio e alla fine lo fanno passare.
Maledetti tedeschi!
(narrazione tratta da Il tempo e la storia, rai3, puntata a lui dedicata e al suo famoso libro La nazionalizzazione delle masse. Simbolismo politico e movimenti di massa in Germania (1815-1933)")





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