La gioia del credente data dalla fede, non dalla dottrina - Famiglia Cristiana
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La gioia del credente data dalla fede, non dalla dottrina - Famiglia Cristiana
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Era un pezzo che non leggevo un articolo di Famiglia Cristiana e francamente non ne sentivo nostalgia.
Il titolo è taroccato.
Farebbe percepire che l'importante è credere in non si capisce cosa senza magari sapere cosa (la dottrina è il cosa).
Poi leggi l'articolo e scopri che il Pontefice ha detto:
Il nostro padre Abramo è stato capace di gioire perché aveva fede: è stato fatto giusto nella fede. Questi avevano perso la fede. Erano dottori della legge, ma senza fede! Ma di più: avevano perso la legge! Perché il centro della legge è l’amore, l’amore per Dio e per il prossimo
Ovvero che senza Fede perdi anche la Dottrina perché non ne capisci il senso. Ma la Dottrina è indispensabile perché è la concatenazione degli elementi della Fede.
Il che è più logico. Alla fine se non sai in cosa credi, anche se credi in qualcosa tutto è vano.
Sono due proposizioni entrambe vere ma che non possono sussistere una in assenza dell'altra.
Cristo rimprovera ai Farisei che avevano trasformato la Legge ed i Profeti in un insieme di prescrizioni paragiuridiche e normativistiche in cui alla fine la Fede perdeva il senso. Che poi è l'elemento che si tramuta successivamente nel Talmudismo (la normativistica del Talmud è vincolante per la fede nell'ebraismo moderno). Il concetto di purità ed impurità eretto a paradigma della Fede ad esempio.
Ma il normativismo non è la Dottrina è una sua esemplificazione ed attuazione pratica.
Che ha la sua importanza nel momento che rimane sempre elemento subalterno all'oggetto della Fede.
Insomma, magari il Papa non ha utilizzato le migliori sottilizzazioni necessarie. Però è anche vero che non sempre il pubblico cui si rivolge è in grado, né gli fornisce l'occasione , per ricevere e comprendere necessarie spiegazioni strutturali.
E vabbè, il Papa parla a braccio.
Ma Famiglia Cristiana, perché stravolge non tanto il Papa, quanto l'Oggetto della Dottrina?
Vabbè piacere a tutti, vabbè strizzare un occhio a Scalfari.
Però, eccheddiamine.
Preferisco di no.


Con la secolarizzazione abbiamo la tendenza tra alcuni credenti a dire: io credo, però magari il venerdì mangio la carne, oppure alcuni credenti che leggono la Bibbia una volta al mese, io noto in alcuni una tendenza a credere ma in modo personalizzato fatto su misura questo secondo me é un'effetto della secolarizzazione


Si questo è vero.
Però c'è anche una certa responsabilità di certo clero.
Ti faccio un esempio, assai semplice.
La continua (quasi) apoteosi dell'ecumenismo (nella sua versione pret a porter), i fratelli protestanti, le colpe Cattoliche contro Lutero e via discorrendo.
Poi uno si comporta da protestante (a livello dottrinale).
E' solo colpa sua?
Il problema non è tanto o solo la secolarizzazione (che è un termine assai vago) ma della percezione che si ha nei confronti della Fede, e come e quanto sia vincolante l'ortoprassi (o meglio, il riconoscimento che un'ortoprassi esista e sia quantomeno tentabile).
Non so se ho reso l'idea (tendo ad essere un po' troppo sbrigativamente riassuntivo)
Preferisco di no.


Si hai reso abbastanza, secondo me però anche la secolarizzazione ha un ruolo importante, sull'ecumenismo hai fatto un'osservazione interessante, ricomporre lo scisma tra i cristiani é un obbiettivo nobile non da poco, ma tra un cattolico ed un luterano per esempio vi sono delle differenze dottrinali e di interpretazioni dei testi sacri non da poco
Ultima modifica di jack9; 27-03-15 alle 11:15


Quello della secolarizzazione è un problema che coesiste col Cristianesimo dal I secolo.
Alla fine , se noti è anche in quest'ottica che sono (in parte) da situarsi le lettere Paoline (che sostanzialmente sono per i 9/10 tirare le orecchie alle varie comunità, o per un motivo o per l'altro ribadendo la sana dottrina) .
Però dire "c'è er secolarismo" alla fine è un insieme un po' vago di mali.
E' un dato di fatto appunto coesistente da sempre.
Però in passato si fronteggiava in maniera abbastanza efficace.
Come?
Prendi la crisi del XIII secolo ed i due grandi Santi dell'epoca.
S.Francesco e S.Domenico.
Gli antidoti suggeriti?
Predicazione, Dottrina, Preghiera.
Preferisco di no.


Analisi molto interessante, mi hai fatto venire in mente nella tua prima parte del post su tutti i rischi di scismi che abbiamo avuto nella storia come per esempio la dottrina del teologo Ario che venne poi condannata dal Concilio di Nicea successivamente, io pongo maggiormente l'accento sulla secolarizzazione perché nella mia analisi a partire dagli anni '60 abbiamo avuto una forte accellerazione, infatti ci fu il Concilio Vaticano II


Il Concilio Vaticano è un argomento estremamente complesso.
Possiamo forse dire senza timore di eccessi di smentite, che fu un tentativo di cavalcare l'onda del progresso sociale (inteso come riqualificazione dei processi sociali e politici del secondo dopoguerra) per reindirizzarli in chiave Cristiana , mutando anche alcune forme esteriori (o così si pensava, che fossero solo esteriori) della Chiesa.
Il problema di questi progressi sociali (politici / economici) non sono stati solo un mutare economico , ma che sottintendevano (un po' ne erano la causa; un po' l'effetto) dei cambiamenti (non chiamiamoli progressi) in ambito di percezione del reale e quindi del tempo presente e perciò del futuro (il progressismo, cioè ovvero l'idea che ogni cambiamento sia sempre positivo in quanto tale).
Che s'è rivelato una fregatura sia per quanto concerne la valenza del progresso, che del progressismo, che a conti fatti di qualsivoglia interfaccia (o di abbraccio) con lo stesso.
Abbraccio col progressismo, sia chiaro, non col progresso (sono due elementi distinti).
Preferisco di no.


Nella mia analisi sociologica le maggiori trasformazioni sociali in tale periodo gli anni 60 ma anche anni 50 le abbiamo avuto per quanto riguarda il mondo occidentale negli Stati Uniti e in Svezia i paesi europei a maggioranza cattolica sono stati interessati per ultimi da tali processi, per fare un'esempio potrei parlare delle trasformazioni sociali in Svezia negli anni 60 che hanno portato ad una maggiore liberalizzazione dei costumi sessuali, (secondo me eccessiva) comunque riguardo a tale periodo le varie correnti progressiste si sono sviluppate in paesi protestanti e lessi tempo fa un dato interessante (non ricordo dove però) sul fatto che in molti paesi a maggioranza protestante vi sia una pratica minore della religione rispetto a quelli a maggioranza cattolica per quanto riguarda l'Europa, ecco concludendo questo mio lungo post mi azzardo a fare una previsione: la secolarizzazione ed i mutamenti dottrinali secondo me saranno più presenti in paesi a maggioranza protestante


Concordo, ma un po' secondo me mutui causa ed effetto;
Mi spiego.
Come composizioni dottrinale intrinseca il protestantesimo (che non esiste; esistono 235343 protestantesimi diversi) è quello più facile al mutamento ed alla modificazione "genetica" per via del libero esame della Bibbia e di una de-facto adogmaticità delle proposizioni (che è una forma di relativismo).
Perciò una secolarizzazione interna è già nel suo DNA fin dalle origini in quanto la dottrina è mutabile a seconda delle condizioni esterne
(come se 2 + 2 potesse far 3 o 4 o 5 a seconda del momento)
Per questo la secolarizzazione è arrivata nei paesi cattolici anche sull'onda lunga di una certa protestantizzazione da parte di alcuni pensatori su alcuni elementi di dottrina.
Preferisco di no.