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Discussione: E' possibile

  1. #161
    Bacchettona del forum
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    Predefinito Re: E' possibile

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    Qualcuno che si fa queste domande, comunque c'è...
    però di conti precisi, in giro se ne trovano pochi, e sai perchè ?
    Perchè siccome questi prodotti sono già in produzione, nessuno ha interesse a smontare le favolette che "gioè io coi pannelli solari e l'auto elettrica sono ecologggico, gioè"...


    Automobili elettriche: sono davvero così ecologiche?

    Il desiderio di salvaguardare l’ambiente è una delle ragione principali che spingono le persone ad acquistare un’automobile elettrica. E il motivo per cui le auto elettriche sono ritenute dei veri e propri toccasana per il pianeta è che, a differenza dei veicoli tradizionali e anche di quelli ibridi, non producono emissioni. Ma il fatto che non producano biossido di carbonio mentre le stiamo guidando non vuol dire, però, che non abbiano alcun impatto sul nostro pianeta.

    L’impatto ambientale di un’automobile, infatti, va ben oltre il quantitativo di emissioni prodotte durante il funzionamento, e dovrebbe tenere in considerazione anche tutto il processo di costruzione del veicolo; per calcolare il reale impatto di una qualsiasi auto elettrica, bisogna quindi considerare tutto il processo manifatturiero e industriale della realizzazione, il trasporto, l’acquisto, il suo utilizzo, la necessaria manutenzione e la demolizione rpevista quando avrò esaurito il suo ciclo vitale.

    Il processo di realizzazione di un’auto elettrica, infatti, è molto più complicato di quello di un veicolo tradizionale. Ad esempio, per realizzare le batterie utilizzate dall’auto elettrica per funzionare, si consuma più energia di quella che ci vorrebbe per la realizzazione di un’intera auto tradizionale. E la triste verità in tutto questo è che le emissioni e l’inquinamento ambientale prodotti dalle fabbriche che costruiscono queste batterie paragona un’auto elettrica, in quanto a emissioni, a quelle emesse da un veicolo tradizionale che ha già percorso 150.000 chilometri.

    Inoltre, dopo la sua realizzazione fisica, un’auto elettrica deve essere trasportata presso il rivenditore, nello stesso modo in cui vengono trasportate le auto tradizionali, ossia spostate in lungo e in largo sulle autostrade, pareggiando quindi l’impatto ecologico di un’auto cosiddetta normale, e che erroneamente viene considerata più dannosa per l’ambiente.

    Il cosiddetto risparmio energetico e la riduzione dell’impatto ambientale, quindi, inizierebbero teoricamente solo ed esclusivamente una volta che l’automobile è stata acquistata e che inizia ad essere utilizzata… ma anche in questo caso, non è vero che le emissioni sono a zero. Per ricaricare le batterie, infatti, si deve collegare l’auto a una rete elettrica locale, che la alimenta di elettricità prodotta, nella maggior parte dei casi, dalla combustione di idrocarburi fossili. Il veicolo, quindi, produce delle emissioni, anche se in luogo differente dal quale si trova.

    Se invece l’energia che deve essere utilizzata per alimentare l’automobile elettrica proviene invece da una fonte rinnovabile, ad esempio energia solare o eolica, allora si può forse affermare che l’automobile non sta impattando sull’ecosistema… fino al momento, è chiaro, in cui finirà il suo ciclo di vita e si dovrà demolire.

    Come tutti sanno, infatti, le batterie usate sono create con materiali talmente inquinanti, e per “disperdere” le batterie di un’auto è necessario un lunghissimo e costoso (in termini energetici) processi, che difficilmente non lascia tracce nell’ecosistema.

    Insomma, alla fin fine l’impatto ambientale di uno di questi veicoli è praticamente lo stesso di un veicolo tradizionale, se non addirittura superiore, se consideriamo lo smaltimento delle batterie, e se magari possono essere ecologicamente più sostenibili durante il loro funzionamento, come abbiamo visto, le altre fasi del loro ciclo di vita annullano qualsiasi vantaggio. Quindi, ci chiediamo… ne vale davvero la pena, considerando anche il costo elevato di acquisto?

    Ai posteri, l’ardua sentenza.

    Automobili elettriche: sono davvero così ecologiche? | ecogreenmania
    Qui sembra ne dicano bene, invece

    Life cycle air quality impacts of conventional and alternative light-duty transportation in the United States

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  2. #162
    Eroe Faustiano
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    Predefinito Re: E' possibile

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    Qualcuno che si fa queste domande, comunque c'è...
    però di conti precisi, in giro se ne trovano pochi, e sai perchè ?
    Perchè siccome questi prodotti sono già in produzione, nessuno ha interesse a smontare le favolette che "gioè io coi pannelli solari e l'auto elettrica sono ecologggico, gioè"...


    Automobili elettriche: sono davvero così ecologiche?

    Il desiderio di salvaguardare l’ambiente è una delle ragione principali che spingono le persone ad acquistare un’automobile elettrica. E il motivo per cui le auto elettriche sono ritenute dei veri e propri toccasana per il pianeta è che, a differenza dei veicoli tradizionali e anche di quelli ibridi, non producono emissioni. Ma il fatto che non producano biossido di carbonio mentre le stiamo guidando non vuol dire, però, che non abbiano alcun impatto sul nostro pianeta.

    L’impatto ambientale di un’automobile, infatti, va ben oltre il quantitativo di emissioni prodotte durante il funzionamento, e dovrebbe tenere in considerazione anche tutto il processo di costruzione del veicolo; per calcolare il reale impatto di una qualsiasi auto elettrica, bisogna quindi considerare tutto il processo manifatturiero e industriale della realizzazione, il trasporto, l’acquisto, il suo utilizzo, la necessaria manutenzione e la demolizione rpevista quando avrò esaurito il suo ciclo vitale.

    Il processo di realizzazione di un’auto elettrica, infatti, è molto più complicato di quello di un veicolo tradizionale. Ad esempio, per realizzare le batterie utilizzate dall’auto elettrica per funzionare, si consuma più energia di quella che ci vorrebbe per la realizzazione di un’intera auto tradizionale. E la triste verità in tutto questo è che le emissioni e l’inquinamento ambientale prodotti dalle fabbriche che costruiscono queste batterie paragona un’auto elettrica, in quanto a emissioni, a quelle emesse da un veicolo tradizionale che ha già percorso 150.000 chilometri.

    Inoltre, dopo la sua realizzazione fisica, un’auto elettrica deve essere trasportata presso il rivenditore, nello stesso modo in cui vengono trasportate le auto tradizionali, ossia spostate in lungo e in largo sulle autostrade, pareggiando quindi l’impatto ecologico di un’auto cosiddetta normale, e che erroneamente viene considerata più dannosa per l’ambiente.

    Il cosiddetto risparmio energetico e la riduzione dell’impatto ambientale, quindi, inizierebbero teoricamente solo ed esclusivamente una volta che l’automobile è stata acquistata e che inizia ad essere utilizzata… ma anche in questo caso, non è vero che le emissioni sono a zero. Per ricaricare le batterie, infatti, si deve collegare l’auto a una rete elettrica locale, che la alimenta di elettricità prodotta, nella maggior parte dei casi, dalla combustione di idrocarburi fossili. Il veicolo, quindi, produce delle emissioni, anche se in luogo differente dal quale si trova.

    Se invece l’energia che deve essere utilizzata per alimentare l’automobile elettrica proviene invece da una fonte rinnovabile, ad esempio energia solare o eolica, allora si può forse affermare che l’automobile non sta impattando sull’ecosistema… fino al momento, è chiaro, in cui finirà il suo ciclo di vita e si dovrà demolire.

    Come tutti sanno, infatti, le batterie usate sono create con materiali talmente inquinanti, e per “disperdere” le batterie di un’auto è necessario un lunghissimo e costoso (in termini energetici) processi, che difficilmente non lascia tracce nell’ecosistema.

    Insomma, alla fin fine l’impatto ambientale di uno di questi veicoli è praticamente lo stesso di un veicolo tradizionale, se non addirittura superiore, se consideriamo lo smaltimento delle batterie, e se magari possono essere ecologicamente più sostenibili durante il loro funzionamento, come abbiamo visto, le altre fasi del loro ciclo di vita annullano qualsiasi vantaggio. Quindi, ci chiediamo… ne vale davvero la pena, considerando anche il costo elevato di acquisto?

    Ai posteri, l’ardua sentenza.

    Automobili elettriche: sono davvero così ecologiche? | ecogreenmania
    www . ecogreenmania . it ?
    Ultima modifica di pedro; 28-05-15 alle 13:11

  3. #163
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    Predefinito Re: E' possibile

    Citazione Originariamente Scritto da Malandrina Visualizza Messaggio
    Questi di econologiafreakshowpuntoitti hanno scoperto che fabbricare le auto ha un costo e trovando la cosa intelligente son corsi a chiamare altri freak.

  4. #164
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: E' possibile

    Citazione Originariamente Scritto da Malandrina Visualizza Messaggio
    magari non ho capito bene lo studio, ma mi pare che prenda in considerazione solo i consumi dei veicoli e non tutto il ciclo dalla produzione allo smaltimento.
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

  5. #165
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: E' possibile

    Citazione Originariamente Scritto da pedro Visualizza Messaggio
    www . ecogreenmania . it ?
    trovami una fonte che ritieni affidabile con un calcolo che ritieni sensato.

    Io sono abbastanza convinta che alimentare un'auto a energia elettrica vuol dire solamente spostare la produzione di energia dal motore alla centrale, e quindi aggiungerci la dispersione inevitabile legata al trasferimento dell'energia elettrica dalla centrale alla presa di alimentazione, e infine aggiungerci i costi di smaltimento delle batterie, che sono sicuramente superiori a quelle di smaltimento del motore classico.


    Nel caso dei pannelli solari ci sono quelli con telloruro di cadmio che è tossicissimo, e quindi costa smaltirli, ma ci sono anche quelli con solo silicio e stanno sperimentando dei pannelli addirittura "biodegradabili" (poi bisogna vedere cosa vuol dire... come, in quanto tempo ecc.), ergo i calcoli sono diversi per ciascun tipo...

    Il punto è che nessuno ha mai violato nè il primo nè il secondo principio, quindi... siamo sempre là.
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
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  6. #166
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    Predefinito Re: E' possibile

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    Pensi che sia questa l'intenzione di Civati ?
    Non lo so, ma è una ricetta che viene quasi sempre riproposta (per esempio da Vendola).

  7. #167
    Eroe Faustiano
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    Predefinito Re: E' possibile

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    trovami una fonte che ritieni affidabile con un calcolo che ritieni sensato.

    Io sono abbastanza convinta che alimentare un'auto a energia elettrica vuol dire solamente spostare la produzione di energia dal motore alla centrale, e quindi aggiungerci la dispersione inevitabile legata al trasferimento dell'energia elettrica dalla centrale alla presa di alimentazione, e infine aggiungerci i costi di smaltimento delle batterie, che sono sicuramente superiori a quelle di smaltimento del motore classico.


    Nel caso dei pannelli solari ci sono quelli con telloruro di cadmio che è tossicissimo, e quindi costa smaltirli, ma ci sono anche quelli con solo silicio e stanno sperimentando dei pannelli addirittura "biodegradabili" (poi bisogna vedere cosa vuol dire... come, in quanto tempo ecc.), ergo i calcoli sono diversi per ciascun tipo...

    Il punto è che nessuno ha mai violato nè il primo nè il secondo principio, quindi... siamo sempre là.
    E' ovvio che stai spostando la produzione di energia altrove. Quindi?


    Ma hai dei dati o ti sei formata un'opinione sui blog di Civati e Pallaro? Va bene uguale, pero' non fingiamo che ci sia veramente una ragione per cui la Roma e' meglio della Lazio (a parte il fatto che i laziali vanno in giro col trattore).

  8. #168
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    Predefinito Re: E' possibile

    https://giovannacosenza.wordpress.co...ne-ma-dove-va/

    Civati e i cosiddetti “civatiani” se ne vanno dal Pd e, dopo qualche giorno, presentano l’associazione Possibile e il suo simbolo: un segno di uguale bianco, dentro a un cerchio rosaranciolillà. Ora, al di là delle spiegazioni ufficiali (una èQUESTA per esempio), vediamo cosa viene in mente al comune mortale che guarda il simbolo da fuori, senza nulla sapere delle intenzioni di chi l’ha creato. Ma soprattutto, cerchiamo di capire cosa implica quello che viene in mente al comune mortale. I più ottimisti pensano subito alPodemos spagnolo, che in questi giorni ha avuto grande successo e che a sua volta riprende lo Yes, we can con cui Barack Obama vinse nel 2008. I più negativi, invece, ricordano ilSi può fare con cui Walter Veltroni perse le elezioni nel 2008. Vere entrembe le associazioni. Purtroppo per Civati e i civatiani, però, che sono riusciti a rendere ancora più astratta e impersonale l’idea che stava dentro allo Yes, we can di Obama.Mi spiego facendo un passo indietro. La differenza fra lo Yes, we can di Obama e il Si può fare di Veltroni era già abissale nel 2008. E lo è tuttora, ovviamente.Yes, we can infatti, con lo yes iniziale, afferma in modo perentorio un potere che è anzitutto una capacità, un saper fare, perché in inglese we can vuol dire noi possiamo, ma anche noi sappiamo fare, siamo capaci di fare. Per di più il noiinclusivo – prima persona pluraleci coinvolge direttamente, ci chiama a condividere la capacità, il sapere, la possibilità a cui lo slogan si riferisce: noi, tutti insieme, possiamo farcela (il che è rimasto nel Podemos spagnolo). Si può fare invece è in terza persona, cioè scarica su altri – all’italiana – l’onere del fare ed è per giunta impersonale, cioè lascia indefinito chi mai possano essere gli altri che dovrebbero fare le cose al posto nostro; inoltre Si può fare non afferma un bel niente, perché il può indica solo una possibilità vaga e generica; infine ricorda molto il sepoffà romanesco, tipico di certi malaffari di corridoio, il che non andava bene nel 2008 e va ancora meno bene oggi.
    Ebbene, il Possibile dei civatiani va anche oltre il Si può fare veltroniano, nel senso che è ancora più impersonale, ancora più astratto, ancora più vago: sparito il soggetto dell’azione (non c’è il noi, ma nemmeno il si impersonale), sparita l’azione (non c’è il verbo), sparita la sensazione di essere sul punto di,essere all’inizio di, che si avvertiva nel Si può fare (i linguisti la chiamanoincoatività), il Possibile civatiano è fermo, immobile. In più, le due barre bianche orizzontali, che dovrebbero significare uguaglianza, parità, inserite dentro al cerchio rosaranciolillà ricordano pericolosamente un segnale stradale, no peggio, un divieto stradale. Fermo e vietato, dunque.
    Certo, è solo l’inizio e tutto può cambiare, perché al momento Possibile è solo un’associazione, ma da giugno diventerà altro, trasformandosi in un “soggetto politico”, ha detto Civati (un partito? un movimento?). “Io non voglio impiccarmi alla questione del simbolo, io voglio dare un segnale e porre una domanda”, ha aggiunto alla fine. E giustamente, perché così com’è quel simbolo fa poca strada. Bisogna dire però, a onor del vero, che un simbolo è un po’ come un nome di persona: anche se non ti piace, anche se pensi sia sbagliato, se poi nei fatti e nelle azioni la persona che lo porta ti piace, se si comporta bene, se ti fa simpatia, alla fine digerisci il nome e non ci pensi più. Insomma, con un simbolo come con i nomi propri, tutto dipende poi da cosa fanno le persone che lo portano. Staremo a vedere.
    dice la stessa cosa che dico io: il simbolo è un cartello stradale... anzi un divieto

    mi piace molto la riflessione sul "yes we can" e "si può fare" e via scendendo su "possibile"

  9. #169
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    Predefinito Re: E' possibile

    Citazione Originariamente Scritto da Carnby Visualizza Messaggio
    Non lo so, ma è una ricetta che viene quasi sempre riproposta (per esempio da Vendola).
    Ah ok, non lo sai.
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

  10. #170
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    Predefinito Re: E' possibile

    Citazione Originariamente Scritto da pedro Visualizza Messaggio
    E' ovvio che stai spostando la produzione di energia altrove. Quindi?
    Quindi dove starebbe "l'ecologggggico" ?
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
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