Il ritorno di Salvini a Roma, tra camicie nere e Tricolori - Corriere.it
Il ritorno di Zi' Peppe a Roma, tra vino sfuso e gagliardetti.
Roma per una sera è di tutti.
"Compagni, piano, c'è trippa per tutti!"«Camerati, piano, non spingete!».
Si gira un energumeno con la barba come il Mangiafuoco di Pinocchio: «Io spingo quanto voglio...».
Camerati, non litigate.
Ressa, camicie nere, teatro Brancaccio: evento organizzato da «Sovranità», il movimento politico legato a CasaPound, in onore di Matteo Salvini.
Ma Salvini non arriva.
Si gira un energumeno con la barba come il Mangiafuoco di Pinoccio: "Io magno pe' tre però eh... ahahahah!".
Compagni, abbiate fede.
Chiacchiericcio, canotte unte, teatro dell'Unità.
Ma Zi' Peppe non arriva.
L'organizzazione, di stampo fieristico, in simpatico affanno. "Strano, dovrebbe essere già qui...". Combare Manlio, la mascotte: "Arriva, arriva, il tempo di finire la briscoletta!". Cameraman della Rai: "Veramente ci ha già suonati pomeriggio! Ahahahah!"L’organizzazione, di stampo militare, in lieve affanno. «Strano, dovrebbe essere già qui...». Gianluca Iannone, il capo: «Arriva, arriva...». Cameraman della Rai: «Veramente Salvini sta a parlà da Formigli, su La7 ».
Il gruppo, intanto, viene invitato ad accomodarsi alla carlona in sala. Davvero molti i giovani, un paio fanno ingresso con una salamella al collo, alcuni con un fiasco a tracolla. Saluti bonari (pacche sulla spalla), qualche bacetto di cortesia (puro sulla mano!), sotto i cartelloni di "Grease". Poi arriva una comitiva di signore baldanzose da Modena, accompagnate dai consorti con bretelle. Un signore sui cinquanta a un compagno di bassa statura, pacioccoso: "Compagno Rossi, alla nostra!". Ciance, ressa, ammiccamenti, atmosfera simbolica, sul filo dell'amarcord. Da dietro un funambolo spunta allegramente Manrico, l'ex assessore. Poi ecco pure l'onorevole Bianchi. Anche le giovani, numerosissime, brindano alla loro.I militanti, intanto, vengono fatti entrare in sala a gruppi di quindici. Molti i giovani, un paio fanno ingresso con gli occhiali a specchio, certi con il casco. Saluto del legionario (avambracci che si stringono), qualche saluto romano (braccio teso), sotto i cartelloni di «Grease», il musical che è in scena qui dal 5 maggio scorso. Poi arriva una comitiva di signore da Latina, accompagnate dai consorti che indossano giacche mimetiche. Un tipo sui cinquanta a un tipo basso, tarchiato: «Gerarca Casotti, a noi!». Risate, pacche sulle spalle, atmosfera goliardica, sul filo del reducismo. Da dietro una colonna spunta misteriosamente Ernesto Alicicco, l’ex medico sociale della Roma. Poi ecco pure il senatore leghista Raffaele Volpi. Forse è l’unico leghista della serata. Anche le hostess, elegantissime, sono camerate.
Il servizio d'ordine è superfluo. Una manciata di compagni impelagati nell'organizzazione vestiti a festa, con t-shirt spartana e "staff" sulla schiena (in modo tale da farsi riconoscere per delucidazioni) e con gran sfoggio di disponibilità. "Signora, il bagno è lì". I ragazzi si muovono senza sosta tra la folla. Nonostante l'apporto di pittoresche indicazioni frutto del lavoro di giovani bambini delle scuole elementari del quartiere. Atmosfera sempre rilassata: tra vecchi ricongiungimenti e una certa voglia di far vedere che gli anni non sono passati. Sì, compagni, ma Zi' Peppe?Il servizio d’ordine è imponente. Un centinaio di fisicacci completamente vestiti di nero, la maggior parte con le teste rasate (in chiaro sfregio a chi i capelli davvero non ce l’ha) e con gran sfoggio di tatuaggi: «Dux». «Credere obbedire combattere». «Me ne frego». «Patria mia». «Mai indietreggiare». I ragazzi presidiano il teatro dentro e fuori. Nonostante ventuno blindati di carabinieri e polizia, più un numero imprecisato di auto della Digos. Atmosfera sempre in bilico: tra l’ansia di un attacco imminente («Potrebbero arrivare i centri sociali che hanno impedito a Salvini di andare in visita alla Garbatella») e una certa voglia di dimostrarsi comunque tosti e pronti allo scontro fisico.
Sì, ragazzi, è tutto sotto controllo, tranquilli: ma Salvini?
Eccolo Zi' Peppe sul palco improvvisato!Eccolo, Salvini, è dietro il palco e sta per salire.
«Su, su con le bandiere!». Ordini secchi subito eseguiti. Bandiere tricolore sventolate nel riverbero delle luci fioche e cori da stadio, sghignazzi eccitati, un gruppetto di ragazzi inizia a cantare: «Un capitano/ c’è solo un capitano...» (che, di solito, è il grido riservato dai tifosi della Curva Sud a Francesco Totti).
Colpo d’occhio notevole: oltre mille persone, piena anche la galleria, uno striscione con la scritta: «Renzi e Marino a casa». Salvini si infila una maglietta con la scritta: «Marò liberi». Abbraccio con Simone Di Stefano, leader di «Sovranità» e vice-comandante di Casa Pound (il capo vero e temuto, Iannone, come sempre, un passo indietro).
«Cameratiii! Adesso silenzio!».
"Su con le bandiere!". Un invito unanime si leva dalla folla. Bandiere tricolore sventolate e risate da vaudeville, un gruppo di ragazzi inizia a cantare: "Oh partigiano, portami via..." (che di solito, mette davvero d'accordo tutti!). Colpo d'occhio emozionante. Uno striscione con la scritta: "W Zi' Pepp#!". Zi' Peppe si infila una maglietta dell'Anpi. Abbraccio con Combare Manlio. "Compagni, in alto la porchetta!". Looooool!
E tutti eseguono, simpaticamente. Zi' Peppe inscena uno stralcio del suo nuovo spettacolo gratuitamente. "Bimbo di 4 anni entra all'asilo facendo il saluto fascista. Pensava di essere allo stadio." Alfano vorrebbe far lavorare gratis i migranti. Non solo il lavoro, ci rubano pure gli stage!" "Salvini una volta diceva che gli immigrati ci rubano il lavoro, ora dice che vengono qua a non fare un cazzo. Che in effetti equivale a rubare il lavoro di Salvini."E cala un silenzio impenetrabile(l’ultima volta che Salvini scese a Roma, lo scorso 28 febbraio, in piazza del Popolo c’era un po’ più di libertà d’azione, c’erano anche i militanti di Fratelli d’Italia: ma stavolta Giorgia Meloni si è tenuta ben distante e così, ad ascoltare una voce che gira insistente, anche Marine Le Pen, la quale avrebbe deciso di non spedire più messaggi di saluto alle platee di Salvini, dopo aver appreso quanto siano nere).
Salvini attacca il suo rosario di slogan (lo stesso recitato nel pomeriggio a Foggia, prima che la polizia caricasse una pattuglia di contestatori).
«L’Unione europea è un’associazione a delinquere». «Gli immigrati? Fermarli prima che partano». «La Nato deve attaccare l’Isis». «Prostituzione? Regolarizziamola e tassiamola». «I campi Rom non esistono in nessun Paese d’Europa».
Fragorosi applausi.Grandi applausi.
Altri saluti romani in fondo alla sala.
Prima, su La7, Salvini ha detto che «ormai sono passati 70 anni, non ci saranno più Hitler e Mussolini, sono schemi vecchi».
Quattro ragazzotti presi dall’entusiasmo, su in galleria, iniziano però a scandire «Duce! Duce! Duce!». Intervento ruvido del servizio d’ordine. «Zitti, imbecilli! Ché qui stasera è pieno di giornalisti...».
Altre pacche in tutta la sala.
Prima alla Radio, Zi' Peppe ha detto che "la resistenza è un valore intramontabile".
I ragazzi, presi dall'entusiasmo, iniziano però a scandire "No Expo! No Expo! No Expo!". Un'amorevole risata materna inonda la sala. "Vabbè, dai, l'On. Bianchi è ancora al banchetto del catering!" Ahahahah!





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