Ma pure Scaligero eh, che di cornacchie del malaugurio nordiche non ne voleva sapere affatto
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Le cause della sconfitta sono esoteriche e iperuraniche, lasciate le superstizioni tecnico-geostrategiche agli oscurantisti.
Che nel 1939 potesse apparirgli più pericoloso Hitler che Stalin mi pare comprensibile. In un anno baffino si era pappato Vienna e Praga, senza considerare che in gran parte dell'europa orientale erano andati al potere regimi che si rifacevano al fascismo.
Stalin invece era sulla difensiva, mentre i comunisti in Spagna le avevano prese. In merito a questo, mi sono spesso domandato se, un'eventuale vittoria dei rossi e la nascita di un regime comunista in Spagna, in piena Europa occidentale, paradossalmente non poteva giovare all'Asse, fortificando le posizioni politiche più anticomuniste nei paesi "plutocratici".
Fest nella sua bio riporta in proposito una affermazione alquanto poco verosimile, che lo zio avrebbe tutto sommato preferito la vittoria dei repubblicani a quella del viscido Franco. Ma cmq i rossi non sarebbero potuti durare in Spagna, troppe fazioni e con gli uomini del picconato in prima linea
Che se ne dica uno può anche non essere 'tradizionalista' (che poi neanche io lo sono), ma l'idea della storia come processo di caduta da un'era all'altra, con relativi brevi sacche di resistenza, non è che sia troppo incongruente con la realtà, poi magari uno vede nelle cose quel che ci vuol vedere. Forse prediligo la visione spengleriana, fatalista ma più "terrena". Come ricordammo anche Evola (non ritrovo quel pezzo, dannazione) disse che l'apparato industriale alleato era troppo inarrestabile sulla lunga distanza, per non parlare dell'atomica.
In ogni caso per quanto io sia pessimista butterei a mare la rassegnazione del "doveva andare in questo modo-dovrà andare in questo modo" senza abbandonare la lucidità e lanciarsi in proclami di necessità storica della restaurazione.
alla fine tutto si spiega con la guerra occulta della controiniziazione anticristica ma è più consolatorio e rassicurante vedere in gioco fattori materiali
Ma vedi Orco, scherzi a parte, la determinazione politica (oppure se vogliamo tirare in ballo gli strali celesti definiamola in qualche altro modo) è fondamentale.
Può tramutare una sconcertante ed inappellabile sconfitta in una fantasiosa ma "riconosciuta" vittoria (De Gaulle) o dilapidare un patrimonio di possibilità.
La politica ha permesso la vittoria dei pezzentissimi musi gialli in Viet-Nam e la sconfitta della Legione in Algeria.
Oggi assistiamo di nuovo all'invasione della Penisola dalla solita Sicilia senza che le moltitudinarie masse senza volto e senza tecnologie belliche superiori al gommone abbiano a dover temere nemmeno uno sguardo torvo di una Capitaneria di Porto.
Rendono il cupio dissolvi ancora più attraente, in compenso.
Non ricordo chi ammoniva che è meglio un governo deciso e senza eserciti che un esercito apprezzabile ma senza un governo lucido.
In questa massima spicciola c'è dell'esoterismo a buon mercato ma nemmeno troppo a buon mercato.