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    Predefinito L'unione europea. Una "banda di briganti" ?

    L'Unione Europea: una "banda di briganti"?

    Quante volte abbiamo sentito dire che la democrazia è il valore supremo e che non esistono princìpi assoluti al di sopra della costituzione e delle leggi dello Stato?

    di Roberto de Mattei
    Quante volte abbiamo sentito dire che la democrazia è il valore supremo e che non esistono princìpi assoluti al di sopra della costituzione e delle leggi dello Stato? Lo si è ripetuto in occasione della morte dell’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, canonizzato come l’uomo politico che sempre affermò il primato del “vangelo” costituzionale.
    Intervistato da Vittorio Messori, Scalfaro difese la firma apposta nel 1978 alla legge abortista dall’allora Capo dello Stato Giovanni Leone, dal Presidente del Consiglio Giulio Andreotti e dai ministri competenti, tutti democristiani, sostenendo che essi «non potevano far altro che firmare» perché, in democrazia, il rispetto della legge era «un atto dovuto» (Inchiesta sul cristianesimo, SEI, Torino 1987, p. 218).
    Questa concezione del diritto, che nel XX secolo ha avuto il suo massimo teorico nel giurista austriaco Hans Kelsen (1881-1973), fonda la validità dell’ordinamento giuridico sulla pura “efficacia giuridica” della norma, ossia sul suo potere di fatto, negando l’esistenza di un ordine metafisico di valori che trascenda la legge positiva voluta dagli uomini.

    Ma Benedetto XVI, nel suo discorso al Parlamento tedesco del 22 settembre 2011, ha criticato esplicitamente il positivismo giuridico di Kelsen, mostrando come proprio da questa impostazione siano discese le aberrazioni del nazionalsocialismo. Prima del potere della legge umana, esiste il vero diritto, che è la legge naturale scritta secondo le parole di san Paolo (Rm. 2, 14) nel cuore e nella coscienza di ogni uomo. «Dove vige il dominio esclusivo della ragione positivista – e ciò è in gran parte il caso nella nostra coscienza pubblica – ha affermato il Papa – le fonti classiche di conoscenza dell’ethos e del diritto sono messe fuori gioco. Questa è una situazione drammatica che interessa tutti e su cui è necessaria una discussione pubblica».

    Benedetto XVI ha quindi ricordato una frase di sant’Agostino: «Togli il diritto e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?». Ciò avviene, ed è tragicamente avvenuto nel XX secolo, quando si separa, e poi si contrappone, il potere della norma alla legge naturale e divina. In questo caso lo Stato diviene lo strumento per la distruzione del diritto.

    Per l’Unione Europea, come per le principali istituzioni internazionali, la fonte suprema del diritto è la norma prodotta dal legislatore. Nel corso degli ultimi decenni, in base a questo principio, i legislatori vanno sostituendo “nuovi diritti” soggettivi, dall’aborto al “matrimonio” omosessuale, ai tradizionali diritti dell’uomo, radicati su di una legge naturale oggettiva e immutabile.

    Ma cosa accade quando un popolo sovrano, attraverso i suoi legislatori, produce una norma difforme non dalla legge naturale, ma dalla volontà di altri produttori di norma? Il caso si è posto quando, il 1° gennaio 2012, è entrata in vigore la nuova costituzione ungherese, approvata con la maggioranza dei due terzi dall’Assemblea Nazionale il 18 aprile 2011 e firmata il 25 dello stesso mese dal Presidente della Repubblica Pal Schmitt. Coerenza vorrebbe che l’Unione Europea si inchinasse con reverenza di fronte alla produzione normativa voluta dalla stragrande maggioranza del popolo ungherese. È accaduto invece che l’UE ha annunciato l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti di Budapest per la svolta autoritaria che il governo di Viktor Orban avrebbe imposto con l’entrata in vigore della nuova Costituzione. «Non vogliamo – ha affermato il presidente della Commissione Europea José Manuel Durao Barroso – che l’ombra del dubbio infici il rispetto dei valori e principi democratici in nessun Paese Ue».

    Ufficialmente i punti incriminati del nuovo testo ungherese sono tre: i limiti posti all’autonomia della Banca centrale, la riduzione dell’età pensionabile dei giudici e le restrizioni all’indipendenza dell’Autorità per la privacy. In realtà altre sono le vere accuse. Intervistato il 14 gennaio da Radio Vaticana, mons. János Székely, vescovo ausiliare di Esztergom-Budapest, ha dichiarato che gli attacchi di Bruxelles e di gran parte dell’opinione pubblica europea sono dovuti alla difesa della vita, del matrimonio e della famiglia affermati dalla nuova legge fondamentale del Paese.

    La nuova Costituzione considera infatti la famiglia come «la base della sopravvivenza della nazione», affermando che «l’Ungheria proteggerà l’istituzione del matrimonio inteso come l’unione coniugale di un uomo e di una donna», e proclama che «la vita del feto sarà protetta dal momento del concepimento» . Una disposizione quest’ultima che, pur non andando a incidere direttamente sulla normativa sull’aborto, apre la possibilità di restringere la disciplina in materia, ricorrendo a un giudizio di costituzionalità. Inoltre la costituzione si apre nel nome di Dio e lo stemma nazionale è centrato sulla Santa Corona e su Santo Stefano, simboli storici dell'eredità dell’Ungheria cristiana.

    I mezzi utilizzati per colpire l’Ungheria sono di vario genere. In primo luogo lo strangolamento economico, esercitato attraverso i diktat della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale e la pressione delle agenzie di rating. In Ungheria il debito pubblico è rimasto al livello del 75% del PIL e il tasso di disoccupazione non supera l’11%. Ma la BCE e il FMI rifiutano i prestiti e le agenzie Fitch, Standard & Poor’s e Moody’s Investors Service hanno declassato i titoli di Stato ungheresi dallo status “investment grade” a quello “junk”, ovvero di spazzatura.

    In conseguenza, nel mese di gennaio, lo spread rispetto al Bund tedesco è arrivato a 850 punti, il fiorino ungherese è crollato, i tentativi del governo di immettere sul mercato europeo nuovi titoli di Stato sono falliti.

    Al ricatto economico si aggiungono le minacce giuridiche. Il Parlamento europeo, attualmente presieduto dal socialista Martin Schulz, famoso per le sue intemperanze, è deciso a chiedere alla Commissione di impugnare davanti alla Corte europea la Costituzione e le leggi del governo Orbán, considerate in contrasto con i Trattati europei, fino ad attivare la procedura prevista dall’articolo 7 del Trattato di Lisbona che toglie il diritto di voto ai governi che non rispettano i principi fondamentali dell’UE. Il tutto accompagnato da una violenta campagna di stampa denigratoria sul piano internazionale e da manifestazioni di protesta, promosse dai partiti di sinistra e appoggiate dalle ONG transnazionali e dall’ Istituto Eötvös, dello speculatore finanziario di origine ungherese George Soros.

    Per parafrasare sant’Agostino e Benedetto XVI: una volta rimossa la legge naturale, che cosa distingue l’Unione Europea da una grossa banda di briganti?

    (RC n. 72 - Febb/Marzo 2012)

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  2. #2
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    Predefinito L'unione europea. Una "banda di briganti" ?

    Uno dei grandi errori del comunismo , oltre a quelli propri- da definire crimini- di dittatura sanguinaria, e' stato quello di congelare, bloccare l'evoluzione in senso liberale e democratico di parecchie nazioni , talche' queste, liberate dal pesante giogo comunista come doveroso , si riscoprono pregne di un certo nazionalismo deteriore di marca otto/novecentesca con venature pseudoreligiose . E' un po' come nel film risvegli di Oliver Sacks.


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    Ultima modifica di Anthos; 13-04-15 alle 15:03

  3. #3
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    Predefinito Re: L'unione europea. Una "banda di briganti" ?

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    Uno dei grandi errori del comunismo , oltre a quelli propri- da definire crimini- di dittatura sanguinaria, e' stato quello di congelare, bloccare l'evoluzione in senso liberale e democratico di parecchie nazioni , talche' queste, liberate dal pesante giogo comunista come doveroso , si riscoprono pregne di un certo nazionalismo deteriore di marca otto/novecentesca con venature pseudoreligiose . E' un po' come nel film risvegli di Oliver Sacks.


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    invece "l'evoluzione in senso liberale e democratico" è quella che porta ai corsi obbligatori di genderismo nelle scuole?
    Aldilà degli errori impliciti al concetto stesso di liberalismo (ove alla fine l'assenza di regolamentazione porta ad una specie di legge della giungla dettata da chi ha un potere od un peso politico eplicito ed occulto che sia e poterne abusare richiamando l'attenzione a fantomatiche "mani invisibili") , l'antiumanità spacciata per legittimità in funzione dell'inter parlamentare di una norma, cozza assai col concetto di Giusto (che come è tale non è contingente )
    Preferisco di no.

  4. #4
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    Predefinito L'unione europea. Una "banda di briganti" ?

    Il liberalismo e' quello che rigetta battesimi forzati e conversioni forzate, ad esempio. E' quello che non mette in galera oppositori e dissidenti , ad esempio. E' quello che non chiude organi di stampa perche' ritenuti ostili e non patriottici , ad esempio.


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    Ultima modifica di Anthos; 13-04-15 alle 16:55

  5. #5
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    Predefinito Re: L'unione europea. Una "banda di briganti" ?

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    Il liberalismo e' quello che rigetta battesimi forzati e conversioni forzate, ad esempio. E' quello che non mette in galera oppositori e dissidenti , ad esempio. E' quello che non chiude organi di stampa perche' ritenuti ostili e non patriottici , ad esempio.


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    Battesimi forzati , sono sempre stati rigettati dalla Chiesa come una forma di abominio.
    Perciò stiamo parlando di aria fritta.
    Insomma, tanto per cambiare il "bene comune" è sempre il dualismo o quel cattivaccio di Putin o le Pussy Riot?

    Possibile che non esista altro?

    Dall'articolo riprendo questo breve estratto:
    La nuova Costituzione considera infatti la famiglia come «la base della sopravvivenza della nazione», affermando che «l’Ungheria proteggerà l’istituzione del matrimonio inteso come l’unione coniugale di un uomo e di una donna», e proclama che «la vita del feto sarà protetta dal momento del concepimento
    Cosa c'è di errato?
    Preferisco di no.

  6. #6
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    Predefinito Re: L'unione europea. Una "banda di briganti" ?

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    Il liberalismo e' quello che rigetta battesimi forzati e conversioni forzate
    Non si vede perchè in una nazione caratterizzata da una lingua, una cultura e una religione non si debba preservare tale integrità.
    Questi metodi furono usati sotto alcune monarchie per evitare le espulsioni che erano assolutamente legittime

    Chi vuole risiedere in un Paese deve adattarsi alle regole o se ne sta a casa sua.

    Ma ormai nella marmellata sociale attuale non si può più capire l'importanza
    che aveva mantenere l'armonia sociale
    Ultima modifica di emv; 13-04-15 alle 17:12
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA LIBERA SENZA CONTROLLO.
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  7. #7
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    Predefinito Re: L'unione europea. Una "banda di briganti" ?

    ' sempre rigettati' dici ? Uhm...sempre non direi , e' vero che furono praticati in un certo periodo. E un po' di ' giusitificazioni' a tale pratica te la porta emv.


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  8. #8
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    Predefinito Re: L'unione europea. Una "banda di briganti" ?

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    ' sempre rigettati' dici ? Uhm...sempre non direi , e' vero che furono praticati in un certo periodo. E un po' di ' giusitificazioni' a tale pratica te la porta emv.


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    Parlando di S.Tommaso d'Aquino, parliamo dell'autorità filosofica massima della Chiesa.
    La sua opposizione al battesimo mediante costrizione è notoria:
    https://books.google.it/books?id=QX3...ntibus&f=false

    I singoli casi, le eccezioni o le tematiche un po' controverse (tipo l'orfano battezzato che poi si scopre essere stato abbandonato da ebrei) meritano trattazione a parte

    Il caso tratteggiato da emv esula parecchio dalla tematica dei battesimi forzati. Che l'autorità abbia viceversa missione primaria di conservare le proprie radici (non le radici dell'autorità stessa ma quelle del popolo cui è affidata la potestà) è un fatto pacifico.
    Perché sennò, oltre alla domanda su cosa davvero legittimi l'autorità , viene la domanda "ma allora qual è il suo scopo ultimo?"

    Risibili sono le prese di posizione "se non c'abbiamo le femen in parlamento o i matrimoni tra zooerasti si ritorna al più oscuro medioevo da romanzo gotico*" lasciano il tempo che trovano, che si presuppone che si debba perseguire il bene e non il male minore o relativo. Viceversa tali giustificazioni (non da te, dico in linea generale) rendono bene edotti sul perché vi sia una costante demonizzazione del passato che fa proprio a pugni con la storia stessa.














    *che non c'entra nulla con quello reale
    Preferisco di no.

  9. #9
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    Predefinito Re: L'unione europea. Una "banda di briganti" ?

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    ' sempre rigettati' dici ? Uhm...sempre non direi , e' vero che furono praticati in un certo periodo. E un po' di ' giusitificazioni' a tale pratica te la porta emv.


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    Sappiamo bene che nel soggettivismo ormai imperante è politicamente scorretto ricordare che la società è un integrazione equilibrata di massa e individuo.
    Non deve prevalere la massa (totalitarismi) non deve prevalere il singolo (liberalismo). Se nel XX secolo ha prevalso il primo, oggi prevale quest'ultimo.
    Il liberalismo punta a far sopravvivere l'uomo e non a farlo vivere degnamente e in maniera sana, riduce la società a un giungla con la perdita
    costante del diritto vero compensandolo con i falsi diritti concessi a quattro gatti per nascondere il vero diritto che si sta perdendo.

    Ma la Chiesa ispirata da Dio, non dimentichiamocelo mai, ha cercato sempre il giusto equilibrio, al di là di di errori dei singoli nell'insieme
    bisogna sempre capire perchè la Chiesa ha permesso o agito direttamente in un certo modo.
    E' assolutamente giusto che si cercasse generazione dopo generazione di portare tutti a un'unica fede.

    Una coppia può andare d'accordo se uno ha una fede e l'altro un'altra? In un condominio si va più d'accordo se tutti hanno la stessa
    fede e la stessa identità di origine o si va più d'accordo se sono mischiate tutte le etnie e le religioni del mondo?
    Un conto è dire come bisogna comportarsi davanti a un dato di fatto, un'altro è stabilire una politica giusta con un orientamento sano.

    Se una comunità sta tanto male ovunque va allora c'è da chiedersi perchè se se si sente così orgogliosa delle proprie tradizioni da rigettare le conversioni,
    e questo di per sè sarebbe anche onorevole dal punto di vista strettamente umano, perchè non si riunisce tutta in un unico posto magari nella propria terra in cui per 7 secoli, fino all'avvvento dell'Islam, non c'è stata una vera realtà politica forte. Gli ebrei in duemila anni sembra che siano stati incapaci di fare qualsiasi cosa in autonomia, solo oppressioni, eppure gli zingari sono nomadi e spesso sono stati perseguitati e oggetto di pregiudizi ma loro non hanno creato imperi finanziari nel frattempo.
    Ultima modifica di emv; 18-04-15 alle 17:00
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  10. #10
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    Predefinito Re: L'unione europea. Una "banda di briganti" ?

    Oggi ho letto di tredici battezzati nel Nepal , gia' induisti e convertiti al cattolicesimo ma battezzati dopo un periodo di ' apprendimento ' . Cosa che mi suona singolare. Perche' un periodo di attesa prima del battesimo se qui si battezzano i neonati ?


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