Provo a raccogliere le più belle, se ne conoscete anche voi...
Pierre Drieu La Rochelle, 1930.
Cara Victoria,
No, non possiamo dimenticare le persone che abbiamo conosciuto e amato, ci restano dentro come ferite, dolorose e feconde.
Un giorno, mi racconterai il tuo viaggio nel paese degli yankee.
Adesso come stai? Devi per forza raccontarmi la tua vita. Il mistero è durato abbastanza. Ti conosco a sufficienza perché i fatti corrispondano all’idea che mi sono fatto di te.
Mi hai sognato. Per me è abbastanza strano, perché sogno poco, o dimentico i sogni.
Di cosa ti occupi adesso, donna operosa e indolente, piena di saggezza mistica e intollerabilmente sana: è bella la pampa quest’anno? Chi vedi? Chi altro è entrato nella tua vita?
Quanto a me, sono in riva all’Atlantico, dall’altra parte. Dal 1° luglio. Ho ancora rielaborato la commedia, riscritto due volte il 3° atto. Adesso va molto meglio. Mi sento turbato a forza di coabitare con i miei personaggi. Credo che si chiamerà L’Eau fraîche. Jouvet la metterà in scena a dicembre e a febbraio la porterà nella sua tournée europea.
La «Revue de Paris» ha appena rifiutato il mio nuovo romanzo Privé de tout per immoralità. Sono infuriato, soprattutto perché questo mi priva suppergiù di 15.000 franchi! La «Revue de Paris», che aveva pubblicato Madame Bovary (con un sacco di tagli)!! In questo breve romanzo, ho analizzato la spoliazione della povera animuccia di un cultore dell’ironia che a forza di spoliazioni successive arriva al suicidio. Peraltro il romanzo non è ancora finito, ancora 3 capitoli, i più difficili.
L’estate è pessima; cielo grigio, basso, plumbeo. Faccio il bagno. Ho mal di fegato, vado avanti e indietro nella gabbia, con mia moglie, gli amici Bernier e Bergery che mi detestano affettuosamente, le loro amanti, un’americana e un’estone. Non faccio l’amore da 3 mesi. Voleva venire anche Lacan, ma non ho voluto. Abbiamo chiacchierato un po’ di volte. Non sa ancora cosa deve fare nella vita, né a quale filosofia ispirarsi.
I miei programmi per l’inverno. Se la commedia ha successo, farò un po’ di quattrini e me ne andrò in Russia o da qualche altra parte. Altrimenti, mi rintanerò in qualche buco del Mediter*raneo a scrivere un nuovo romanzo: Muriel, sai, l’americana in Europa. Ho anche un nuovo progetto di commedia: sull’amicizia. La situazione politica è piuttosto grave. Milioni di disoccupati. Crisi economica, minacce di guerra, inerzia dei governi borghesi. Quando verrai a Parigi? Mi domando come sarà l’esperienza della commedia: le prove, la prova generale? Un’immersione nella sporca, palpitante umanità. Mi piace.
Fai l’amore?
Aspetto, aspetto che le opere nascano. Un lungo poltrire.
La mia attuale castità è sana, naturale.
Victoria, il tuo strano io femminile, i tuoi telegrammi come mani attraverso il mondo. La tua grossa altra [sic] maldestra, la tua faccia di ragazzina imbellettata, superba e desiderosa d’esser posseduta, le tue mani di avvenente banchiera, la tua arroganza, la tua umiltà di donna caduta da cavallo, le tue piccole amiche, i tuoi grandi amici, così ricca, così povera, così piena, così vuota. Ti bacio, mio grande pianeta.
Drieu




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