

"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)




Ma poi, aldilà delle cialtronate di Renzi, siamo davvero all'avanguardia nell'agroalimentare?
Cioè il mondo futuro avrà bisogno di un'alimentazione di massa, non del prodotto DOCGBT prodotto dall'agribioturismo equo&solidale della cooperativa degli sbandati cronici di Rebibbia.
Paradossalmente abbiamo abbandonato viceversa un settore chimico che all'alimentazione dava parecchio, ovvero quello della chimica di sintesi che fino agli anni '80 era uno in cui l'Italia era all'avanguardia mondiale.
Preferisco di no.




Comunque non è che sia un male essere all'avanguardia nell'agroalimentare, nella moda e nel mobilificio. Moltissime aziende italiane di mobilificio lavorano con ikea per la produzione di mobili ad esempio. Per non parlare della moda, sia quelal di consumo che l'alta moda quanto è valutata all'estero, sia nei negozi pronto moda che le boutique dove la signorotta di berlino spenderà un patrimonio.
ཨོཾ་མ་ཎི་པ་དྨེ་ཧཱུྃ
Liberale
No al socialismo, no al fascismo.









