che tristezza...si è ormai ridotto a fenomeno da baraccone


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Come non darti ragione ...
Azzollini, Renzi: "Non siamo passacarte dei pm, rischio fumus persecutionis" - Il Fatto Quotidiano


Renzollini
di Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano 1 agosto 2015
Per celebrare degnamente i 40 anni della supercazzola di Amici miei, Renzi ha lanciato un nuovo slogan, di quelli che suonano bene e nella loro perentorietà paiono persino ragionevoli, ma solo perché nessuno provvede a smontarli su due piedi: “Il Parlamento non è il passacarte della Procura di Trani”.
Si riferiva alla richiesta di autorizzazione all’arresto per il senatore Ncd Antonio Azzollini, respinta dal Senato col voto decisivo di mezzo Pd, di FI, Ncd, Gal e verdiniani.
Era difficile concentrare due scemenze in 10 parole, ma il premier ci è riuscito.
1) La richiesta non proviene dalla Procura di Trani, ma da un giudice terzo: il Gip, la cui ordinanza è stata già confermata da tre giudici del Riesame di Bari, cioè di una sede diversa.
2) Il ruolo che l’art. 68 della Costituzione assegna al Parlamento in questi casi è esattamente quello del passacarte: le Camere non possono sindacare sulla fondatezza delle esigenze cautelari (gravi indizi di colpevolezza e almeno un pericolo tra la fuga, la reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove), che sono esclusiva competenza del giudice; possono soltanto accertare se l’indagine presenti un fumus persecutionis, cioè – nel nostro caso – la prova che il pm, il gip e i tre giudici del Riesame vogliano arrestare Azzollini perché lo considerano un avversario politico e hanno imbastito un’indagine sul nulla per colpirlo.
Se dimostrato, sarebbe un fatto così grave da imporre immediati procedimenti penali e disciplinari contro i cinque magistrati, per radiarli e soprattutto per liberare con tante scuse i 10 coindagati di Azzollini, finiti in manette perché non hanno avuto l’accortezza di rifugiarsi in Parlamento.
Ma nel dibattito in giunta e poi in aula non c’è traccia non dico di una prova, ma neppure di un velato sospetto di quel fumus.
L’Ncd D’Ascola ha creduto di ravvisarlo nel fatto che i reati si fermano a un anno fa, dunque “le esigenze cautelari non sono più attuali”: ma, a parte il fatto che i testimoni possono essere intimiditi e le carte essere truccate anche ad anni e anni di distanza dai fatti, non spetta al Parlamento sostituirsi al giudice nel valutare l’attualità delle esigenze cautelari; e poi che c’entra con questo timing la persecuzione?
Il fittiano Di Maggio ha argomentato che “l’ufficio di Azzollini è pieno di libri, quotidiani e ritagli di giornali e dove c’è cultura e conoscenza non ci può essere volgarità”, dunque il senatore non può aver detto “Ti piscio in bocca” a una suora.
[...]
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.
Su Dell'Utri e Previti, per dire, gli ATTUALI alleati del Piddì sproloquiavano le stesse cose ...![]()




Azzollini, Verdini, Gasparri (Rai).
Avete "coagulato" il meglio ... del peggio.


Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.
I I = Inutili Idiozie.


Vi siete sciacquati la bocca prima di scrivere del Presidente ?
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