



Il problema è che non conviene a nessun lavoratore dipendente fare a meno dell'INPS: metà di loro hanno versato contributi per più di 20 anni e li vederebbero sparire insieme al loro diritto alla pensione, l'altra metà recupererebbe un misero 10% di contributi (subito dimezzati al 5% dalle tasse) mentre le aziende ingrasserebbero con il 23% di contributi INPS a loro carico che si risparmierebbero con sommo piacere ingrassando i loro profitti.
Se vuoi che lo stipendio ti sia pagato per intero non devi abolire l'INPS ma devi abolire le TASSE: sono quelle che fanno la differenza fra lo stipendio lordo che hai contrattato con l'azienda e quello netto che ti metti in tasca.
Ma pare che abolire le tasse o la morte sia impresa difficile.






Guarda, un formazione politica che volesse davvero cambiare le cose non avrebbe da fare altro che una unica legge: abolire i sostituti di imposta. Tutti.
Sarebbe la gente a quel punto a chiedere di chiudere carrozzoni, INPS, caf, Senato, Provincie... ministeri, municipalizzate....
Ma nessuna formazione politica fa mai questa proposta. Nemmeno i 5 stelle.
Il sonno della ragione genera mostri.
Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.


Sono d'accordissimo.
L'inps è un meccanismo diabolico che strozza i lavoratori privati con contributi da usura allo scopo di dispensare enormi privilegi pensionistici agli statali.
Tutti i lavoratori autonomi e dipendenti del settore privato devono fare una campagna politica per chiedere l'uscita dall'inps, così i mangioni statali restano a secco.


Gli autonomi attualmente incassano pensioni retributive superiori del 60% rispetto ai contributi versati a fronte del 30% che lucrano privati e statali, gli autonomi sono gli ultimi che avrebbero interesse a eliminare l'INPS.
Ultima modifica di trash; 22-06-15 alle 10:00


Io sono autonomo e teoricamente andro' in pensione fra 8 anni. Ti dico francamente che firmerei domani per riavere cio' che ho versato, diverse centinaia di migliaia di euro, ovviamente con i relativi interessi e rinunciare a una pensione che temo non avro' mai.
Ma sono discorsi teorici, le casse dell'Inps sono vuote, come si fa a chiuderlo?


Parlavo degli autonomi attualmente al lavoro, che subiscono una tassazione previdenziale micidiale in cambio di una pensione futura nulla o da fame. A quei poveretti iscritti alla gestione separata dell'Inps, poi, il già magro stipendio viene falciato di un terzo solo per mantenere nel lusso i pensionati d'oro o retributivi statali.
Attualmente la contribuzione previdenziale esagerata rappresenta la causa maggiore della chiusura delle piccole imprese, e la maggior dissuasione dall'aprire un'attività. Un avvocato tributarista mi diceva qualche tempo fa che la grande maggioranza delle cartelle esattoriali riguardano contributi inps che i lavoratori autonomi non riescono a pagare.


Le casse dell'INPS non esistono, il sistema funziona "a riparto" da quando esiste, la "cassa" sono i contributi di chi sta lavorando adesso:
- nonni: i padri hanno pagato la loro pensione a fronte di poco più del 10% di loro contributi
- padri: i figli stanno pagando la loro pensione a fronte di un 70% di loro contributi
- figli: i nipoti pagheranno la loro pensione a fronte di un 100% di loro contributi
- nipoti: dipende dall'andamento demografico e dall'immigrazione se ci saranno o meno i loro figli a pagargli la pensione...
Quelli come te, a metà strada fra padri e figli, fra otto anni - a legislazione corrente - prenderanno una pensione in media superiore del 20/30% rispetto ai contributi versati e quindi sempre molto più conveniente che riavere indietro i contributi versati che, al netto delle tasse e con i rendimenti attuali, non ti garantirebbero la stessa pensione a parità di speranza di vita.
Ultima modifica di trash; 22-06-15 alle 10:30