Cei: “Crocifisso nelle scuole pubbliche non è imposizione e non esclude”
In vista dell’udienza della Gran Camera, prevista per la fine di giugno sul ricorso del governo italiano in merito alla questione dell’imposizione del crocifisso nelle scuole, la Cei ha approvato e diffuso oggi una nota che pare diretta anche alla Corte di strasburgo. “Intendiamo richiamare l’attenzione” si legge nella nota dei vescovi “sull’importanza che la questione dell’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche assume in relazione ai sentimenti religiosi delle popolazioni e alle tradizioni delle nazioni d’Europa”. Secondo la Cei, “la presenza dei simboli religiosi e in particolare della croce” (rifletterebbe “il sentimento religioso dei cristiani di qualsiasi denominazione”) “non si traduce in un’imposizione e non ha valore di esclusione, ma esprime una tradizione che tutti conoscono e riconoscono nel suo alto valore spirituale, e come segno di un’identità aperta al dialogo con ogni uomo di buona volontà, di sostegno a favore dei bisognosi e dei sofferenti, senza distinzione di fede, etnia o nazionalità”. I vescovi italiani auspicano che “nell’esame di una questione così delicata si tenga conto dei sentimenti religiosi della popolazione e di questi valori, come pure del fatto che in tutti i Paesi europei si è affermato e si va sviluppando sempre più positivamente il diritto di libertà religiosa, di cui l’esposizione dei simboli religiosi rappresenta un’importante espressione”. “Una scelta non penalizzante per la simbologia religiosa” sostiene la conferenza episcopale “risulterebbe in linea con il principio di sussidiarietà che presiede al rapporto tra Stati e istituzioni europee, nel rispetto delle tradizioni millenarie di ciascun popolo e di ciascuna nazione”.
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....certo.... imporre la presenza del loro simbolo e non degli altri .... "non si traduce in un’imposizione e non ha valore di esclusione".
Cattologico.




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repapelle: ... ma andassero ad arare
