Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: PAESI BASCHI---notizie

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    463
     Likes dati
    0
     Like avuti
    14
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito PAESI BASCHI---notizie

    No all’estradizione, asilo politico ai tre baschi arrestati in Italia
    di Marco Santopadre *

    “Chiediamo al governo italiano di bloccare l’estradizione in Spagna e di concedere a Zurine, Fermin e Artzai l’asilo politico. Sappiamo che dal punto di vista giuridico non ci sono le condizioni affinché ciò avvenga e che la nostra può suonare come una provocazione, ma le autorità italiane devono sapere che nei commissariati e nelle carceri spagnole si torturano i prigionieri politici e che quindi consegnando a Madrid i tre giovani arrestati ieri nel centro di Roma si assumono un’enorme responsabilità”. E’ questo il messaggio che le reti di solidarietà col popolo basco attive a Roma hanno voluto lanciare oggi durante la conferenza stampa convocata davanti all’ingresso del carcere di Regina Coeli, dove sono rinchiusi i due ragazzi arrestati ieri nei pressi di Palazzo Chigi mentre volantinavano. Alla conferenza stampa ha partecipato anche l’avvocato Cesare Antetomaso, coordinatore di Roma dell’Associazione Giuristi Democratici: “Ho trovato Fermin e Artzai in buone condizioni – racconta Antetomaso – Mi hanno detto di aver ricevuto sicuramente un trattamento migliore di quello che avrebbero avuto se fossero stati arrestati in Spagna.

    I tre sono stati messi in celle d’isolamento e quindi dopo l’arresto non hanno avuto contatti. Mi hanno raccontato che non erano assolutamente a conoscenza del fatto che in concomitanza con la conferenza stampa che avevano convocato in Piazza Montecitorio era prevista la presenza di Zapatero a Palazzo Chigi. Si è trattato di una coincidenza non prevista che sicuramente ha dato maggiore eco alla notizia del loro arresto ma che non era stata affatto programmata”. L’avvocato ci tiene a sottolineare che i tre ragazzi se avessero voluto, avrebbero potuto continuare a sfuggire all’ordine di cattura spiccato dall’Audiencia Nacional di Madrid a dicembre contro tutti quegli attivisti della sinistra basca che erano sfuggiti alla retata del 24 novembre, ma hanno scelto di esporsi al pericolo di essere arrestati pur di manifestare pubblicamente nel centro di Roma per difendere la richiesta, di cui si sono fatti portavoce, affinché il conflitto tra popolo basco e stato spagnolo sia risolto finalmente attraverso la via democratica e negoziale e non tramite la repressione e la criminalizzazione. Stesso concetto ribadito dalla rete di solidarietà che si è formata spontaneamente dopo gli arresti di ieri – in cui spiccano i centri sociali Corto Circuito e Strada, Radio Città Aperta, Euskal Herriaren Lagunak e altre reti sociali – che oggi ha ricordato che è intollerabile che degli attivisti politici di una organizzazione che ha sempre operato alla luce del sole vengano trattati alla stregua di terroristi e perseguitati. In piazza alcuni attivisti hanno portato i rapporti di Amnesty International, quelli del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura, e ancora i documenti dell’Ufficio dell’Onu per i diritti umani, e altri ancora: tutti parlano di uso sistematico della tortura fisica e psicologica da parte degli apparati di sicurezza di Madrid e delle comunità autonome Basca e Navarra. Altri attivisti reggono uno striscione che recita ‘La Spagna tortura, asilo politico ai giovani baschi’ mentre su un tavolino appoggiato alle transenne del Lungotevere ci sono le tre foto di Zurine, Artzai e Fermin, che domani verranno condotti al Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour per l’udienza di convalida dell’arresto.
    Le autorità spagnole stanno operando forti pressioni su quelle italiane affinché i tre vengano estradati il più rapidamente possibile: sembra abbastanza contenuta la possibilità che la dormiente stampa italiana si accorga che non a Teheran o a Pechino, ma che a Madrid e a Gasteiz si violano sistematicamente i diritti umani, si operano arresti arbitrari e si mettono fuori legge partiti, organizzazioni giovanili, riviste, radio e quotidiani. Ma Madrid non vuole correre rischi. Vedremo quanto è veramente indipendente la magistratura italiana. Per stessa ammissione del ministero degli interni del falco Rubalcaba, tutti i militanti baschi che sono sfuggiti all’arresto quella notte del 24 novembre non sono entrati all’interno delle strutture del movimento armato Euskadi ta Askatasuna; perché ‘l’Eta non li vuole’ (!). Fatto sta che se i tre ragazzi venissero consegnati all’Audiencia Nacional rischierebbero di essere condannati a pene da un minimo di 6 anni ad un massimo di 15; una enormità per attivisti politici che in qualsiasi altro paese europeo potrebbero godere di ampia agibilità e che solo in virtù della sospensione della democrazia e dei diritti civili operata prima da Aznar e confermata da Zapatero vengono considerati dei ‘fiancheggiatori’ del terrorismo.

    * Radio Città Aperta

  2. #2
    Forumista senior
    Data Registrazione
    10 Jun 2009
    Messaggi
    2,367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: PAESI BASCHI---notizie

    Citazione Originariamente Scritto da danko Visualizza Messaggio
    No all’estradizione, asilo politico ai tre baschi arrestati in Italia
    di Marco Santopadre *

    “Chiediamo al governo italiano di bloccare l’estradizione in Spagna e di concedere a Zurine, Fermin e Artzai l’asilo politico. Sappiamo che dal punto di vista giuridico non ci sono le condizioni affinché ciò avvenga e che la nostra può suonare come una provocazione, ma le autorità italiane devono sapere che nei commissariati e nelle carceri spagnole si torturano i prigionieri politici e che quindi consegnando a Madrid i tre giovani arrestati ieri nel centro di Roma si assumono un’enorme responsabilità”. E’ questo il messaggio che le reti di solidarietà col popolo basco attive a Roma hanno voluto lanciare oggi durante la conferenza stampa convocata davanti all’ingresso del carcere di Regina Coeli, dove sono rinchiusi i due ragazzi arrestati ieri nei pressi di Palazzo Chigi mentre volantinavano. Alla conferenza stampa ha partecipato anche l’avvocato Cesare Antetomaso, coordinatore di Roma dell’Associazione Giuristi Democratici: “Ho trovato Fermin e Artzai in buone condizioni – racconta Antetomaso – Mi hanno detto di aver ricevuto sicuramente un trattamento migliore di quello che avrebbero avuto se fossero stati arrestati in Spagna.

    I tre sono stati messi in celle d’isolamento e quindi dopo l’arresto non hanno avuto contatti. Mi hanno raccontato che non erano assolutamente a conoscenza del fatto che in concomitanza con la conferenza stampa che avevano convocato in Piazza Montecitorio era prevista la presenza di Zapatero a Palazzo Chigi. Si è trattato di una coincidenza non prevista che sicuramente ha dato maggiore eco alla notizia del loro arresto ma che non era stata affatto programmata”. L’avvocato ci tiene a sottolineare che i tre ragazzi se avessero voluto, avrebbero potuto continuare a sfuggire all’ordine di cattura spiccato dall’Audiencia Nacional di Madrid a dicembre contro tutti quegli attivisti della sinistra basca che erano sfuggiti alla retata del 24 novembre, ma hanno scelto di esporsi al pericolo di essere arrestati pur di manifestare pubblicamente nel centro di Roma per difendere la richiesta, di cui si sono fatti portavoce, affinché il conflitto tra popolo basco e stato spagnolo sia risolto finalmente attraverso la via democratica e negoziale e non tramite la repressione e la criminalizzazione. Stesso concetto ribadito dalla rete di solidarietà che si è formata spontaneamente dopo gli arresti di ieri – in cui spiccano i centri sociali Corto Circuito e Strada, Radio Città Aperta, Euskal Herriaren Lagunak e altre reti sociali – che oggi ha ricordato che è intollerabile che degli attivisti politici di una organizzazione che ha sempre operato alla luce del sole vengano trattati alla stregua di terroristi e perseguitati. In piazza alcuni attivisti hanno portato i rapporti di Amnesty International, quelli del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura, e ancora i documenti dell’Ufficio dell’Onu per i diritti umani, e altri ancora: tutti parlano di uso sistematico della tortura fisica e psicologica da parte degli apparati di sicurezza di Madrid e delle comunità autonome Basca e Navarra. Altri attivisti reggono uno striscione che recita ‘La Spagna tortura, asilo politico ai giovani baschi’ mentre su un tavolino appoggiato alle transenne del Lungotevere ci sono le tre foto di Zurine, Artzai e Fermin, che domani verranno condotti al Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour per l’udienza di convalida dell’arresto.
    Le autorità spagnole stanno operando forti pressioni su quelle italiane affinché i tre vengano estradati il più rapidamente possibile: sembra abbastanza contenuta la possibilità che la dormiente stampa italiana si accorga che non a Teheran o a Pechino, ma che a Madrid e a Gasteiz si violano sistematicamente i diritti umani, si operano arresti arbitrari e si mettono fuori legge partiti, organizzazioni giovanili, riviste, radio e quotidiani. Ma Madrid non vuole correre rischi. Vedremo quanto è veramente indipendente la magistratura italiana. Per stessa ammissione del ministero degli interni del falco Rubalcaba, tutti i militanti baschi che sono sfuggiti all’arresto quella notte del 24 novembre non sono entrati all’interno delle strutture del movimento armato Euskadi ta Askatasuna; perché ‘l’Eta non li vuole’ (!). Fatto sta che se i tre ragazzi venissero consegnati all’Audiencia Nacional rischierebbero di essere condannati a pene da un minimo di 6 anni ad un massimo di 15; una enormità per attivisti politici che in qualsiasi altro paese europeo potrebbero godere di ampia agibilità e che solo in virtù della sospensione della democrazia e dei diritti civili operata prima da Aznar e confermata da Zapatero vengono considerati dei ‘fiancheggiatori’ del terrorismo.

    * Radio Città Aperta



    una enormità per attivisti politici che in qualsiasi altro paese europeo potrebbero godere di ampia agibilità


    Questa frase è assurda. Vogliamo ricordare gli arrestati in Italia per manifestare contro la guerra in Kosovo nel 1999 condannati per scontri a 7 anni di carcere? O le pene comminate a Genova? Solo per rimanere a casa nostra. Per non parlare della sistematica repressione francese di ogni presunto gruppo terroristico, nonché (rimanendo in ambito basco) la negazione totale della stessa identità basca (ultra-tutelata invece per legge in Spagna)...
    Secondo me è giustissimo condannare gli arresti arbitrari e ingiustificabili, ma ricordiamoci che è un fatto assodato che le formazioni batasuna e post-batasuna (con tutti i nomi assunti nel tempo) sono state e sono inestricabilmente legate ad ETA. CIò non giustifica in alcun modo l'arresto di un membro di batasuna in quanto tale, ma rende meglio l'idea della partita giuridica in atto. Tra gli arrestati di Novembre c'erano membri del gruppo giovanile di ETA (anche di una certa importanza gerarchica). Se in qualsiasi paese europeo esistesse un gruppo armato con alle spalle un bliancio di 930 e passa morti, qualsiasi gruppo politico limitrofo a tale gruppo armato subirebbe persecuzione giudiziaria sistematica. E questo non è un giudizio di merito, ma una semplice descrizione dei fatti. Quindi ribadisco che è del tutto ridicola la frase sulla presunta ampia agibilità politica che avrebbero i membri delle post-batasuna in qualsiasi paese europeo. La Spagna diede amplissimo spazio politico a Batasuna durante tutti gli anni 80 e 90, pur sapendo dei legami più o meno scoperti con ETA (basta leggere nomi e cognomi dei membri non c'è bisogno di fare dietrologie o complottisimi di sorta)..e ciò avvenne per il delicatissimo periodo post-franchista. Questo spazio politico probabilmente non sarebbe mai stato concesso da paesi assai più repressivi come la Francia o la Germania. Dico ciò solo per riportare i fatti alla loro genesi storica...altrimenti si fa soltanto retorica di estrema sinistra...
    Ultima modifica di Terraeamore; 16-06-10 alle 12:00

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    463
     Likes dati
    0
     Like avuti
    14
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: PAESI BASCHI---notizie

    Ricercati dalla polizia spagnola, erano a Montecitorio per volantinare le ragioni della loro innocenza. Prelevati dalla Digos. Di loro non si è saputo nulla per ore

    Dopo più di sei mesi di latitanza e ricercati dalla Polizia spagnola, 3 giovani indipendentisti baschi sono stati arrestati dalla Digos poco dopo le 13 davanti alla sede del Governo, proprio mentre stava iniziando la Conferenza Stampa che aveva per protagonisti il premier iberico Josè Luis Rodriguez Zapatero e quello italiano Silvio Berlusconi. Dalle pochissime informazioni a disposizione i tre avrebbero cominciato a volantinare sotto la Galleria Alberto Sordi, proprio a pochi passi da Palazzo Chigi, e quando hanno tentato di esporre uno striscione sono stati arrestati e portati via dagli agenti della sezione politica della Polizia di Stato mentre qualche giornalista e qualche curioso si avvicinava per capire cosa stava accadendo.
    Fino alle 20 nessuna informazione esatta è stata fornita dagli inquirenti sulle condizioni degli arrestati, sulle accuse loro rivolte e sul luogo di detenzione mentre per tutto il pomeriggio alcune associazioni basche per la difesa dei diritti umani e le omologhe associazioni italiane di giuristi e avvocati democratici erano mobilitate e anche alcune realtà politiche della capitale stanno riflettendo sull'opportunità di organizzare una assemblea pubblica su quanto accaduto. Secondo un comunicato emesso dalla Questura i tre ragazzi, dopo le identificazioni, sarebbero stati rinchiusi in uno dei due carceri romani, anche se non è dato sapere quale...

    L'intenzione dei tre ragazzi - Fermin Martinez Lacunza, Artzai Santesteban Arizkuren e Zurine Gogenola Goitia - era di realizzare una sorta di improvvisata conferenza stampa in Piazza Montecitorio, approfittando dell'interesse suscitato dalla presenza del leader spagnolo Zapatero, per denunciare una condizione di persecuzione alla quale sono sottoposti i movimenti giovanili baschi di sinistra, per lo più posti fuori legge e colpiti in questi anni da numerose retate. Ma ad incontrare i numerosi giornalisti che li aspettavano davanti a Montecitorio i tre baschi non ci sono mai arrivati.

    I tre erano riusciti a evitare l'arresto lo scorso 24 novembre, quando durante la notte centinaia di agenti dei vari corpi di sicurezza di Madrid avevano realizzato una delle più grandi retate di indipendentisti baschi degli ultimi decenni: in quella che molti media progressisti baschi hanno definito ‘notte dei lunghi coltelli' erano stati alla fine 34 i giovani arrestati nei loro domicili in varie località della geografia basca. Molti degli arrestati hanno denunciato intimidazioni nei loro confronti o dei loro familiari e amici, quando non direttamente quelle torture per le quali Madrid è stata più volte messa all'indice dalle istituzioni internazionali che si occupano di tutela dei diritti umani.

    16 giovani erano invece riusciti a evitare la detenzione, e da quel momento contro tutti loro la magistratura europea ha spiccato un ‘euro-orden', un mandato d'arresto valido in tutti i paesi aderenti all'Unione. Già ieri, nella località basca di Senpere, la polizia francese aveva arrestato uno dei 16 scampati all'operazione del 24 novembre. Il giornalista Jon Telleria è stato prelevato intorno alle 11 del mattino nel suo domicilio della piccola località di Iparralde e arrestato. Stamattina, poi, è arrivata la notizia della sua messa in libertà condizionata su ordine del Tribunale di Pau, in attesa di una decisione definitiva. Telleria era uno degli speaker della radio vicina alla sinistra indipendentista basca "Info 7", e da mesi svolgeva una vita normale nonostante contro di lui pendesse l'ordine di arresto.

    Anche i tre ragazzi arrestati oggi a Roma volevano realizzare un atto pubblico per denunciare la criminalizzazione che colpisce i movimenti giovanili baschi accusati di essere - è questa la tesi che ha contraddistinto negli ultimi anni tutte le retate e i successivi maxiprocessi - il vivaio dell'organizzazione armata ETA. Con la stessa accusa è stata messa fuori legge una organizzazione giovanile di massa come Segi, alla quale sono accusati di appartenere tutti gli arrestati di novembre e i tre di oggi. Hanno scritto Lacunza, Arizkuren e Gogenola nel comunicato inviato ai media: "(...) Nel Paese Basco le illegalizzazioni di partiti e organizzazioni politiche, le macro retate, la tortura sono all'ordine del giorno ed in questo contesto la gioventù indipendentista è nel mirino degli stati oppressori. Negli ultimi anni centinaia di giovani sono stati arrestati, torturati e incarcerati con la sola accusa di aderire a SEGI. Ma già in passato la Francia e la Spagna hanno usato le accuse più fantasiose e inverosimili per colpire la gioventù basca. (...) Riteniamo fondamentale, oltre alla nostra lotta, la collaborazione internazionale per esigere che Francia e Spagna mettano fine allo stato di oppressione di cui soffre il popolo basco. (...) Oltre a diffondere la nostra denuncia vogliamo raccogliere il numero maggiore di adesioni possibile ad un appello pubblicato sul sito www.basqueyouth.wordpress.com".

    Già lo scorso 29 maggio centinaia di giovani baschi erano arrivati in pullman a Bruxelles, accompagnati da piccole delegazioni provenienti anche da altri paesi europei, Italia compresa, per manifestare davanti alle sede delle istituzioni comunitarie e investirle di quelle richieste che da anni contraddistinguono l'attività di forze sociali e politiche che, nonostante la criminalizzazione e la repressione, rimangono molto attive. Le stesse che i tre giovani avrebbero voluto riportare oggi ai giornalisti durante la conferenza stampa poi frustrata: la difesa del diritto dei giovani ad organizzarsi e partecipare alla vita politica senza essere repressi o minacciati; la fine alla tortura e all'impunità per i torturatori, l'avvio di un processo di pace giusto e realmente democratico.

    Marco Santopadre*

    *Radio Città Aperta di Roma

    10 giugno 2010

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    463
     Likes dati
    0
     Like avuti
    14
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: PAESI BASCHI---notizie

    03/03/2010stampainvia
    Paesi baschi: l'orologio strabico

    condividi



    Leggere i fatti che accadono in questi giorni nel Paese basco è come guardare una sorta di orologio dalle lancette schizofreniche
    Leggere i fatti che accadono in questi giorni nel Paese basco è come guardare una sorta di orologio dalle lancette schizofreniche. Il momento è particolarmente denso di avvenimenti e di contenuti.

    I fatti aiutano a capire, la sequenza temporale è un fattore determinate per riuscire a leggere la cronaca politica e sociale.
    La sinistra basca ha presentato ad Alsasua e a Venezia, era il 14 novembre 2009, una proposta di pace in cui si compromette a seguire un processo democratico per un negoziato che avvenga senza ingerenze esterne violente. Tradotto significa senza attentati e senza repressione selvaggia sugli arrestati, che spesso hanno denunciato torture nei commissariati della guardia civil.

    La poposta politica è stata resa ancora più forte dalla scelta di campo della base della sinistra basca, che dopo due anni di consultazioni ha emesso nello scorso febbraio un documento, in cui la linea del negoziato senza violenza - includendo i fondamentali principi del senatore Mitchell che furono lo snodo principale per i colloqui di Stormont - diviene la caratteristica principale. Un negoziato che riprenda la teoria dei due tavoli separati disegnati ad Anoeta, base dell'ultimo processo negoziale. Un tavolo fra agenti politici e sociali baschi e un tavolo 'militare' fra Stato spagnolo ed Eta.

    Eta, dal canto suo, in un comunicato firmato il 31 di dicembre faceva sua la proposta della sinistra basca e il contenuto e la sintassi utilizzata lasciano intravedere la possibilità che una porta, più che uno spiraglio, si aprirà nel prossimo futuro. E in questo percorso si inseriscono le previsioni di particolare importanza espresse dal mediatore internazionale Brian Currin, che, in un incontro a Madrid una settimana fa, ha ipotizzato una strada particolarmente suggestiva: quella di agenti internazionali pronti ad accorrere all'apertura di un possibile nuovo negoziato. Ma c'è di più: Currin ha anche detto che potrebbe configurarsi una situazione in cui vi siano uno o più organismi internazionali pronti a lavorare come supervisori degli arsenali e a fornire la certificazione di una eventuale dichiarazione di cessate il fuoco da parte di Eta.

    Il governo spagnolo, per ora, non ha risposto direttamente alle nuove sollecitazioni. Perlomeno in via politica. Ha risposto invece l'accelerazione del ministero dell'interno e delle forze di sicurezza spagnole, insieme a quelle francesi, sull'aspetto repressivo: sia con gli arresti - di qualità, asseriscono - di miltianti o presunti tali di Eta, sia con le detenzioni di cittadini baschi che hanno denunciato ancora una volta torture fisiche e psicologiche.

    Il partito nazionalista basco, che un anno fa è rimasto clamorosamente escluso dal governo delle provincie basche finendo all'opposizione, ha lanciato sul tavolo una proposta politica che rienstra in quella cghe sarebbe una ruiforma dell'attuale Statuto di autonomia. Ma è un fatto significativo che il presidente del partito democristiano abbia dichiarato che pare di assistere a una dinamica in automatico: ogni volta che la sinistra basca parla, scattano gli arresti.

    Ecco perchè le lancette divaricano: perchè da una parte la parola pace si sta costruendo ancora una volta e con passi ponderati in una alternativa davvero credibile e nuova e perché, dall'altra parte, a Madrid si continua a navigare verso rotte opposte. Tenendo in debito conto che la destra sta superando nei sondaggi i socialisti al governo e che Zapatero ha numerosi problemi sul fronte economici, sociale, occupazionale e finanziario.

    L'ultimo fattore, fondamentale per arrivare a coinvolgere tutta l'opinione pubblica, è quello dell'informazione che resta assai parziale: alle proposte di pace non vengono dedicate le attenzioni oggettivamente dovute, mentre gli arresti dell'ennesimo numero Uno e compagnia vengono titolate a caratteri cubitali sulla stampa spagnola. Eppure, nonostante lo strabismo che impongono le lancette dell'orologio schizofrenico, una situazione tale non può non subire una svolta nel breve-medio periodo. Specie se le previsioni del mediatore internazionale Currin si avvereranno.
    E' stato lui stesso a ricordarlo, citando l'esempio sudafricano, in cui fu uno dei protagonisti: proprio il momento peggiore, in cui repressione e mancanza di speranza raggiunsero i livelli più acuti, fu l'anticamera della soluzione. Non resta che sperare che davvero, anche questa volta, l'ingranaggio inizi a funzionare.
    Le ultime notizie, però, non vanno in quella direzione: la condanna di Arnaldo otegi a due anni di reclusione e sedici di inabilitazione politica totale per apologia di terrorismo, dicono una cosa chiara, al di là della pena detentiva. Che l'asse politica-magistratura in Spagna non si fa nemmeno scrupoli tattici nell'eliminare per sentenza il principale intelrocutore di un nuovo possibile negoziato. Quello che nel 2006 Zapatero definiva 'un uomo di pace', oggi viene cancellato in quello che alcuni giornali chiamano un 'ergastolo politico'.


    Angelo Miotto
    peacereporter

 

 

Discussioni Simili

  1. PAESI BASCHI- notizie.
    Di danko nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 07-09-09, 21:51
  2. Paesi Baschi
    Di danko (POL) nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 10-04-08, 10:34
  3. Iniziativa Paesi Baschi
    Di T. Muntzer nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 04-10-05, 19:44
  4. News dai paesi baschi!
    Di Itzoccor nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 23-09-05, 00:14
  5. Testimonianze dai Paesi Baschi
    Di pietro nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 06-05-03, 15:07

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito