Alle elezioni in Belgio avanzano gli indipendentisti fiamminghi
Michele PignatelliCronologia articolo13 giugno 2010
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Questo articolo è stato pubblicato il 13 giugno 2010 alle ore 14:03.
Gli indipendentisti fiamminghi sono in testa nelle Fiandre, dopo i primi risultati parziali delle elezioni politiche in Belgio. I nazionalisti della Nuova alleanza fiamminga (N-Va), guidati da Bart De Wever, hanno ottenuto tra il 23 e il 32 per cento, nelle sei circoscrizioni che hanno già comunicato i risultati. L'avanzata dei nazionalisti avviene a danno dei cristiano-democratici fiamminghi (Cd&V) dell'attuale primo ministro Yves Leterme. Nella zona francofona, un sondaggio diffuso dalla televisione pubblica Rtl-Tvi dà al primo posto in Vallonia e a Bruxelles il partito socialista, con il 32,4% dei voti, davanti ai liberali del partito riformatore (Mr), al 22,5%.
Il futuro del Paese è a un passaggio cruciale. Lungo la frontiera linguistica fissata nel 1963 tra le Fiandre e la Vallonia si è creato uno spartiacque tra due paesi distinti: è diversa e fonte di continui contrasti la lingua, sono diversi i giornali e le televisioni, diverse le economie, con le ricche Fiandre sempre più insofferenti dei cospicui trasferimenti di denaro alla Vallonia. E sono distinti i sistemi partitici: a nord si votano partiti fiamminghi, a sud valloni.
Così i 7,7 milioni di elettori chiamati oggi a rinnovare Camera (150 deputati) e Senato (71 senatori) sceglieranno tra ben 10 partiti fiamminghi e 11 valloni. Unica eccezione il distretto bilingue di Bruxelles-Halle-Vilvoorde (Bhv), dove gli elettori possono votare a scelta una delle due liste: non a caso l'inquadramento della circoscrizione - che comprende la regione della capitale e la zona circostante - è da tempo al centro delle dispute tra le comunità e ha causato la caduta del precedente governo di Yves Leterme. Con un quadro così complesso non è difficile capire come la formazione di una coalizione di governo sia un rebus, che nel 2007 richiese nove mesi di consultazioni, e come l'instabilità degli esecutivi federali (il prossimo sarà il quarto in tre anni) qui sia un'abitudine.
Lo spettro che si aggira nel paese cuore dell'Europa è il separatismo. Nelle Fiandre (più popolose e a cui dunque spettano più deputati: 88 su 150 nella precedente legislatura) sembrano destinati a imporsi i nazionalisti della Nuova alleanza fiamminga (N-Va), accreditati del 24-25% dei consensi secondo i sondaggi. Il partito nel 2007 era l'alleato di minoranza dei cristiano-democratici di Leterme (Cd&V) che oggi, guidati da una presidente, Marianne Thyssen, sono dati in calo (19%), mentre l'N-Va sembra aver intercettato le richieste di maggiore devolution, soprattutto in materia fiscale, delle Fiandre, a cui l'attuale struttura federale non basta più. Il suo leader, il 39enne Bart De Wever, pur senza rinnegare le ambizioni separatiste, ha cercato di rassicurare l'opinione pubblica e i mercati: se vinciamo - ha detto - nessuna rivoluzione, solo una graduale evoluzione e una più efficiente gestione finanziaria.




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