Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: 9 maggio 1945

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jul 2012
    Messaggi
    16,123
     Likes dati
    11,791
     Like avuti
    6,197
    Mentioned
    125 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito 9 maggio 1945

    9 maggio 1945

    maggio 8, 2015 Lascia un commento

    Jacques Sapir Russeurope 4 maggio 2015Le commemorazioni per il 70° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, l’8 e il 9 maggio, hanno un assai forte simbolismo. C’invitano a guardare la nostra storia, ma anche quello che facciamo. La prima guerra mondiale, le cui celebrazioni del centenario continueranno fino al 2018, ha segnato la fine del XIX secolo. Conteneva, così come le altre guerre di inizio secolo, elementi che troveremo nella seconda guerra mondiale. Così i “campi di concentramento” ideati da Kitchener nel corso del secondo conflitto anglo-boero [1] o il genocidio armeno compiuto dalle autorità ottomane nel 1915. Ciò vale anche per le forme di guerra; la “guerra di trincea” fu concepita durante l’assedio di Port Arthur nella guerra russo-giapponese del 1904-1905. Quindi dobbiamo riconoscere che la prima guerra mondiale ha significato gettare l’Europa, e il mondo, nel nuovo universo della violenza industrializzato, con una sempre più offuscata distinzione tra civili e militari. Ma sulla seconda guerra mondiale si è fondata in larga misura la nostra immaginazione e i nostri referenti politici. Non fu, non più, la “continuazione della politica con altri mezzi” secondo Clausewitz. La seconda guerra mondiale fu il primo conflitto in cui l’ideologia sostituì il calcolo razionale.Causalità
    Non è più di moda, nell’istruzione, di sollevare la questione delle cause del conflitto. Si preferisce compiacersi di una vittimizzazione generale. Non che dal punto di vista del “soldato semplice” o del civile sia importante. Ma non va dimenticata la questione della responsabilità del conflitto. E per capire il problema della responsabilità è necessario sapere le cause, ma anche il corso del conflitto. In questo senso, i nuovi programmi di storia liceali sono in gran parte carenti. Non possiamo affrontare la seconda guerra mondiale senza affrontare il Patto di Monaco, in particolare il fatto che gli anglo-francesi si separarono dai russi per trattare con Hitler [2]. Si può discutere a lungo se Francia e Gran Bretagna avessero bisogno di quest’accordo. Ora sappiamo del totale bluff di Hitler, che l’aviazione non era pronta, anche se allineava mezzi più moderni di inglesi e francesi. Le manovre dal settembre 1938 si tradurranno anche in un incredibile tasso di incidenti. Non va sottovalutato l’aiuto che l’Unione Sovietica era pronta a fornire, in particolare inviando aerei moderni (I-16) alla Francia. Infine, l’esercito cecoslovacco era tutt’altro che trascurabile. Qui dobbiamo sottolineare che i carri armati cechi formarono due divisioni corazzate tedesche nel maggio 1940. Ma l’importanza di questi accordi fu che convinsero Stalin, la cui paranoia era già attiva di suo, che francesi e inglesi non volevano la guerra contro Hitler. In Gran Bretagna, solo Winston Churchill ebbe parole forti e profetiche sull’imminente guerra [3]. Tale idea fu rafforzata dall’accordo tra Germania e Polonia (che approfittò del patto di Monaco per prendersi un pezzo di territorio cecoslovacco) portando allo smembramento del resto della Cecoslovacchia nel marzo 1939. Va qui evidenziata la stupidità (e cecità) del governo polacco. Si alleò con la Germania essendone la prossima vittima. Ciò illumina il patto tedesco-sovietico dell’agosto 1939, in parte giustificato. Comprendendo che inglesi e francesi non erano affidabili, Stalin cercò di mettere l’URSS fuori pericolo. Da un’altra parte, invece, illumina le tendenze imperialiste di Stalin, negoziando segretamente con Hitler l’annessione degli Stati baltici e parte della Polonia. Tuttavia, dedurne l'”alleanza” tra Hitler e Stalin è azzardato. Le truppe sovietiche entrarono in Polonia il 17 settembre 1939 con l’ordine che se le truppe tedesche non rispettevano la loro “zona di occupazione”, di “cacciarle”.Stalin affronta Hitler
    In realtà Stalin sapeva che la guerra con la Germania nazista era inevitabile. Sperava solo di ritardarla il più a lungo possibile. L’interruzione del programma navale del 3° piano quinquennale nel settembre 1940, e il trasferimento dell’acciaio per la costruzione di ulteriori carri armati, è la prova che Stalin sapeva dell’inevitabile confronto. Ma fece l’errore di considerare Hitler una persona razionale. Convinto che la Germania non avrebbe attaccato l’URSS mentre era in guerra con la Gran Bretagna, Stalin e la leadership sovietica si fecero sorprendere dalla decisione di Hitler di attaccare nel giugno 1941. Nel gennaio 1941 si svolsero due “giochi di guerra” (Kriegspiel) al Cremlino, il primo il 2-6 gennaio e il secondo il 7-14 gennaio [4]. Il primo era difensivo, in cui le forze sovietiche era affidate al Maresciallo Pavlov e le forze tedesche (o “blu” nella terminologia sovietica) al Generale GK Zhukov. Questi circondò le forze sovietiche ad est ed avanzò rapidamente. Le carte del primo ‘gioco’ sono interessanti perché sembrano molto vicine alle azioni attuate in realtà dalle forze tedesche. Va notato che se Stalin credeva effettivamente alla parola di Hitler, non si vedeva la necessità di questo “gioco”, tenuto su suo ordine e presenza al Cremlino. Il secondo “gioco” fu testare un’offensiva contro i nemici e vide un ultimo scambio di campo. Zhukov, a capo delle forze sovietiche ora non solo fermava l’avanzata tedesca, ma ha eseguì una contro-offensiva che doveva portarlo fino alle porte di Romania e Ungheria. Un terzo “gioco”, ancora a noi sconosciuto, fu sempre tenuto al Cremlino ai primi di febbraio 1941. Questo nuovo “gioco” testò un’offensiva tedesca lanciata da Bobrujsk a Smolensk e l’importante ponte “terrestre” tra Dvina e Dnepr, che controllava l’accesso a Mosca. Ciò implica che Stalin avesse previsto una profonda penetrazione delle armate tedesche nel territorio dell’Unione Sovietica. In questo “gioco”, Zhukov applicò una difesa a scaglioni esaurendo prima la forza delle divisioni corazzate tedesche, per poi passare a una contro-offensiva su entrambe le ali. Ciò corrispose allo scenario applicato a Kursk nel luglio 1943. Questo “gioco” dimostrò la superiorità della battaglia di arresto seguita dalla contro-offensiva a un attacco preventivo. Ciò dimostra che a quella data non si può più dubitare della serietà con cui fu prevista la possibilità di un attacco tedesco. Ma Stalin era ancora convinto che la guerra non sarebbe esplosa prima del 1942 o 1943, sbagliando. E nel clima di terrore e di sospetto che regnava al Cremlino, bastò screditare le informazioni provenienti tra marzo e aprile 1941 sui preparativi tedeschi. Aggiungiamo che l’Armata Rossa era nel pieno di ciò che lo storico militare statunitense David Glantz chiama “crisi istituzionale” [5], con la perdita delle trasmissioni delle avanguardie. Fu infatti uno dei motivi principali della confusione che regnò nei primi giorni dell’attacco a Mosca. Aggiungiamo che Stalin accettò le richieste di Zhukov di aprile e maggio 1941 [6], con l’eccezione di porre in allarme i distretti di frontiera, giudicato come possibile “provocazione” per i tedeschi. La frase con cui Vasilevskij svegliò Zhukov la mattina del 22 giugno, “hanno iniziato”, [7] dimostra che i leader dell’esercito sapevano cosa aspettarsi.Le tre guerre di Hitler
    Dovremmo anche ricordare che nel conflitto, e mettendo da parte gli scontri in Cina e nel Pacifico, vi furono tre guerre sovrapposte. Questa sovrapposizione connaturerà il conflitto. La prima guerra fu per il dominio europeo. Quando Hitler attaccò la Polonia per poi volgere contro Gran Bretagna e Francia, non fece che riprendere i sogni di Guglielmo II e Germania imperiale. Ma preparando questa guerra, contenuta nelle atrocità ancora limitate dell’esercito tedesco impegnato in Polonia, ma anche nel nord della Francia dove soldati inglesi e fanteria coloniale francese furono sommariamente giustiziati, si trovava la seconda guerra dei nazisti. Così dobbiamo ricordare che violenza e crimini dell’esercito tedesco furono opera delle truppe naziste e che cominciarono molto presto nel conflitto. Questa seconda guerra si svolse interamente nell’attacco all’Unione Sovietica nel 1941. Fu una guerra per ridurre in schiavitù le popolazioni slave, in particolare ma non esclusivamente, la popolazione russa. La Francia commemora con orrore e dolore il ricordo della strage, nel giugno 1944, della Das Reich a Oradour-sur-Glane; ma si contarono centinaia di villaggi martiri per mano dell’esercito tedesco, non necessariamente unità delle SS, in Bielorussia, Russia e Ucraina orientale. La ferocia della soldataglia tedesca contro il popolo, ma anche della popolazione tedesca verso lavoratori, uomini e donne rapiti e schiavizzati nel territorio del Reich, non ebbe limiti. La violenza di questa guerra suscitò l’odio implacabile che si abbatté sul popolo tedesco nella primavera 1945. La terza guerra iniziò allo stesso tempo, ma assunse un significato particolare quando la prospettiva di una vittoria della Germania collassava, la guerra di sterminio contro la popolazione ebraica. La questione di ciò che è noto come “Olocausto da proiettili” dimostra che l’esercito tedesco collaborò con rare eccezioni a questi massacri. Ma l'”Olocausto da proiettili” evidenzia anche la partecipazione degli ausiliari, soprattutto ucraini, che uccisero in quelle stragi 1,3 milioni di persone. Tuttavia, fu risultato della sconfitta davanti Mosca che la terza guerra si radicalizzò con la volontà confessa del regime nazista di sterminare tutti gli ebrei dei territori che controllava. Tale guerra avrà una svolta ossessiva come dimostra l’assegnazione di mezzi di trasporto, di cui l’esercito tedesco aveva un disperato bisogno, per il programma di sterminio. Nell’estate del 1944, quando l’esercito tedesco si ritirava sotto i colpi delle offensive dell’Armata Rossa, nell’operazione Bagration o di Iasi-Chisinau, il regime nazista requisì centinaia di treni, consumò centinaia tonnellate di combustibile per condurre a morte oltre 400000 ebrei ungheresi. Qui, la guerra di sterminio e il suo simbolo, le camere a gas, sono tutt’altro che un dettaglio.Una guerra ideologica
    In realtà, la terza guerra diventò la guerra “reale” di Hitler e i suoi scagnozzi, la sola in cui potevano sperare una vittoria. Servì anche a saldare al regime nazista la popolazione tedesca e gli alleati del momento che poté trovare, con l’orrore dei crimini commessi. Se la guerra contro gli slavi rese improbabile una pace di compromesso in Oriente, la guerra di sterminio, il cui avvio era noto ai sovietici all’inizio del 1942 e a inglesi e statunitensi a metà 1942, ebbe l’effetto di indurire fino all’inimmaginabile il conflitto in occidente. A causa di queste due guerre, la Germania nazista non poté che vincere o morire, e fin dall’inizio del 1943, Hitler si convinse di non poter prevalere militarmente. Non gli rimase che organizzare, con vari pretesti, il gigantesco rogo che fu la battaglia di Berlino. Nessuna azione militare dopo Kursk ebbe un senso militare. Si può anche mettere in dubbio la realtà della fede nazista nelle “armi segrete” che costituirono certamente un nucleo duro della propaganda, ma la cui efficienza militare si rivelò in realtà molto bassa. La realtà è che, dopo aver commesso l’irreparabile, il regime nazista tagliò i ponti con il mondo della ragione e logica clausewitziana della guerra. Quest’ultima non ha alcun senso al di fuori del darwinismo sociale consustanziale all’ideologia nazista. La guerra di sottomissione e soprattutto la guerra di sterminio trasformarono la natura della seconda guerra mondiale. Questa non è che la ripetizione, più violenta, della guerra imperialista del 1914. Quando le truppe sovietiche liberarono Majdanek [8] alla fine del luglio 1944, il mondo inorridito ebbe le prove del piano mortale della Germania nazista. Dobbiamo ricordare che ci vorranno diversi mesi prima che stampa inglese e statunitense riprendessero sostanzialmente tali informazioni. In realtà, non avvenne fino quando le truppe inglesi e statunitensi non liberarono dei campi di concentramento a loro volta. Ma tutti i campi di sterminio furono liberati dalle truppe sovietiche. Il Tribunale di Norimberga prese atto della specificità della Seconda Guerra Mondiale. Nel creare il concetto di “crimini contro l’umanità” e dichiarandone la natura inalienabile, volle dare un significato alla differenza fondamentale tra la prima e la seconda guerra mondiale. Ma la guerra fredda impedì che questa logica fosse pienamente riconosciuta.Commemorazione e politica
    La commemorazione della vittoria sul nazismo non è quella di una vittoria di un Paese (o gruppo di Paesi) su un altro, perché la seconda guerra mondiale non è una guerra come le altre. La dimensione della vittoria qui è molto diversa. Le guerre di asservimento e sterminio hanno dato a questa vittoria una portata universale, quella della liberazione. Questo è ciò che cerca di negare il potere di Kiev con il disegno di legge 2538-1 mettendo sullo stesso carnefici e vittime, scatenando le proteste degli storici in tutto il mondo [9]. Questa vittoria, data la sua importanza non può e non deve essere sfruttata a fini politici. L’Unione Sovietica sopportò il fardello più pesante, e dovette affrontare fino al novembre 1943 quasi il 70% delle truppe di Hitler. Sarebbe normale e giusto, al di là dei conflitti che possono sorgere tra i leader francesi e russi, che il presidente francese, o almeno il suo primo ministro, si recassero a Mosca il 9 maggio. E’ in gioco l’onore e la credibilità della Repubblica.Note:
    [1] Farwell, Byron (1976). The Great Anglo-Boer War New York: Harper & Row.
    [2] Michel Winock, Nora Benkorich, La Trahison de Munich: Emmanuel Mounier et la grande débâcle des intellectuels, edizioni CNRS, 2008.
    [3] “Hanno dovuto scegliere tra guerra e disonore. Scelgono il disonore e Avranno la guerra“, Hyde, A. Harlow (1988), Scraps of paper: the disarmament treaties between the world wars, pagina 307. Media Publishing & Marketing,
    [4] B. Fulgate e L. Dvoretsky, Thunder on the Dnepr, Presidio Press, 1997, 2001.
    [5] D. Glantz, Before Stalingrad: Barbarossa, Hitler’s Invasion of Russia 1941, Tempus 2003.
    [6] In particolare il richiamo di 800000 riservisti e il trasferimento di quattro armate dai distretti militari interni ai confini occidentali. Vedi Generale SP Ivanov, Nachalnyj Period Vojnij [Il periodo iniziale della guerra] (ed.) – Mosca, Voenizdat 1974, capitolo 8
    [7] In russo “Eto Nachalo“.
    [8] Jozef Karszalek, Majdanek, storia e realtà del campo di sterminio, Rowohlt, Hamburg 1982
    [9] KrytykaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jul 2012
    Messaggi
    16,123
     Likes dati
    11,791
     Like avuti
    6,197
    Mentioned
    125 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: 9 maggio 1945

    9 Maggio: Vittoria russa, sconfitta della NATO

    maggio 8, 2015 Lascia un commento

    Christopher Black New Eastern Outlook 07/05/2015Il 2 febbraio 1943, la 6.ta armata tedesca, sotto il comando del maresciallo Paulus, ed elementi della 4° armata panzer, si arresero all’Armata Rossa a Stalingrado. Questa splendida vittoria è considerata il punto di svolta della guerra in Europa, annunciando la sconfitta della Germania fascista. Quella sconfitta avvenne il 2 maggio1945, quando le forze tedesche a Berlino, capitale del Terzo Reich,si arresero alle forze dell’Armata Rossa che avevano preso la città. Il 9 maggio l’atto ufficiale di resa delle forze governative e militari tedesche si svolse a Berlino, quando i tedeschi si arresero al comandante sovietico Maresciallo Zhukov, e testimoniata dai rappresentanti delle forze inglesi, francesi e statunitensi. Fu la fine della guerra in Europa. La resa di elementi delle armate tedesche in Italia e Austria il 2 maggio e nel nord Europa il 7 maggio, in un primo momento sostenuta dagli alleati occidentali quale resa ufficiale della Germania, non fu riconosciuta dal governo sovietico, dato che violava l’accordo del comitato consultivo europeo delle tre grandi potenze, perfezionato nel marzo 1944. Tale accordo richiedeva che la resa fosse unica del governo tedesco, e non di elementi dell’esercito in posizioni impossibili, e doveva avvenire presso la sede del governo da cui l’aggressione tedesca era stata lanciata, Berlino. Gli alleati occidentali non avevano altra scelta che accettare e considerare la cerimonia del 9 maggio come atto ufficiale di resa del governo tedesco. Ma era chiaro già allora che gli alleati occidentali cercavano di organizzare una pace separata con i tedeschi, mentre i sovietici stavano ancora combattendo, e fu molto chiaro che statunitensi ed inglesi volevano rubare la scena ai russi. Ora 70 anni dopo, la macchina della propaganda occidentale afferma ancora una volta che la data precedente fu la fine della guerra in Europa. E’ bene ricordare l’importanza di tale tentativo di statunitensi ed inglesi di concludere una pace separata con i nazisti, mentre le forze sovietiche erano ancora impegnate nella feroce battaglia di Berlino, un tradimento della solidarietà promessa tra le nazioni che combattevano contro l’aggressione fascista e a cui le forze sovietiche a Stalingrado diedero il colpo fatale. Durante una chiacchierata davanti al focolare alla radio statunitense il 28 luglio 1943, il presidente Roosevelt disse, “Il mondo non ha mai visto maggiore devozione, determinazione e spirito di sacrificio di quelli mostrati dal popolo russo… sotto la guida del Maresciallo Stalin. Come nazione che salva se stessa, contribuisce a salvare tutto il mondo dalla minaccia nazista, questo nostro Paese dovrà essere sempre felice di esserne buon vicino e amico sincero nel mondo futuro“. Belle parole, e vero, ma dove è il buon vicino, adesso?
    Invece della solidarietà internazionale tra i vincitori e il riconoscimento del sacrificio del popolo sovietico che Roosevelt elogiava, i Paesi della NATO ora si rifiutano di partecipare alla Parata della Vittoria di Mosca commemorando la sconfitta della Germania nazista. Ma perché insultano la nazione che ha sofferto e si è sacrificata di più, combattuto più duramente e ottenuto le maggiori vittorie contro i fascisti? Davvero per l’Ucraina? La risposta è che semplicemente vedono la sconfitta della Germania fascista non come una vittoria sul fascismo, ma come fallimento del tentativo occidentale di schiacciare la Russia. Dobbiamo anche ricordare che la NATO include lo Stato tedesco occupato le cui forze attaccarono l’Unione Sovietica il 22 giugno 1941, uno Stato che non ha ancora sovranità ed è ancora occupato da forze statunitensi, due decenni dopo che le forze russe se ne sono andate, e la cui leader, che si scopre permettere all’intelligence statunitense di spiare le imprese tedesche per vantaggi economici, è evidentemente in mano al governo statunitense. C’è anche la Gran Bretagna, il cui leader di allora, Winston Churchill, facendo eco alle dichiarazioni del generale statunitense Patton, propose di attaccare le forze sovietiche in Europa nel luglio 1945, con forze combinate anglo-statunitensi-canadesi e i resti dell’esercito tedesco. Il piano comprendeva anche l’uso di armi nucleari. Fu chiamata Operazione Impensabile, ma era chiaramente molto pensabile riprendendo laddove i nazisti avevano fallito nel soggiogare l’URSS, e fu accantonato solo quando le analisi dimostrarono che le forze sovietiche erano troppo forti. E’ chiaro che i bombardamenti di Dresda e Tokyo e gli attacchi nucleari sul Giappone, in cui centinaia di migliaia di civili furono inceneriti da statunitensi e inglesi, erano una dimostrazione di potenza rivolta all’Unione Sovietica, un tentativo di intimidire e sottomettere il presunto alleato ancor prima della fine della guerra con la Germania. La minaccia di guerra mondiale continua contro la Russia avvenne con gli attacchi su città indifese. Ma con l’Operazione Impensabile sospesa e la formazione del Patto di Varsavia come difesa contro la minaccia della NATO, la guerra contro l’URSS continuò con altri mezzi e venne chiamata Guerra Fredda, un eufemismo politico dato che le forze sovietiche combatterono direttamente gli alleati della NATO in Corea e in Vietnam e indirettamente in molti Paesi che cercavano di liberarsi dal colonialismo occidentale in Asia, Africa e Afghanistan. Dobbiamo anche ricordare che nel 1939, quando Hitler attaccò la Polonia, Gran Bretagna e Francia rinnegarono la promessa di difenderla in caso di attacco da parte della Germania, perché volevano che le forze tedesche arrivassero ai confini dell’Unione Sovietica per facilitare alla Germania l’invasione dell’URSS di solo due anni dopo. La cosiddetta guerra finta, dopo la caduta della Polonia fino all’attacco tedesco alla Francia nel maggio 1940, diede tempo cruciale alla Germania per promuovere i suoi piani per attaccare l’URSS.
    La ragione della NATO, formatasi subito dopo la sconfitta della Germania, era la guerra all’URSS e, dopo la sua caduta e l’indebolimento del potere russo, la NATO ha costantemente avanzato le posizione di attacco con una serie di guerre dalla Jugoslavia a Georgia e Ucraina, dalla Cecenia a Iraq, Siria, Libia e Afghanistan, tutte volte ad eliminare gli alleati dei russi e mettere le forze della NATO ai fianchi meridionali e occidentali del territorio russo. In un documento noto come Carta Atlantica, redatta su una nave da guerra al largo di Terranova anmetà 1941, statunitensi e inglesi promisero che obiettivo della guerra mondiale non era ingrandire i propri territori, ma garantire ai popoli auto-governo, libero scambio, cooperazione globale per garantire migliori condizioni economiche e sociali per tutti, libertà dalla paura e dalla guerra, libertà dei mari, abbandono dell’uso della forza come strumento di politica e disarmo. L’Unione Sovietica aderì a questi principi il 1° gennaio 1942 con la Dichiarazione delle Nazioni Unite. Ma a parte l’inesorabile imposizione dei trattati di “libero scambio” ai lavoratori di tutto il mondo, in realtà libertà di sfruttare i lavoratori in tutto il mondo per il profitto di poche compagnie, i firmatari occidentali violarono ogni clausola della Carta Atlantica. Al mondo fu assicurato che ci sarebbe stata la pace, ma non fecero altro che 70 anni di guerra. Avevano promesso la libertà dal bisogno, ma hanno inesorabilmente cercato di distruggere ogni governo che tutelasse i diritti dei lavoratori, e la povertà è aumentata drammaticamente in ogni Paese occidentale dopo la caduta dell’Unione Sovietica. Le nazioni cui fu promessa la liberazione alla fine della guerra mondiale, dovettero combattere le stesse potenze per ottenere giustizia. Alcune, come Cina, Vietnam, Cuba e Corea democratica ci riuscirono dopo lunghe e aspre lotte, mentre molte altre furono schiacciate o sovvertite. In Ucraina ora vediamo esercito nazionale e formazioni fasciste, nuove SS, sparare e bombardare concittadini che protestano cono l’illegittimità del governo e l’agenda statunitense per usarla come base per attaccare la Russia. Prevalgono gli interessi del Partito della Guerra in occidente sulle esigenze dei popoli per giustizia sociale ed economica, e libertà da paura e guerra.
    Nella sconfitta del fascismo in Europa, il mondo intero ha verso i popoli dell’Unione Sovietica, della Federazione russa, un debito che non potrà mai essere ripagato. Hanno sofferto le perdite più gravi, la maggior parte dei danni, il fardello più pesante nel combattere la macchina da guerra nazista. Il rifiuto dei capi della NATO di assistere alla cerimonia di Mosca del 9 maggio è un insulto alla storia, al sacrificio di decine di milioni di russi, ed equivale al ripudio dei principi della Carta Atlantica e della Carta delle Nazioni Unite. Ma è più di questo. E’ la prova, se mai fosse necessaria, che l’obiettivo principale della guerra mondiale in Europa era la frantumazione della Russia a favore delle potenze Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania. Mentre lottavano tra esse per vedere chi sarebbe stata il capobranco mondiale, erano unite dal desiderio di sottomettere la Russia. Tale obiettivo fu a lungo impedito dalla potenza sovietica. La caduta dell’Unione Sovietica e la sua sostituzione con un governo inizialmente composto da compradores filo-occidentali, diede a statunitensi ed alleati l’impressione di esser riusciti mettere la Russia sotto il loro dominio completo Ma l’ascesa dei nuovi leader in Russia, rigenerò la sovranità russa e fece rivivere potenza e prestigio russo nel mondo, facendo arrabbiare questi lupi guerrafondai che ora la circondano e la molestano, aspettando l’occasione per colpire.Christopher Black è un avvocato penalista internazionale di Toronto, membro della Law Society of Upper Canada noto per una serie di casi di alto profilo sui diritti umani e crimini di guerra, per la rivista on-line New Eastern Outlook.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

  3. #3
    Leggenda
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    cancellato
    Messaggi
    125,508
     Likes dati
    15,018
     Like avuti
    22,121
    Mentioned
    3305 Post(s)
    Tagged
    58 Thread(s)

    Predefinito Re: 9 maggio 1945

    ottimi interventi, obbiettivamente e storicamente corretti

    Pero' ancora oggi mi chiedo: se Stalin sapeva che il conflitto con la Germania era inevitabile e che i suoi servizi gli avevano segnalato che la Germania aveva concentrato ingenti truppe a est, perchè si face prendere dalla sorpresa, ando' in crisi per una settimana?
    Non è che in realtà ebbe un coccolone in concomitanza con l'attacco tedesco o che magari si era ubriacato a causa delo stress e gli ci vollero diversi giorni per recuperare lucidità?
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 14-05-15 alle 20:39

  4. #4
    Addirittura
    Data Registrazione
    17 Jan 2015
    Località
    Ma pensa a me qui a Pavia
    Messaggi
    9,348
     Likes dati
    6,788
     Like avuti
    4,963
    Mentioned
    370 Post(s)
    Tagged
    42 Thread(s)

    Predefinito Re: 9 maggio 1945

    Stalin era, almeno così dicono, convinto che la Germania non avrebbe mai osato attaccare vista la sua crescente dipendenza economica dagli scambi con l'Unione Sovietica ed inoltre era essenzialmente convinto che il 99% delle persone attorno a lui oppure in generiche posizioni di potere fossero, quando gli davano ragione, semplici passacarte delle sue geniali intuizioni oppure, quando gli davano torto cioè non completamente ragione, traditori e cospiratori: ergo, coloro i quali sostenevano anche con sonanti evidenze una posizione diversa dalla sua potevano considerarsi fortunati a non essere immediatamente allontanati dalle proprie funzioni.
    Con un decreto speciale / è stata abolita la lingua del mio paese / sostituita da una nuova / tutto quello che finora avevo scritto / si considera non tradotto.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jul 2012
    Messaggi
    16,123
     Likes dati
    11,791
     Like avuti
    6,197
    Mentioned
    125 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: 9 maggio 1945

    Hitler attaccò perché pensava che i russi fossero inferiori a livello razziale, quindi sottostimo la russia, infatti stalin aveva fatto bene i suoi calcoli, ma non aveva calcolato che hitler spesso non era lucido.
    Comunque lo stesso Hilter ammisse che se avesse saputo del generale Georgij Zhukov non avrebbe mai attaccato la russia.
    Poi diciamo che stalin gli diede una mano "purgando" mezza armata rossa.

  6. #6
    Addirittura
    Data Registrazione
    17 Jan 2015
    Località
    Ma pensa a me qui a Pavia
    Messaggi
    9,348
     Likes dati
    6,788
     Like avuti
    4,963
    Mentioned
    370 Post(s)
    Tagged
    42 Thread(s)

    Predefinito Re: 9 maggio 1945

    Le affermazioni su Zhukov va detto che erano più fatte per il gusto di AH di offendere i professionisti dell'Heer (lo ha fatto dalla Polonia in poi) che per sincera ammirazione, che non sarebbe stata immeritata (anche se personalmente non sono mai stato un grande fan delle dottrine sovietiche)
    Con un decreto speciale / è stata abolita la lingua del mio paese / sostituita da una nuova / tutto quello che finora avevo scritto / si considera non tradotto.

 

 

Discussioni Simili

  1. 8 Maggio 1945 - Giovane SS blitzmädel al confine cecoslovacco
    Di Gaius Iulius Caesar nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 30-05-14, 20:21
  2. Lienz 28 Maggio 1945
    Di Lombardoveneto nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 04-06-07, 23:00
  3. 2 Maggio 1945: le ultime ore dell'Europa
    Di Giò nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 02-05-07, 20:29
  4. 8 maggio 1945 - Addio Europa della libertà
    Di benelos nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 19-05-05, 22:46
  5. 8 Maggio 1945 - 8 Marzo 2005 la Francia:
    Di Fernando nel forum Storia
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 10-03-05, 11:36

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito