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Discussione: Ucronia

  1. #1
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    Predefinito Ucronia

    E' il caldo, perdonatemi.

    Ho bisogno dei filosofi del forum DR.

    Il mio ragionamento parte dal referendum greco di domenica. La mia visione del mondo mi porta a sperare che vinca il no, ma la ragione e l'esperienza sanno che invece vincerà il sì, perchè ci sono trend secolari che portano la storia verso una certa direzione (mondializzazione, omogeneizzazione, etc) e certe cose semplicemente "non possono" accadere. Le banche non potevano essere lasciate fallire, Gheddafi non poteva vincere la guerra, Assad prima o poi finirà sotto e Putin sarà comunque circondato da un cordone sanitario.

    Adesso facciamo un passo indietro di 70 anni. Hitler ascolta in tempo i suoi generali e inizia la guerra nel 1942, con una flotta di tutto rispetto. Roosvelt non è stato rieletto e al suo posto c'è un repubblicano isolazionista (Ford, ad esempio). In soldoni, l'Asse "non perde" la guerra e ne esce fuori uno scenario da guerra fredda tra Eurasia da un lato e Oceania dall'altro (cit. Orwell).

    Ora, non mi interessano le possibili ipotesi ucroniche ma il modo in cui l'uomo si rapporta alla storia: noi, oggi, 70 anni dopo, percepiremmo inconsciamente come inevitabile la vittoria di Hitler e tutto l'ordine che ne sarebbe scaturito? Oggi noi siamo convinti che l'Asse non potesse comunque vincere col mondo contro, e ne deriviamo una visione storica dalla quale non riusciamo a prescindere e che influenza tutta la lettura che diamo dei fatti futuri: siamo quindi convinti come dicevo sopra che esistano dei trend secolari che determinano gli esiti futuri degli eventi presenti, come se non riuscissimo a non avere una concezione non Hegeliana della storia.

    Che ne pensate?
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  2. #2
    .
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    Predefinito Re: Ucronia

    Quello che influenza la DR riguardo all'inevitabilità di alcuni passaggi storici più che la concezione hegeliana è l'idea della decadenza inesorabile, ma in ogni caso la questione è che i greci sono alla fame e alla mercé di tutti, anche nell'ipotesi migliore si "venderebbero" a Putin, ma vendersi credo sia l'unica possibilità che hanno, più che la Storia ci vedo rapporti di forza oggettivi. Ma non ho capito la domanda ( ).
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 03-07-15 alle 13:43

  3. #3
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    Predefinito Re: Ucronia

    Citazione Originariamente Scritto da Cale Yarborough Visualizza Messaggio
    E' il caldo, perdonatemi.

    Ho bisogno dei filosofi del forum DR.

    Il mio ragionamento parte dal referendum greco di domenica. La mia visione del mondo mi porta a sperare che vinca il no, ma la ragione e l'esperienza sanno che invece vincerà il sì, perchè ci sono trend secolari che portano la storia verso una certa direzione (mondializzazione, omogeneizzazione, etc) e certe cose semplicemente "non possono" accadere. Le banche non potevano essere lasciate fallire, Gheddafi non poteva vincere la guerra, Assad prima o poi finirà sotto e Putin sarà comunque circondato da un cordone sanitario.

    Adesso facciamo un passo indietro di 70 anni. Hitler ascolta in tempo i suoi generali e inizia la guerra nel 1942, con una flotta di tutto rispetto. Roosvelt non è stato rieletto e al suo posto c'è un repubblicano isolazionista (Ford, ad esempio). In soldoni, l'Asse "non perde" la guerra e ne esce fuori uno scenario da guerra fredda tra Eurasia da un lato e Oceania dall'altro (cit. Orwell).

    Ora, non mi interessano le possibili ipotesi ucroniche ma il modo in cui l'uomo si rapporta alla storia: noi, oggi, 70 anni dopo, percepiremmo inconsciamente come inevitabile la vittoria di Hitler e tutto l'ordine che ne sarebbe scaturito? Oggi noi siamo convinti che l'Asse non potesse comunque vincere col mondo contro, e ne deriviamo una visione storica dalla quale non riusciamo a prescindere e che influenza tutta la lettura che diamo dei fatti futuri: siamo quindi convinti come dicevo sopra che esistano dei trend secolari che determinano gli esiti futuri degli eventi presenti, come se non riuscissimo a non avere una concezione non Hegeliana della storia.

    Che ne pensate?
    Quando si dice che l'Asse, da un dato momento in poi, non avrebbe potuto che perdere perché aveva il mondo intero contro, non lo si dice tanto in termini numericamente "quantitativi" di paesi schierati contro Italia, Germania, Giappone ed alleati/collaborazionisti ma a causa delle risorse economiche, finanziarie, militari e naturali che USA, URSS, Gran Bretagna e relativo Impero coloniale avevano rispetto all'insieme dei paesi dell'Asse. Con un'Italia militarmente preparata meglio ed economicamente più solida, una Germania ancor più potente rispetto al '39-'42 e gli USA fuori dai giochi per scelta propria (isolazionismo), lo scenario sarebbe stato necessariamente diverso. Ma lo sarebbe stato proprio per l'assenza di alcuni dei fattori fondamentali e determinanti per la sconfitta finale dell'Asse effettivamente avvenuta nella realtà. Non per altro. Poi ci sarebbe il solito discorso della miopia politica del Fuehrer sia nell'atteggiamento verso le popolazioni dei paesi occupati che nelle relazioni col Vaticano e la Chiesa Cattolica, rivelatesi una palla al piede mica da ridere. Non per avere una visione esageratamente "vaticanocentrica" della storia, ma un Hitler che si riappacifica finalmente con Pio XII e che alle popolazioni europee, anche se nemiche, garantisce libertà ed autonomia, pur nel quadro di un nuovo ordine europeo egemonizzato dalla Germania e dall'Italia, avrebbe potuto giocarsi molte carte in più.

    Ad ogni modo, riguardo ai greci, io sarei meno fatalista. La situazione è molto incerta. Vedremo se vincerà la paura o se ci sarà un gesto di coraggio.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  4. #4
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    Predefinito Re: Ucronia

    Camerati ma con tutta l'afa e con 42 gradi di broda?

  5. #5
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    Predefinito Re: Ucronia

    Il Reich bancarottava nel 1940 senza guerra e la politica di rapina nell'Est non aveva altre alternative visto che o si lasciavano ucraini e bielorussi con le loro proprietà o si rifornivano uomini, cavalli, camion e corazzati, tertium non datur.
    Con un decreto speciale / è stata abolita la lingua del mio paese / sostituita da una nuova / tutto quello che finora avevo scritto / si considera non tradotto.

  6. #6
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    Predefinito Re: Ucronia

    Avevo capito Ucraina

    Poi ho vista la Grecia e tante greche con i baffi

    Cmq pare che stiano nella merda entrambi e ci rimarranno

  7. #7
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    Predefinito Re: Ucronia

    Citazione Originariamente Scritto da Cale Yarborough Visualizza Messaggio
    E' il caldo, perdonatemi.

    Ho bisogno dei filosofi del forum DR.

    Il mio ragionamento parte dal referendum greco di domenica. La mia visione del mondo mi porta a sperare che vinca il no, ma la ragione e l'esperienza sanno che invece vincerà il sì, perchè ci sono trend secolari che portano la storia verso una certa direzione (mondializzazione, omogeneizzazione, etc) e certe cose semplicemente "non possono" accadere. Le banche non potevano essere lasciate fallire, Gheddafi non poteva vincere la guerra, Assad prima o poi finirà sotto e Putin sarà comunque circondato da un cordone sanitario.

    Adesso facciamo un passo indietro di 70 anni. Hitler ascolta in tempo i suoi generali e inizia la guerra nel 1942, con una flotta di tutto rispetto. Roosvelt non è stato rieletto e al suo posto c'è un repubblicano isolazionista (Ford, ad esempio). In soldoni, l'Asse "non perde" la guerra e ne esce fuori uno scenario da guerra fredda tra Eurasia da un lato e Oceania dall'altro (cit. Orwell).

    Ora, non mi interessano le possibili ipotesi ucroniche ma il modo in cui l'uomo si rapporta alla storia: noi, oggi, 70 anni dopo, percepiremmo inconsciamente come inevitabile la vittoria di Hitler e tutto l'ordine che ne sarebbe scaturito? Oggi noi siamo convinti che l'Asse non potesse comunque vincere col mondo contro, e ne deriviamo una visione storica dalla quale non riusciamo a prescindere e che influenza tutta la lettura che diamo dei fatti futuri: siamo quindi convinti come dicevo sopra che esistano dei trend secolari che determinano gli esiti futuri degli eventi presenti, come se non riuscissimo a non avere una concezione non Hegeliana della storia.

    Che ne pensate?
    a cose fatte sappiamo qual era la necessità storica ineluttabile

    "Per spendere ancora qualche parola riguardo alla pretesa di istruire su come dev'essere il mondo, va detto che, in proposito, la Filosofia giunge in ogni caso sempre troppo tardi. In quanto è il pensiero che pensa il mondo, essa si manifesta nel tempo solo dopo che la Realtà ha completato il proprio processo di formazione e si è assestata.
    Anche la Storia mostra necessariamente ciò che il Concetto insegna, cioè l'idealità appare davanti alla realtà soltanto nella maturità della Realtà, e allora l'idealità si costruisce il medesimo mondo, colto nella sua sostanza, nella figura di un regno intellettuale.

    Quando la Filosofia tinge il suo grigio su grigio, allora una figura della vita è invecchiata, e con grigio su grigio non è possibile ringiovanirla, ma soltanto conoscerla: la civetta di Minerva inizia il suo volo soltanto sul far del crepuscolo" (Hegel, "Lineamenti di filosofia del diritto")
    Ultima modifica di Astaroth; 03-07-15 alle 14:36

  8. #8
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    Predefinito Re: Ucronia

    Hanno spezzato le reni alla Grecia

  9. #9
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    Predefinito Re: Ucronia

    Citazione Originariamente Scritto da Hegel Visualizza Messaggio
    In quanto è il pensiero che pensa il mondo, essa si manifesta nel tempo solo dopo che la Realtà ha completato il proprio processo di formazione e si è assestata.
    ovviamente Marx e Tommaso ve lo annunciano già prima perché sanno come va a finire

  10. #10
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    Predefinito Re: Ucronia

    Citazione Originariamente Scritto da Orco Bisorco Visualizza Messaggio
    Ma non ho capito la domanda ( ).
    Eh nemmeno io l'ho capita
    E' uno di quegli embrioni di idee che si affacciano alle tre di notte nella canicola estiva.

    L'uomo contemporaneo tende a dare per scontato che alcuni eventi si siano prodotti in un certo modo invece che in un altro, e ne trova delle spiegazioni a posteriori (come quelle ottimamente fornite da giò poco sopra) che però sono per forza generalizzazioni, data l'inifinità granularità degli eventi che costituiscono quello che noi chiamiamo "storia".

    Quel che non mi convinceva stanotte non erano le ragioni per cui possiamo stabilire Hitler abbia perso la guerra, ma la sensatezza logica dell'affermazione "era inevitabile che Hitler perdesse la guerra", alla quale le ragioni sopra menzionate fanno da spiegazione.

    Pensiamo a una spiaggia composta da miriadi di granelli di sabbia. Una tempesta la investe e ciascun granellino individualmente reagisce alla forza cinetica della tempesta, per cui passata questa la spiagga ha una diversa conformazione. Questo potrebbe spingere l'osservatore ad osservare che la nuova configurazione era inevitabile, mentre in realtà è solo una delle molteplici configurazioni possibili. Poi si può dire che il vento soffiava a tot nodi e la marea aveva una determinata forza, ed effettivamente queste grandezze sono quelle che hanno creato la configurazione finale, che però in realtà resta frutto del caso.

    La similitudine si può applicare alla storia? I granelli di sabbia sono i singoli eventi e le forze naturali le generalizzazioni che utilizziamo per spiegare il perchè si ebbe un esito invece che un altro, non tenendo nel dovuto conto la casualità che invece funziona da "materia oscura" della Storia (non mi addentro nel discorso della Provvidenza).

    L'altra conseguenza è che pensando di aver compreso un trend storico estrapoliamo dal passato delle considerazioni per il futuro che sono molto meno affidabili di quanto crediamo.

    E così ci permettiamo ex post un sorrisetto di compiacimento pensando allo Zio che invade la Russia senza tener conto del precedente di Napoleone, e ci aspettiamo inevitabilmente un futuro pieno di negher.

    Forse dovevo intitolarlo: Historia magistra vitae?
    Ultima modifica di Cale Yarborough; 03-07-15 alle 14:43
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