
Originariamente Scritto da
berluskhorror
Cari forumisti,
insegno a milano italiano agli extracomunitari irregolari come volontario da poco. Questa attività mi ha riempito già il cuore in così poco tempo che vorrei fosse condivisa da altri. Afferisco come tanti altri volontari all'associazione Scuole Senza Permesso, insegno nella sede della FIOM a GIambellino, un quartiere abbastanza degradato di Milano. Chi ho davanti a lezione è varia umanità, colta o meno colta, ma comunque molto partecipativa. Faccio tre riflessioni rapide, lasciando il campo alla discussione conseguente: primo GLI "ALLIEVI": molto educati, sorridenti, gentili. Non posso ancora dire molto altro, visto che appunto non sanno parlare la nostra lingua nè io la loro (in maggioranza sono egiziani), secondo COLORO A CUI LO COMUNICO: alcuni mi fanno i complimenti (per cosa?), altri si interessano, molti mi chiedono perchè lo faccio, altri (pure molti) mi chiedono come mai dedico il mio tempo a "LORO" e non magari agli anziani ITALIANI, altri ancora non dicono nulla, limitandosi a sollevare impercettibilmente il sopracciglio, terzo IL RAZZISMO: al Nord Italia ce n'è davvero parecchio, frutto, come ogni razzismo che deriva da un mix di paura ed ignoranza, non cioè da esperienze dirette ma da semplici pregiudizi. Tutto ciò che sto sperimentando mi conforta nell'andare avanti, in un progetto che ha il fine di contribuire, nel mio piccolo, ad ampliare la conoscenza reciproca, uguale abbattimento del pregiudizio, uguale sconfitta della paura, uguale fine dei sentimenti razzisti. Ci riuscirò o bisognerà semplicemente aspettare le prossime generazioni nate qui (come è sempre avvenuto)?
Cordiali saluti,
Andrea