Dobbiamo avere un sistema televisivo pluralista, in questo modo ci sono trasmissioni, persone di opinioni diverse e grazie al confronto tra opinioni diverse i cittadini hanno un'informazione più vicina alla verità e maggiore razionalità per discutere i problemi della società; così evitiamo il problema di un'offerta televisiva conforme solamente alle idee di pochi grandi proprietari, situazione che porta all'appiattimento culturale.
Lo Stato deve limitarsi a vigilare sulla libera concorrenza, in modo da garantire alle imprese private libero accesso alle frequenze televisive e possibilità di creare imprese private concessionarie di pubblicità televisiva. Lo Stato non deve avere canali televisivi perché sarebbe solo un grande spreco di soldi dei cittadini; il settore privato riesce da solo a garantire il servizio televisivo.
Il sistema di rilevazione degli ascolti televisivi deve includere possibilmente tutti i televisori nel territorio dello Stato, in questo modo abbiamo dati esatti sulle preferenze televisive dei cittadini.
È importante che ogni trasmissione tv segnali l'età minima consigliata per la visione, in modo che i genitori possano sapere cosa è più o meno adatto per i propri figli minorenni.




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